Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

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E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA

(il poeta Saw Wai arrestato dalla polizia birmana per un acrostico; in Italia al massimo, e se gli andasse di lusso, potrebbe ricevere un’offerta di contratto a progetto da "La Settimana Enigmistica")

Articolo postato sabato 26 gennaio 2008
da Luigi Nacci


In questi giorni di crisi politica, giudiziaria, istituzionale, economica, in cui la sensazione è di fare la fine dell’Argentina, le voci dei poeti non esistono. I giornali e le televisioni invitano vip del piccolo schermo e del piccolo parlamento: i commentatori tuttologi in grado di commentare qualsiasi evento globale. La depressione monta, assieme alla rabbia. Proprio ieri sera se ne parlava con altri poeti, a Lubiana. Il fascino del paese con gli abitanti più giovani d’Europa, in cui pare che tutto vada bene, in cui la letteratura si continua a fare sulle riviste con la stessa vitalità e partecipazione che circolava da noi 40-50 anni fa, quel fascino ha acuito la nostra disillusione. E in macchina, sull’autostrada in cui sfrecciavano i bolidi degli ex-proletari arricchiti, ci siamo trovati a trasognare un cataclisma tricolore: un terremoto, un’eruzione, un maremoto, oppure una guerra, un’apocalisse qualsiasi che ci dia la possibilità di ricostruire tutto daccapo. Di rimboccarci le maniche e spalare nelle macerie, mezzi morti ma con qualche speranza in più. E’ un’idea malsana che si insinua tra i pensieri, da tempo, come una bramosia inestinguibile. E leggere - come avrete modo di fare qui di seguito - che da altre parti i poeti vengono arrestati, perché la loro voce è ancora pericolosa, mi ha fatto provare un moto di invidia. Ho ripensato al sonetto XXXII nella bocca di Pasternak. Era coraggioso attaccare Stalin. Sì, ma se Pasternak fosse vivo oggi, e se ne stesse qui, nel Monnezza-Bel-Paese, "32" a chi lo rivolgerebbe? Chi gli consegnerebbe un microfono in mano, chi gli punterebbe contro una telecamera? Chi gli darebbe credito? Quale De Magistris lo farebbe arrestare?


***

Salom Paolo, "Corriere della Sera", 25 gennaio 2008


L’ autore del componimento è stato subito arrestato

Il poeta di San Valentino beffa i generali birmani

Attacco al regime nascosto nei versi d’ amore

DAL NOSTRO INVIATO RANGOON - Vietato parlare d’ amore. Vietato scrivere poesie. Vietato, soprattutto, farsi beffe del regime birmano. Anche se con parole innocenti. La polizia segreta ha arrestato nei giorni scorsi il poeta Saw Wai autore del componimento «14 febbraio», un’ ode ai sentimenti in vista della giornata internazionale degli amanti. Versi fin troppo zuccherosi e magari scontati («Bisogna essere innamorati sinceramente, follemente, profondamente e poi lo si può definire vero amore»). Ma non è certo questa la ragione del provvedimento. La poesia in lingua birmana di Saw Wai, infatti, nasconde un acrostico irriverente, una beffa al regime smascherata non appena la rivista su cui è comparsa, A chit, o «Amore», è andata a ruba nelle edicole di tutto il Paese. Leggendo in verticale la prima parola di ognuno dei sette versi l’ insulto appare chiaro: «Than Shwe è assetato di potere». Orrore e raccapriccio: come ha osato Saw Wai attaccare il generalissimo, il leader indiscusso della giunta militare? Come si è permesso di provocare scoppi di risa a ripetizione nell’ intimità delle famiglie birmane? Come ha potuto prendere in giro persino i vertici della rivista letteraria, sodali dei militari attenti a non mandare in stampa scritti che non siano innocui sussurri di buone intenzioni? In Occidente, durante il Sessantotto, si gridava: «Una risata vi seppellirà». Nella Birmania appena uscita dalla rivoluzione zafferano, affamata, repressa, disperata, anche una poesia può fare paura a chi ha usurpato illegittimamente il potere. I militari lo sanno: nessuno, al di fuori della loro casta, li ama. Than Shwe, in particolare, è il bersaglio di insulti popolari creativi quanto ingenui (è accostato a un cane, un bue, un asino, oppure è definito semplicemente «il più stupido del Paese»). Ma - nell’ apparente controllo totale sulla popolazione - in realtà sono proprio gli artisti a esplorare ogni possibile breccia nella cortina di terrore, ricavando esigui spazi di libertà che portano sollievo momentaneo all’ ottusità della vita quotidiana. Non c’ è solo il coraggioso Saw Wai, finito nei guai più volte in passato. Ci sono anche i membri della troupe «I quattro frutti», che hanno inventato battute sulla recente rivolta repressa nel sangue. Ma soprattutto i «Moustache Brothers», i Fratelli Baffi - Par Par Lay, Lu Maw e Lu Zaw - che, nel West End di Mandalay, sulla 39esima strada, mettono in scena ogni sera la loro personale parodia della vita in Birmania, le loro pernacchie al regime. Li incontriamo poco prima dello spettacolo nella loro casa-teatro, sorvegliata a distanza dagli agenti della polizia segreta. «Non hanno il coraggio di entrare, quelli lì», ci dice beffardo Lu Maw, nel suo inglese fantasioso che ricorda un po’ il Grammelot di Dario Fo. Il teatro dei Moustache Brothers si chiama A-Nyeint. «È un po’ come la vostra Commedia dell’ Arte - spiega l’ attore -. La vita di tutti i giorni, con le sue durezze, i soprusi dei militari, la corruzione, entra nei nostri spettacoli in forma di risata. È una tradizione antica». Par Par Lay, il leader del gruppo, tra settembre e ottobre scorsi, si è fatto più di un mese di prigione. «E non era certo la prima volta - ghigna Lu Maw -. Mio fratello e il cugino Lu Zaw sono stati condannati nel 1996 a sette anni di lavori forzati. Motivo? Avevano fatto divertire Aung San Suu Kyi durante uno spettacolo di fronte alla sua residenza di Rangoon». Per le proteste internazionali sono stati liberati dopo quattro anni: «E noi siamo ancora qui, a ridere del regime. Per non piangere».
La poesia Il componimento del poeta Saw Wai si intitola «14 febbraio» I versi La poesia dice tra l’ altro: «Bisogna essere innamorati sinceramente, follemente, profondamente e poi lo si può definire vero amore». E si chiude così: «O voi milioni che sapete come amare per favore applaudite con le vostre mani coperte d’ oro e ridete a squarciagola» L’ acrostico Le prime parole di ogni verso diventano: «Than Shwe è assetato di potere».

30 commenti a questo articolo

E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 18:32:27|di erminia

Nemmeno sapevo del contenuto di questo post: sono venuta a leggerlo per caso, e avendomi vista tirata in ballo in modo abusivo, ed insultante, ho pensato che Nacci in cuor suo sperasse nel mio intervento, mi stesse provocando. ma egli si sta comportando come "ciccio toccami che mamma non vede!! oddio, MAMMA, ciccio mi ha toccato!"

conoscendomi, e avendo evocato la mia presenza, non poteva che aspettarsi un intervento nel mio stile, che non suono il flauto a nessuno, specialmente di questi tempi, anche in visione del fatto che nessuno può a questo punto darmi nulla che io non abbia già ottenuto.

sorry. ma non si sollecitava un ritorno alla critica? mica stiamo facendo salottino? fortini e pasolini litigavano il 90 per cento delle volte che si rivolgevano la parola.

nevio, non ti dispiacere, please. abbiamo altro di cui addolorarci.


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 18:22:26|di erminia

Io non do del fascista a nessuno per il gusto di farlo o per offendere: analizzo il testo così come io lo percepisco. e attribuisco delle intenzioni così come è lecito fare in una analisi testuale stimolata nel lettore dal fatto che l’autore si è premurato di pubblicarla su sito accessibile ad una varietà di interpreti ed interpretazioni, tutti imprevedibili.

nessuna conversazione privata è stata pubblicata e solo che in più di un sito, appena appare un anonimo di cui è pieno il mondo, qualche persona o gruppo di persone, in genere di sesso maschile, attribuisce a me quella identità senza rispetto alcuno delle evidenze ovvero degli IP (che sono chiare tracce dell’identità del postante) per cui Nacci, tirando in ballo l’oxfordiana, ovvero me, che ho la ventura di avere residenza permanente in quella città, insinuava fossi io l’anonimo ben sapendo, come amministratore capace di accedere agli IP, che non ero io, dunque la abusando della mia pazienza come sottolinea nevio.

mi dispiace che lello non veda quello che vedo io nel testo di nacci. ma la mia è una interpretazione delle mille tutte probabili. ci si muove nell’ermemeneutica del testo letterario, sia quando si legga per passatempo, sia quando si interpreti in modo più circostanziato.

dal canto mio, leggevo per diletto, di ritorno da una passeggiata in compagnia di poeti di Sicignano degli Alburni, paese con la popolazione più vecchia d’Italia, ugualmente autorizzata a fantasticare mentre ero alla guida della mia Jeep, su una Italia felice ed intatta, privata di sognatori di macerie e poeti tardo simbolisti, laddove il testo naccese (leccese) mi ha fornito il "là".

credo sia legittimo. visto appunto che il testo si muove su un piano del delirio simbolista, come nota lello.

ad ogni mdoo, il termine fascista per una studiosa della materia letteraria non è un insulto ma una descrizione, un aggettivo a componente storica che uso laddove ce ne sia necessità.

non si è mai vista in una conferenza ritenere insultato qualche poeta perché qualche ricercatore o relatore individua nei testi e nelle affermazioni di questo o quell’autore, tematiche di questo ordine, laddove sappiamo bene che spesso un autore non sa mai a fondo quale ordine di idea egli/ella stia esprimendo, se reazionarie o rivoluzionarie.

fatto sta che il testo di Nacci per le sue fantasizzazioni di terremoti, guerre (male necessario, sembrerebbe suggerire il nacci), morti e macerie disturba non solo me.

mi spiace che il nacci se la prenda tanto di ricevere un’ analisi dei suoi testi sviluppata da me non nella direzione di quello che egli credeva di avervi inteso. ma chi va per questi mari letterari, questi pesci prende. capita a tutti, bisogna farci il callo senza saltare su e gridare allo scandalo.


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 17:54:37|di Nevio Gambula

Francamente sono molto dispiaciuto.

Come redattore sono dispiaciuto della cancellazione di alcuni commenti.

Magari Erminia ha dato del “fascista” a Luigi, però l’ha fatto dopo che Luigi l’aveva tirarla in ballo imputandole di essere lei l’anonimo dei primi commenti (la "oxfordiana")… Oltre che di cattivo gusto, visto che MAI dovrebbe essere reso pubblico il nome di uno che non vuole che lo diventi (per etica, ma anche per legge!), non aveva senso neppure nel contesto della “discussione” … Non è anche questa una forma di insulto?

Poi tutto è degenerato nell’ulteriore cattivo gusto, con tanto di pubblicazione di comunicazioni private …

Sono molto dispiaciuto, e forse anche un poco disgustato …

NG


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 17:37:48|di nacci

come disi a trst ugo pierri: "chi che no ga senso del viz e del’umor blak, xe curto". ovviamente non tutti qui, e non solo qui, ne sono provvisti. molti sono i curti, ahinoi!

rivendico con orgoglio il mio umor nero mitteleuropeo, e rivendico con orgoglio le mie radici siculo-pugliesi (altro che lega lombarda, carlucci, mi faccia il piacere!:-)).

a chi dà del fascista non rispondo nemmeno, mi vien solo da ridere. di più non aggiungo. sottolineo ancora una cosa: questo blog è nato grazie a denaro pubblico. evitiamo dunque gli insulti e le diffamazioni (che saranno in ogni caso cancellati).


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 16:58:31|di Lello Voce

Mi pare che sia nel campo della pura analogia neo-simbolista... insomma al delirio.
E siccome qui da noi dare del fascista a qualcuno significa insultarlo, pregherei cortesemente Erminia di riservare ad altro blog (o ad altro luogo) le sue stupefacenti e bizzarre analisi letterarie, così come inviterei caldamente a tenere per la sfera privata tutto ciò che è privato...

Please

Lello


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 15:08:54|di erminia

Chiarisco: l’immagine inquietante di una forza maggiore che distrugga i presente dell’Italia (cataclisma naturale o sciagura bellica) diffusa con un certo orgoglio in questo post da Luigi Nacci nasce dal pensiero di fare piazza pulita della storia e di riscriverla daccapo, spalando le macerie per ripulire il suolo ormai perduto e meritevole di essere sterminato da chiunque l’abbia contaminato.

Infatti, quando viene un cataclisma, viene spazzata via la vita , il popolo, non solo i politici responsabili del degrado di una data epoca e circostanza politica. L’idea del cataclisma che lasci in vita solo i poeti è un sogno o delirio di onnipotenza, che si figura il poeta quale eroe eretto su un cumulo di errori cui egli , insieme ai suoi giovani amici poeti, può redimere.

L’idea, inoltre, così com’ è venuta in mente al nacci mentre guidava in macchina verso la perduta Italia – egli l’ammette – è una sorta di sogno proibito che egli evidentemente ha nutrito per un attimo, almeno fino al momento critico di tradurlo in scrittura e pubblicarlo - sogno che l’italiano medio non vorrebbe certo si avverasse.

Non c’è dubbio che il post abbia matrice fascista. Fascista è l’idea d riscrivere la storia annullando quella precedente con un vento drammatico e radicale.

O meglio, è idea anarchica, di un’ anarchia nera. È idea che esclude la riflessione, il dialogo, la conciliazione, lo sforzo critico e risolve tutto con un delirio stragista (guerra, terremoto, maremoto).

Non vorrei giungere a dire che questo post di Nacci, susseguente al suo incontro con i poeti lubiani, possa essere letto come una apologia del terrorismo, ma a volercela vedere, forse lo è.


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 15:01:45|di erminia

Chiarisco: l’immagine inquietante di una forza maggiore che dsrrugga i presente dlel’Italia (cataclisma naturale o sciagura bellica) diffusa con un certo orgoglio in questo post da Luigi Nacci nasce dal pensiero di fare piazza pulita della storia e di riscriverla daccapo, spalando le macerie per ripulire il suolo ormai perduto e meritevole di essere sterminato da chiunque l’abbia contaminato. Infatti quando viene un cataclisma viene spazzata via la vita , il popolo, non solo i politici responsabili del degrado di una data epoca e circostanza politica. L’idea del cataclisma che lasci in vita solo i poeti è un sogno o delirio di onnipotenza, che si figura il poeta quale eroe eretto su un cumulo di errori di cui egli , insieme ai suoi giovani amici poeti, può redimere.

L’idea, inoltre, così come è venuta in mente al nacci mentre guidava in macchina verso la perduta Italia – egli l’ammette – è una sorta di sogno proibito che egli evidentemente ha nutrito per un attimo, almeno fino al momento critico di tradurlo in scrittura e pubblicarlo - sogno che l’italiano medio non vorrebbe certo si avverasse.

Non c’è dubbio che il post abbia matrice fascista. Fascista è l’idea d riscrivere la storia annullando quella precedente con un vento drammatico e radicale.O meglio idea anarchica, di un’ anarchia nera. È idea che esclude la riflessione, il dialogo, la conciliazione, lo sforzo critico e risolve tutto con un delirio stragista (guerra, terremoto, maremoto). Non vorrei giungere a dire che questo post su Nacci susseguente al suo incontro con i poeti lubiani possa essere letto come una apologia del terrorismo, ma a volercelo vedere, forse lo è.


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 14:32:16|di erminia

il mio IP non ha fatto alcuna offesa. Il giudizio di lorenzo su questo post lo sottoscrivo: è …. nei suoi contenuti.

la realtà non si può mistificare con marchingegni tecnici. non siamo ancora in nessun regime.

è dunque questo post intero che andrebbe cancellato e non i commenti. le offese di nacci al suo interlocutore anonimo vedo, però, che sono tutte rimaste ("non hai capito un’acca").

Ribadisco: è utile ed auspicabile che chi posti accetti graziosamente le critiche ricevute e che eventualmente attribuisca a se stesso l’incapacità di spiegarsi, qualora insorga un frainteso, e non a quella dell’interlocutore, che si deve presumere CAPACE, eccome, di comprendere e ribattere.

per cui all’anonimo romano - che evidentemente è libero di non rivelare il suo nome - andrebbero idealmente le scuse dell’autore di questo scomodo post, per avergli rivolto una farse offensiva e "patronizing" - certo non da amministratore ospitante - come quella di sopra riportata: "lei non ha capito un’acca!"

quello che si capisce da questo post è che nacci spera che l’italia, verso cui prova attualmente ripulsa come la maggior parte degli intellettuali dotati di senso politico, venga – e in questo si distingue nettamente da altri italiani che pure abbiamo sentito lamentarsi - investita da un cataclisma naturale (terremoto)o, in mancanza del quale, da un evento bellico che credi "macerie" della madre-patria.

il ché - sia come proposta sia come speranza, veicolate mediante un post su un sito libertario e credo pacifista quale sappiamo essere Absolute - è contenuto inquietante ed assolutamente criticabile.

pertanto, qui noi l’ attacchiamo pubblicamente, come pubblico è il post, con la legittimità di giudizio, libertà di parola ed arbitrio di cui, fino a prova contraria, ancora si gode.

la clemenza potrebbe indurre il lettore adulto a ritenere che questo post sia stato concepito sotto la spinta di un impulso confuso sul futuro e sul da farsi, e non dalla volontà di scrivere qualcosa di forzatamente originale e reazionario quale potrebbe facilmente apparire ad una prima lettura.


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 13:23:53|di nacci

lorenzo, sono stati cancellati tutti i commenti inerenti a IP-PASSANNANTI e sue offese. siccome il tuo era anche di risposta a lei, è stato incluso. solo per questo: per dare la possibilità a tutti di seguire lo scambio di battute. ciao


E VIVADDIO CI SONO ANCORA POETI CHE VANNO IN GALERA
2008-01-30 13:19:36|di lorenzo carlucci

nacci fascista? ma no! al massimo protoleghista con incubi sui "salotti romani". il reato di vilipendio esiste anche in italia, dunque il poeta che volesse andare in galera o beccarsi una denuncia non ha che da usare un po’ l’immaginazione (magari ecco non basta scrivere "xxx è assetato di potere" e nemmeno "vaffanculo yyy", ma si sa, la poesia occidentale non è la poesia orientale), e poi trovarsi una rivista che pubblichi il pezzo. ecco forse il problema qui da noi sarebbe questo: trovare una rivista che pubblichi un pezzo del genere.

ciao,
lorenzo


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