Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

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Federico Scaramuccia: TRE PISTOLE

di Renata Morresi

Articolo postato venerdì 29 ottobre 2010

FEDERICO SCARAMUCCIA: TRE PISTOLE
Poesia di Strada. XII Edizione, Wizarts Editore



Tre poesie e una trappola
di Renata Morresi

Le pistole sono armi da fuoco e possono essere pericolose. Le tre pistole di Scaramuccia però sono fatte con le parole, quindi, suvvia, dove può mai essere qui il pericolo?
Entro nei testi alla ricerca di indizi: sono macchine perfette, queste, tre terzine di novenari dattilici ciascuna. Quelli che piacevano tanto al buon Pascoli: «Soletto su l’orlo di un lago / che al rosso tramonto riluce / è un uomo col refe e con l’ago». Di certo Scaramuccia rifugge le atmosfere elegiache e favoleggianti del poeta decadente, quel linguaggio liquido e commosso, e con bel altro lessico (e logos) mi circuisce nel suo metro.
Mi ero apprestata, da brava novenante, ad entrare in tre tempietti poetici (non lo dice Harold Bloom che la poesia è il surrogato della preghiera in un’epoca in cui si è esaurito il valore spirituale della religione? non dovevo credergli?) ed ecco che mi ritrovo nel mezzo di una torma sfrenata. Contro chi s’accanisce questo serraglio di rivoltosi? La malia ritmica mi accerchia e sospinge come se fossi anch’io in marcia furiosa cogli altri giacobini. E dei concittadini riconosco le parole d’ordine: «scandalo», «comando», persino «querela», nella sua accezione giuridica, mi ricordano ben noti scenari contemporanei in cui si intrecciano populismo e potere. Ah, siamo dunque in corteo per smascherare vili manovratori? Ma se l’orda «di barbari» mi impedisce persino di fermarmi ad additare i colpevoli! Questa è una marmaglia assetata di sangue, una folla isterica, non ha niente della romantica immagine della libertà che guida il popolo di Delacroix. Dunque, da che impeto mi trovo travolta? Mi guardo intorno tra la ressa, vengo investita dal continuo abbattersi d’accenti, e urlo e mi dibatto e pretendo spiegazioni: invoco sia fatta chiarezza! Tuttavia, mentre i versi vanno per richiudersi sui tre colpi (tre poesie di tre strofe di tre versi di tre accenti), comincio, sconvolta, a capire che proprio di una trappola si tratta: è una trappola che scatta su di me che ho letto.
Un vecchio maestro di teatro mi diceva sempre: «quando appare una pistola sulla scena sta pur sicura che, per motivi di farsa o di tragedia, prima o poi sparerà». E dunque, leggendo, fremevo in attesa del colpo di scena, all’erta per una gustosa esecuzione, e invece…sono io la vittima. Sono io a piegare la testa nel secchio: cercavo la retorica della condanna ad una civiltà sfrenata e casciarona, corrotta e nevrotica, cercavo il compiacimento nell’elargirla dall’alto della mia paciosa postazione di lettore intento ad elevarsi e ora, eccomi qua, «fremendo sotterra per sbaglio», come un fiore incarnito nella terra, alla ricerca di chissà quale senso profondo, o come un fiore che, intestardito a trovare un dio alla sua portata, si sforza di andare verso l’alto e finisce, come sempre, che muore.
Tre testi di sofisticata macchinazione, queste pistole di Federico Scaramuccia, di intrigante trama intellettuale. In esse convivono il gusto di una composizione sferzata di beffarda derisione nei confronti della tradizione aulica della poesia e, al tempo stesso, la devozione verso la sua sapienza evidente, del suo pronunciato piacere.



TRE PISTOLE

a Davide Dalmas

rinfocola l’arida landa
un’orda di barbari in festa
che senza ritegno rimuove
chiunque si fermi laddove
ancora resiste lo scandalo
un ultimo moto che resta
finché non si perde la testa
trovando soltanto un ricovero
il luogo perduto la banda

*

il boia un po’ troppo agitato
lamenta che è già da parecchio
che aspetta dall’alto il comando
un altro qualunque allo sbando
che spreca anche l’ultimo fiato
gridandogli dentro l’orecchio
di colpo poi piega sul secchio
perdendo la testa allorquando
capisce che è lui il condannato

*

invocano un cristo a querela
i popoli aperti al serraglio
marciandovi al grido di osanna
la pace che vogliono affanna
respira a fatica congela
è il mondo che geme in travaglio
fremendo sotterra per sbaglio
che in fiore alla fine si danna
crescendo quel tanto che inciela

*



Le Tre pistole sono parte delle Asperrime, ampio libro inedito costruito nel decennio 1996-2006, di cui Asperrime (anteprime) è il trailer ora in onda su “Le Reti di Dedalus”.


*


In copertina: particolare dell’opera di Nicola Alessandrini, l’artista maceratese che ha riprodotto su tela Il boia un po’ troppo agitato, come previsto dal bando del premio.


*


FEDERICO SCARAMUCCIA (1973) ha pubblicato Trilorgìa (Zona 2006) con Lorenzo Durante e Tommaso Lisa (“I PerVersi”); The Cal2 (Absolute Poetry 2008) e Doppia Coppia(2) LoSca (Gattili 2009) con Lorenzo Durante (“LoSca”); Ninfuga (Ogopogo 2008) con Cosimo Budetta; Sconcerto Triplo (Polìmata 2009) con Sara Davidovics e Lorenzo Durante (“DaDuSka”); Incanto (Onyx 2010).



Le Tre pistole di Federico Scaramuccia si sono classificate terze a “Poesia di Strada” 2009, il premio per poesia inedita ideato da Alessandro Seri ed organizzato dall’Associazione Culturale Licenze Poetiche. “Di strada” perché la poesia è di tutti, e perché qui viene tradotta su tela da artisti visivi ed esposta durante eventi, festival, letture e altre occasioni pubbliche. Il premio è giunto quest’anno alla XIII edizione (chiunque volesse parteciparvi, trova il bando per l’edizione 2010 qui. Insieme ai testi degli altri nove finalisti, le Tre pistole si possono ora leggere anche all’interno dell’antologia del premio: Poesia di Strada. XII Edizione, a cura di Alessandro Seri e Licenze Poetiche, Porto Sant’Elpidio, Wizarts Editore, 2010 (€ 10,00). Chiunque volesse acquistarne copia, contatti l’Associazione Culturale Licenze Poetiche (e-mail: licenzepoetiche@email.it) oppure l’editore Wizarts (e-mail: info@wizarts.it).

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