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Controversi 21 - A Piergiorgio Welby

L’Unità, 2006

Articolo postato sabato 30 dicembre 2006
da Lello Voce

E’ il diavolo, si sa, quello che l’anima ci ruba
cornuto e zoccoluto ingannatore
che seduce di piacere e poi precipita ed intuba.

Ma chi è, come si chiama, di che razza è, in cosa
crede, o qual è la sua fede, che cosa pensa, come
ama, cosa lo commuove e cosa sogna, la notte, nel
suo letto, mentre sano s’addormenta, chi è capace di
rubarci il corpo tutto nostro, di disporre delle nostre
gambe, del fegato, del fiato, di decidere dei nostri
occhi e delle dita, colui che ci nega la sconfitta,
ci condanna alla pena, ci assegna al dolore che stride

e scrive la legge che ci costringe alla vita, chi decide
per noi se vale la pena, e infine sceglie cosa ci uccide?

98 commenti a questo articolo

> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-31 18:47:23|di Lello Voce

pfui...
lv


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-31 18:43:45|di Gabriele Pepe

Tanto per chiarire io non ho mai inviato email anonime a chicchesia né per dissenso one o two né per altro. Non ho la coda di paglia ma meglio essere chiari fin dall’inizio. Se devo dire qualcosa lo faccio con nome e cognome visto che tra l’altro lo uso anche quando giro, a rompere su questo hai ragione, nei blog.

Comunque continui a confondere suicidio ed eutanasia con l’accanimento terapeutico.

pepe


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-31 18:18:12|

Dear Lellone,

se la tua fidanzata, o tua moglie o un tuo caro, o un tuo figlio, in un momento di sconforto volessero buttarsi da un balcone, tu lo impediresti o lasceresti fare? E se invece volessero farlo scientemente e consapevolmente, lo impediresti o lasceresti fare?
Cosa avresti da dire? dA PROPORRE?
Il principio è lo stesso...
Ma qui non è un discorso di singole soggettività (io, tu, Welby) ma culturale, di principi, di strategie politiche...
Io vedo avanzare una cultura della morte: anzi, a dire il vero la vedo avanzare da secoli...
E vedo i volti dei suoi boia, uno ha i capelli bianchi e occhi da profeta invasato ma dice, da mezzo secolo, sempre le stesse cose; si crede anticlericale ma in realtà è solo anticristiano...
Anzi, diabolico - dia-ballo nel senso che divide, scinde... Tutta la sua vita è stata così...
Poi viene a mangiare nella trattoria vicino Fontana di Trevi, dove prima abitavo... Si placa...
Certe volte mi chiedo (mi domando e basta, non affermo) se i radicali abbiano avuto finanziamenti da poteri americani per distruggere pezzi di quell’Italia contadina e cattolica: quella che faceva esclamare Pasolini “Che paese meraviglioso era l’Italia all’epoca del fascismo”...
Con Gasparri non c’entro nulla e Buttiglione lo considero una persona che ha diritto di esprimere il suo pensiero, cosa che molti tuoi amichetti di merenda non vorrebbero; così come vorrebbero, invece, una Chiesa relegata nelle catacombe o suore dietro a un filo spinato... Cioè una Chiesa lobotomizzata come il Nicholson del film di Forman...
Però Buttiglione ha idee diverse dalle mie soprattutto sulla prostituzione... Io sono un po’ più maledetto, baudelairiano...
Mi dispiace che tu ricorra all’insulto personale... Retaggio da sceneggiata napoletana contro o’fetentone...?
Quando ho detto certe cose sull’operazione Poesia del Dissenso one and two - mi sono arrivati insulti a ripetizione, sempre da anonimi... Chi erano? Oh my God, quanto interesse e livore...
Alcuni davvero creativi, originali, ben scritti... Flavia Vento della letteratura il più eroticamente plastico: con un certo fascino del vuoto e del silenzio dell’Universo...
Però mi è pure arrivata un’email personale di un poeta che, prima aveva partecipato al progetto - e poi si era ritirato: la pensava come me, conveniva con le mie accuse e i dubbi...
La questione comunque non è poi così importante, almeno per me...
Non insultarmi, come io non ho insultato te...
Io non ho manie di superiorità: lo sono veramente... TUTTAVIA “Como dijo Martí, toda la gloria del mundo cabe en un grano de maíz” - E questo è Fidel che cita José Martì...
E poi non usare quel fastidiosissimo tono da sentinella di ciò che sia lecito dire e ciò che non si può...
Tu non sai nulla di me, neppure che ero un responsabile politico della tua parte politica, in odore di buona carriera, interrotta semplicemente per una con-versione al Cristo e un abbandono della falce e del martello; che non dipese da me o dalle mie belle pensate... M’è capitato così, che ci vuoi fare? Prenditela con il Principale... Però potrebbe capitare anche a te, dunque non ci scherzare troppo...
A meno che tu, ora, nella tua posizione, non sia già al massimo della gioia e della felicità da non aver bisogno di nulla...
E ,ancora, non abbaiare, dato che ti chiami Voce e non Guaito...
Vorreiiiiii una Vooooooce....Ed improvvisamente, ti accorgi che il silenzio ha il volto delle cose che Hai perduto... Grande Mina!

andrea margiotta


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-31 17:51:28|di erm

Quando finalmente mi ammalerò di qualcosa di mortale - che non sia questa vita a cui abbiamo trovato un momentaneo palliativo - venite a casa mia a Oxford per un party in giardino e senza dirmelo datemi un bel cocktail di veleno per mandarmi a dormire per sempre dopo un bel brindisi.

ma fate un cocktail tale da darmi il tempo di pulire la cucina e di rimettere a posto i miei favolosi bicchieri di cristallo, a cui tanto tengo.
La poesia di Lello è la cosa più potente e soprattutto intelligente che abbia mai letto in questi ultimi 10 anni.

che gli inglesi ci amino lo dico in giro per i blog normalmente io, ma questo non toglie che ci reputino come progresso al livello di come noi consideriamo i rumeni.

Per farsi amare dagli inglesi, Margiotta, bisogna comunque avere, oltre all’italianità cosmetica (che io certamente ho ma non so se tu hai!) quello di cui gli inglesi non possono fare a meno, il loro pane quotidiano: l’understatement, la misura, la grazia sociale, ed il tatto....e la voce bassa, di un tono pacato e gentile...

senza queste doti, sei scaraventato fuori dal loro Paese dopo pochi giorni...
dunque occhio a queste caratteristiche...Be gentle, gentle....
quiet....sssshhhhhh! shooshhhhhh
:)


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-31 14:59:55|

Io credo che la posizione in versi non apra porte, non rovesci specchi, non sfiori mai neppure per sbaglio la trinità del verso. Bisogna parlare dell’uomo in quanto uomo partendo dalla sua traduzione contestuale: dal dramma storico, politico, ci si riflette fino al dramma archetipico. O viceversa. Shakespeare è il grande modello. Dante.
Kafka. Bacon. Leopardi, Foscolo, Pasolini.
Lello Voce secondo me ci è riuscito, nei suoi controversi, parlando delle torture di Abu Ghraib: un lenzuolo sporco di sangue, un cristo elettrizzato che era davvero un’icona dell’orrore storico. Tanto di cappello per quel testo.
Questo è invece, secondo me, fiacco. A parte aver utilizzato il fuoco del tema (il dramma personale di Welby, oltraggiato dalla vita da vivo, e dal mondo da morto), l’esporre una posizione non spalanca nè cuori nè carni, poichè si ferma alla convinzione tematica.
Non fa esperienza fisica, materica, gestuale, visiva, di un dato storico. Non trasforma l’idea in carne, in uomo, sanguinante e reale, che abbracci il lettore, o che lo colpisca.
Non permette che una lacrima o una pugnalata al cuore capovolgano nel lettore decenni di indottrinamento cultuale.
Si trascrive semplicemente una convinzione in versi; il problema è che chi la pensa come Lello Voce (ed io la penso più o meno come lui) lo leggerà senza grandi fastidi, chi non la pensa come lui lo leggerà con un lieve fastidio che dimenticherà dopo pochi minuti.
La poesia civile dovrebbe avere tutt’altra FORZA: la forza della vita, eversiva poichè innegabile, reale, materia scardina-finestre, porte; scardina-ideologie.
Buon anno. DN


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-31 14:45:24|di Lello Voce

@Margiotta: - intanto grazie dei complimenti sul testo: con i tempi che corrono scrivere un "discreto testo da uomo di buona volontà" non è poco, tu stesso conosci certamente (anzi qualcuno lo conosci benissimo, quasi meglio di testesso) certi tizi che invece passano il loro tempo in un vuoto e onanistico esercizo para-narcissista.
Ma sulla forma di ciò che faccio non sta a me esprimermi. Sul contenuto invece: nn so di che avvoltoi parli, se ti riferisci al Comitato Luca Coscioni o ai radicali, sbagli di grosso, sono stati accanto a Welby da sempre e da sempre Welby è stato accanto a loro, condividendone ideali, indignazioni e speranze. Dunque prima di insultare, o di mentire, pensaci su un attimo (posto che l’attività non ti sia sconosciuta). L’eugenetica, checché ne pensiate tu e Buttiglione, con l’eutanasia non c’entra un bel nulla e trovo scandaloso che individui come te rimestino nel torbido. Credimi Margiotta, sono cose serie, tragiche, terribili, ci vuole tatto, intelligenza, compassione, tutte doti che tu - il Gasparri dell’etere Web poetico italiano - non possiedi affatto. Se vuoi polemizzare con me ( o con Erminia) fallo con noi, direttamente, lascia perdere Welby, non puoi nemmeno immaginare chi fosse, né che amore e che SENSO ha trasmesso a chi ha voluto seguire con occhi aperti le ultime tappe del suo cammino. Tu con robe così proprio non c’entri niente. Ripassa dopo, per raccontarci dei tuoi incredibili successi artistici e delle tue geniali idee sul mondo. Qui, please, non disturbare.

Lello Voce


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-31 13:33:29|di http://supermargiotta.blogspot.com/

La poesia non è niente di speciale...
è solo un discreto testo, un testo da uomo di buona volontà, forse sensibile... Forse un testo per sentirsi un po’ a posto con la coscienza... affari suoi...
Il desiderio di morire di Welby io lo rispetto: come rispetto il gesto disperato di tanti suicidi come P Drieu la Rochelle, Hemingway o Luigi Tenco...
Ma quello che proprio detesto - ed io sono lontanissimo per carattere da ogni bigottismo, benpensantismo o moralismo - è tutto il codazzo di avvoltoi che si sono dati appuntamento attorno al corpo di un uomo disperato, di un uomo che non trovava più un senso o ragione per vivere... Di tutti quelli che ne hanno fatto un caso per le loro bieche ragioni o manovrine politiche... Dimostrando un disprezzo per la vita, tra un biscotto e l’altro inzuppato nel tè... Tra una chiacchiera e l’altra da salotto...
Lo stesso disprezzo per la vita che purtroppo è il risultato di secoli di filosofia della morte e che poi è diventato anche disprezzo per la natura; insomma, i risultati si vedono nella mentalità in cui siamo immersi, nella vita di tutti i giorni...
Forse un giorno si arriverà ai comitati di saggi che dovranno decidere chi debba vivere e chi morire... Ai comitati etici ed eugenetici... Alla Pol Pot...
Questi comitati già ci sono, nella tanto "progredita" Olanda...
No, non mi sta bene... Non mi sembra ragionevole né adeguato al desiderio di felicità dell’uomo... Anzi, non mi sembra proprio una cosa da uomini...

Sono fiero di appartenere ad un paese che ancora ha il coraggio di opporre una qualche resistenza a questa cultura della morte...

PS Gli inglesi che ho conosciuto io amavano l’Italia e gli italiani...
Se il testo di Voce è quello che dice Erminia, comincio a pensare che negli ultimi 10 anni lei abbia letto solo rotocalchi rosa come una normalissima e "santa" casalinga...

andrea margiotta


> Controversi 21 - A Piergiorgio Welby
2006-12-30 23:21:37|di erminia

sublime, meravigliosa poesia.
non leggevo una poesia così potente e così armoniosamente profonda e sapiente da almeno 10 anni. mentre mi sentivo scoraggiata dalla nostra Patria, mentre pensavo, "In Uk considerano l’Italia alla stregia di come noi consideriamo la Romania", ecco arrivare come dono del Capodanno questa intelligente liricissima poesia che mi rispedisce all’estero, felice, confortata.

erminia


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