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Giulia Rusconi: L’altro padre

di Italo Testa

Articolo postato martedì 22 febbraio 2011



Giulia Rusconi è nata a Venezia nel 1984. Si è laureata all’università Ca’ Foscari (Ve) in Lettere Moderne con una tesi su Goffredo Parise. Dal 2006 è parte dello staff operativo del Circolo Culturale Walter Tobagi di Mestre (Ve). Si occupa di poesia contemporanea e organizza laboratori e incontri con alcune tra le voci più significative dell’orizzonte poetico odierno. Ha pubblicato saggi e racconti per Mimesis e Nuova Dimensione.



L’altro padre


Siedo in un bar in una piazza
piccola sotto a un tendone il cielo
tuona. Il mio ottavo padre
mi insegna a fumare.
Ha mani lisce e tremano
mi mostra l’accensione e come tirare
per necessità. Mi fa provare
tossisco è troppo timido
per soffiarmi in bocca il suo fumo.


«Chi sono gli uomini che cerchi?»
Sono i miei padri.
«Già non ne hai uno?»
Ce l’ho, ma non basta
ne voglio un altro diverso.
«E perché ne cerchi tanti?»
Perché ognuno è diverso ognuno
ha spalle larghe occhi pozzo
in cui ficcare la testa.


Sono col mio settimo padre
il più feroce. Tiene bene
le posate e mi insegna a mangiare.
Labbra piccate occhi in divenire.
Quando ero piccola mangiavo
con mia madre ma il mio settimo padre
mi toglie di mano le posate
mi infila nella bocca un occhio
di rana si fa succhiare le dita.


Sono a cena nella luce rosa
con uno dei miei padri.
Mi insegna le buone maniere
il tovagliolo sulle gambe le posate
a ore differenti in codice.
E mescolare il caffè in senso orario
e servire le signore e farle sedere
con le spalle al muro, la faccia in sala.
Io che odio il bolo subisco
questo cimitero. Ma lui
è fra tutti il preferito
poco paterno pochissimo padre.


Ho un padre un po’ matto un po’
ubriaco mi dice che il mio baricentro
sono io. Mi insegna l’irriverenza
come si fa a provocare mi insegna
gag stralunate e volgari.
Mio padre –l’altro – il tignoso-
è educato e non ride.
Il mio padre un po’ matto quando è solo
prepara il cappio, controlla il nodo.


Mio padre non ha una famiglia
m’insegna l’aborto. Uso la pompa
e l’acqua insaponata e rischio
ogni giorno un’infezione.
Mio padre –l’altro- usa precauzioni
è votato all’onanismo.
Il mio padre chirurgo
m’insegna a trovare l’altro
negli aborti clandestini.


Ho conosciuto un padre
è il numero duecento
mi ha insegnato che cos’è l’addio.
L’addio è fatto di baci
ma scomposti, di pose
maltenute nell’ombra. E’ un padre
elevato alla enne, ad infinitum, è intero
razionale e reale. Mio padre
–l’altro- è sempre tornato.
Il mio padre numero duecento per dirmi addio
mi stringe con le mani i seni.


«Cosa te ne fai di tutti questi padri?»
Li colleziono li metto in fila
sulla libreria e li conto sempre
e li classifico per età
per ordine di importanza
li seziono gli scambio le teste
qualcuna fa fatica a staccarsi dal collo.

174 commenti a questo articolo

Giulia Rusconi: L’altro padre
2011-10-05 12:57:49|di Roberta Usb.

L’altro padre: un testo straordinario, dotato di un’eccezionale forza narrativa. Roberta da usb ethernet adapter guide.


Giulia Rusconi: L’altro padre
2011-03-05 18:05:37|di Lorenzo carlucci

Bello! Invece di ’e’ votato all’onanismo avrei preferito ’si fa le seghe’ o ’si masturba’, ma bello alla grande!

Lorenzo


Giulia Rusconi: L’altro padre
2011-02-23 22:55:48|di fabio teti

una proliferazione spiazzante (e molto bella). complimenti.


Giulia Rusconi: L’altro padre
2011-02-22 20:26:24|di renatamorresi

che testo straordinario


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