Absolute Poetry 2.0
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Alcune poesie di Adriano Padua

Una voce nuova si affaccia alla poesia italiana

Articolo postato venerdì 9 settembre 2005
da Lello Voce

Propongo qui di seguito alcune poesie di Adriano Padua, autore ancora giovanissimo e sinora praticamente sconosciuto ai più, che mi sembrano davvero belle. Immagini efficaci e una tenuta del ritmo davvero rilevante mi hanno fatto pensare, sin dalla prima lettura, che mi trovavo di fronte ad un autore il cui lavoro andava assolutamente incoraggiato e seguito con attenzione. Mi piacerebbe conoscere il parere di tutti voi.

Spero che questa possa essere anche l’occasione per vivacizzare i commenti che sinora, nel nostro bel blog, purtroppo languono.

lv.

CANTO (febbrile)

la luna chiama e i fuochi si protendono
il vento li distrae in un moto obliquo
l’ossigeno s’intossica s’inquina
dei torbidi residui della notte
che storce nei suoi vicoli la terra
distesa a protezione dei potenti
violenti e come sempre intenti a fottersi
l’intero mondo con abnegazione

e viaggia l’eroina in processione
fa il giro del pianeta lo percorre
si penetra nei corpi assuefacendoli
in opera di evangelizzazione
spillando le pupille nella faccia
legata ai lacci stretti nelle braccia

le voci degli ubriachi che si spaccano
le ossa a calci e il fegato a bicchieri
risuonano nei cumuli di polvere
che navigano il sangue come sonde

da questo buio mosso che dirompe
si disfano le ombre e si dilaniano
nei giorni miei stroncati nelle mozze
parole che i poeti si dimenticano

*****

notte costretta in morsa di tenaglia
ferita a luce da coltelli stelle
colante di bagliore al riluttare
degli echi soffocati di calante
luna che crepa in quarti come musica
e creola s’assorbe di silenzio
parte di se negando agli spartiti
composti nel violarsi delle orbite

di rime nella mescola rimaste
intrise d’italiano tecnologico
a contestare al testo norma e forma
sincronizzate in loop al rituale
ripetersi narcotico dei suoni
che stona tramortite percussioni
nel riportare i versi fuori secolo
a tramutati metri e lingue e traumi

*****

Ferragosto a Roma

ci sono solo spot alla tv
un pò di sport e tanta fantascienza
le strade sono in crisi d’astinenza
di polverine fine e di monossidi
un traffico qualunque che le stressi
di droga o d’automobili esso sia
che pure il papa se ne è andato via
a fare festa altrove e simonia

tra scuole chiuse e chiese aperte e vuote
i cellulari squillano e si scuotono
e i topi stando zitti negli squat
ascoltano piuttosto che squittire

scrostati i muri sembrano morire
sotto il cemento è armato e sopravvive
settembre come sempre incombe e scrive
verserà versi in piogge radioattive

*****

l’accento cade a vuoto sulle decime
cercando in bocca i decibel del suono
che vanno dissolvendosi e nel cedere
ritornano la cenere che erano

dentro il silenzio nostro che pietrifica
croste d’inchiostro in trame di catrame
forme del buio e vene che ne tremano
ombre che notte inghiotte nello stomaco

*****

AI POETI SERENI (a S.D.B.)

la vostra eterna quiete colloquiale
è requiem per le esequie del linguaggio
preghiera per un dio già morto che
si disfa che si va putrefacendo

sporcatevi le mani con il sangue
che il secolo riversa insinuato
nelle interiora dell’eternità
come un infetta massa tumorale

.

14 commenti a questo articolo

Alcune poesie di Adriano Padua
2008-07-26 10:39:48|di giusto misiano

e pensare che adesso siamo due nel sognare una poesia senza punteggiatura il futurismo aveva già sperimentato poi la scuola a rovinato Adriano è un Poet fuori dubbio e voi "lasciate tranquilli quelli che nascono non gli fate trovare tutto pensato non gli leggete lo stesso libro .Neruda pablo


> Alcune poesie di Adriano Padua
2006-03-05 15:15:10|di di Alfabi

Adriano Poeta...

Il tuo Tam-Tam è perfetto:

colpisci, graffi, e sparisci!

E tu che lo leggi, se lo capisci,

di grasse risate ti scompisci!


> Alcune poesie di Adriano Padua
2005-09-16 20:42:50|di arsenio bravuomo

eh, come al solito, direi che "po’" si scrive con l’apostrofo, mica con l’accento.

state bene (se volete)

arseni’


> Alcune poesie di Adriano Padua
2005-09-14 14:12:42|di Marianna Marrucci

Dico anch’io la mia e saluto Adriano, che come Luigi ho conosciuto a Siena. Credo che la scelta di abolire la punteggiatura concorra bene alla tenuta ritmica (secondo l’intenzione di creare una serie di bpm regolari senza rotture né pause). Piuttosto, e qui sono d’accordo con Christian Sinicco, ad Adriano consiglierei una maggiore uniformità regolare di accentazione. Proprio per valorizzare quello che mi sembra uno dei suoi punti di forza: l’effetto colata lavica post-eruzione, post-scoppio; è come uno sfogo di vomito che viene dopo la nausea da impatto con il reale (e in questo senso trovo azzeccate, concordo con Luigi, le sdrucciole).
Se a volte le immagini e il lessico scivolano in territori un po’ scontatamente maledetti e forse troppo scopertamente -e quindi ingenuamente- polemici, mi sembra che qui ci siano senza dubbio una sostanza (qualcosa da dire sul mondo) e una poetica - e non è da poco. Perciò vale indubbiamente la pena incoraggiarti a proseguire. Ciao Adriano, ti abbraccio.


> Alcune poesie di Adriano Padua
2005-09-12 17:44:34|

Assolutamente incisive ed il ritmo come i temi che affronti incalzante
francesco forlani


> Alcune poesie di Adriano Padua
2005-09-12 12:05:40|di Adriano

Sto bene Luigi, ci vediamo a monfalcone. La tua curiosità non può che farmi piacere. A presto, avremo l’occasione di interagire.....


> Alcune poesie di Adriano Padua
2005-09-12 06:35:04|di Luigi Nacci

Adriano, sei tu? Non ti avevo riconosciuto (dal cognome)! Sono contento di ri-sentirti. E di scoprirti poeta. Come stai? Sono curioso di leggerti avanti!


> Alcune poesie di Adriano Padua
2005-09-11 20:51:31|di Adriano Padua

Vi ringrazio, mi emoziona un pò la vostra attenzione nei confronti dei miei testi e i vari incoraggiamenti (seppur critici). Sarà perchè è la prima volta. Saluto Luigi, che ho conosciuto a Siena. Volevo precisare a paolaics che "ai poeti sereni", è stata scritta pensando ad un autore a cui ho sentito dire personalmente che la poesia civile non esiste e che quando scrive sente forte l’influenza della poesia di SERENI Vittorio, che non sto qui a spiegare chi sia. Nè quanto siano sopravvalutati certi poeti che pretendono o pensano di raccoglierne l’eredità. Dunque una polemica, ma senza maledettismo. Raccolgo le altre critiche, le elaborerò, le ritengo costruttive. Anche se per me, nella mia poesia, nel mio modo di leggerla, "le voci degli ubriachi che si spaccano" rimane un endecasillabo. Spero mi sia concesso.
Davvero grazie a tutti


> Alcune poesie di Adriano Padua
2005-09-10 22:39:35|di paolaics

E’ la ricchezza di sostantivi che lo rende così vivo ma si percepisce che è ricercata a tavolino, a volte.. Mi succede che nel leggere virtuosismi da vocabolario perdo la risonanza col cuore del poeta, non c’è più fluire e preferisco i koan..
Un appunto al succo dell’ultima: ai poeti sereni. C’è qui ancora il gusto di Novecento horror, a seminare inquietudine e smarrimento, quel gusto imposto di essere per forza maledetti.. mentre la sacra collera del poeta può sgorgare anche serenamente nei secoli dei secoli.
Cmq Adriano Padua prometti bene! :)


Sul ritmo di Adriano Padua
2005-09-10 18:03:31|di Christian Sinicco

Quello che intendevo dire, indipendentemente dalla metrica, è che per un effetto dell’oralità, ma anche dell’accumulo, dopo il secondo o terzo verso, si sente il bisogni di un piccolo stop perché se no non passi sotto al verso successivo, ma t’inciampi (ovvero c’è qualcosa che manca, una virgola io in questo caso la intenderei come una pietrina che mi permette di guadare il ruscello, se no vi deve essere una uniformità regolare dal punto di vista dell’accentazione, e allora in quel caso è perfetto).

A proposito dell’esempio fatto prima, dove avrei messo la virgola ho confuso uno stanno con stando, quindi mi rimangio le parole:-)


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