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Controversi 21 - A Piergiorgio Welby

L’Unità, 2006

Articolo postato sabato 30 dicembre 2006
da Lello Voce

E’ il diavolo, si sa, quello che l’anima ci ruba
cornuto e zoccoluto ingannatore
che seduce di piacere e poi precipita ed intuba.

Ma chi è, come si chiama, di che razza è, in cosa
crede, o qual è la sua fede, che cosa pensa, come
ama, cosa lo commuove e cosa sogna, la notte, nel
suo letto, mentre sano s’addormenta, chi è capace di
rubarci il corpo tutto nostro, di disporre delle nostre
gambe, del fegato, del fiato, di decidere dei nostri
occhi e delle dita, colui che ci nega la sconfitta,
ci condanna alla pena, ci assegna al dolore che stride

e scrive la legge che ci costringe alla vita, chi decide
per noi se vale la pena, e infine sceglie cosa ci uccide?

98 commenti a questo articolo

> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 13:45:21|di lorenzo

andrea, rispondo per milly (lei è in pista): io mi ero limitato a farti notare (più o meno come avevo fatto con erminia) che nessuna "distinzione filosofica" può essere assunta alla leggera. per esempio, che l’idea di "stato di natura" non sia affatto piana è cosa nota da tanto tempo (davide nota è in questo caso altrettanto dogmatico, asserendo che tu dici il "falso"). non basta citare la distinzione tra "natura" e "cultura" (distinzione che è un prodotto culturale tant’è che l’hai dovuto scrivere in tedesco) per dimostrarne la validità. la filosofia è proprio quella disciplina in cui si cerca di giustificare ciò che si dice, e una distinzione filosofica tra termini è sempre corredata da una argomentazione. non dico che questo metodo sia sempre praticabile, ma tirare in ballo concetti filosofici dando tutto per scontato e pretendere di avere immediatamente ragione (come fai tu e come fa anche erminia) è fenomenalmente inutile. un altro senso - altrettanto legittimo - di "Natura" è quello per cui l’uomo e i suoi prodotti sono ancora "natura".

saluti,
Lorenzo Carlucci


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 13:10:44|di http://supermargiotta.blogspot.com/

"Il discorso di Andrea è falso in quanto fa una divisione arbitraria e gratuita tra uno stato naturale e uno artificiale che non regge, essendo "natura" nient’altro che il possibile, dunque lo stesso artificio, realizzazione possibile di una volontà naturale"

Davide, ti è Nota la classica divisione tra Natura e Cultura o Kultur? (e la domanda vale anche per quell’intelligenza artificiale di Milly Carlucci...)

Dici: "Un ultimo appunto: Pasolini vedeva nell’Africa un’alternativa disperata e sognata al "progresso senza sviluppo" che avrebbe condotto l’Europa al genocidio culturale di cui siamo figli (per lo meno i più giovani). Vedeva le stesse battaglie per l’aborto, e qui lo seguo, come manifestazioni della sanguinaria ideologia dell’utile."

Davide, e io che ho detto? Forse la stessa cosa?
Leggete bene i post...

andrea margiotta


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 12:31:19|di lorenzo

che è, una battuta o la tua ultima poesia?

lorenzo


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 12:02:40|di http://supermargiotta.blogspot.com/

Lo sai, Carlucci?

In America non vedono l’ora

che tu ci torni ancora...

andrea margiotta


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 12:02:10|di DN

Questa discussione potrebbe continuare all’infinito senza condurre da nessuna parte in quanto le parti in causa, Voce e Margiotta, si limitano ad un arroccamento ideologico. Volevo dire ad Erminia che la bellissima citazione da S.Agostino ("i figli di Dio non si distinguono dai figli del diavolo se non per l’amore") l’ho inserita proprio concordando con una sua risposta, quindi non era assolutamente in forma polemica. Come forse si sa non sono cattolico e non sono neppure battezzato, pur considerando la chiesa cattolica un importantissimo interlocutore teologico. Ho fede nel Dio incarnato in Cristo e nei vangeli.
Il discorso di Andrea è falso in quanto fa una divisione arbitraria e gratuita tra uno stato naturale e uno artificiale che non regge, essendo "natura" nient’altro che il possibile, dunque lo stesso artificio, realizzazione possibile di una volontà naturale. Tra le braccia di Dio, all’origine del mondo, sorride quel fanciulletto di Esenin impiccato alla propria cinta. Se il suicidio è un peccato lo è solo in quanto interruzione di una possibilità, per il resto, agli occhi dei defunti, è un battito di ciglia. La virtù, cristiana o personale, la si dia tra l’altro nell’esempio, sperimentandola, incarnandola in prima persona; la sperimentazione nel corpo degli altri ha l’inconfondibile tanfo dell’ipocrisia, quanto la gelosia del traditore.
Un ultimo appunto: Pasolini vedeva nell’Africa un’alternativa disperata a sognata al "progresso senza sviluppo" che avrebbe condotto l’Europa al genocidio culturale di cui siamo figli (per lo meno i più giovani). Vedeva le stesse battaglie per l’aborto, e qui lo seguo, come manifestazioni della sanguinaria ideologia dell’utile. Piuttosto sono preoccupanti le parole d’ordine ideologiche del laicismo radicale in quanto parole del Potere occidentale, relativista e neo-liberista. Ma alla dittatura del relativismo si opponga la solidarietà umanista e non un nuovo dogmatismo (che è sempre meglio, aimhè, di questa merda).


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 11:43:37|di lorenzo

innanzitutto ringrazio luigi per aver postato flaubert. è stato bellissimo rileggere quel passo fologorante.

vorrei dirle, erminia, che mi pare che - in parte - lei non abbia capito cosa volevo dire. certo non le chiedevo di esternare emozione in pubblico. accetto invece il fatto che lei non abbia voglia di ripetere gli argomenti che l’hanno convinta delle sue convinzioni, ma mi lasci nutrire un dubbio sull’utilità di ribadire conclusioni senza portare argomenti, e per di più di chiamarle nozioni "semplici ed immediate". tra l’altro, se dovessi sospendere l’epoché, la mia posizione sull’eutanasia sarebbe come la sua (non vedo cosa le abbia fatto pensare altrimenti).

quanto a margiotta, vorrei farle notare che, in mancanza d’aneddoti su di me, se n’è dovuto inventare uno coi cavallucci di siena. niente male. già che c’è, perché non chiude il suo blog e butta via il computer, dato che la scienza e la tecnica le fanno così schifo? non sono forse prodotti della "Natura" anche la scienza e la tecnica, in quanto prodotti dell’uomo? vuole scegliere lei per Dio o per la Natura che direzione deve prendere il progresso? Vuole tornare allo "stato di natura" (che tra l’altro, è molto probabilmente una astrazione)?

saluti,
Lorenzo

p.s. Pasolini, credo, invocava l’Africa nella speranza di non trovarsi più intorno tipi come lei, ma sono simboli - fortissimi - perché Pasolini era un poeta, e in Africa c’è andato a girare un film, non a campare. Citerà Rimbaud, la prossima volta?


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 09:57:25|di maria

Supermargiotta, da lei me l’aspettavo...lei è uno di quegli esseri talmente spirituali che quando non ha altre armi per combattere una donna tenta di screditarla mettendola sul personale, con le sua brave insinuazioni, cos’è? Vuol chiedermi la mano, per caso, con quel "suo fidanzato?" Ma sa una cosa? Lei non riesce neanche ad irritarmi, ne ho conosciuti tanti come lei, volgari e meschini, una volta credevo che rinunciare come dire... "a far carriera", restare ai margini, nell’underground, non farsi mai far lettere di presentazione dai propri amici, non assumere nessun ruolo di responsabilità e rimanere a commentare come un pincopallino senza nome e cognome...fosse sufficiente a vivere tranquilli, ad essere lasciati in pace, ma mi sto accorgendo che mi sbagliavo...siete dei porci, neanche a commentare siete capaci ad armi pari, cos’è, la vostra virilità si sente minacciata da un descort con una donna?
Mi creda, caro supermargiotta, sono molto più cinica e disillusa di quel che crede, un "fidanzato", signor mio, è un lusso che non posso concedermi, nessuna soddisfazione ai tipi come lei, nessuna. Sono desolata per il due di picche, mio buon signore, ma non si perda d’animo e continui a sperare che il supereroe incontri un giorno Midonz.


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 01:17:36|di http://supermargiotta.blogspot.com/

Welby è morto. Io non mi contendo nessuna salma; e ripeto per la centesima volta che rispetto profondamente il fu suo dolore e il fu suo dramma... Forse, se fossi stato un medico dei suoi, gli avrei staccato la spina... Chi può dirlo?... Ma non esiste solo Welby...

Welby è morto... Lello Voce ha voluto scrivere una poesia perché è un uomo sensibile io non ne ho sentito il bisogno perché sono un céliniano bastardo...
Siete voialtri che ne fate un caso... Siete voi che cercate martiri alla vostra causa...
Ma qual è la vostra causa?
Lo dice bene Maria: agli animali si sparava un colpo al capo per evitare dolori atroci e sofferenze...
E Maria sarà anche intelligentissima: ma forse ha vomitato anche l’anima o, più laicamente, il cervello... visto che non ha capito (o non ha voluto capire) un bel niente di quel che ho detto prima...
Giovanissima e già così cinica e disillusa... Ma sono affari suoi e del suo fidanzato...

Se per un attimo lasciaste da parte tutti i vostri livori e i vostri pregiudizi su Chiese, preti, e Vaticani, se consideraste la faccenda solo in termini di Natura, capireste semplicemente che la Natura (matrigna o materna) ci fa nascere in un certo giorno e ci fa morire in un altro...
Stop... Perché bisogna pervertire l’intelligenza umana tecnico-scientifica per alterare questi processi naturali?... Aborti, eutanasie, esperimenti su embrioni, tentativi di clonazioni ...
Prima o poi si arriverà a studiare la fecondazione con i Marziani e con i Venusiani!...
Ma che schifo!... E badate che io non sono neppure tanto d’accordo quando lo si faccia in termini positivi: non mi piace una società di vecchi che si tirano avanti con gli ultimi ritrovati della medicina... In questo senso parlavo di mia affezione a paesi dove ancora permanga qualcosa di naturale e primitivo, di ancora non troppo controllato dalla TECNICA o dalla SCIENZA di un progresso umanamente regressivo...
Ed era anche, ripeto, lo sfogo del Pasolini che diceva “Africa! Unica mia / alternativa...” cercandovi anch’ egli qualcosa di puro e innocente e primitivo...

Ma possibile che per egoismo si debba far tutto questo?... Per quella volontà di vivere di cui parlava Schopenhauer, (che, corollario, è anche un egoistico volersi tanto, troppo bene) ... C’è un limite a tutto questo?
Volersi così tanto bene che si può sopprimere un figlio che arriva (anche quando non vi siano problemi gravosi): e volersi così tanto bene che, se non sussistano più le condizioni di una vita normale, ci si voglia ammazzare...

Ragazzi, voi lo sapete bene, no?, che il suicidio è uno dei più grandi atti di narcisismo?
E uno dei più grandi atti di superomismo e di mania di onnipotenza...
E di superbia...
Nel momento in cui uno decida di togliersi la vita, con l’eutanasia per il dolore di un cancro, o buttandosi dalla finestra per qualsiasi altro tipo di dolore, compie un atto di suprema affermazione di sé e dice silenziosamente “Io sono il padrone assoluto della mia vita”...
Come suggerisce Erminia nel suo primo intervento (che mi ha più colpito rispetto alla tirata contro cattolici e chiesa)...
La posizione di chi dica “io sono il padrone della mia vita” non è blasfema: è semplicemente irragionevole...
Perché tutti noi siamo esseri dipendenti da qualcosa... Dipendiamo... E prima non c’eravamo, e dopo non ci siamo più... Che strano potere di vita e sulla vita sia mai codesto, me lo domando...
Non penso che si debba confondere la libertà (o il libero arbitrio) con la totale signoria della propria vita...

L’intervento più scemo, di una scema supponenza non richiesta, mi è sembrato quello di Lorenzo: o Pallino Carlucci, invece di dire cose vere solo nell’ aria adusta della tua mente, è meglio che sali sui Cavallucci e te ti faccia un giro al Palio di Siena... Prima di permetterti di dare del tono isterico a un discorso pacatissimo come quello di prima (semmai appassionato)... O di accusarmi di essere un esperto di aneddoti solo perché parlo euristicamente e non astrattamente (come te)...

Mi hanno più colpito gli interventi di Nevio (anche se mi fa un po’ il processo alle intenzioni...) e di Erminia (il primo)...
Ci sarebbe veramente tanto, troppo da discutere...
Non voglio ribattere punto per punto perché non so quanto servirebbe: ho soltanto espresso il mio pensiero non integralisticamente ma in modo integrale...
Mi scuso se non ho il vostro understatement e a Nevio chiedo Venia... Sono solo sincero e schietto...
Sarebbe bello continuare il discorso con Nevio ed Erminia in altre sedi più consone di un blog: chissà, forse potrà anche capitare...

andrea margiotta


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-04 00:49:25|

Nessuna morte è più patetica, si sa, di quella della suicida Emma Bovary. L’ha fatto apposta, Flaubert, ovviamente, a renderla grottesca, nel suo ineradicabile humor!


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2007-01-03 23:32:23|di Luigi

(...)

Eppure,» continuò Homais «delle due cose l’una: o è morta in istato di grazia (come si esprime la Chiesa), e allora non ha bisogno delle nostre preghiere, o è morta impenitente (questa è, io credo, l’espressione ecclesiastica) e allora...»
Don Bournisien l’interruppe, ribattendo in tono brusco che era ugualmente necessario pregare.
«Ma poiché Dio conosce tutti i nostri bisogni,» obiettò il farmacista «a cosa può servire la preghiera?»
«Come?» fece il sacerdote «La preghiera! Non è cristiano allora, lei?»
«Mi perdoni!» disse Homais «Io ammiro il Cristianesimo. Ha innanzitutto liberato gli schiavi, introdotto nel mondo una morale...»
«Non si tratta di questo! Tutti i testi...»
«Oh! Oh! In quanto ai testi, ne apra uno di storia, si sa benissimo che sono stati falsificati dai gesuiti.»

(...)

«Legga Voltaire!» diceva l’uno «Legga D’Holbach, legga l’Enciclopedia!»
«Legga Le lettere di alcuni ebrei portoghesi!» diceva l’altro. «Legga La ragione del Cristianesimo, di Nicolas, l’ex magistrato!»
Si scaldavano, diventavano rossi, parlavano contemporaneamente senza ascoltarsi. Bournisien si scandalizzava di tanta audacia; Homais si meravigliava di tanta ingenuità e mancava poco che si scagliassero ingiurie quando Charles d’improvviso ricomparve. Un incantesimo lo attirava. Risaliva continuamente quelle scale.
Si mise davanti a lei per vederla meglio e si perdette in quella contemplazione che finiva per non essere più dolorosa, tanto era profonda.
Ricordava tutto quello che aveva sentito dire sulla catalessi, i miracoli del magnetismo, e si diceva che, volendolo con tutte le forze, sarebbe potuto riuscire, forse, a risuscitarla. Una volta si chinò addirittura su di lei sussurrandole: «Emma! Emma!» Il suo ansimare violento faceva tremare la fiamma dei ceri contro il muro.

(...)

Nella chiesa risonò un rumore secco, come quello prodotto da un bastone ferrato che battesse a intervalli regolari sulle lastre di pietra. Veniva dal fondo, e si fermò di colpo in una navata laterale. Un uomo con una rozza giubba scura si inginocchiò a fatica. Era Hippolyte, il mozzo di stalla del Leon d’Oro. Aveva messo la gamba di legno nuova.

(...)

Inginocchiato sulla tomba, fra gli abeti, un ragazzo piangeva, il petto scosso dai singhiozzi, ansimante nell’ombra, sotto il peso di un rimpianto immenso, più dolce della luna, più profondo della notte.


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