Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

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GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi

flusso dei nostri frammenti

Articolo postato martedì 6 febbraio 2007
da Christian Sinicco

Poesia iniziata da metà senza nessun motivo,
M.lle Barbara con un vestito di cotone nero
Tirato sopra le ginocchia
Gazzella di velluto metà distesa sul materasso

Riflessi dalle pagode dipinte d’oro
Donne magrissime
Mattoni di pietra sulla testa
Birmania registrata sulla TV inglese
Con calma, la voce fuori campo:
"Nir Vana è Non Attaccamento"

Comunismo cinese
La Mongolia mangia formaggio di capra sulle palpebre del Mondo
Fascismo francese
Jeanne d’Arc scintilla innaturale sul collo nudo d’Europa
Radio nascoste sui tetti di Marsiglia
Piangono lacerano luce mediterranea
Gracchiando follia neofascista

Tirana spegni la TV
La bandiera d’Albania a mezz’asta su RAI TRE
Ripeto
La bandiera d’Albania a mezz’asta su RAI TRE
Mezzogiorno afoso di giugno
Da Valona a Kukes
Carceri di cemento
Nella campagna assolata
Grano zero
Cani di silenzio
Allucinazione randagia
Tessera del Partito gorgoglia
Dal fondo dei cessi di tutta la UE
Nel mio letto, al buio, a mani giunte

Domenica nera Zona Industriale
Manifesti di Cyber Apostoli Ché Guévara

Ticchettio dell’orologio sull’autobus rosso
Erezioni di Baudelaire
Malin in Svezia a tradurre poesie

A calce viva, sul muro di un capannone:
Je ne t’aime plus

Urla sirena aziendale eterna
Estate, lenzuola distese sulla morte di Carlo

( omissis )

Frammento di telegramma:
- Il tempo non è un cerchio-

Ora pomeridiana, svastica di luce gelata
Bagliore di fulmini nello specchietto retrovisore,
Temporale d’agosto,
Lucida autostrada, arco di piombo
Sui capelli dritti in testa

Apocalisse criptata

Onda lattiginosa sullo schermo Sony
Euroceneri di Hitler
Dimensione della Croce
Frau Kristina apre le gambe
Tacchi alti urlanti droga sotto lampade rosse

Do ya think I am sexy
Superstrada entrando a Firenze

Tutti i ragazzi sono gentili quando vogliono scoparti

Deriva autunnale
Vibratore dilata lo sfintere
Spirito della solitudine serale
Stranezza della voce umana
Nodo scorsoio al preservativo- indifferenza
Risvegli indescrivibili dopo alcol e pioggia
Pensieri di culo fino al disgusto
Chiama i numeri d’assistenza gratuiti
Ho paura di stare diventando un pervertito
Asettico Prometeo dell’autoanalisi
Cenerentola Seno Triste
Dottore Dio bianchissimo come l’avevo visto una volta
Nel corridoio venendo fuori dall’anestesia
Sangue viola del pensiero
Dai polsi fino sulle pareti della doccia
Poesia
Che non può fare niente-

Sono io,
Spazzatura dei versi altrove,
5 gradi sottozero questo 31 dicembre,
Polveri di te nonostante tutto,
Ragazzo o ragazza non importa,
Godere in cessi di cinema
Poi albe leucemiche
Nei sottopassaggi deserti
Di stazioni spettrali
Di fanali
Di zanzare
Senza suono
" Nous sommes où? "

quattro anni fa
attraverso la Cecoslovacchia Centrale
chiudendo a una pagina a caso il Giovane Holden
"Mi hai fatto venire voglia, non ne posso più, facciamolo"
com’è farselo succhiare su un treno ex comunista
com’è suonare a tutti i campanelli del destino
che attende dietro le persiane socchiuse
scopando, facendomi scopare senza fiato
in super 8 per scale di palazzi, sedili di autobus,
l’ultimo agosto caduto dalle porte della metro a Piazza di Spagna
venditori italiani di rose venditori indiani di rose venditori cinesi di rose
spegnete tutti il telefono
che io e lei dobbiamo correggere questa poesia
che io e lei dobbiamo fare l’amore
che io e lei dobbiamo smetterla di girarci intorno
l’ultimo sguardo gettato all’assenza
facendo precipitare il Karma sbagliato,
Lenin in persona
nel gelido microfono rosso-
Lenin, sei nel documentario, Lenin-

Replay
Maria degli Spiriti prega per noi
Adesso e nell’ora spaccata
Dall’orologio giù nel Kursk
Maglie a righe
Decine sott’acqua
La realtà è in TV
Chiusa dal di dentro

OK mollusco,
parliamone ora che non sei più niente,
traccia seguita dal chirurgo mantide,
tu evaso dal profilattico acquasantiera,
film hardcore proiettato al contrario,
flash angelo insetto
succo di addominali e vene di avambracci,
e lingue in croce e vagine slabbrate,
OK milionesimo protozoo sul mosaico del mattino dopo,
call me mañana-
Baby Star sono ubriaco te ne sei accorta
e poi Vodka & Martini sotto la doccia nudo nel bagno dei parenti morti
Vodka e vapore e possibili infiniti uccelli sul letto impiccato al cielo,
ogni uccello centimetri d’ombra cinese,
ziqqurat contro la luce di carta-
Sono Gesùibile, lasciami perdere-
Scritti in questo coma mille haiku tutti transgender
tristi souvenir di orgasmi sul divano a girasoli olezzante d’olio fritto
e di letture pubbliche di Rimbaud e della tua stordente sensualità-
un errore del DNA, forse, che altro?
i tuoi piatti resti d’anatra da lavare, i tuoi quadri di ragazze in bianco e nero
tutto questo un dio morto di sete che scoperchiava i tetti
e nel silenzio ossessivo catturava i fumi di hashish
dalla tua stanzetta di stranezze e sogni che lascio qui condensati-
Noia, le tue ragazze angeli impazziti senza futuro
che ridono nel sudiciume ammobiliato degli ultimi piani,
vasche di pesciolini, dischi a 33 giri, gerani morenti, soli morenti;
le tue ragazze, i loro gesti che sono scopate rabbiose, danze assetate
suicidandosi nell’ultimo volo kamikaze nell’occhio della notte che non esisteva-
la pazzia succede proprio come la non pazzia
o ci vuole una password,
Noia che ne dici,
Noia sono ingiusto?

Lullaby galleggiante nel dormiveglia-
Suicidio e Suicidio, gemelle-

Guarda Stoccolma

23.15 Acquario il finocchio ha spezzato il pane di segale
Sorella Eroina zoppica vicina
Orli di buchi neri ovunque sul marciapiede bagnato
Capelli neri corti appuntiti,
Antenne pazze di Corone
"Segui sempre l’insegna, quella grande Kappa luminosa, vedi?"

Cosa si prova a non respirare

August Strindberg cosa si prova a non essere August Strindberg

"I rosors regn du ljuva"
"In una pioggia di rose la tua dolcezza"
"Toppe, toppe e non cucito"
"Con l’odio tu ricambi l’amore"

Più in là, imbavagliato l’Io,
Vibrazione Ericsson fino al mare

"forse, illusione"

Rosso foglia d’autunno
Capelli rossi
Bocca esala piano
Fumo sottile
Sussurra nel mio orecchio
Carezza strascicata in inglese
Mano attenta
Passa sulla fila dei bottoni
A trovare il cazzo

Casermoni
Välkommen
Girasoli giallissimi
Grigio nero fumo schifo ricchissimo di Solna
Bandiera curda
Stella PKK
Mentre esco dalla sotterranea-

Crocifissa nel maltempo
Alba di cellophane
Sulla morte di Pasolini
La figura che urla scomposta
Dalla spiaggia di Ostia
La dottrina, la dottrina, non l’umanità,
"Ho pietà per i giovani fascisti, e ai vecchi,
che considero forme del più orribile male,
oppongo solo la violenza della ragione"

Firenze Nord, la Nigeria in ginocchio succhia
Petali di neve sporca
Liquide perle sparse
Oggi pioverà sudore di Jehovah
Nei letti Settimo Cielo del Sesso

Addio addio
Farewell you Metropoli
Fotografia di dolore di ogni sesso orale di Sempre contro Pavlov
"Traverso la Terra giù fino al Nagorno- Karabakh bruciato"- Voznesenskij
La bocca sdentata, lunatica,
Aria fredda del mattino e spalanco tutte le finestre con rabbia-

Sono forse il custode di mio fratello?

Dissolversi, dissolversi,
puzza giallognola di materasso fradicio

Identità, che cos’è se non forma estrema di branding dell’essere umano, impronta digitale,
Filo di bava che cola guardando la ferrovia svanire in fondo alla striscia dei lampioni
Dal finestrone polveroso, insetti morti di notte,
Nel palazzone dai muri scrostati sporchi di pioggia inquinata,
Plastica fusa nella mente, involontari riflessi di muscolatura liscia,
Haiku che cominciano con "mano piena di cazzo"
"Allora, hai portato le mimose?"
Pomeriggio di sole, la morte sul letto annoiata,
Atmosfera selvatica satura di fumo e vecchissime donne delle pulizie e sudore maschile acidulo,
Marko in un angolo sul letto disfatto in mutande e addominali bianchicci,
Arrotola nero pakistano caldo,
Lo Sciamano scarabocchia allucinato poesia futurista trasmessa un istante dietro l’altro,
Colpi alla porta, punto linea punto linea linea punto vuoto errore assoluto,
Alitano voci in arabo nel corridoio, odore di fica che fa vomitare,
Lui viene e bagna dall’ombelico fino al tatuaggio,
Persistenza dell’Amore Meccanico

Piove su Nantes dice Barbara
Piove su Nantes dice France 2
Pterodattili si arrampicano sul letto fra le mie tempie
Ultimo rifugio bollito dalla pioggia
Poesia di pederasta

"Sposata o in convento, non hai scelta, non è colpa mia, è la soluzione giusta, figliola"

La sua bocca, pozza di fiamme di ragazza

Parola del Signore

Questo settembre vetri di finestre colano carne di Dio

Cingo i tuoi nudi fianchi
D’un tiepido bacio
D’un biancore di labbra
Rintocco nella tua fica infinita
Come una campana dei morti tibetana
( Non esiste )

Io vago placebo
Tu persa da sempre
Yin o Yang
Mussolini sotto il letto
Altrimenti
L’America
"Mio padre, Jiri, è un brav’uomo- nella tua lingua si dice Giorgio
Attraversò il confine coi trampoli, le guardie vennero a cercarlo a casa,
Ma mia mamma aveva già divorziato da lui-
Ci aprivano la posta, mi mandava i jeans dalla Germania Ovest
Ero l’unica bambina vestita come in TV"

Frammenti di tutte le cose finite
Nel Dovunque e Comunque e Per Sempre

Siamo socialistas, io e Nazim

"si tu cherches un abri, inaccessible"

La campagna fra me e te si è oscurata
e Maria Vergine, solo sudore dell’intonaco?
Banconota dell’Assurdo strappata ridendo
Scopandomi nel cuore
Disimparando a leggere a scrivere a parlare
E mi lascerà qui solo e con nient’altro che il pulsante feto della Poesia
Bocca fica di Dio che si prepara a inghiottirmi
Respirando forte di paura
Riflettendo pioggia d’uomo e di donna,
Neri fili del telefono a tessere cospirazioni
Aria che urla cieca giù nelle città- alveare
Attraversando la tua morte


Parla Gesù parla Gesù


Voici la Bombe



I testi di Francesco Ghezzi sono consultabili su SEXTRAORDINAIRE.

9 commenti a questo articolo

GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2008-07-24 12:14:32|di giusto misiano

in questo nulla gridato in questo niente rifiutato nello zero di giorni che ci aspettano Siamo ferite rimarginate da frastuoni lenti sciama taumaturgia , umiltà la tua poesia terapie per un domani ancora mi dici che sono vivo Grazie Poeta Francesco.giusto m


GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2008-07-23 18:44:37|di francesco ghezzi

qual’è il problema nel parlare del nulla? cioè, anche se fosse "un puzzle del nulla" in che modo la definizione di cui sopra avrebbe valenza negativa in relazione al valore letterario del testo? Tradotto: prima pensare, poi (ma non è mica un obbligo) parlare.


GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2008-07-15 01:49:38|di molesini

Nietzsche ci si è fatto un nome.


GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2008-07-12 14:11:40|

Parli di nulla.
E’ solo un puzzle del nulla,


GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2008-01-18 16:00:33|

Splendida. Che bello rileggerti, caro.

Alcuni passaggi sono straordinari.

A presto

Alessandro Vettorato alias Subcomandante Niagara ( ti ricordi, eh ))


GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2007-02-16 09:14:33|di mauricchio

Voici la Bombe!!!


GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2007-02-07 17:29:03|di Alessandro Ansuini

Questa poesia è il manifesto di un periodo per noi ben preciso. la bandiera albanese a mezz’asta su rai tre.
Sembra ieri.
Se posso mi permetto di consigliare a tutti di reperire nelle varie fucine clandestine i materiali di francesco ghezzi. c’è da sporcarsi le mani e farsi venire un groppo alla gola.
Riverisco.

A


http://www.zeroola.com

GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2007-02-07 08:33:46|di Christian

Se a 9 si dà 6 a Ghezzi si dà 9?
:-)


GEMINI (poesia XXL) di Francesco Ghezzi
2007-02-06 21:06:11|di antonella

oh! ghezzi sembri il raspo, grande!


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