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LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea

di Luca Baldoni

Articolo postato mercoledì 2 giugno 2010

LE PAROLE TRA GLI UOMINI
L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea



Numero_0

Ho deciso di utilizzare questo spazio, che avrà cadenza regolare, per presentare in rete un progetto a cui lavoro da alcuni anni e che è ormai arrivato a compimento. Le parole tra gli uomini è un’antologia che ripercorre e riscopre il canone omoerotico della poesia italiana dall’inizio del Novecento sino ai contemporanei con una scelta di 44 autori e oltre 100 raccolte poetiche. Questo lavoro, e anche la sua ampiezza, nascono dall’esigenza critica di inquadrare la poesia italiana del secolo appena passato come un campo in cui l’espressione del desiderio tra uomini si è sviluppata con grande precocità, ampiezza e qualità di risultati.

Perché questo è importante? Chi si occupa di gay studies nel campo dell’italianistica sa bene che rispetto alle altre maggiori letterature europee e a quella americana, la nostra tradizione narrativa affronta l’argomento “omosessualità” con grande ritardo e minore apertura. L’Italia non ha avuto un Mann, un Gide, un Wilde. Il fatto critico è ormai acclarato, e Francesco Gnerre nel suo L’eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano (Baldini & Castoldi, 2000) sottolinea come sul versante della prosa prima degli anni Sessanta quasi nessuno “ha osato rappresentare amori omosessuali, e quando qualche scrittore lo ha fatto ha dovuto fare i conti con enormi e spesso insormontabili problemi di censura e autocensura” (p. 20).

Proprio a fronte di questo ritardo e soffocamento creativo, la vitalità che riscontriamo sul versante poetico è sorprendente e altamente significativa. Anche solo limitandoci ai poeti che tutti conoscono e ormai obbligatori in ogni antologia del Novecento – Saba, Penna, Pasolini, Bellezza – abbiamo una tradizione poetica che, pur tra difficoltà simili a quelle che devono affrontare i prosatori, fa sentire la sua voce sin dall’inizio del secolo, e continua più o meno ogni generazione a produrre un poeta di grande spessore che porta la rappresentazione dell’omosessualità un po’ oltre, sino ad arrivare alla contemporaneità.

Per questo la mia speranza è che il lavoro nel suo complesso non venga recepito come un florilegio di belle poesie gay, messe in sequenza per titillare il corpo, o l’immaginazione, di un gruppo minoritario di selezionati lettori. La preminenza della poesia nell’espressione dell’omosessualità nel Novecento italiano è un fenomeno da valutare criticamente; atipico, come ho accennato, rispetto allo sviluppo prevalente nei paesi occidentali, e molto abbondante seppur sino ad oggi inesplorato. Perché oltre ai nomi dei quattro “classici” menzionati, si aggiunge una lista di poeti di alto livello (da Palazzeschi a Santi, a Bona, Naldini, Wilcock, Lolini, Pecora e Buffoni) che amplia notevolmente il campo d’indagine, per non parlare delle inclusioni necessarie se si vuole anche offrire una rassegna sui “minori” e sui giovani contemporanei. Questo spazio dunque ci legherà per alcuni mesi e non solo poche settimane, perché posterò l’antologia nella sua interezza, convinto che anche quando riuscissi a pubblicarla l’editore mi richiederebbe tagli drastici – alla rete dunque il progetto come idealmente lo concepisco e vorrei che fosse fruito.

Per concludere, segnalo che l’unica altra lingua maggiore in cui esista una simile ricchezza di poesia omosessuale maschile è quella inglese, sia britannica che americana. Anche nel mondo anglosassone è possibile tracciare una linea che parte con Whitman, e poi prosegue con Crane, Auden, Ginsberg, O’Hara, e più recentemente Gunn, Woods e Doty. Che questa tradizione sia oggetto di studi dettagliati da oltre trent’anni non è che il segno del nostro ritardo e provincialismo culturale. La questione è stata drasticamente riassunta da Buffoni su Nazione Indiana: “Ma ci rendiamo conto che – quando l’università italiana si deciderà ad aprire ai gender studies – dovremo riscrivere interi capitoli di storia della letteratura: da Pascoli a Palazzeschi a Montale, da Rebora a Gadda a Pavese…?”

Altrove questi capitoli sono già stati riscritti; chiunque sia interessato ad approfondire l’argomento non ha che da fare una ricerca con “homosexuality” e “poetry” o “gay poetry” sul sito di amazon e si imbatterà in una sfilza di serissimi studi accademici su Whitman, Crane, Auden, Lorca, Kavafis, che ne hanno riletto l’opera da una prospettiva che, piuttosto che militante, definirei semplicemente gay friendly. Da questo vasto campo di scholarship mi limito a citare solo una pubblicazione di riferimento, The Homosexual Tradition in American Poetry di Robert K. Martin apparso nel lontano 1979; un testo anticipatore non solo per gli anni in cui fu pubblicato ma per l’impianto critico, che inquadrava i poeti analizzati come appartenenti a una tradizione negata da riscoprire. Non, quindi, una presa di posizione in favore di una scrittura gay, concetto appiattente e irrealistico, ma la ricostruzione di un canone omoerotico che, come tutti i canoni, contiene al suo interno le voci più disparate, ma comunque in colloquio l’una con l’altra.

Parallelamente alla compilazione de Le parole tra gli uomini questi anni mi hanno visto impegnato in una serie di interventi che, per la prima volta in Italia, hanno posto questa serie di problemi in sede critica. Spero nel giro di un paio d’anni di averli raccolti in volume, ma per il momento li offro come bibliografia minima a chi si interessa anche al versante accademico della questione:

-  “Altre misure. Il desiderio nell’opera di Elio Pecora”, in L’avventura del restare. Le scritture di Elio Pecora, a cura di R. Deidier, Genova, San Marco dei Giustiniani, 2009, pp. 101-18.

-  “Incontro con Elio Pecora”, in L’avventura del restare, pp. 129-46.

-  “Vecchio e giovane. Omoerotismo e narratività nel terzo volume del Canzoniere di Saba”, in “Si pesa dopo morto”. Atti del convegno internazionale di studi per il cinquantenario dalla scomparsa di Umberto Saba e Virgilio Giotti (Trieste, 25-26 ottobre 2007), a cura di G. Baroni, Rivista della letteratura italiana, XXVI.1, 2008, pp. 241-44.

-  “La poesia di Dario Bellezza a dieci anni dalla sua scomparsa”, Italian Poetry Review, 1, 2006, pp. 67-75.

-  “«L’uccello alto nella notte»: corpo e spazio (omo)erotico della poesia italiana del Novecento, The Italianist, 26.1, 2006, pp. 92-113.

-  “«Un vecchio amava un ragazzo». L’omoerotismo nella tarda poesia di Saba (1935-1948)”, Poeti e poesia, 8, 2006, pp. 69-81.

-  “Padri, figli, amanti: per una rilettura del mito di Oreste nell’opera di Umberto Saba”, Trasparenze, 25, 2005, pp. 73-89.


Espletate così tutte le formalità prima della partenza, dalla prossima puntata lascerò guidarci direttamente dalle voci dei poeti. Come accennato sarà un dialogo lungo che spero col tempo conquisterà sempre più aficionados. Il primo appuntamento che ci diamo è a Trieste, con la poesia di Saba nei primi due libri del Canzoniere.

24 commenti a questo articolo

LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-06 18:57:00|di Eleonora Pinzuti

A mio avviso, quanto afferma Baldoni sulla situazione dei gender studies in Italia è esatta e condivisibile, anche se declinerei il lemma specificandone il settore di indagine, che è quello dei "gay and lesbian studies", visto che di gender studies l’Italia si è (mal) appropriata sussumendoli troppo spesso in varie analisi (spesso monografiche e sotricistiche) di autrici. Ovvimente i gender studies partono da presupposti critici e teorici "leggermente" diversi rispetto al monografismo d’antan, ma tant’è. Prendiamola per una forma "archeologica" (in tutti i sensi) e andiamo avanti...Per quel che mi riguarda, io ho presentato una prima analisi della situazione a un convegno a Budapest lo scorso anno e affronterò la questione, credo, quest’anno a Grenoble. Quanto all’(omo)canone la dicitura è troppo interessante per lasciarla cadere. A mio avviso (modesto) esiste una "perimetria dialogica" all’interno della quale i testi omosessuali comunicano: la Young parlò a questo proposito di necessità di riconoscimento della minoranza. Del resto, la letteratura vive di trans-testualità, e di fatto i testi a tema omoerotico non fanno eccezione. Questo produce una visione teorica "canonizzante"? Anche se fosse, ciò servirebbe proprio a stabilire filiazioni, comparazioni, variazioni del tema che avrebbero una ricaduta storicistica, dunque utile a iniziare a scrivere un panorama d’azione della nostra intera letteratura. Perché la letteratura omoerotica dialoga e ha dialogato con la letteratura cosiddetta ufficiale nelle stesse forme e con gli stessi modi propri della testualità. La tematizzazione altro non è che la declinazione, appunto, di un oggetto di comunicazione. Tanto quanto, per dirla in modo corrivo, la letteratura cavalleresca, o quella "operaia" etc. La tematizzazione, in letteratura, non ha mai spaventato nessuno, anzi. Poulet la fa nascere, addirittura, da Proust (suggestiva, la cosa). Dunque, se "omocanone" esiste(sse) sarebbe un acquisto ermeneutico non fosse altro per la capacità di retoricizzazione e quindi di visibilità e di replicazione culturale: di discorso in senso foucaultiano. Omocanone, all’interno dell’eterocanone o, per uscire da questi odiosi binarismi propri dell’ontologia dominante, all’interno del canone letterario tutto. Infatti la poesia omosessuale lenirà l’aggettivazione solo quando le sarà riconosciuta una tematica propria senza che questa la sussuma interamente. Un’ultima nota sulla poesia lesbica: la mancanza di autrici nel Novecento, l’invisibilità di un immaginario rimasto schiacciato dall’eteropatriarcato, l’assenza di una grammatica di espressione del desiderio (dunque di una lingua da sempre , lacanianamente, parlata da altri), hanno fatto sì che la poesia lesbica soffrisse di un doppio silenziamento. Anche su questo ho scritto un saggio, ma riferito alla narrativa , proprio perché la poesia è a qualche livello una sorta di "geografia dell’assenza". Ci vorrebbero tesi di dottorato, assegni di ricerca, sostegno accademico che in Italia manca (almeno da quel che ne so). Ma questa è un’altra storia: ancora più difficile a forse ancora più amara. Perché, per dirla con qualcuno che ha segnato la filosofia di fine novecento, "Più d’uno, bisogna sempre essere più d’uno, per parlare". Anche, e forse soprattutto, per parlare di quella forma dialogica per eccellenza (cfr Bachtin) che è la letteratura.


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-05 19:05:15|di Marco Simonelli

Credo che oggi, in Italia, chi ancora si domanda se sia o meno "ghettizzante" parlare di poesia gay o meno probabilmente non legge i giornali. Oggi (i particolari in cronaca), non solo la cultura omosessuale non è nè conosciuta nè rispettata: viene massacrata insieme agli omosessuali stessi (parlo di persone fisiche, qui). Predomina l’ignoranza e il fascismo (inteso come disprezzo della differenza). Credo sia necessario diffondere quanto più possibile l’opera di autori così diversi fra loro eppure così straordinariamente attuali: poesia come documento storico dell’evoluzione di un atteggiamento sociale nei confronti della condizione omosessuale (non si parla esclusivamente d’amore o di sesso: si parla di negazione del diritto ad esistere vista attraverso un secolo. Secondo me qui siamo di fronte a un testo antologico con radicali ambizioni politiche). Io risponderei con una domanda: ma voi non vi sentite ghettizzati ad essere definiti etero? E’ una domanda assurda perché essendo maggioranza non ve la siete mai posta. Provate invece a vivere ogni giorno della vostra vita sapendo d’essere una minoranza perseguitata...
Inoltre, un dato inoppugnabile: per quanto riguarda i paesi anglofoni, le antologie di poeti gay sono una realtà consolidata, io ne posseggo una che è addirittura molto commerciale, il titolo suona come: "Le più belle poesie gay scelte da Marc Almond"... Per dire che non è solo un problema d’accademia (in Italia gli studi di genere sono ostracizzati, non considerati, viene loro opposto un solido e baronale ostruzionismo eteropatriarcale) ma anche un problema di mentalità molto più ampio della questione omosessuale: a mio parere è il concetto di sesso come fonte di piacere a imbarazzare. In Italia esiste qualcuno che afferma che il pisellino e la topina vanno usati solo per fare bambini e che prima di coricarsi, i novelli sposi (ovviamente vergini) dovrebbero farsi il segno della croce e dire "Non è per lussuria nè per vizio ma per dare un figlio al tuo servizio". Sono l’unico che trova tutto ciò anacronistico e molto ipocrita? Beh, ecco, io credo che un’idea come questa antologia sia un valido contributo alla lotta contro questo tipo di ipocrisia.


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-04 21:43:46|

Sarò fuori per il fine sett. e mi ricollegherò lunedì.
Un saluto .


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-04 08:52:52|di manuel cohen

Antonio Porta, quello vero e piccolo, (come dicono a Roma)stampò per le Edizioni del Giano l’antologia ’Una disperata vitalità’, curata da Mario Sigfrido Metalli (1989).

L’antologia era fatta maluccio. Vago sociologismo e morbosa curiosità omoerotica. (D’Annunzio, Saba, Palazzeschi, Corazzini, Comisso, De Pisis, Penna, De Libero, Santi, Cerutti, Willcott, Pasolini, Testori, Bona, Naldini, lolini, Pecora, Bellezza).

Tra i prescelti da Luca Baldoni Mancano: D’Annunzio (scelta opinabile, ma è una velata; il genovese Franco Cerutti (1918) che ha insegnatyo in varie Università latinoamericane e che ha pubblicato versi (modesti) in lingua spagnola; e poi Willcottt, considerato, di fatto, autore italiano, e Comisso, due nomi di rilievo anche per una trattazione di questo tipo...forse andrebbero valutati o contemplati.

Quanto alla esistenza di un canone omopoetico: avanzo molti dubbi, e molti dubbi anche circa l’edificazione di un omocanone: parliamo di autori (compresi i nuovi nomi proposti da Baldoni) dalle esperienze e dalle scritture molto divaricate tra loro in contesti in cui non vi era una consapevolezza condivisa ... Comunque, il tentativo è lodevole, vedremo gli sviluppi, ciao e buon lavoro.

Poi, ovviamente, l’antologia di Nicola Gardini (Crocetti).

Non conosco la pubblicazione di Torinopoesia, e approfitto per un saluto a Tiziano F.


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-04 07:30:59|di Atom Heart Fratus

Ah, dimenticavo: "L’eroe negato" di Gnerre è un libro meravigliso...


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-04 07:29:41|di Atom Heart Fratus

Molto interessante. E’ un bel progetto, bravo.

La conosce la silloge "La torsione. 26 poesie dell’omosessualità in età moderna"? fu la prima pubblicazione clandestina di Torino Poesia, nella primavera del 2006, e la presentammo al Gay Pride di Torino.

Tiziano Fratus


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-03 19:48:39|di Luca Baldoni

Ripensando alla questione della "ghettizzazione" sollevata da Luigi, mi chiedo se non sarebbe utile ascoltare l’opinione di alcuni dei poeti inclusi nell’antologia, o di altri autori gay che non ho scovato ma si pongono la stessa questione. Vi sentiti ghettizzati, garantiti, o altro ad essere inclusi in un’antologia di poesia gay?
Mi piacerebbe ascoltare alcune delle vostre riflessioni in proposito se avete tempo.


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-03 17:58:43|di Luca Baldoni

@ Manuel. Grazie per l’interesse. La bibliografia è lacunosa perché come ho specificato si tratta solo dei testi che io ho scritto sull’argomento. Qualunque integrazione bibliografica è comunque benvenuta.

I poeti antologizzati sono, in ordine cronologico di nascita: Saba - Palazzeschi - Corazzini - De Pisis - De Libero - Penna - Santi - Wilcock - Patroni Griffi - Pasolini - Testori - Bona - Naldini - Pecora - De Vos - Metalli - Lolini - Arixi - Bellezza - Consoli - Raff - Buffoni - Scartaghiande - Moretti - Villani - Levi - Veneziani - Paterlini - Scardino - Di Clemente - Gregorini - Turolo - Assai - Palmese - Cavallaro - Chiamenti - Lepori - Cascio - Sciacoviello - Breda Minello - Annovi - Simonelli


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-03 17:50:58|di Luca Baldoni

@ Luigi. La domanda se questi studi non ghettizzino quello che si vuole rendere invece accessibile è frequente, ma faccio presente che affiora spesso in Italia piuttosto che all’estero. Non è forse la domanda stessa a rivelare parte dei pesi culturali che ci portiamo dietro?

Il discorso è ovviamente molto lungo, cercherò di affrontarlo nel modo più semplice possibile. Quando ero studente e mi avvicinavo a certi autori che davano ampio spazio alla (omo)sessualità nella loro opera, notavo come in sede critica l’argomento fosse sempre oggetto di vaghi accenni, stereotipizzazioni, occultamento di fonti importanti, quando non di affermazioni palesemente omofobe. Volevo studiare e capire, ma non trovavo i mezzi a disposizione. Esempio classico è quello di Penna, poeta che persino reclama il contenuto puramente pederastico dei suoi testi ("solo fanciulli nelle mie poesie..."), ma sul quale esiste un solo articolo serio (del 1979) che ne analizzi l’aspetto omoerotico. Altro esempio: a scuola ci hanno fatto leggere a tutti "A mia moglie" di Saba, perché invece si tace sulle altrettanto importanti poesie d’amore dedicate a Federico Almansi? E chi sa, o si è reso conto, che uno dei più impressionanti canzonieri d’amore del Novecento italiano è "L’hobby del sonetto" di Pasolini, dedicato al suo disperato amore per Ninetto Davoli? La lista potrebbe andare avanti, includendo le splendide liriche d’amore di Testori (anch’esse ai più sconosciute), o quelle di Wilcock. Dunque un progetto come questo serve innanzitutto a far conoscere zone della produzione di vari autori che vengono regolarmente bypassate per comodità, pruderie o aperta avversione. A questo proposito giova controllare varie antologie di "Poesia d’amore" in circolazione, nelle quali i testi di natura omosessuale non sono mai presenti. Addirittura nell’antologia sulla poesia amorosa degli Oscar Mondadori si è persino riusciti ad antologizzare Bellezza con dei testi che lo fanno sembrare etero!

Secondo punto che mi sembra importante (a parte il fatto che tali operazioni in ambito anglosassone mi sembrano dettate da uno spirito di critica militante e non di mercato). Se io acquisto un’antologia di poeti piemontesi, o di poeti migranti, o di poeti ebrei, o di poeti performer, non mi sognerei mai di pensare che il trovarli in un determinato "contenitore" li ghettizzi automaticamente. Qualunque lavoro di critica, anche antologico, "mette insieme" secondo una certa serie di criteri, cerca di gettare sul materiale che analizza una nuova luce. I risultati andrebbero giudicati pragmaticamente dall’esito dell’analisi, e non da una disquisizione astratta sui criteri di selezione. Potremmo avere dei distinguo a priori su un’antologia gay, ma se questa antologia mi fa conoscere autori nuovi, mi porta all’attenzione parti dell’opera di autori conosciuti passate sotto silenzio, mi permette di individuare una serie di legami tra gli autori proposti, modificando così la mappatura mentale che porto con me, allora per quel che mi riguarda lo scopo è raggiunto.

Ritorno su un ultimo aspetto che ho accennato nell’introduzione ma sul quale forse non ho insistito abbastanza, Questa antologia, e gli studi che sto compiendo parallelamente, mirano a dimostrare un fatto letterario di per sé importante, e non solo per chi è gay o gay friendly. La narrativa italiana ha un grande ritardo rispetto alle letterature europee maggiori nel tematizzare l’omosessualità. Quel faticoso emergere di un personaggio omosessuale che si può tracciare nel romanzo europeo, è rappresentato in Italia dalla poesia, non dal romanzo. Mi sembra questo un fatto di storia letteraria su cui riflettere e che non riguarda solo i lettori gay o presunti tali.


LE PAROLE TRA GLI UOMINI - L’omosessualità e la poesia italiana moderna e contemporanea
2010-06-03 14:30:23|di manuel cohen

L’idea è buona. la bibliografia lacunosa. Posso chiedere a Luca Baldoni i nomi degli autori antologizzati? grazie e seguirò con interesse.


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