Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

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Almanacco Mondadori se questa è poesia

di Roberto Gigliucci - Liberazione, 2007

Articolo postato mercoledì 9 gennaio 2008
da Lello Voce

Animato forse da un fiero autolesionismo mi sono letto, in chiusa d’anno, tutto l’ Almanacco dello specchio 2007 appena uscito per Mondadori (curatori Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi, pp. 252, euro 11,20).
Il libro contiene poeti giovani e men giovani, ma soprattutto contiene poesie, che in qualche modo devono rappresentare dodici mesi di vita in versi del nostro paese (mi permetto di non parlare degli stranieri, peraltro inaugurati dall’insopportabile Adonis e poi esemplati dal gonfio Guy Goffette, da uno sgonfio Ryszard Krynicki, dall’inglese italianizzante Jamie McKendrick e dal modarolo Paul Vangelisti).

Beh, se questo è il 2007 poetico dell’Italia, non riesco a sfuggire a una malinconia devastante. Anzi, direi che alla fine della lettura ho la sensazione che la poesia sia, almeno in Italia, un commercio inutile fra poeti che si leggono fra loro odiandosi e critici militanti che fanno da concertino vacuamente professionale al ripieno dei creativi, risultandone un concerto grosso che si esaurisce in se stesso senza alcuna disperata necessità.

Certo, il volume esordisce con una poesia di Zanzotto che, come una sorta di antiporta, si stacca da tutto il resto e campeggia isolata e splendida, quasi a dire: questa è poesia, per il resto lasciate ogni speranza, who enters here abandon hope! Il problema è la assenza di scosse, la noia, il senso di già visto e già letto, tutte infelicità che soffocano il lettore in una mattina domenicale di fine anno. La costruzione di immagini fiacche, sia analogiche che eidetiche («la bocca socchiusa, flauto / di neve nel turbinio della sera», «mentre un barbone si raggomitolava a destra / un cane abbaiava chiuso in una macchina nera…»), le voci che si chiudono in un sottovoce crepuscolare sciocco («"Smettila di giocare / come un bambino - mi dite -, renditi utile: / fissa il bicchiere, il vassoio, stai qui seduto / coi pugni alle tempie, dispèrati"»), oppure si storcono in una ironia forse involontaria («Attimo dopo attimo nulla è uguale, / diceva Eraclito»), o ancora si elevano senza averne la forza («roseti dell’anima», «l’urlo / è stato / scritto / nel fiore», «verso sud, verso il sud del mondo, / verso l’origine del mondo»), spremono sughi di grande stile più o meno dissimulato con esiti di banalità («ardono le cicale in pieno giorno, / ma il loro arpeggio non giunge al mare», «l’estate ligure / che non vuole morire», «foglie giallo-oro»), o magari invece ricadono nella ennesima prosaicizzazione delle cose, che pare talvolta, soprattutto negli elenchi, una miseranda parodia del realismo metafisico di Montale («Cerco le tracce: / le boccettine dei profumi, / le creme, la cerniera / che non funziona / del beauty case, la pila / che usavi la notte…», «Sul tavolo della cucina stavano le tue cose / silenziose, a comporre un mosaico di senso, / piccole monete, scontrini rotti, rossetto, / il mazzo di chiavi, il pacchetto di sigarette»). E del resto qualcuno confessa che «Montale ha incontrato / il male di vivere; io, la sua inutilità». Noi, aggiungeremmo, abbiamo incontrato l’inutilità di questi stessi versi se non della poesia tout court - per non parlare dei momenti di poesia verso la prosa prosaica che ormai è una retorica anche ideologicamente insopportabile («qui triturare e lavare, / un disossare pollo o accanto al gas / il turbinio delle verdure nell’olio che le scalda»), insostenibile pure quando la pennellata poetica vuole sublimare uno squallore oggettuale («Dopo la pioggia le buchette della posta / brillavano sui cancelli argentate»). Talora la riscrittura mitica parte da una buona idea e poi si fa di nuovo parodia (involontaria?) questa volta dei Dialoghi con Leucò pavesiani e sempre con sentenze insipienti («Il Tempo - dice - è tutto. / Ma anche nulla, - dico. Appena / è passato non c’è già più»).

Insomma, per parafrasare ancora Pavese, «Tutto questo fa schifo», con quel che segue. Forse ci salvano le donne, almeno le uniche due presenti nell’Almanacco (quote rosa?), ovvero Gabriella Sica e Laura Sergio, una cinquantenne e una ventenne. Della prima non parlo, perché è un’amica e sembrerei fazioso (ma segnalo almeno Gli storni alla stazione Termini , a p. 85, di un bel carduccianesimo decadente e dantista).
La seconda conferma (come Pugno o una certa Valduga) il dato di centralità del corpo nella poesia femminile, e questa non sarebbe notazione squisita di per sé, se non fosse per l’accentuazione, fra Benn e Cronenberg, della fisicità sparata, penetrata, sezionata e scarnificata, come l’essere fosse sempre incarnato in una sala settoria, come se la «ferita da allargare» fosse la modalità di consistere donna, con un corpo cristico femminile la cui piaga nel costato, come in decine di dipinti secenteschi, dovesse essere scavata ogni momento da dita avide, ma senza nessuna idea di martirio agiografico, bensì in un freddissimo patetismo da bue di Rembrandt. Poesia, e non "poetesse".

14 commenti a questo articolo

Almanacco Mondadori se questa è poesia
2008-01-15 19:32:13|di Stefano

liberazione e gigliucci (ma chi è gigliucci?) sembrano incompetenti e da "sottobosco". Voi che ne pensate? Dico Lello Voce e lo stesso Gigliucci! Non si tratta dell’Almanacco dello Specchio ma di Rondoni, Deidier, Greppi, Adonis, De Angelis, Villalta, Dal Bianco, Neri, Fiori. Ci si permette di prendere per i fondelli Gofette. Ma che figura ci fate, ve ne rendete conto!!! ecc. ecc.ecc. ecc. ecc. Ed anche tre giovani, il che è aprezzabilissimo. Rimango allibito.


Almanacco Mondadori se questa è poesia
2008-01-15 17:24:21|di guy goffette

lello voce scriva pure. Non lo si sopporta. Dispiace che non riesca a capire proprio niente. Rien de rien.


Almanacco Mondadori se questa è poesia
2008-01-15 17:19:30|di job

Che cosa sarebbe la poesia per lei?impari a leggerla, prima di scriverla. Invidia?


Almanacco Mondadori se questa è poesia
2008-01-09 11:57:10|

ALMANACCO DELLO SPECCHIO 2007

Editoriale

TESTI INEDITI

Andrea Zanzotto

Adonis

a cura di Fawzi al Delmi

…………………………………………………

Giampiero Neri

Valentino Zeichen

Cesare Greppi

Giuliano Scabia

Umberto Fiori

…………………………………………………

Guy Goffette

a cura di Danni Antonello

Ryszard Krynicki

a cura di Francesca Fornari

…………………………………………………

Davide Rondoni

Sebastiano Grasso

Roberto Deidier

Gabriella Sica

…………………………………………………

INTERMEZZO PER LE RIME

Patrizia Valduga e Gianni Mura

…………………………………………………

Stefano Dal Bianco

Stefano Simoncelli

Tiziano Broggiato

Vladimiro Cislaghi

Massimo Daviddi

…………………………………………………

Jamie McKendrich

a cura di Luca Guerneri

Paul Vangelisti

a cura di Luigi Ballerini

………………………………………………

Francesco Osti – Laura Sergio – Valerio Fabbri

a cura di Mario Benedetti

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AUTORITRATTO CON INTERVISTA

Milo De Angelis

……………………………………………

LA POESIA DELLA… ARCHITETTURA

Intervista a Paolo Portoghesi

…………………………………………………

IL GIRO DEL MONDO DEI POETI

Al Cairo…

di Gian Mario Villalta

… nella casa di Emily Dickinson

di Vivian Lamarque

………………………………………………

DIARIO CRITICO 2006-2007

a cura di Biancamaria Frabotta e di Guido Mazzoni


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