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ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!

(un saggio di Tommaso Lisa per continuare il dibattito)

Articolo postato lunedì 5 febbraio 2007
da Luigi Nacci

Nemmeno una settimana fa Nevio Gambula ha inaugurato in AP la discussione intorno a Maria di Aldo Nove.

Visto il clamore, il numero di interventi e di posizioni dissonanti, con piacere posto un poderoso e impegnativo saggio dell’amico Tommaso Lisa, scritto in occasione di Fuoco su Babibonia! e pubblicato nel 2003 su "Trame di letteratura comparata" n. 7.

E lancio una bottiglia impossibile nell’oceano della rete: ANTONELLO, SEI CI SEI, BATTI UN COLPO: la pazza (non)redazione di Absolute Poetry ti aspetta!

50 commenti a questo articolo

ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-11 01:48:04|

ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-11 00:57:01|di lorenzo

ma i "direttori" di absolute non avevano dichiarato una nuova linea di contenimento dello spam? io in questo post ne vedo a bizzeffe.

lorenzo

Lorenzo, scusami, mi spieghi cosa hai inteso tu con la parola "spam", in america?

... mi sa che non ci siamo...io personalmente non vedo nemmeno una piccolissima linea di spam, qui,,,,

essendo lo spam tipo di pubblicita’ esclusivamente commerciale,...e non altro...

ti sarei grata tu espandessi...

erminia


ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-11 01:09:01|di Andrea Cortellessa

È difficile andare avanti, Nevio Gambula, pare un dialogo fra sordi. A me piace, dico io, e ti chiedo di argomentare perché non ti piace (ma l’hai già fatto). A te non piace, dici tu, e mi chiedi di argomentare perché mi piace (ma l’ho già fatto). Parrebbe che non abbiamo più niente da dirci. E invece ti voglio chiedere almeno questo. Ammesso e non concesso che l’ideologia di Maria abbia i connotati che gli conferisci tu, ti pare possibile che l’analisi di un testo, o la sua semplice valutazione, possa essere solo quella della sua difendibilità/condivisibilità sul piano ideologico? «Non credo, francamente, di avere sbagliato molto sull’analisi ideologica del poema». E se pure fosse? È tutto qui?
Stasera sono stato a sentire per due ore e mezzo il Teatro Valdoca che delirava (dalla mia prospettiva ideologica, beninteso) di macellazione universale e/o amore universale. Se leggo i testi (di Mariangela Gualtieri) sul programma di sala, posso anche alzarmi e andarmene. Ma si dà il caso che lo spettacolo fosse di un’energia travolgente, di una compassione commovente, di un coinvolgimento assoluto. Mi devo fustigare perché mi piace? Mi devo preoccupare perché mi piace? Mi devo scandalizzare perché mi piace?
Se l’avessi visto tu semplicemente non ti sarebbe piaciuto, e saremmo sempre uno a uno. Però, scusa, in questo modo censuri, cioè ti proibisci, una parte troppo grande dell’espressività umana.
Infine. Se nei confronti di Nove non hai nessuna attesa, e non ti ha mai interessato, perché continui a discuterne? Dove sta il problema? Se davvero è un autore da nulla, inesistente, inconsistente, se ha fatto un testo inesistente e inconsistente non ha dato che riprova all’opinione che già avevi di lui. E invece no, ti fa incazzare, ti fa discutere, ti fa alzare la voce. Perché? La mia supposizione, sicuramente indiscreta (e per la quale mi scuso in anticipo ove ti offenda), è che Maria in realtà non ti faccia così schifo, e che questo faccia a pugni con una parte di te, e che tu non accetti (come io invece accetto da molto tempo) che qualcosa dentro di te faccia a pugni. È questa falsa coscienza che Marx definiva «ideologia»: per demistificarla e combatterla.
Sin dall’inizio Nove è uno dei pochissimi autori contemporanei che ci faccia fare a pugni (metaforicamente, s’intende). È proprio per questo che ideologicamente, oltre che artisticamente, è un autore molto interessante.


ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-11 00:57:01|di lorenzo

ma i "direttori" di absolute non avevano dichiarato una nuova linea di contenimento dello spam? io in questo post ne vedo a bizzeffe.

lorenzo


ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-10 18:46:49|

chi crede cortellessa muore in se’ e fuori di se’ l’unica credenza e’ e finisce nell’io.Punto. Trascendere significa superare salendo e’ tutti lo sappiamo credere nel superare e’ impossibile perche’ sono due X in termini matematici due incognite. dante erra nel dire colui lo cui saver tutto trascende.Fece li celi. inferno settimo canto. Io posso dire credo in questo mattone ma non credo che questo mattone non esiste..capito Cortellessa quello che voglio dire: grazie


ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-10 18:38:54|di nevious

Intanto, per fare chiarezza: nei confronti del Nove autore non ho mai avuto nessun orizzonte di attesa; semplicemente, non essendomi mai piaciuto, ogni sua nuova opera mi lascia indifferente. Se non l’ho fatto in questa occasione è perché ho trovato le implicazioni del poema (tema+contesto+ricezione) PERICOLOSE. La mia è stata una reazione “ideologica”, dunque politica. Davvero, Andrea, nessuno scandalo. Ma non è questo il problema. Il problema, per quanto mi riguarda, è IL POEMA IN SÉ, e quindi, ma solo di riflesso, quello che tu e Piccini avete scritto in merito. E se proprio di scandalo devo parlare, preferirei farlo in relazione al fatto che questo poema venga considerato “grande poesia”: questo è scandaloso, al limite, ecco. Tu chiedi se il testo di Nove è importante … Ti risponderei: sì, ma non per il testo in sé. Il testo, per quanto mi riguarda, è ben poca cosa (poeticamente parlando). Diventa importante perché si inserisce in un contesto che gli assegna immediatamente delle implicazioni ideologiche precise, di cui ho già detto. Non credo, francamente, di avere sbagliato molto sull’analisi ideologica del poema. Potrò avere calcato troppo la mano, va bene, ma sbagliato mira, sinceramente, non credo proprio. Però, almeno su questo, chi pensa che non sia così, dovrebbe per favore portare delle prove, e intendo qui dei reperti di testo che non mi portino ad affermare la sua contiguità con la deriva cattolico-oltranzista d’oggidì. Dei reperti di testo, però, non delle idee preconfezionate sull’autore Aldo Nove o delle recensioni negative di soggetti interni al discorso neocon (cui tra l’altro si potrebbe facilmente contrapporre la recensione favorevole di Avvenimenti). Potrei fare una disamina precisa di ogni canto mostrando nei particolari come il retroterra “teologico” è perfettamente in linea con il pensiero dominante in tema … Nel primo canto, di fronte alla paura del finito, si cerca qualcosa cui aggrapparsi: arriva la luce-dio e nomina Maria; il quarto è quello dell’apparizione dell’angelo che comunica a Maria la sua gravidanza divina … E via sino alla Parola che crea l’universo, al ricominciare della storia, all’idea di madre protettrice -consolatrice, etc. … O no? A me, lo dico con sincerità, del retroterra personale (la nonna) o delle auto-dichiarazioni del poeta o del fatto che scriva cose interessanti su Liberazione (che tra l’altro considero un pessimo giornale, dunque proprio non leggo), non m’importa ‘na sega. Ho di fronte il testo, e su questo reagisco. E su questo vorrei continuare la discussione, tralasciando tutto ciò che è rumore di fondo.

n.g.


ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-10 16:08:32|di Andrea Cortellessa

Ha ragione Luigi (Nacci?),
Tommaso Lisa ha risposto in pubblico a una mia mail privata. Una risposta incomprensibile (oltre che inquietante, nella prammatica communicativa asimmetrica che introduce), se non parafraso quanto scritto a lui ieri pomeriggio. Sono costretto, da questa sua iniziativa, a farlo. Se mi si coinvolge in un’operazione di «marketing» (o, come più esplicitamente dice Christian [Sinicco?], «marketting»), e se si conosce solo un po’ come e quanto ho lavorato in questi dieci anni, mi si offende gratuitamente.

Ho letto Maria in anteprima, e mi è molto piaciuto. Comunicato detto gradimento a Nicola Crocetti lui mi ha chiesto di scrivere un testo di commento, diciamo un’introduzione, a una sua scelta del medesimo testo. In cambio non mi ha dato una lira, né mi ha fatto sborrare in bocca a nessuno. Oltretutto mi pare sfugga a molti intervenuti che Crocetti non è l’editore di Maria. Marketing deché, dunque?

Un problema che aduggia pesantemente questa forma di comunicazione si può riassumere cosi: a te non piace un determinato testo, piace a un altro e questo lo scrive su qualche media cartaceo; di conseguenza quest’altro è un perfido e corrotto marchettaro.
Non magari perché effettivamente foraggiato dall’editore x o dall’autore y, ma perché parte integrante dell’orribile macchina mediatica, dell’impero del male editoriale ecc. (singolare quest’astio, mi limito ad annotare, in chi pregia tanto la radicale democraticità, la pervasiva capillarità, l’eversiva innovazione della comunicazione in rete, tale – si asserisce – da essere destinata a seppellire tutte le altre forme di comunicazione, appunto).
Quando Christian dice che, critico «snob» (lasciamo perdere che usa quest’espressione al contrario di quel che significa, come fanno quasi tutti), parlando di un "vero" avvenimento insulto tutti gli altri, ancora una volta o non ha avuto il minimo sentore di tutte le iniziative, cartacee e non, che ho riservato alla poesia in questi dieci anni, oppure ha le traveggole.

Sia Christian che, prima, Gambula (il quale ha scritto un testo troppo acido e aggressivo ma certo non privo di argomenti) ironizzano poi sulle espressioni che ho usato nel presentare Maria, «stupore» e «scandalo». Ma se hanno letto il mio testo sanno che le usavo per problematizzarle e, almeno nel secondo caso, per contraddirle e augurarmi che non venissero usate (convinto come sono che il successo di scandalo arrida, di regola, a chi non lo merita), nella ricezione di Maria. Pia speranza, è il caso di dire: come dimostra proprio questa discussione. Lo «stupore», quello non posso negarlo. Soprattutto il tono, più che il tema, scelto da Nove sorprende (facile dire adesso di non essere sorpresi) chi lo conosce. Parliamo di questo, allora, piuttosto che di me.

Appunto lo specifico di Nove è stato sempre quello di disattendere l’orizzonte d’attesa. Di spiazzare. In questo senso, sì, di scandalizzare.
Gambula nega di ssere «scandalizzato», ma esprime «radicale contrarietà», «politica – e poetica – perplessità».
Lisa, che ricorda (dopo che l’ho fatto io, nel testo che tanto lo ha deluso) il precedente di Amore mio infinito, è bensì sfiorato dal sospetto che «Un attacco frontale, dall’esterno, alla struttura politica degli istituti religiosi non sarebbe stato efficace come la relativizzazione, dall’interno, di questa elegiaca analisi antropologica», ma a scanso di equivoci conclude: «Aspetterò comunque con ansia i prossimi tuoi testi sulle sborrate in bocca, magari tra uomini».

Non nascondiamoci dietro a un dito. Questo è scandalizzarsi, altroché. E, almeno nel caso di Lisa, nel modo più contenutistico possibile (alla Corrado Guzzanti: «Maria brutto!»). Maria no, sborrate in bocca sì. Questo è perbenismo, perbenismo squisitamente postmoderno, ma perbenismo della più bell’acqua.
Attenzione: non ce l’ho a priori con chi si scandalizza. Lo dico a beneficio di Christian, ma per mie passate prese di posizione mi si è dato persino del critico «moralista» (e tutto sommato ci sto). Ogni mattina che leggo il giornale, l’amperometro del mio scandalizzarmi tocca i livelli di guardia.
Quello che contesto, e ho provato a spiegarlo collegando Maria al resto dell’opera del suo autore (come mi pare elementare ufficio della critica), è che ci si debba/possa scandalizzare per questo testo.

Per favore, cerchiamo di andare oltre il contenutismo volgare (nel senso del materialismo volgare). Il testo di Nove è importante o no? È riuscito o no? È emozionante o no? È questo che ci dobbiamo chiedere, preliminarmente, come ho fatto io. Solo dopo questo ci si può (perché no?) interrogare su ciò che questo testo sintomatizza, sull’ideologia (o le più ideologie) che sottende, ecc. Per es. che Maria sia tanto organico e ossequioso nei confronti del pensiero cattolico dominante, mi pare abbastanza messo in dubbio dalla reazione circospetta e sufficiente di uno, come Silvio Ramat, che a quest’ideologia è organico. (Grazie a chi ha postato la recensione, è un contributo importante.) Che il suo autore sia un furbastro che cavalca le derive neocon della nostra società, lo può pensare solo chi non segua la sua collaborazione a Liberazione (non perché scriva lì, ovvio, ma per quello che vi scrive).

Che infine, come egli stesso qui dichiara, sia un «ateo militante», io mi permetto di dubitare. Una sua e mia cara amica, tempo fa, a questo mio dubbio rispondeva che «Antonello crede alla Madonna come crede a Scooby-Doo». Sarei propenso a essere d’accordo: a patto di pensare che, in modi diversi, effettivamente egli creda tanto nella Madonna che in Scooby-Doo.

Giorgio Manganelli, che mentalmente ed emotivamente viveva asimmetrie e contraddizioni non troppo dissimili, s’è interrogato tutta la vita su «cosa voglia dire "credere"». Non «credere in Dio»: «credere», in generale. Così come Lisa, Gambula, Luigi, Christian e tutti noi «crediamo» le cose che ci spingono a scrivere questi sproloqui. Forse se si apre una discussione su questo, anziché sul marketing e le marchette, facciamo (come si diceva quando si «credeva» decisamente più di adesso) un passo avanti.


ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-10 14:54:17|di Christian

Mi sembra evidente Luigi che ci sia un seguito (da "tempo immemorabile" ormai), come è evidente l’operazione di marketting, che si poteva fare ugualmente con un po’ di misura in "più".


ANDREA CORTELLESSA: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-10 12:31:37|di Luigi

Tommaso, mi spieghi per favore cosa c’entra qui Cortellessa? Ho cercato, ma non ho trovato nessun suo commento a questo post! A meno che non ti abbia scritto una mail privata, e se così fosse, perché fare scuse pubbliche? (cfr.: Bauman, La solitudine del cittadino globale & Voglia di comunità & Amore liquido, &tc...)

A questo punto, visto che gli rispondi qui, vuol dire che è in ascolto, dunque approfitto per rivolgergli un appello: ANDREA CORTELLESSA: SE CI 6, BATTI UN COLPO!


ALDO 9: SE CI SEI BATTI UN COLPO!
2007-02-10 12:29:03|di Christian

@ Nevio: ho scritto una cosa satirica? Non lo so - credo di no. La posterò la prossima settimana. Ecco, io non ho una chiusura ideologica forte come la puoi avere tu, ma trovo invece nei testi pubblicati incongruenze nel trattamento di ciò è scritto e che poi dovrebbe in sostanza dire qualcosa, farci viaggiare nel poemetto, prenderlo per buono. Tutte le analisi fin qui prese in esame - estrapolo la tua dal contesto - non si fermano minimamente su ciò che viene scritto, su cui anch’io nutro disagio in alcuni punti, poiché tutto sommato questo loop del "postmoderno" che trita e ritrita argomenti è oramai una melassa. Gli articoli sostanzialmente fanno una grande storia del pellegrinaggio di Nove verso Maria, prendendo spunto dal testo, ma senza metterlo in crisi, prendendolo per buono senza nemmeno pensare che dall’altra parte degli essere dotati di cervello possono capire l’operazione. Avrei preferito - ma se tu parli di disarmo critico, io sono già alla fase ulteriore - una trattazione critica, e non la marketta.
Poi per me non è scandaloso parlare di nulla, e non produce quindi stupore, come vorrebbe Cortellessa nell’articolo. Commentando il tuo post dicevo che era una particolare e personale rappresentazione di un personaggio - sono convinto sia ancora così, pur avendo letto 12 componimenti su 30 - che fa notizia solo perché c’è l’icona blu di Aldo Nove e perché la propaganda è stata impostata sullo scandalo - Toscani parlerebbe di una buona campagna pubblicitaria, e l’importante è che si venda... però non è così per Aldo Nove, che è venuto qui perché tutto sommato credo sia interessato a capire cosa ne pensiamo - in generale non bene.
Riguardo l’operazione pubblicitaria, mi pare una decisa mancanza di rispetto invece quello che scrive Cortellessa su Poesia: "convinti, come siamo, Nicola Crocetti e io, che si tratti di un "vero" avvenimento: da non confondere con i tanti pseudo-eventi, "fattoidi" e minimi fatterelli e faccenduole che ogni settimana animano, si fa per dire, il piccolo mondo della nostra letteratura." Il "vero", pur tra virgolette, è un’assurdità, ma se questa è la critica, una critica snob, che non prende in considerazione ciò che accade ovunque, dal basso, che anima, produce delle esperienze, crea un contesto, apre dibattiti, presenta autori, critica gli esistenti per aver prodotto qualcosa di mediocre o sufficiente, non c’è più letteratura, perché manca l’analisi di ciò che accade, e si preferiscono teorie i cui fondamenti stanno solo nell’invenzione letteraria o nello scommettere su dei cavalli - ma almeno bisognerebbe saper scommettere, no?


Breve lettera di scuse a Andrea Cortellessa
2007-02-10 09:49:50|di Tommaso Lisa

Caro Andrea,

se leggi meglio nei post precedenti, il mio "sborrare in bocca" è riferito a una precedente nota di colui che si firma Aldo Nove, il quale voleva tranquillizzarmi sul fatto che presto sarebbe tornato a scrivere di cose pornografiche eterosessuali. Declinarlo al maschile mi era utile solo per uscire dal genere eterosessuale. Non c’è nessun collegamento, se non in mala fede, fra te e quell’immagine. Questo sia chiaro. Se ritieni necessaria una precisazione sul sito, sono ben disposto a farla, anche per evitare nuovi futuri fraintendimenti. Il tuo saggio introduttivo comunque non mi è piaciuto, sia come metodo che come forma, e mi ha forse deluso più di quello che ha scritto Antonello. Che l’uscita di Maria sia stata costruita ad arte come un evento letterario prima dell’uscita del libro è un dato di fatto, anche se Crocetti non è l’editore. Sono doppiamente rattristato, perché pensi che io pensi che tu sei un marchettaro (anche se mi sfugge perché hai scritto delle pagine che non sono all’altezza di altre, splendide, di qualche anno fa), e perché Maria e ciò che c’è intorno non mi piace. Sono sempre più persuaso di dover tacere, ogni parola, ora, è fuori luogo. Scusa ancora, se puoi

Tommaso


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