Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

pubblicato martedì 19 novembre 2013
Blare Out presenta: Andata e Ritorno Festival Invernale di Musica digitale e Poesia orale Galleria A plus A Centro Espositivo Sloveno (...)
pubblicato domenica 14 luglio 2013
Siamo a maggio. È primavera, la stagione del risveglio. Un perfetto scrittore progressista del XXI secolo lancia le sue sfide. La prima è che la (...)
pubblicato domenica 14 luglio 2013
Io Boris l’ho conosciuto di sfuggita, giusto il tempo di un caffè, ad una Lucca Comics & Games di qualche anno fa. Non che non lo conoscessi (...)
 
Home page > e-Zine > Aldo Nove, la materia oscura è il 90%

Aldo Nove, la materia oscura è il 90%

dopo aver letto il testo n°1, il 10% dell’universo ci è chiaro, ma non il 30% di Maria pubblicato a razzo su Poesia

Articolo postato domenica 11 febbraio 2007
da Christian Sinicco

"E’ più che una bambina era una stella" scrive Aldo Nove in Maria di prossima pubblicazione, promosso da Piccini, "lanciato" dallo stargate di Cortellessa su Poesia di gennaio 2007 come un’orbita di strepitosa, immensa, incandescente, mirabile e grande poesia - a mio giudizio, funambolismo che ricorda episodi zarathustriani.
Nella speranza che il C-Annibale abbia varcato il Mare Nostrum con i suoi elefanti e con numerosi souvenir delle piramidi, nella speranza non sia stato rapito dalle antichissime litanie di Ra, cerchiamo di percorrere la fune "sospesa tra l’eterno e la paura" di non farcela a leggere tutti i testi pubblicati.
Cavalcando orizzonti di attesa consci ed inconsci, muovendomi nel virulento polemos per attrarre dalle mia parte particelle di luce, e sottrarle agli altri, non posso che fare riferimento a chi prima di me si è mosso in tal senso.
Ricalco i post di Nevio Gambula e di Luigi Nacci, che ospita il saggio di Tommaso Lisa su Fuoco di Babilonia!, e rimando ai contributi di Andrea Cortellessa e Daniele Piccini su Poesia.

Testo n°1. Note varie (in attesa di chiarirmi le idee).
Innanzitutto dal titolo della raccolta, si presume si stia parlando di Maria, di una Maria, non necessariamente la Madonna.
Il primo testo si compone, a prima vista, di sette quartine.

Prima e seconda quartina.
"Lei era una bambina [...] Da tempo immemorabile era bella [...] più che una bambina era una stella": l’autore ha messo in crisi più volte la rappresentazione di Maria nell’opera formata, un cesto di endecasillabi con rime, e assonanze, varie - in questo non si può che concordare con l’analisi dei critici.
"Più che una stella era qualunque cosa": attenzione, siamo all’inizio della seconda quartina e il gioco continua: l’autore mette in crisi ancora la rappresentazione che utilizza: "Lei era una bambina"... "più che una bambina era una stella"... "Più che una stella era qualunque cosa". Il verbo è all’imperfetto - è un dettaglio da non sottovalutare.
Dopo aver letto la prima quartina, possiamo supporre dal titolo che Maria forse non è la Madonna, ma è un soggetto particolare, mutante. Con la seconda quartina, veniamo a sapere che il personaggio di cui tratta il testo "era qualunque cosa" e che "più di qualunque cosa era amorosa,/più di qualunque amore decorosa": quindi Maria, questo "qualunque cosa", era più amorosa di "qualunque cosa".
Primo cortocircuito tra gli ingranaggi del cargo spaziale: Maria, questo qualunque cosa (che da questo momento in avanti chiameremo X), era più amorosa di se stessa?
Oppure dobbiamo far finta di non aver letto il verso precedente, immersi nel fluido propellente poesia?
Proviamo a creare dei collegamenti: questo "qualunque cosa" (X=Maria) era più amoroso di qualunque altra cosa (X=?)?
La logica, nell’incessante metamoforfosi di un testo, può risultare asimmetrica: in sostanza un simbolo può trasformarsi via via; e ciò che all’inizio si rappresentava attraverso un insieme di coordinate, può diventare altro. Che ci dica qualcosa, che porti infine a qualcosa, è importante? Dice Cortellessa "poco importa ristabilire nessi, sancire genealogie, analizzare al microscopio"... poiché è importante veder nascere grande poesia, sentirne i primi vagiti, tenetelo bene a mente!
Maria (X non più X ma più X di X sempre in qualche modo e sempre diversa) non è solo più amorosa, ma pure più "decorosa" di "qualunque amore", come si dice poi... quindi ricapitolando questo X (Maria) era più amoroso et decoroso di se stesso (e di qualunque amore, compreso il mio, il tuo, il nostro), nonché la scopriamo anche essere "sposa di tutto l’universo".

Testo n°1. Intervallo (scoperta importantissima).
Stavo leggendo le prime due quartine quando mi sono ricordato di un fatto decisivo: è stato misurato l’enorme alone di materia oscura che circonda la galassia NGC 3741, una spirale nana formata da un disco stellare di circa 5 milioni di stelle e distante 3 Mega Parsecs dalla Terra. La notizia l’ho appresa dall’ufficio stampa della SISSA: "Come illustriamo nell’articolo NGC 3741: dark halo profile from the most extended rotation curve, sul Montly Notices of the Royal Astronomical Society – spiega Paolo Salucci, docente di astrofisica alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste - questa scoperta estende la nostra conoscenza sulla materia oscura, la cui natura resta ancora un enigma, una sfida che impegna da circa 20 anni gli astrofisici e i fisici delle particelle di tutto il mondo."
Negli anni Ottanta, infatti, gli astronomi cominciarono a rendersi conto che non tutta la materia dell’Universo è osservabile. La materia oscura, la cui esistenza è stata poi confermata dall’analisi della rotazione delle galassie, è addirittura il 90% della materia di tutto il cosmo.

Tralasciando la galassia NGC 3741, Maria (X più amorevole di X e in ogni caso diversa da X in qualche modo e per sempre in tempi immemorabili) era sposa più o meno al 90% della materia oscura - teniamo buono questo dato, anche se non è detto che andando avanti nello studio del primo testo della raccolta, le nostre rappresentazioni non siano ancora messe in crisi più o meno scientificamente.

Terza e quarta e quinta quartina.
"Ma era troppo piccola": quindi X che era qualunque cosa che era amorevole et decorosa più di qualunque X sempre diverso, sposa al 90% della materia oscura dell’universo più il restante 10% in chiaro, era, pure, piccina?
"una rosa che sboccia appena", e non solo sboccia ma è come "ogni creatura"... Quindi è come noi, e tutto ciò che si è detto sull’amore e sul decoro e sulle stelle e sulle bellezze non è più vero?
I più sciocchi di voi certamente pensano a un ripensamento dell’autore o che questo sia un evidente restringimento del campo teoretico all’interno del testo, cioè il dire piccola, parlare di creatura nel senso di "come ogni"; ma la Creatura per Bateson è il campo dell’informazione e della struttura, dove ogni cosa può rappresentare ogni altra cosa, dove nascendo i codici simbolici, amplificando amplissimamente i significati, è consentito ogni sorta di gioco del linguaggio, intrecciato di semantica e sintassi...perbacco!
L’autore ci dice che quella piccola creaturina di Maria - non più un qualunque X pensiamo noi - è "sospesa tra l’eterno e la paura dei giorni che dei sogni sono mura" e di conseguenza rimane in attesa anche lei che qualcosa accada, non più nei versi fatti di "più" variamente accompagnati, nelle quartine precedenti così protese, spinte, verso gli urano del significato.
"le mura di chi è nato e non gli è dato capire più di quanto del creato gli venga in uno spazio costruito e dentro un tempo già determinato": tale restringimento nella rappresentazione di X avviene addirittura in un che di "determinato" e di "costruito". Nel testo, ci si delinea allora una visione dell’uomo profondamente statica in un mondo-creato, un individuo impossibilitato a fuggire, inscatolato da sistemi più grandi: questi rilievi potrebbero rimandare a quella sorta di cattomarxismo mai sopito nella nostra medievale esperienza del mondo.
Questa è la condizione dell’uomo, ma quale sarebbe la soluzione? Maria?
Anche Maria è temporaneamente sospesa, in quel punto del testo, tra l’eterno e questa paura dei giorni con tutte le accessoriate implicazioni di un nostro essere nel mondo pensato dall’autore, pensato con tutta una serie di limitazioni imposte nel legiferare della sua scrittura, che però è solamente legge momentanea del testo poetico, perché... proseguendo la lettura dove "i sogni la sognavano più forte del sogno che a ogni nato è dato in sorte" scopriamo che Maria non è tornata sulla terra, la sua vita non è regolata dalle stesse leggi date all’uomo e da leggi interne al testo poiché l’operatività dell’autore le permuta continuamente; quindi Maria è stata nuovamente assunta in cielo da un processo oltremodo asimmetrico logicamente, i sogni.
La pretesa di parlare splendissimamente di questioni teoretiche sta venendo meno alla faccia del mio pseudoutilizzo di Russel e Matte Blanco, le "parole semplici e fiammeggianti per dire - come scrive Cortellessa - concetti anche teologicamente ardui" spero si compiano come profezia nei successivi testi del poemetto, a me ancora sconosciuti come l’universo.
La pretesa di parlare splendissimamente sta scemando poiché Maria non è come "ogni creatura", pur essendo come ogni creatura, è un alien, capace di "alienarsi" continuamente: mi domando se proprio ci sia sempre l’artifizio mirabile del "fabbro e centro propulsore dell’energia" - come scrive Piccini nella breve recensione introduttiva; mi domando se sia possibile salvare questo shuttle novizio dai propri cortocircuiti interni e dall’alieno.
Forse qualche breve interruzione di significato ci potrebbe far riflettere su ciò che è stato scritto, detto, indicato; forse mi sto inventando un’altra Maria, ma mi domando se questo personaggio mi abbia convinto o no, se questa incarnazione di Maria sia un evento che il poema mi ha installato, un virus che trasformerà la mia carne...

Sesta e settima quartina.
"tutto infine ha fine": da una parte gli uomini alla fine muoiono. Maria nutre sorte diversa.
Gli uomini muoiono, e i soli e coloro che desiderano vivere sempre - il fatto che pure coloro che desiderano vivere sempre muoiono, lo apprezzo davvero, per un attimo mi fa ricordare Immortalità di Kundera.
Nella sesta quartina troviamo l’esigenza di approfondire questo tema della morte per il successivo emergere della stella-non stella Maria (X sempre diverso da X), che come sappiamo nutre una sorte diversa pure in relazione ai destini antropomorfizzati del sole e dell’universo.
Nell’ultima quartina, l’autore spiega (ovviamente questa è una mia mistificazione) che o questo destino, o questo essere nel mondo, questa esistenza è/si fa (anzi era: il verbo all’imperfetto rimane un dettaglio da non sottovalutare) nell’"infinita nostalgia", nell’"assoluta lontananza". Questo è ovviamente un mio completamento, perché non mi è così chiaro a cosa "infinita nostalgia" e "assoluta lontananza" rimandino: i termini usati nei primi due versi non si collegano alla quartina precedente, se non in richiami vaghi - il vago ulteriore di uno stanco finale in cui non si sa più che scrivere?
Poi "quella luce in quella stanza" è arrivata e ha detto per sempre "Maria".
Così si conclude il primissimo testo del poemetto.

Testo n°1. Nota di servizio (sondaggio: volete un post per ogni componimento pubblicato da Poesia?).
Si avvisa il pubblico degli astronauti di Absolute che il III componimento (scoperto con il telescopio google su Letture n°634), se il risultato del sondaggio sarà positivo e se l’alien non si sarà impossessato del mio corpo e se ne avrò voglia, verrà analizzato in uno dei prossimi post, ovviamente in generale rotta di collisione con gli asteroidi lanciati sul pianeta Poesia gennaio 2007.
Che la materia oscura sia con tutti voi, e pure quella chiara.

33 commenti a questo articolo

Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-13 06:05:55|di finiamola di parlare di nulla, mercuzi

ANTONIN ARTAUD Ci-gît

Io, Antonin Artaud, sono mio figlio, mio padre, sono mia madre
e sono io;

sono colui che ha abolito il periplo idiota nel quale si ficca l’atto del generare,
il periplo papà-mamma
e il bambino,
crosta nel culo della nonna,
piú che in quello del padre-madre, molto di piú.

Il che vuol dire che prima di mamma e papà
che non avevano né padre né madre,
si dice,
e dove mai li avrebbero presi,
loro,
quando sono diventati quella congiunzione
unica
che la sposa e lo sposo

non hanno mai potuto vedere seduta o in piedi,
prima di quell’improbabile buco
che lo spirito si cerca
per noi,
per disgustarci un po’ piú di noi stessi,
era questo corpo inusabile
fatto di carne, di sperma impazzito,
questo corpo appeso, da prima che arrivassero i pidocchi,

questo corpo che suda sulla tavola impossibile
del cielo
il suo odore calloso di atomo,
la sua rauca puzza di abbietto
detritus

sparato fuori dal sonno
dell’Inca mutilato delle dita

lui che come idea aveva un braccìo

e come mano soltanto un palmo morto
perché le dita le aveva perse
a forza di uccidere re


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-12 19:25:52|di ermi

Una volta, Pasolini, in una sua pubblica risposta a proposito del sul Vangelo secondo Matteo, ebbe a scusarsi con il suo interlocutore di doverlo deludere, ammettendo di essere ateo.

Si scusava, ma avrebbero dovuto scusarsi con lui, i cattolici, per la persecuzione continua di cui era fatto oggetto da parte dei politici democristiani.

Ma come può avere la censura colpito La ricotta, un film in cui Cristo e’ così celebrato, il suo messaggio così esaltato, non lo so…

dopo la visione de La ricotta, nella successiva pubblica discussione accademica, all’estero, c’e’ da vergognarsi a dovere spiegare - vedendo l’espressione estatica dei colleghi protestanti dinanzi a tanto profondo laico e ideologico rispettoso culto di Cristo - che si’, la legge italiana processò Pasolini, che si’, La ricotta fu censurato, che si’, Pasolini fu condannato a 4 mesi di reclusione per Vilipendio della Religione di Stato, quando il reato di vilipendio della religione non era nel film ma nelle intenzioni malevoli dei persecutori di Pasolini.

Il fenomeno delle tarantate, di cui fu grande studioso e conoscitore un antropologo che ho molto ammirato e studiato, De Martino, e’ fenomeno estremamente complesso ed ha poco a che fare con il sentimento religioso> essenso argomento centrale alla Cultural Theory , ha a che fare molto di piu’ con i Gender Studies, molto di piu’ con la sociologia, l’economia del territorio, e con la psichiatria.

Ci sarebbe da parlare molto a proposito del tarantismo, di come e perche’ aveva luogo e persisteva nei riti religiosi e anche pagani nel Salento e anche in certe aree di Napoli e del Salernitano (specialmente dell’Agro Nocerino Sarnese, Pagani eccetera).

saluti a tutti


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-12 14:10:33|di Andrea Margiotta

Le parole di Andrea Cortellessa mi sembrano davvero condivisibili…
E, come ho già detto in diversi post, apprezzo queste “botte di vita” che si concede (per usare una citazione da film di Tinto Brass con Branciaroli e Koll interpreti): cioè mi rincuorano questi punti di fuga libera che la sua intelligenza scova…

Spero di poter dialogare in futuro con lui – mio vicino di casa – quando uscirà il mio secondo libro di poesia che – se manterrà le sorprese anche editoriali che contiene – almeno qualche petardo lo sparerà…
E spero di dialogare anche con Aldo Nove…

Per quelli invece che persistono nelle loro chiusure mentali, nelle loro miopie che generano violenza ideologica e nei loro moralismi senza morale, prendo a prestito una citazione al quadrato dall’amico Claudio Damiani , da Apelle: "Sutor, ne ultra crepidam"... Ciabattino, non (andare) oltre la scarpa…
Anche se, nell’episodio riferito da Plinio, il ciabattino che si estende nella correzione del grande Apelle esprime in fondo una tronfia stupidità, mentre, nel caso di certi intellettuali c’è più una malizia e un non voler capire, un non voler uscire da certe gabbie mentali…

PS Per Erminia: dici, riferendo dei tuoi colleghi conferenzieri inglesi “Dunque, che l’Italia sia un paese che prega… … è cosa nota a tutti, ma che la gente che si professa cattolica creda in Dio, è cosa meno convincente”… Scusami ma ho sostituito la parola dio, nella tua citazione, con Dio per rendere meglio il senso della osservazione… in un dio, con la minuscola, ci credono tutti e ognuno ha il suo proprio che può essere il potere, il denaro, il successo, la carriera o altro, quindi formulata in quel modo non avrebbe avuto senso …

Invece, con la maiuscola, sono pienamente d’accordo con i tuoi colleghi protestanti, benché nel protestantesimo ci sia sempre una serietà tremenda e drammatica nelle questioni di fede che era poi nel carattere di Martin Lutero, personaggio con un suo fascino…

Ma è una giusta constatazione soprattutto se si intenda la fede anche come fuoco propulsivo nella vita sociale, culturale e affettiva e non solo come generico sentimentalismo da cameretta (che pure fa tenerezza…)

Aggiungo solo che, personalmente, ho rispetto anche per quelle persone, e nel mio Salento di origine ne ho viste tante, che vivono la fede cattolica in modo quasi magico-esoterico, senza farsi troppe domande ma con una loro “sapienza” religiosa fedele di padre in figlio…
E a codesto tipo di religiosità mi pare appartenesse la parente di Aldo Nove alla quale il libro è dedicato…

Però, tornando a quanto riferiva Erminia: giusto quel che dicono i tuoi colleghi protestanti, tanto che, proprio per questa debolezza nelle ragioni della fede cattolica che egli aveva riscontrato negli anni cinquanta (figurati oggi!) tra i suoi alunni, un genio religioso come Don Giussani, anche esperto di teologia protestante americana, cominciò un’esperienza di fede che oggi abbraccia migliaia di persone in tutto il mondo… (Comunione e Liberazione) … Un’esperienza molto interessante, a mio avviso, soprattutto perché, nell’impostazione educativa, c’è sempre un’attenzione massima anche alla Ragione senza però essere angustiati dal misurare tutto o dall’esserne schiavi…
Solo che poi, quando uno creda con convinzione, passione e ragionevolezza e cerchi di informare la sua vita sociale, affettiva e culturale – insomma cerchi di costruire e generare frutti nelle opere – lo accusano, spesso con ignoranza, di integralismo… Dunque…
ciao

Andrea Margiotta


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-12 13:25:12|di erminia

purtroppo, parlare delle figure sacre della cristianità e’ sempre un’arma a doppio taglio giacchè si può scadere nel luogo comune o nella ripetizione dell’identico.

la solennità e ossessivita’ del pregante nella litania e’ una forma liturgico-letteraria antica, molto difficile da riproporre in chiave moderna senza l’ausilio di qualche discorso teorico forte a sostegno del suo reimpiego, in quanto la litania ecclesiastica specialmente quella ai santi e alla madonna, che risale al quinto sesto secolo, come ben sappiamo, si appoggia su una comunità significante molto di più che la litania poetica non-liturgica, la quale potrebbe trovare risposte divergenti come in questo caso.


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-12 01:08:45|di lorenzo

uh erminia, non leggere troppo tra le righe. non mi voglio misurare. infatti ho detto "nell’italia filo-britannica e bon ton", giusto?

ciao, era solo una battuta non te la prendere.

lorenzo


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-12 00:47:49|di e.p.

Oh, calducci carlucci! Di nuovo tu….a singolar tenzone….

se avessi usato la lingua inglese, avrei certo detto : "Daniela Trevori and I", ma NON per bon-ton piccolo borghese, che non i preme…., ma semplicemente per rigido ordine sintattico....(che bada bene, gli italiani prendono per bon-ton), mentre se scrivo in italiano la stessa frase di rigore sarebbe "io e Daniela Trevori", e Lorenzo, ti sfido a verificare l’ordine dei pronomi....presso specialista.

se invece in italiano avessi usato l’ordine che suggerisci tu, sarei scaduta in un anglismo sintattico, rivelando una sottomissione alla lingua appresa...

infatti, la frase l’ho espressa nell’ordine grammaticale e sintattico della mia lingua italiana, dunque quello che ho detto nell’ordine che ho detto e’ ineccepibile, sorry!.

“io e Daniela Tremori”

ma perchè lorenzo cerchi di competere con me, perchè non ti rassegni, e resti nei ranghi, come farebbe un qualsiasi cavaliere, consapevole del suo rango?

e smettila di venirtene ogni tre secondi con queste micro-sfide...

piuttosto sfida i maschietti come te, in abbondanza du questo sito, che muoiono dalla voglia di competere…..e lascia stare le lady...

non e’ con noi che ti devi misurare.

oppure devo pensare che vieni da noi quando sei sconfitto altrove per una qualche rivalsa?..

dunque preoccupati di usare tu il bon ton, e non ti curare del bon ton altrui....prima di esserti assicurato del tuo...


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-11 22:45:08|di Christian

Cortellessa scrive su chi desidera. Se non si è d’accordo sullo scritto, glielo si fa sapere. Io non odio nessuno. Non credo sia sbagliato ambire ad avere spazio su Poesia, non credo sia stata una buona presentazione quella su Poesia, per i motivi esplicitati. Saluti, C


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-11 22:26:14|

Io, Antonin Artaud, sono mio figlio, mio padre, sono mia madre
e sono io;


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-11 21:21:59|di lorenzo

un’altra correzione: si direbbe "Daniela Trevori ed io" non "io e Daniela Tremori" (nell’italia filo-britannica e bon ton).

lorenzo


Aldo Nove, la materia oscura è il 90%
2007-02-11 19:47:58|di Gabriele Pepe

Secondo me ha ragione sia A.L. che lv. Se avessi proposto io questi stessi testi di 9 sicuramente non mi avrebbero neanche risposto ma è pur vero che i precedenti contano e quelli del 9 sono senz’ombra di dubbio molto più importanti e significativi dei miei.

pepe


Commenti precedenti:
< 1 | 2 | 3 | 4 |>

Commenta questo articolo


moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Un messaggio, un commento?
  • (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Chi sei? (opzionale)