Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

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L’almanacco del ramo d’oro

Numero 8 (anno III)

Articolo postato lunedì 23 aprile 2007
da Marco Giovenale

Esce il n.8 (anno III) del quadrimestrale di poesia e cultura "L’ALMANACCO DEL RAMO D’ORO", agosto 2006, pp. 256.

Direttore responsabile: Mary Barbara Tolusso
Direttore editoriale: Gabriella Musetti

TEMA: I luoghi dove siamo già stati: a cura di Roberto Dedenaro.

Intervista a Marina Dragotto, Rischiano pene molto severe di Paola di Bello, Cantare la vita, conversazione con Pavle Merkù, Dormiveglia di Marco Vaglieri
Poesia italiana: Elisa Biagini, Valeria Rossella, Marina Pizzi, Alessandro Broggi, Stefano Guglielmin.
Traduzioni: Sylviane Dupuis (Svizzera) traduzione di Monica Pavani, Sigrid Markau (Austria) traduzione di Renata Caruzzi, Aleš Steger, traduzioni di Michele Obit
Altre lingue: Ana Cristina Serra, Ivan Crico
Il punto: Sguardi sul Mondo, intervista a Pablo Volta; intervista a Julia Slataper
Contributo: Lettere da Chiaromonte di Francesco Cenetiempo

Recensioni

Introduzione
di Gabriella Musetti

“Le macerie accumulate dalla storia recente e le rovine nate dal passato non si assomigliano. Vi è un grande scarto fra il tempo storico della distruzione, che rivela la follia della storia (le vie di Kabul o di Beirut), e il tempo puro, il tempo in rovina, le rovine del tempo che ha perduto la storia o che la storia ha perduto” dice Marc Augé in Rovine e macerie. Il senso del tempo, Bollati Boringhieri, Torino 2004 (p. 135). Oggi si assiste a un consumo indiscriminato di rovine e a discariche di macerie che affastellano di detriti ogni luogo che è stato attraversato dagli uomini. E la coesistenza tra diversi aspetti residuali spesso forma un continuum che trasforma il paesaggio in qualcosa di già “abitato”, con tutte le connotazioni d’uso. D’altra parte, come dice Dedenaro che cura la Sezione tematica I luoghi in cui siamo già stati, nessuno sguardo può essere veramente innocente perché ogni luogo è stato già visitato e il sentimento del presente

*

Per tutte le informazioni:
http://www.ilramodoroeditore.it/pagine/dettagli_libro.php?id=RDAL6&id_collana=11

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