Articolo postato mercoledì 18 gennaio 2012
Giuliano Mesa
Quattro Quaderni
Zona editrice 2000
10-s- ancora. Cinque sculture in atto
I
prendi due suoni tra due pietre
e fanne un masso,
fanne un ammasso che dirompe,
sfrangia, sfera che si fa crepa,
che s’apre,
e s’apra come una pietra percossa
( e saprà, se saprà dirlo ancora)
II
con molta impazienza,
molta fretta di fermare le mani,
formando un nido,
per acquietarvi l’ombra,
solco che scava, luce dopo luce,
s’impolveri l’ombra,
e poi rimanga, e poi rimanga (...)
Ciao Absolute, per il mio "cyclo" : "libri s/visti"- poesie di un passato che è prossimo, propongo "Quattro quaderni" di Mesa edito da Zona non tra i più circolati negli ultimi anni, direi. A prestissimo lidia
Articolo postato sabato 17 dicembre 2011
Se questo cosmo
Se questo cosmo
che a noi sembra così minuto
potessi io racchiudere in svelte parole,
sbilenche o irridenti,
spiegando tracce con tratti
violenti e ingrati;
come sola la mano esegua
un percorso orbitale
possa io vivere in vere parole
l’adunarsi di lumi e di lune
attorno ai tavoli dei caffè.
Vicino al temporale
La luna ora
è un dito puntato, sfacciato,
su di noi,
costruiti come case popolari;
l’elettricità evade
le apparenti nubi,
al limitare (...)
Articolo postato sabato 17 dicembre 2011
remember at the time of its release that many reviewers considered Bass Culture a slight disappointment because it didn’t reach the highs of Forces of Victory. Granted, following up a record as great as Forces of Victory is no easy task, but all these years later I wonder what were people thinking. Bass Culture is tremendous, another successful collaboration between Johnson and Bovell with songs that are, at times, even more confrontational (e.g., "Inglan is a Bitch") than anything he had (...)
Articolo postato venerdì 16 dicembre 2011
Hardcore pornography>
pompa nelle cave un sangue
alza le chiuse
si lascia in visione
(analitico osservare: lo sente come un tatto)
lui dentro a un buco
(in sempre maggiore apertura)
con parti in esteso
con parti slabbrate
(tane occupate in abuso)
l’occhio deposto e disperso
la mano orientale detiene la vista
palpando dà vita a piaceri visivi
e chi vede si sente in coazione di corpo
la pelle tirata
(un seme che punta la testa sopra una crosta e la bagna)
un calore in (...)
Articolo postato domenica 27 novembre 2011
Il cibo senza nome di Pasquale Vitagliano
Lietocolle -collana Aretusa- 2011.
Prefazione di Paolo Ruffiilli
Astri
Può esserci una stanza
senza centro di gravità?
Dove per pura volontà d’altro
i mobili senza volontà ripetono
tutti i movimenti degli astri.
Puoi allora senza saperlo vedere
i divani subire la rotazione del sole,
così da sorgere lì dove c’erano i lumi,
retrocessi al nadir della loro rivoluzione.
Può essere dannata una vita senza pareti.
Il cibo senza nome (...)