Absolute Poetry 2.0
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30 LUGLIO 2006

Alle vittime della Strage di Cana, Libano

Articolo postato lunedì 31 luglio 2006
da Erminia Passannanti

In collina mandiamo i bambini
bisognosi di ginnastica
e diletto.

Oppure mandiamoli al mare,
fa lo stesso.
L’aria salmastra gioverà ai loro bronchi,
così, la sabbia calda
ai ginocchi.

Procuriamo loro
secchiello e paletta
e mandiamoli al parco
a svagarsi.
Facciamoli giocare
lontano dagli scoppi.

Chiniamo ora
il nostro sguardo a terra:
Già: la guerra è la guerra.

Ma non chiediamo ai bambini
di trasformarsi in martiri.

[Erminia Passannanti, 30 luglio 2006.]

24 commenti a questo articolo

> 30 LUGLIO 2006
2006-08-02 08:52:16|

Maria,
non credo sia colpa nostra. E’ colpa di chi vende le armi, di chi fa le stragi, di chi muove gli eserciti, di chi in definitiva semina odio. L’anno scorso - il testo precedente che ho postato tratta di quello - hanno ucciso Hariri in attentato. Qualcuno ha dato colpa a Hezbollah, o alla Siria, ma è una sciocchezza. Hariri, come tutti i libanesi, aveva rapporti con i siriani. Si è indebolito quindi un paese, colpendo uno dei leader che stava facendo rinascere, anche economicamente, e turisticamente pure, il Libano. Molti libanesi sono convinti che ad assassinare Hariri siano stati gli americani, e lo si può pensare perché Hariri non ha mai impedito la vendita di armi a Hezbollah da parte di Siria e Iran. Dopo un anno scoppia la guerra, e la prima cosa che gli israeliani colpiscono sono le infrastrutture, non le postazioni di Hezbollah. Né gli States, né Israele, possono permettere a un paese allineato con Siria e Iran di diventare economicamente, e vista la posizione pure strategicamente, forte o dominante nella regione. Quindi qualsiasi cosa è buona per fomentare l’instabilità, quindi le stragi dei suoi leader, preparando parallellamente un piano di attacco nell’eventualità che la miccia si inneschi anche dall’altra parte.
Io, sinceramente, non mi sento responsabile!


> 30 LUGLIO 2006
2006-08-01 18:47:11|di maria

Mi unisco ad Erminia, Pepe e Christian, dicendo anch’io la mia: sostanzialmente che tutti i morti sono uguali e tutti i morti sono anche colpa nostra.

"In questa vita non è difficile morire

vivere è di gran lunga più difficile"

se "l’unica ragione della morte

è aver ragione di morire"

"se i cani cominciarono a chiedere

per ogni cane morto dieci uomini vivi"

per ogni israeliano dieci palestinesi tra i civili

per ogni katiuscia dieci f-16

per ogni hamas- hezbollah tutte le stelle

di davide e le strisce perché

la terra non mantenne le promesse

e con il sangue il sangue risarcisce

un mare rosso sangue che spartisce

due cieli che ogni idolo marcisce

temi la morte per acqua giordana,

temi la vita che affama - e non c’è argine

all’odio che t’addestra una vita

quell’odio che al carnefice avvicina

la vittima se "ciò che non mi uccide

mi fortifica" da chi più umilia

apprenderò l’arte della carne-

ficina. se l’odio mi scarnifica

da lemure profanerò la vita.

"Attento a Tripoli" dicevi e : "Veni

sponsa de Libano, veni". Nessuna

intimità rende i proiettili educativi

nessuna intimità che non sia quella

nei condomini di carne esibita

nei condomini di carne sventrati

un ballatoio cablato all’uscita

con bella vista sopra mattatoio.

Ma la mia voce, vedrai, sarà scientifica

come sterminio o come liturgia

come la legge dell’uomo e del ritorno

ti colpirò, vedrai, come un beccaio

come la vecchia falce travestita

da mulo o candyman caramellaio:

vuoi giocare alla guerra bambino?

vuoi giocare a quel gioco divino

della morte? apprenderai il martirio

ma più carogna d’un grasso bovino

che scoppia sputando più merda è possibile.

T’insegnerò ad infibulare la vita

questo mondo non è attrezzato a un piacere

che non sia d’una specie sonnifera

ma religiosa come per i popoli

come quel sonno che duri papaveri.

Eppure sarebbe stato quasi semplice

nascere gemino, rizoma o sizigia

un archetipo duale che effigia:

vita tua, vita mea, Sulamith!

e invece o sarai tu o sarò io

ma entrambi dobbiamo morire

o sarai tu o sarò io

e la testa ha reciso Judith.


> 30 LUGLIO 2006
2006-07-31 22:13:58|di erminia

Grazie Gabriele, vorrei fosse chiaro a chi legge questo testo, che pur essendo un’elegia per le vittime innocenti, la mia poesia è rivolta ai libanesi e non agli israeliani, se si legge soprattutto l’ultima stanza...la polemica è verso chi in questo momento nella sua condizione di vittima, strumentalizza i bambini morti uccisi.....L’ho spiegato su Erodiade, e non avrei molto altro da aggiungere: se si legge l’ultima coppia di versi della poesia, si chiarisce da sé questo punto, in quanto parlo di un noi, rivolgendomi a loro, alla loro comunità lesa, con la speranza ma anche con il monito, che sicuramente resterebbe inascoltato se pure potessero o volessero udirmi, a non usare i bambini come loro (e noi come nostri) martiri in nome di valori oltraggiati, dei quali adesso ferocemente vendicarsi....Un sasso disperato gettato nello stagno del nostro (intendo di tutti, in modo globalizzato) stolto senso di identità cult....delle nostre folli guerre territoriali.....) erminia


> 30 LUGLIO 2006
2006-07-31 18:28:21|di Gabriele Pepe

Diretta e potente! Complimenti erminia!


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