Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

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E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...

oppure quella di... e se fosse di?...di...o...

120 commenti a questo articolo

E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 20:48:01|di Luigi

Chiedo cortesemente agli anonimi di smetterla... oppure di svelarsi. Marziale, Giovenale, Lucilio, l’insuperabile Persio: hanno sempre insultato, deriso, irriso, giocato a volto scoperto. Che gusto c’è a prendersela con qualcuno se quel qualcuno non sa a chi deve la sua bile ingrossata? (non che voglia demolire la funzione dello pseudonimo, tutelato pur dal nostro codice civile - articolo 9! - ma in certe situazioni fa venire in mente la volpe con la coda fra le gambe, più che Stendhal)


E SE LA POESIA FOSSE OCCASIONE DI ERRORE???
2007-04-19 20:32:48|di suor Mina Orfanatrofio Santa Teresa rimanda indietro compitino corretto

Caro M. (Massimo?), nota le correzioni contrassegnate dai tre asterischi.

Il tuo compitino, con l’elenco da 1 a 7 delle difficoltà delle interazioni umane, e della possibilità, sempre in agguato, dell’ERRORE, contenutisticamente, mi pare corretto. Potevi sforzarti fino a 10.

Ma non fa nulla! Per questa volta sei scusato, oltre che perdonato. So, anzi tutti noi sappiamo che sei molto impegnato, in questo periodo, ad eseguire i tuoi esercizi su come ingoiare la tua manciata di chiodi.

Senza contare le noie che ti danno quelle strette bende alle mani che giustamente stai da qualche tempo portando per proteggerti dalle dolorose piaghette sanguinanti in entrambi i palmi.

Ecco delle piccole correzioni al tuo testo, che qui allego, riscritto. Ma per amor di Dio, non te ne affliggere più di tanto. Non è bene fare tragedie per un nonnulla: sono soltanto un paio di errori, e tu sei un giovane nel suo processo di formazione grammaticale. Accetta di buon grado l’appunto.

Sii Felice!

Suor Mina.


allora:
1. se uno cita Rimbaud? sbaglia

2. se non lo cita? sbaglia

3. se scherza? sbaglia

4. se se la prende? sbaglia

5. se parlano di lui/lei? egli/ella
sbaglia ***

6. se non parlano di lui/lei? egli/ella sbaglia ***

7. ...sbaglia, uhmmm!

... oh sì, che sbaglia!

...Gesù/Maria, come sbaglia!

...si faccia il "Mea Culpa" e studi la grammatica
in modo che mai più ella/egli sbagli!


E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 19:44:29|di Dubbio in Persona (mio pseudonimo)

Olà, preferisco i saluti contemporanei.

Non mi pare sbagliata la proposta di smettere di fare i primi della classe o i buoni di cuore a tutti i costi. Sono invenzioni. c’è tantissima gente capace di esprimersi in poesia che non conosciamo perchè non si auto-promuove o fa promuovere.

Chi lo fa non deve essere svalutato (e non mi pare che luigi lo faccia), ma deve almeno accettare l’ironia che produce l’essersi inflazionato al punto da farsi incensare da amiche e ammiratrici senza nessuna voce in capitolo nel campo della critica.

Se una amica del genere scrive una lode, la si può attaccare nel proprio diario e fare capire con tatto all’amica che non essendo proprio del settore, la sua "uscita" potrebbe risultare più nociva che altro: ci deve essere un modo cortese per potere avvisare la premurosa amica, che redige tali lodi esagerate e non proprio consone ai codici del genere, che si pensa di riservare quella lode alle pagine del proprio diario privato, senza recare offesa.

Accettiamo di sbagliare, accettiamo il male che è in ognuno di noi - oltre che il bene - e che ognuno di noi se si sforza conosce rivolgendosi all’ufficio della coscienza.

I primi della classe con la medaglietta col santino e il fiocchetto celeste o rosa appuntata sul grembiulino stanno sul cazzo perfino alle suore. Pasolini ha fatto una parodia della premiazione delle anime buone e belle in Salò.

Nel film, la gerarchia dei sadici manda al massacro proprio questi falsi buoni che sono semplicemente i collaborazionisti che vivono senza midollo all’ombra del potere.

Esilio e autoironia.


E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 12:03:44|di m

allora:

1. se uno cita Rimbaud? sbaglia

2. se non lo cita? sbaglia

3. se scherza? sbaglia

4. se se la prende? sbaglia

5. se parlano di lui? lui sbaglia

6. se non parlano di lui? lui sbaglia

7. ...

...

...

...


E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 12:02:38|

cara Sonia, in internet mancano i gesti e le intonazioni. quel "non vi ho fatto niente" era ironico. e veniva dopo 9 o 10 righe che chiedevano una cosa precisa. abbiamo creato questo mezzo e la mancanza di visi reali lo rende una specie di salotto immerso nel black-out... io non ti ho fatto niente e tu non mi hai fatto niente.

e ora - mi sviluppo. quanto a Rimbaud - si difende da solo, da me e da te e da tutti. vivi felice! (che è un saluto da cinquecentina, lo trovi nelle prefazioni antiche - e non è buonismo!)
massimo


E SE LA VERA VIPERA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 11:56:50|

"io non vi ho fatto niente!...vivete felici!"....

Massimo, questa attitudine mi stomaca.

E’ stomachevole, in bocca a te, e a chiunque. Questo buonismo da scolaretto di terza elementare ospite delle suore di Santa Teresa degli Orfani del Rione Prà, o Prè! questo citarti addosso Rimaud e il suo ormai svenuto evirato lobotomizzato diavoletto.

Lo hai lobomizzato tu, citandolo abusandolo così spesso...Basta. Basta! Fai cadere le braccia: trova un poco di verve, fatti forza: sù, sù...vivi nel terzo millennio, sù, sù...non nell’Ottocento....sù Massimo, basta, pietà di noi...

Ma non ti viene anche a te stesso il voltastomaco? Non c’è mai fine a questo repertorio buonista?

Sonia di passaggio da Genova


E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 11:39:14|di m

@ Martino:

io non sono responsabile di ciò che si dice su di me, né in bene né in male. se Bianchi scrive, può farlo, come scrivi tu: non sono io a "rendere pubblico" quello che si scrive su di me.

quello che si dice, nel bene e nel male, non sono io a controllarlo. e Guido si SVILUPPA - anche da queste cose. ma anche così diranno: ecco, sannelli si crede Cavalcanti...

*

il problema è che ciò che si accetta di un jazzista, di un professore, di un attore o di un medico - che viaggi, che dia interviste, che parli e si parli di lui ecc. - è accettato. se lo fa uno di noi, NO. anzi, puzza di arrivismo. è perché non ho ancora i capelli bianchi? ma comunque: Satana, una pupilla meno irritata! (no, non mi credo anche Rimbaud) -

per ogni dubbio il mio numero è 349 5874986, adesso devo "svilupparmi" dal webpoint... vivete felici, io non vi ho fatto niente!

massimo


E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 10:52:02|di Marco

ellallà, quanto calore! ma non sarete voi che state ingrandendo la cosa? (come invece Luigi, che usa registri diversi, non fa).

*

all’inerme anonimo:

le serpi non capiscono lo scherzo (ma lo invocano).

creature! cercano il sole (che non hanno).

è normale.


E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 02:47:29|di Martino

Tanto per essere piu’ chiaro, caro Massimo, come puoi ritenere quello scritto su di te qualcosa di piu’ di un fatto privato? Come puoi giudicarlo critica o comunque un testo con un qualsivoglia valore critico? Piuttosto, non ti imbarazza rendere pubblica quell’adesione assolutamente acritica e priva di argomenti, la parola innamorata di quell’intervento? Vale la lettera di un bambino per la festa del papa’ o l’orgoglio di una madre che non capisce ma vede ed e’ orgogliosa a priori. Davvero non capisco cosa ti stia succedendo ma lasciati dire che non mi piace affatto, checche’ ne dicano i tuoi amici.


E SE LA VERA POESIA FOSSE LA POESIA DI...
2007-04-19 02:41:37|di Martino

Mai una volta che uno dica ho esagerato, avete ragione? Mai una volta che uno assuma le critiche per specchiarsi, ci si specchia solo nelle tavole imbandite per i nostri festeggiamenti. Bello questo ambientino di gente che si giudica da sola e giudica di non sbagliare mai.


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