Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

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La Macchia Nera n°22

Andrea Margiotta - Isole, pirati sciamani

Articolo postato venerdì 26 gennaio 2007
da Christian Sinicco

Christian Sinicco (CS): Parlaci dei siti e dei blog dove operi, delle loro caratteristiche, dei problemi inerenti alla fruibilità e delle statistiche, del tuo "programmarti" il lavoro. Se lo spazio che utilizzi è una tua creazione, o se è frutto di una tua idea o di un’idea condivisa con altre persone, parlaci delle tappe che hanno portato alla sua nascita e della forma che hanno preso le successive collaborazioni con altri artisti o critici.

Andrea Margiotta (AM): Comincio col dirti che ho una concezione antica e modernissima del poeta: ho una cultura umanistica, da letterato tradizionale e, in più, sono pasolinianamente un nostalgico della purezza e innocenza perdute, di rapporti schietti e semplici, di racconti davanti a un fuoco o a un bicchiere di vino in un’osteria toscana… Tuttavia, prendo atto di vivere nel 2007 e cerco di afferrare il positivo che la tecnologia può offrire: internet mi affascina per le possibilità di vedere interagire testi e personalità differenti; ma non lo vedo in termini sociologico-informativi ma mitico-vitalistici e, se vuoi, visionari: dunque, come cyberspazio un po’ inquietante e misterioso, come una zona ignota e un po’ oscura nel suo segreto ultimo…
Faccio il blog come un Palazzeschi incendiario che dica: lasciatemi divertire… Il che non vuol dire con superficialità o approssimazione… Si chiama radiolondra ed è un blog di tipo diaristico-letterario-cinematografico…
Talvolta, c’è qualche micro-saggio critico-letterario che cerco di rendere leggero, in uno stile brillante, originale e creativo, secondo la migliore tradizione della critica anglosassone e della conversation… Tutti i post – se raccolti, asciugati e rivisti – potrebbero comporre un libro di saggistica critico-letteraria, di quel tipo particolare di critica che si fa mondo… Qualcuno, un po’ moralista, non ama una certa aneddotica personale o l’euristica privata, ma sono ottimi antidoti per fuggire le astrazioni che fanno sempre male alla poesia e alla vita…
Mi piace guardare al modello (inarrivabile ovviamente) della parabola evangelica, semplice e profonda, chiara e oscura ma sempre concreta mai astratta o teorica…
Oppure all’aforisma di Nietszche o di altri…
Tento un giudizio sulle cose d’arte (il che non vuol dire giudicar le persone: semmai si giudica l’atto …) e su taluni aspetti o ambiti della realtà che ci tocca vivere… Sarebbe molto più facile fare un blog neutrale, incolore o di servizio…
Qualcuno mi ha chiesto pezzi per il suo sito o blog: ma devo dire, sinceramente, di non essere interessato a collaborazioni gratuite in rete (semmai, sui giornali cartacei, benché, in passato, abbia rifiutato varie occasioni; ma ora sarei leggermente più disponibile…) … Certo, ci possono essere eccezioni…
Sono un tipo semplice e generoso, per carattere…
Il problema è chiedersi come mai un idraulico, se si rompe una cosettina, lo devi pagare e il pezzo creativo-letterario, magari di qualità, invece pare debba esser sempre gratis…
Negli USA ti pagano anche il bel racconto su rivista…
Vabbé… In una prossima vita spero di rinascere a Savannah (Georgia)…
Quanto alla nascita del blog, fu dopo una mia partecipazione, la seconda volta, al festival poetico Parcopoesia di Riccione: mi era capitato di dialogare fruttuosamente con qualche poeta più giovane e mi son detto: ok, continuiamo in rete?

CS: Hai mai fatto un’inferenza sui visitatori del tuo sito? Chi credi siano, che tipologie di utenti? In che rapporti sei con i tuoi utenti? Quali argomenti maggiormente li interessano? Quali, in sostanza, le correlazioni tra la rinascita della poesia e la diffusione dell’informazione su internet?

AM: Per una serie di motivi, so, più o meno, chi passa dal mio blog: devo dire che c’è pochissima fuffa… I più sono aficionados che tornano con una certa regolarità, che leggono senza lasciare commenti: ci sono anche alcune figure del mondo editoriale, qualche poeta noto (ammesso che un poeta possa mai dirsi davvero noto…), universitari e varie provenienze dal Ministero dei Beni culturali…
Ad ogni modo, sono interessato più alla qualità che alla quantità: e la qualità assomma tante cose che possono venir fuori anche dopo un po’ di tempo e nella vita reale…
Quanto agli argomenti che interessano di più, devo dire, a malincuore, che la polemica e le invettive tirano sempre e fanno alzare il picco (e come sai, il mio blog è pieno di post polemici – corollari inevitabili di un tipo sincero e schietto - e non lo faccio proprio apposta…) … Sono molto più contento quando qualcuno noti certe questioni importanti della letteratura e della poesia, che spesso sfioro; e mi gratificano quelli che mi scrivono apprezzando i testi poetici o quelli che riescono a intuire il sottotesto che è una costante dei miei scritti…

CS: Parlaci dei siti che visiti di più, e dei blog sia collettivi che individuali. Quali i migliori secondo te e perché? Quale critica o pensiero, metodi di lavoro, emergono dall’impegno dei redattori degli altri spazi? Ti sei scambiato delle informazioni utili per il tuo lavoro? Hai collaborato con altri redattori? (Se sì spiegaci come, e se hai interesse in futuro a collaborare con altri redattori ipotizza quello che andresti a proporre e come lo realizzeresti).

AM: Be’, a me interessa il nudo e crudo testo poetico, dunque: LiberInVersi di Massimo Orgiazzi; anche se mi piacerebbe maggiore verve latina di fuochi d’artificio nei commenti, come parti integranti o appendici della vitalità o meno dei testi e non quella specie di britannica compostezza (si parla sempre di understatement inglese e ci si dimentica che c’è un sottilissimo confine tra esso e la falsità o ipocrisia… Non per nulla, qualcuno parlò di Perfida Albione… )…
Aprendo uno spazio temporale–immaginativo, pensa ad un Pasolini o Fortini o Testori o Dario Bellezza che vengono a commentare le poesie nei post, pensa che baruffe e che scontri…
Certo, l’importante è farlo con stile, che non vuol dire tanto una compostezza di toni o di linguaggio… Lo stile è stile: c’è chi l’ha e chi no… Se leggi le belle poesie di Antonio Delfini scopri come anche l’invettiva più accesa e avvelenata possa costituire grande materia d’arte (senza scomodare lo stesso Dante infernale)…
Ma Orgiazzi è un ragazzo intelligente e, quando si scatenerà lui, dovremo scappare tutti e nasconderci su un’isola deserta... Poi c’è Universopoesia di Fantuzzi, che è un po’ la mia piazzetta dove vado a fare un giro: Matteo, pur essendo più giovane di me, è un esempio di equilibrio e di maturità e di ironia… Ed è un buon poeta… Leggo spesso il classico Nazione Indiana… La rivista l’Attenzione e il sito La poesia e lo spirito…
Leggo qualche intervento di Sannelli: vocazione purissima e autentica ma troppe tendine intellettuali: avverto sempre una patina, uno schermo, un filtro tra lo scrivente e le cose…
Quando Sannelli scrive, mi pare sempre, non di vedere le cose brillare davanti ai miei occhi ma come riflesse in uno specchio in una malaticcia luce giallognola…

Poi ci sono blog o siti personali di scrittori o poeti che stimo: Davoli, Aglieco, Manzoni (che però ha chiuso ed è presente liberamente in rete…), Guglielmin e altri…
Poi c’è quell’anarchico di Massari che ha chiuso il blog per un altro progetto che aspetto con interesse: lui è anche un buon poeta … (e sono stato uno dei primi a dirlo, quando non lo conosceva ancora nessuno)… Forse con Massari mi piacerebbe, più che collaborare a recensioni o altro, condividere un pezzo di strada creativa - performativa, come poeta anarchico, benché di anarchismo di natura diversa… Se non avessi altre priorità e urgenze…
Mi piace la passione autentica di Davide Nota, l’intelligenza: non mi piace quando – più che il frate asino di Sannelli – fa proprio il mulo (cioè quando si arrocca ideologicamente e blocca una parte delle sue capacità di ragionamento e di ascolto in una cristallizzazione dogmatica)… Mi piace quando scrive poesie (su cui mi permetterei qualche piccolo consiglio, ma in privato): la stoffa c’è… Non mi piace quando fa il ciclostilato di sezione …
Mi piace il suo pasolinismo: non mi piace quando fa il notaio o l’erede testamentario delle più recondite volontà pasoliniane…
Mi piace il suo ardore giovanile: non mi piace la sua presunzione giovanile…
Con lo scrittore Giuseppe Genna ci scrivevamo anni fa: sempre molto stimolanti i suoi interventi, nei vari siti dove appare…
Mi piace molto anche il lavoro in rete di un personaggio che a pelle mi risulta simpaticissimo: il Camilliti di Lietocolle, oltre all’ottimo lavoro editoriale vero e proprio che svolge…
Sono questi editori-artigiani lombardi – come anche il Bertelli dell’Obliquo che è anche un notevole artista – tipi concreti che han voglia di far cose concrete per la poesia…
Se un giorno girassi un noir come regista, al Camilliti sicuramente proporrei una parte (non so se da buono o da cattivo)…
Ma, tornando a Internet, io sono come un marinaio con spirito d’avventura che navighi molto liberamente: e in mare trovi di tutto, dallo squalo alla balena bianca, dai pirati ai tesori ed isole…
Dal testo di qualità, al testo che ti intenerisce per la fresca verità, ma dove senti la mancanza di consapevolezza stilistica o di adeguati mezzi espressivi… Io ho un fiuto per il bel pezzo critico o il buon testo poetico… E si trova davvero tanto in rete…
Dunque, non posso dirti siti migliori o peggiori…
Non mi piacciono quei siti dove ti aggrediscono in dieci, in modo squadristico, solo perché non la pensi come loro… Ricorda pratiche degli anni settanta (che, in più, comprendevano accessori come spranghe, stalin - erano chiamati così certi bastoni - e, perfino, le p38…)… Già ne ho vissute nella vita reale e universitaria…
Io comunque mi so difendere…

CS: Che importanza riveste il dibattito culturale, anche in rete, o il pensiero critico sulla contemporaneità nella tua realtà di artista e di operatore culturale? Quali i temi che hai affrontato o i problemi che hai contribuito a risolvere? Quali le tue linee guida oggi, e le tematiche che affronteresti con urgenza?

AM: Il pensiero critico – dal greco krino – è un pensiero che sceglie… Per scegliere occorre un giudizio sulle cose… Il giudizio – che non sia la pensata della mattina o l’istintività – in me si forma nel paragone continuo con un’ esperienza di fede che supera i miei pensieri, le mie belle intuizioni o i miei meriti… Il resto, segue…
Io poi sono legato alla lettura, all’oggetto fisico libro (che sia il libro di un trapassato o di un poeta amico, come Calandrone o Damiani, che te lo abbia regalato con bella dedica); e poi sono legato al rapporto concreto e reale con i maestri…

CS: Si parla spesso di migliorare la qualità dell’informazione, la comunicazione o il dibattito della poesia in rete, ma i siti non sono molto attrezzati dal punto di vista della multimedialità e sui blog - anche se ciò non accade solo su internet - prevalgono spesso linee oltranziste, si configurano lobby o gruppi di interesse. Quali i problemi della riconoscibilità sociale del poeta in internet? E, dal punto di vista sociale o sociologico, quali a tuo avviso vantaggi e svantaggi che il web ha portato alla poesia e ai poeti? Cosa infine è stato di supporto alla tua attività, anche per ciò che concerne l’autopromozione?

AM: Riconoscibilità sociale del poeta in internet? Cerchiamo prima di riconoscerli nella vita reale!
Personalmente, ritengo che la troppa informazione danneggi la persona umana (intendo come bombardamento di notizie) e mi pare che anche Benedetto XVI l’abbia detto (e, prima di lui, Balzac con quel suo “il giornalismo, se non ci fosse, bisognerebbe soprattutto non inventarlo”)…
Quindi, anche la poesia… C’è poi una differenza di linguaggio (senza richiamare le funzioni di Jakobson) tra il poetico (espressivo) e quello della comunicazione (informativo)… Aporie non da poco…
Dunque, io penso che Internet – se inteso in termini puramente sociologico-comunicativi-informativi - non serva molto alla poesia, anzi, ne sottrae spazio immaginativo… La troppa informazione non aggiunge altrettanta immaginazione, semmai può essere il contrario… Dante era più informato di noi? La poesia ha bisogno di un suo giardino di non sapere e di beata e giovanile incoscienza…
Tornando a quanto dicevo all’inizio, per tal motivo io vedo Internet in termini di misteriosa galassia, cyberspazio… Visione sciamanica, se vuoi… E l’autopromozione? L’unica promozione che un poeta può farsi è lasciare un po’ del suo sangue sulla pagina scritta… Solo quello conta… Se vi riserverò qualche sorpresa, sarà perché qualcuno ha apprezzato i miei versi scritti in solitudine, magari dopo scorribande o avventure notturne o qualche amorazzo…
Non certo per internet…

CS: Che importanza riveste su internet il lavoro di "mappatura" delle esperienze poetiche? E’ possibile tracciare un primo bilancio, critico e di autori, e quali le sue eventuali implicazioni a 360°? Quali gli autori interessanti che hai potuto leggere in rete e che ti sentiresti di promuovere anche in altri contesti, alzando la qualità della poesia nelle sue manifestazioni? (Indica i contesti - reading, performance, dibattiti, spettacoli, happening, installazioni... -, indica gli autori e motiva le tue scelte).

AM: Mappare significa –geograficamente – disegnare su carta una rappresentazione del mondo reale: dunque ecco l’America e l’Italia a forma di stivale… E per i poeti delle ultime generazioni? Ancor prima di individuare i migliori, occorrerebbe capire chi siano proprio i poeti stessi, tra tanti che scrivono… Dunque, più che mappature, che possono essere schedature che documentano l’esistenza di uno scrittore ma non danno ragione del suo valore, occorrerebbero gesti critici importanti… Io vedo alcuni muoversi: dovrebbero districarsi e sapersi orientare nella selva del poetico contemporaneo… Non facile, certo, e forse per alcuni critici un po’ esibizionisti o con ambizioni o velleità da scrittori, non troppo gratificante…(meglio scrivere su autori arcinoti)…
Ma il critico deve essere un medico non un primo attore: il critico ha bisogno di una vocazione altruistica… (si ritorna alla confusione delle vocazioni favorita da certe false illusioni democratiche di cui aveva parlato Elémire Zolla)…
Dunque, ben vengano critici: volete nomi? Non serve: quelli veramente appassionati alla poesia, se lavorano, si vede… E se sono anche capaci, acuti e intelligenti, si vede ancora di più…
Mi auguro che internet, la rete possa fornire un piccolo contributo a liberare energie in tale senso e direzione, senza restare imbrigliati nella rete stessa come pesci… Auspico un moto che dalla vita passi alla rete e dalla rete alla vita, come nel principio dei vasi comunicanti… Era anche l’idea che avevamo un po’ tutti in un incontro sul tema a Macerata tra me, Orgiazzi, Manzoni, Davoli, Fantuzzi e Massari…
Quanto ai nomi di poeti nuovi che apprezzo, basta leggere tanti miei interventi in rete nei vecchi post… Ma chi va a riguardare i vecchi post? be’, forse qualche patito c’è… Purtroppo vige la ferrea regola della comunicazione: post freschi e appena sfornati; ed ecco che si torna a quella specie di incompatibilità tra espressione poetica e messaggio della comunicazione…
Peccato, poiché spesso le vere perle critico-creative o certe intuizioni si trovano proprio in qualche commento di passaggio…
Ma chi va a rivedere i vecchi post? Essi finiscono dimenticati nel cimitero di internet come il Totò e Ninetto Davoli burattini nella discarica, in un episodio filmico di Pasolini…

La Macchia Nera n.01. Massimo Sannelli

La Macchia Nera n.02. Sebastiano Aglieco

La Macchia Nera n.03. Tommaso Lisa

La Macchia Nera n.04. Massimo Gezzi

La Macchia Nera n.05. Matteo Fantuzzi

La Macchia Nera n.06. Cristina Babino

La Macchia Nera n.07. Alessandro Ansuini

La Macchia Nera n.08. Massimo Orgiazzi

La Macchia Nera n.09. Giampiero Marano

La Macchia Nera n.10. Erminia Passannanti

La Macchia Nera n.11. Silvia Molesini

La Macchia Nera n.12. Stefano Guglielmin

La Macchia Nera n.13. Luigi Metropoli

La Macchia Nera n.14. Manila Benedetto

La Macchia Nera n.15. Stefano Massari

La Macchia Nera n.16. Rossano Astremo

La Macchia Nera n.17. Luciano Pagano

La Macchia Nera n.18. Davide Nota

La Macchia Nera n.19. Vincenzo Della Mea

La Macchia Nera n.20. Luca Paci

La Macchia Nera n.21. Martino Baldi

54 commenti a questo articolo

La Macchia Nera n°22
2007-01-28 19:46:10|di Lello Voce

PS: la democrazia della Rete non prevede che qualcuno debba sopportare che chiunque dica qualsiasi cosa negli spazi che si mettono a disposizione. Chiunque può aprire gratuitamente un blog e dirci ciò che gli pare. Censurassimo pure Margiotta 1000 volte, nessuno gli impedirebbe di dire ciò che gli pare a casa sua. E la democrazia sarebbe salva comunque. O dovremo rispettare anche chi verrà qui a dirci, che so?, che la Shoa non esite o qualsiasi altra bestemmia, o trollata. Sulla Rete ciascuno dice ciò che vuole. C’è spazio. Per tutti, persino per Margiotta. Nessuno lo obbliga a frequentare questo sito, che, invero, dalla sua assenza definitiva ed eterna (è un’altra metafora) soffrirebbe certo meno di quanto non soffra l’Italia dell’assenza, purtroppo ormai reale e inappellabile, di voci intense come quella di Welby. Andate a combattere le vostre crociate integraliste fuori di qui, s’il vous plait, monsieurs...


La Macchia Nera n°22
2007-01-28 19:35:36|di Lello Voce

Che AP sia un luogo democratico credo sia dimostrato dal fatto che l’intervista a un signore che da tempo non fa che insultare e provocare uno dei web master del sito è qui tranquillamente pubblicata, nonostante la pochezza delle acquisizioni analitiche e teoriche che porta al dialogo comune. A decidere è Sinicco. A me pare pleonastica ed inutile, am se lui ritiene di metterla on line nessuno ha nulla da dire al proposito. Ha ragione Chiara a dire che le parole e le chiacchere stanno a zero. Valgono le prassi.

Per il resto: quando Sinicco chiede che la si pianti di calunniare in giro il sito e i suoi redattori ha ragioni da vendere: la tecnica la conosciamo, è quella berlusconiana che grida alla lesa Maestà ogni volta che si dissente dai suoi interessi, ma che poi si sente autorizzato a insultare chiunque. Quegli degli altri sono auguri di morte, i suoi, quelli del Margiotta simil-Bellachioma, sono figure retoriche. Il fatto è che, ormai, certe tecniche le conosciamo tutti e ne siamo ampiamente disgustati. Ho avuto scontri e polemiche anche duri con molti, ma con Margiotta non si discute di letteratura, bensì dei problemi di iperfetazione (non è una metafora) del suo IO. Problemi suoi, sin quando non diventa tanto invasivo da ledere l’interesse comune a una discussione sensata e costruttiva. Il commento censurato era fortemente offensivo, come per altro quello lasciato. E’ stato fatto e sarà rifatto ogni qualvolta Margiotta, come si dice, (è una metafora) piscerà fuori dal vaso, perché fuori dal vaso ci sono i nostri piedi. Vale per lui (e per me e per Padua e Sinicco e Carlucci e Daino e Sparajuri) quello che vale per Nota, quando insulta gratuitamente, spacciando tutto ciò per il suo personale ’stile critico’ (robe da pazzi!).

Infine un consiglio: se si è tanto superiori a tutto e a tutti, perchè qualcuno ci creda, bisogna avere almeno il buon gusto di non farsi pubblicità a piè articolo con il link al proprio sitariello, la form a pie’ commento serve per riferimenti a post precisi e non per operazioni da advertising paesano (diciamo country, o blue grass). Grazie.

Lello Voce


La Macchia Nera n°22
2007-01-28 19:13:54|

l’ultimo commento era mio

A.Padua


La Macchia Nera n°22
2007-01-28 19:13:06|

caro margiotto, se leggi bene i miei commenti ero proprio contrario a questa richiesta di smentita. ma evidentemente sei troppo impegnato a vergare i tuoi commenti-fiume e le tue noiose digressioni autobiografiche per rendertene conto.
io non ho potuto seguire i commenti a quel post perchè erano tutti troppo lunghi, se mi dite qual’è ’sto commento con gli auguri di morte lo cancello. non è molto edificante. del resto non rispondo.
fate i bravi, su.......


La Macchia Nera n°22
2007-01-28 16:52:27|di Andrea Margiotta

Adrianoooooo!
E se non ABIURO che succede? Sarò bruciato in Campo dei Fiori? (solo che, invece del cardinale Farnese che scruta dalle finestre, ci sarà un partenopeo “scapigliato” e con pizzetto che intanto si fa una canna a ritmo rap)… Vabbé, almeno non fatelo di sabato sera che c’è un casino…

Il fatto che Christian abbia pubblicato questa intervista, lo sottrae ovviamente da accuse di anti-democraticità implicitamente, no?… Tra l’altro, di sicuro non pensavo a lui, in quel post nel mio blog…
L’intervista non è stata richiesta su vari blog (figuriamoci), come dice Lorenzo, ma semplicemente è capitato di incrociare Chris su Liberinversi e di chiedergli che fine avesse fatto il questionario che lui mi aveva inviato e al quale avevo risposto…
Ho accettato di buon grado perché Christian è sempre stato corretto con me…

Come dice Chiara, i testi parlano più di eventuali scuse… E scuse per cosa poi?
Per aver espresso una mia opinione in un precedente post su AP e per aver suscitato – da subito - critiche o offese?
Nel post del mio blog (come dice Lorenzo uno è libero di scrivere quel che vuole) ho semplicemente messo a titolo “DUBBI sulla maturità democratica di AP” che è cosa diversa dal dire: “il sito AP è composto interamente da redattori antidemocratici”…
In genere però, in altri siti, alcuni commenti che sono semplicemente offese gratuite vengono eliminati: Orgiazzi e Fantuzzi sanno quante volte han dovuto cassare commenti che erano semplicemente offese gratuite dirette a me o ad altri…

Non che mi faccia problema, anche la discussione accesa: semplicemente non mi piace dialogare con chi non sia interessato a un confronto sulle opinioni… Poi può capitare anche a me di reagire, soprattutto quando mi si punzecchia gratuitamente o mi si danno strane e sballate etichette solo perché la penso in maniera diversa…
Ma c’è sempre differenza tra la reazione anche veemente, magari ad un’accusa ingiusta e l’offesa gratuita…
C’è differenza quando inviti un Lorenzo Carlucci che mi punzecchiava come un’ape (non so perché) a farsi un giro al Palio di Siena, o che chiami Cicciobello il suo amico Ricciardi (che, tra l’altro, è un poeta che non mi dispiace, il che più conta): codeste non sono offese, sono semplicemente figure retoriche chiamate IPERBOLI…

Invece certi auguri di morte – di due o tre persone ma velatamente da altri iettatori - sono ovviamente di dubbio gusto e palesemente offensivi…
Ma non temo certo codeste cose… Solo che, ripeto, non mi va di dialogare con questo tipo di persone…è una perdita di tempo…
Naturally, dal discorso di Chris, sarebbe stato più preciso, nel post su radiolondra, restringere il campo e dire “dubbi sulla maturità democratica di alcuni personaggi gravitanti in A.P” ecc. ecc.
Però ricordo che il post su Welby si concluse con l’ultimo mio commento censurato (infatti non è visibile mentre sono visibili quelli palesemente sepolcrali), con un redattore anonimo di A.P che mi riprendeva e redarguiva tipo maestra elementare, dichiarandomi pure “persona non gradita” nel sito, e con il “padrone di casa” che diceva che il penultimo mio commento non era stato invece censurato solo perché doveva essere esposto alla gogna come esempio di quel che non si deve fare in A.P… Quale onore!...
Insomma, un bel clima da caccia alle streghe…

Per questo, sentendo la complicità o il ponziopilatismo di alcuni redattori, ho preso per sineddoche la parte per il tutto o viceversa e ho titolato a quel modo…
Ma non siamo ancora arrivati al punto in cui dire “dubbi sulla maturità democratica” sia come dare dello stronzo o peggio…

Finita questa parentesi, mi permetto di rispondere a Lorenzo Carlucci – sperando che metta una buona parola per farmi ballare il tango nel programma di sua cugina Milly –
il quale finora è l’unico che abbia posto domande sull’intervista che Chris gentilmente ha pubblicato…
Allora: non posso dirti cosa sia, astrattamente, il rapporto con i maestri (veri o falsi, ma se son maestri si presume veri e quindi accetto la tua aggiunta): posso dirti cosa è stato concretamente per me… Significava andare a casa di Mario Luzi, a Firenze, parlare un’ora e mezzo di grandi temi e poi passare una mezz’ora con il maestro che leggeva due volte ad alta voce qualche mio testo e mi dava preziosissimi suggerimenti che io accoglievo ben volentieri… Poi arrivava la fidanzata fiorentina a prendermi e io me ne stavo una mezz’ora in trance a ripensare all’incontro con Mario e a quel che ci si era detti… Persone della grandezza e della disponibilità di Mario Luzi, sono rare…

Rapporti anche con Piero Bigongiari, lo “zio” di grande cultura e finissimo poeta (e che parlava bene di me con gli altri)… E rapporti, di correzioni e letture, soprattutto con Davide Rondoni con il quale sono amico da vent’anni circa e che considero un fratello maggiore e uno dei miei poeti preferiti…

Maestri anche Fernando Bandini che, pur essendo per storia e pensiero un laico di sinistra compagno di strada di Fortini e Sereni e amico e collega di Mengaldo, accettò di farmi una prefazione al mio primo libro solo perché aveva riconosciuto un notevole valore nei testi (Bandini, che è uno dei migliori critici stilistici su piazza, oltre che notevole poeta, ha scritto pochissime prefazioni: una per esempio per De Signoribus “giovane”)…
Un maestro è Giuseppe Conte e un altro è Milo DeAngelis…
E poi ci sono tanti poeti amici, da Damiani a Calandrone, o poeti con cui dialogo bene come Federico Italiano e altri…

Poi ci sono i maestri trapassati – con i quali puoi avere un rapporto di consonanza animistica anche attraverso l’opera, se pensi che siano ancora in un’altra dimensione ed io sono un credente – in particolare con Rimbaud… Ho avuto strani segnali rimbaudiani nella mia vita…
Una volta, pensa, fui chiamato (e perché proprio io?) in Tv a Sat 2000, per parlare di Rimbaud: Renato Minore era scomparso e non dava più notizie così mi chiesero di sostituirlo…
Poi la bella fidanzata africana… E altre cose... Insomma, stranezze che saranno state anche pure e semplici combinazioni…
Nel discorso sui maestri è giusto sottolineare l’importanza dell’auctoritas che è l’unico modo, a mio avviso, per fare passi avanti…
Diffidare di quelli che vogliano far tabula rasa (a meno che non si chiamino Carmelo Bene, mio concittadino…)

Questo per quanto concerne i maestri…
Per i post vecchi, non penso che ci vogliano verifiche particolari per intuire che siano meno letti dei post-freschi…
Un grazie a Christian dell’intervista e della foto e titolo molto appropriati…

andrea margiotta


http://www.supermargiotta.blogspot.com/

La Macchia Nera n°22
2007-01-28 11:35:19|di Adriano Padua

ma allora sei proprio testardo come un mulo e distante dal buon senso. il pezzo è stato pubblicato, ma di che cazzo di censura vai parlando? sono davvero perplesso, mah......


La Macchia Nera n°22
2007-01-28 11:30:47|di Christian

Adriano, io sto facendo un’inchiesta, che non è esclusiva, ma proprio il contario.
E ho fatto una richiesta, a mio giudizio doverosa, nei confronti di Margiotta.
Le censure, falle tu.


La Macchia Nera n°22
2007-01-28 11:25:54|di Adriano Padua

Deprecabili sono queste tue uscite mattutine Christian(ma con cosa fai colazione?). Io ho solo detto che se il comportamento di margiotta in rete ti pareva scorretto, a mio avviso potevi evitare di intervistarlo, per evitare di dare ancora spazio alle sue sparate. Cosa c’entra la censura lo sai solo tu. Datti una calmata e schiarisciti le idee.


La Macchia Nera n°22
2007-01-28 10:21:25|di Christian

Lorenzo, io non sono arrabbiato. Non mi pare di aver chiesto ad Andrea di abiurare, semplicemente di ammettere che qualche volta la mano scatta, non solo a quelli che l’hanno insultato. Su Sannelli: l’ho commentato, brevemente e duramente, sia qui che su poesia e spirito - il metro è lo stesso.
Adriano, non ho mai censurato nulla, e non lo farò mai, e ti posso assicurare che quello che hai scritto qui, riguardo a quel potevi non pubblicare, è una cosa deprecabile.


La Macchia Nera n°22
2007-01-27 14:28:24|di Adriano Padua

Outis, se tu fossi Harold Pinter, io sarei davvero sorpreso del fatto che tu sia venuto qui a perdere del tempo e ad occuparti di queste minchiate. Ma non lo sei, nè tu nè l’anonimo sul blog di atelier che tanto ti ha impressionato, dunque evita almeno il carattere maiuscolo, che non è il caso per queste piccolezze.


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