Absolute Poetry 2.0
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Italo Testa: il tuo nulla è lo stesso di sempre

testi + file audio

Articolo postato giovedì 25 dicembre 2008
da Luigi Nacci

Italo Testa ha pubblicato per la poesia il concept album canti ostili (Lietocolle, Como, 2007), la raccolta Biometrie (Manni, Lecce, 2005) e il poemetto Gli aspri inganni (Lietocolle, Como, 2004). Suoi testi sono apparsi in antologie internazionali, tra cui Chaos and Communication (Link Diversity, Sarajevo, 2001), La joven poesía italiana (Cuadernos del matemático, Madrid, 2007) e su diverse riviste, tra cui «The New Review of Literature», «Portals», «El coloquio de los perros». E’ co-direttore della rivista on-line di poesia «L’Ulisse».


Sul quadro degli arnesi

*
ora facciamo un gioco
vite, chiodo, martello
teniamo stretti i lembi
e aggiustiamo il mondo
fissiamo alla parete
il quadro degli arnesi
con gesti netti e accorti
tracciamo sui mattoni
una riga col gesso
un punto da seguire
non si sa bene come
e andiamo incontro
non si sa bene dove
al rumore esatto
di cose senza nome


**
sempre più radente
affacciato alle cose
lasciate indietro
i dischi allo scaffale
resistono impilati
modelli dove scavi
un profilo, una posa
con l’unghia fai ruotare
i libri sui ripiani
le pagine del mucchio
ti tagliano le dita
la vita ti rigira
su una puntina opaca.


***
quando la fila si rompe e scoda,
qualcuno finisce per inquietarsi
alza la voce, t’inchioda con gli occhi
si sbraccia e s’agita alterato,
ma non approda mai a niente, nessuno
che ascolti o che prenda mai nota,
allora vale la pena fermarsi
tenersi a una cosa qualunque,
vedere come in mezzo alla gente
il tuo nulla è lo stesso di sempre.


****
lo sappiamo bene, abbiamo provato
a stenderci su di un letto qualunque
lo sappiamo bene, noi, non conviene
attendere un bene che cada ovunque,
dite loro, metteteglielo in mente
che la luce fugge e non rimane
dite loro, che nel buio incombente
il cuore si spella in trame strane.



Senza traccia

è stato sul davanzale
sotto il terriccio dei gerani
tra i tuoi amati steli
è stato nel cortile Con una luce
altissima Su di voi Sulle lingue
dentate Sotto il palato
è stato tra di voi Stremato
come un animale espulso dal bosco
un fosco presagio L’angolo ottuso
del mondo Nel folto dei pensieri
è stato il più amato Insidiato
sul fianco dalla tenera gola
ha messo in salvo la mano E’ andato
tra i rovi si è avvolto Senza
battere ciglio è scomparso.

(2003-2008)



Domani
un omaggio

perché pesa ogni frammento
strappato a morsi alla vita
e ti inarca la schiena
senza accorgerti del fondo
del resto limaccioso che
si scolla e siamo noi
privati dell’arcano con
facce vietnamite solo
stanche e squinternate come
se in realtà stessimo male
se qualcuno avesse qualcosa
e credesse dopodomani
si tirano le fila si
uccide il maiale forse
si beve il sangue come
se in realtà stessimo male
se qualcuno avesse qualcosa
e credesse dopodomani
si tirano le fila si
uccide il maiale forse
si beve il sangue come
avesse consistenza come
se qualcuno ascoltasse
qualcuno dicesse qualcosa
poi si scivola nella stanza
si raccolgono le piste
inabissando amore
nel cervello vuoto non
nell’anima casomai ci
fosse battesse messa
come un soldo che suona
domani si cambia tuta
cantilena domani a cena
mi sveno nel tuo piatto
inghiotto in gola il topo
sulla lingua ti offro
come dono dal profondo
fondo o sogno cartaceo
domani si sgozza un altro
sull’altare personale
domani mi apro
vogliono vedere denti
il tanfo di un verme mar-
cito credono di pote-
re sorridere senza
sputarsi sputarsi
senza compiangersi quasi
avessero un peso non
un cucchiaio d’anima
una zolletta di spirito
una madeleine di vero
da intingere inzuppare
di vita se avessero
telefonato confermato
il mio marcio bollire
come gelatina treman-
te se potessi se avessi
pausa se telefonassero
parlando davvero forse
andrei crocifisso in ma-
no cocci di bottiglia
se telefonassi al vuo-
to non un vuoto a tele-
fonarmi e se infine poi
risplendessero come
voci o se chiamassi
e mi annientassi luce
domani mi infilo un
tagliacarte nell’alluce
domani si posa legna
abbattiamo il cavallo
si striscia in casa do-
mani qualcuno incolla
raddrizza la schiena
scioglie i cagnolini
scopa le briciole
fa un pattumiera
di tutta la carta
di tutta la vita
poi sorride.

(1988)

*

A destra due testi tratti da canti ostili con relativi file audio: strangeways, here we come e dogma.


(l’immagine in alto è "Garage 4" di Rolanda Roggan)


strangeways mp3
IMG/mp3/strangeways_1.mp3

dogma mp3
IMG/mp3/dogma2_1.mp3

2 commenti a questo articolo

Italo Testa: il tuo nulla è lo stesso di sempre
2008-12-29 16:11:40|

grazie a te!

it


Italo Testa: il tuo nulla è lo stesso di sempre
2008-12-26 12:47:05|di maria val

grazie, ho molto apprezzato Italo Testa è poeta che stimo anche se non avevo avuto ancora occasione di comunicarglielo.


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