Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

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IL MOVIMENTO DEL 77

Un non-poema (viaggio nella memoria)

Articolo postato martedì 5 giugno 2007
da Nevio Gambula

Il non-poema, dal titolo Settantasette divergenze, è scaricabile cliccando qui (file pdf, 326 kb).

«Io sono l’ultimo testimone.
Conservo documenti per un’epoca
che non li comprenderà più, o che vivrà
così lontana da quanto è accaduto
che dirà che ero un falsario
»

Karl Kraus, “Gli ultimi giorni dell’umanità

La rivolta del 1977 è stata l’ultima grande utopia che ha mosso le acque della “seducente giostra” spettacolare. È stato il colpo di coda – furente e tenero – del ciclo di lotte e di speranze che hanno attraversato gli anni Sessanta e i Settanta. In quel Movimento, intelligenza critica e conflittualità dispiegata convivevano con una radicale incapacità di agire strategicamente. E difatti il Movimento del ’77 è stato sconfitto quando ha accettato il terreno della radicalizzazione dello scontro scelto dagli apparati istituzionali e dal PCI. In ogni caso, la sua deriva militarista è stata solo un effetto della strategia “della tensione” iniziata con la Strage di Piazza Fontana e continuata con l’uso dissennato delle Squadre Speciali di Kossiga. Ora, a distanza di trent’anni, il risultato è palese: tutto ciò che di positivo era stato elaborato da quella “folla irriducibile” è stato rigettato indietro. Tra dimenticanza e ricorrenze interessate più all’annacquamento che alla comprensione, nei protagonisti anonimi di quegli anni – almeno in quelli non pentiti – prevale lo smarrimento: com’è possibile che quello squarcio si sia chiuso così? Con questo consumo totalizzante? Com’è possibile che “il primato della mentalità critica” si sia estinto in uno sproloquio inerme? Davvero non sarà più possibile tenere alto e vibrante lo spirito dell’utopia?

Questo documento, frutto della manipolazione di cronache dell’epoca, se pure è strutturato in versi non vuole essere un’opera letteraria; vuole piuttosto ordire una difesa di quello che è stato il nucleo più vero di quella “immane pluralità” che si è espressa con vigore nell’Anno della Repressione 1977.

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