Absolute Poetry 2.0
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La Macchia Nera n°23

Gianfranco Fabbri - La muscolatura della perizia

Articolo postato lunedì 29 gennaio 2007
da Christian Sinicco

Christian Sinicco (CS): Parlaci dei siti e dei blog dove operi, delle loro caratteristiche, dei problemi inerenti alla fruibilità e delle statistiche, del tuo "programmarti" il lavoro. Se lo spazio che utilizzi è una tua creazione, o se è frutto di una tua idea o di un’idea condivisa con altre persone, parlaci delle tappe che hanno portato alla sua nascita e della forma che hanno preso le successive collaborazioni con altri artisti o critici.

Gianfranco Fabbri (GF): Io sono il gestore unico della “Costruzione del verso”. Occuparsi, senza aiuti, di un blog che nel tempo è divenuto più che una speranza, non è cosa facile, ma non potrei fare diversamente, dal momento che mi riesce un po’ difficile operare a stretto contatto con gli altri. Mi spiego meglio: se si tratta di collaborazioni, anche intense, tutto va bene. Con Fuori.Casa poesia, ad esempio, mi trovo benissimo: so che debbo svolgere un certo lavoro; una volta ultimata la fatica non mi rimane che inviare a Massari il corredo di documentazioni e ogni cosa si conchiude con armonia. A me è necessaria la più completa libertà di azione per poter realizzare qualcosa di buono. Vi sono siti e blog, comunque, che hanno per me rappresentato molto; vedasi lo spazio di G.R.Manzoni, Oltre il tempo, così come quello di Davoli prima maniera (soprattutto perché era inerente alla rivista Ciminiera, della quale ero redattore). Sono grato anche a Carla Astolfi, creatrice del sito “All’incrocio dei venti”, su cui pratico una collaborazione non frequentissima, ma costante nel tempo. Insomma, la rete, se bene usata, è spazio assai interessante e intriso di buona qualità.

CS: Hai mai fatto un’inferenza sui visitatori del tuo sito? Chi credi siano, che tipologie di utenti? In che rapporti sei con i tuoi utenti? Quali argomenti maggiormente li interessano? Quali, in sostanza, le correlazioni tra la rinascita della poesia e la diffusione dell’informazione su internet?

GF: Mah, il visitatore “medio” del mio blog è un po’ difficile da definire. Debbo dire che, all’inizio di questa mia attività, lo spazio che gestivo era più di nicchia: parlavo di storia recente, (delle cronache sessantottine, tratte dai vecchi Corsera), dicevo di narrativa, di poesia e di cinema. Proponevo post dal sapore schiettamente informativo, ma inerenti a film o a stagioni politiche e sociali abbastanza fuori della norma. Schede su Alba Beccaria, ad esempio - la poetessa di Torino dall’unica raccolta sua postuma, stampata da Campanotto -. Al cinema portavo sui miei schermi opere come “La ragazza di Bube”, film popolari al tempo della loro uscita, ma completamente dimenticati. Successivamente la poesia ha preso il sopravvento. Nel febbraio 2005 ho varato la prima edizione delle “Bacheche dei poeti giovani e/o emergenti”, e da allora tutto è cambiato. Visitano il mio blog tanto gli appassionati del verso quanto i lettori non assidui a tale arte. Ho una tipologia a ventaglio largo, per quanto riguarda il visitatore medio. La fusione, talvolta curiosa e stimolante, tra queste due famiglie di persone, ha fatto quasi credere a un miracoloso rilancio popolare della poesia stessa. Dal mio piccolo esempio passo ad altre realtà simili e convincenti.

CS: Parlaci dei siti che visiti di più, e dei blog sia collettivi che individuali. Quali i migliori secondo te e perché? Quale critica o pensiero, metodi di lavoro, emergono dall’impegno dei redattori degli altri spazi? Ti sei scambiato delle informazioni utili per il tuo lavoro? Hai collaborato con altri redattori? (Se sì spiegaci come, e se hai interesse in futuro a collaborare con altri redattori ipotizza quello che andresti a proporre e come lo realizzeresti).

GF: Attualmente bazzico abbastanza, anche se raramente lascio dei commenti, il blog di Orgiazzi, quello di Cerrai, l’UniversoPoesia del Fantuzzi, Poesia e spirito di Centofanti e il vostro notevole Absolute Poetry. Mi piace molto l’assiduità di Padua, la serietà di Metropoli nel gestire il suo Fosfeni. Insomma, c’è tanta gente in gamba. L’elenco sarebbe lungo. Logico che legga L’Attenzione, FuoriCasa e Oboe Sommerso (da stagioni più recenti). Ognuno di questi spazi propone una sua visione della poesia. Della collaborazione con Massari ho già fatto cenno. Ho scambiato, talvolta, qualche buon consiglio con Davoli, Manzoni, Marco Ricci. Rischio comunque di dimenticare qualcuno. In definitiva, però, debbo ripetere qui ciò che ho espresso poco sopra : adoro collaborare con gli altri, ma anelo ad essere il “padrone della mia personale situazione”.

CS: Che importanza riveste il dibattito culturale, anche in rete, o il pensiero critico sulla contemporaneità nella tua realtà di artista e di operatore culturale? Quali i temi che hai affrontato o i problemi che hai contribuito a risolvere? Quali le tue linee guida oggi, e le tematiche che affronteresti con urgenza?

GF: Mi pare di essermi speso abbastanza per illustrare una poetica dell’”oggetto” -un aspetto della poesia odierna che mi sta molto a cuore -. Il dibattito in rete è spesso di qualità; si parla della presenza e della funzione del poeta nel suo microclima elettivo. Io, personalmente, con la mappatura dei giovani poeti, ho tentato di dare una mia visione del segno poetico. Sono aperto a tutti gli stili, anche a quelli da me più lontani, purché la qualità e la professionalità siano sempre mantenuti a un livello alto. Le bacheche hanno ospitato un po’ di tutto: dalla ricerca letteraria alla scrittura incasellata su di un binario di verso “semi-chiuso”. I temi, va da sé, sono stati i più disparati: si sono letti testi di gradiente sociale, intimistico, innovativo, viscerale ... (chi più ne ha, più ne metta). Mi sta a cuore non perdere troppo di vista la cristallinità della lingua, l’esercizio -inteso come vera e propria officina -. Si dovrebbe scrivere molto per rinforzare la muscolatura della perizia: dovremmo acquisire, attraverso il dispendio di energia sulle “sudate carte”, una padronanza del testo quasi assoluta, pur lasciando sgorgare, dall’empito entusiastico del “produrre”, uno scialo di segnature che dovranno poi essere prosciugate, da una redazione all’altra dell’opera.

CS: Si parla spesso di migliorare la qualità dell’informazione, la comunicazione o il dibattito della poesia in rete, ma i siti non sono molto attrezzati dal punto di vista della multimedialità e sui blog - anche se ciò non accade solo su internet - prevalgono spesso linee oltranziste, si configurano lobby o gruppi di interesse. Quali i problemi della riconoscibilità sociale del poeta in internet? E, dal punto di vista sociale o sociologico, quali a tuo avviso vantaggi e svantaggi che il web ha portato alla poesia e ai poeti? Cosa infine è stato di supporto alla tua attività, anche per ciò che concerne l’autopromozione?

GF: Una domanda ricca, al suo interno, di piccole e interessanti domande. Beh, la comunicazione, nel bene e nel male, con l’uso della Rete è migliorata. In pochissimo tempo oggi si dispone della possibilità di raggiungere un largo pubblico. Il web lo vedo come un utile fattore che possa coadiuvare e sinergizzare la rivista tradizionale. Si opera all’interno dei siti e dei blog per approdare un giorno in modo più radicato nel cartaceo. La democrazia è altissima nel mondo virtuale. Naturalmente, qui più che altrove, occorre saper dimostrare perizia, bravura e saggezza. Ci si potrebbe bruciare in un attimo. Per portare un blog al successo è necessaria una costanza notevole, una fede assoluta nella poesia e negli effetti che essa potrà indurre sui fruitori. Nonostante la facilità di accesso e di iniziale esistenza, la rete esige una sottile catenaria di strategie per rendere riconoscibile un autore. E’ conveniente essere convinti di usare un mezzo ultra moderno per far conoscere elementi anche desueti e classici del far cultura. Questa sorta di ossimoro, per me, è una condizione essenziale per crescere nell’originalità. Personalmente ho un poco abusato del web per promuovere solo l’ultimo mio libro, uscito da poco. Non amo apparire troppo come “facitor di versi”, anche perché ho inteso la gestione del blog come una specie di terapia per “alleggerire” il mio già consistente ego. Ho scoperto che è piacevole e istruttivo parlare degli altri.

CS: Che importanza riveste su internet il lavoro di "mappatura" delle esperienze poetiche? E’ possibile tracciare un primo bilancio, critico e di autori, e quali le sue eventuali implicazioni a 360°? Quali gli autori interessanti che hai potuto leggere in rete e che ti sentiresti di promuovere anche in altri contesti, alzando la qualità della poesia nelle sue manifestazioni? (Indica i contesti - reading, performance, dibattiti, spettacoli, happening, installazioni... -, indica gli autori e motiva le tue scelte).

GF: La mappatura, secondo me, dovrebbe essere un semplice assaggio di ciò che muove in rete. Non credo molto alle sistemazioni affrettate, alle antologie che qui, come nel cartaceo, nascono come funghi. Naturalmente quello che avviene nei siti e nei blog è prezioso, in quanto è possibile fare emergere dalle chiaviche del buio e dell’anonimato degli autori meritevoli, che sarebbero altrimenti destinati all’oblìo. Il fiorire della scrittura poetica in superficie è quanto di più incoraggiante si possa immaginare, ma da qui a pensare di istituire, in quattro e quattr’otto, una catenaria già “sistemata” di poeti e realtà, mi sembra un poco affrettato. In rete ho scoperto diverse personalità interessanti, sul fronte del verso. Autori che mi hanno colpito sono, in particolare, Massari, Davoli, Ponso, Gezzi, Cornacchia, Manzoni, Aglieco, Marotta e Guglielmin. (Massari per la sua cifra misterica, orfica e carnale, del tutto priva di lacci comunicanti con il discorso sintattico della normalità; Davoli per l’eleganza del dettato e la confluenza del pensiero esistenziale nei quadri della vita più autentica; Gezzi per fattori molto vicini a quelli del conterraneo Davoli; Manzoni per la forza dirompente delle convinzioni anche filosofiche e per le inaspettate delicatezze del vissuto; Aglieco per il senso, tutto mediterraneo, della tragedia e della sottrazione; Cornacchia per la ricerca e la commistione della lingua letteraria con quella “alta, di radice tecnologica”; Marotta per il gradiente misterico dei propri pensieri filosofici; Ponso per la profondità del soppesare riflessione e mistica; Guglielmin per la tenacia lenticolare con cui divide il macro e micro mondo). Altri mi erano noti da prima (Sissa, Bertoni, Del Sarto, Benini-Sforza e Fantuzzi). Ma ce ne sono altri. Con questo non dico che tutti siano già integralmente poeti. Anche fra quelli citati, alcuni stanno percorrendo un loro percorso formativo, che però non inficia la qualità via via crescente del loro lavoro. Una cosa in particolare mi ha colpito: in rete vi è un fior fiore di giovani critici (o intellettuali) di notevole spessore: cito Sannelli, Sinicco (anche poeta in ascesa) e Metropoli, per non dirli tutti. Questo fatto è molto incoraggiante e va tenuto sotto osservazione. Inoltre le poetesse: ve ne sono di eccellenti. Francesca Serragnoli, Tiziana Cera Rosco, Gabriela Fantato, Cristina Babino e Daniela Monreale. Ma l’elenco, anche in questo caso, non è detto per intero. Un panorama variegato, complesso e interessante, dal quale potranno uscire i due o tre big del nostro Presente.


La Macchia Nera n.01. Massimo Sannelli

La Macchia Nera n.02. Sebastiano Aglieco

La Macchia Nera n.03. Tommaso Lisa

La Macchia Nera n.04. Massimo Gezzi

La Macchia Nera n.05. Matteo Fantuzzi

La Macchia Nera n.06. Cristina Babino

La Macchia Nera n.07. Alessandro Ansuini

La Macchia Nera n.08. Massimo Orgiazzi

La Macchia Nera n.09. Giampiero Marano

La Macchia Nera n.10. Erminia Passannanti

La Macchia Nera n.11. Silvia Molesini

La Macchia Nera n.12. Stefano Guglielmin

La Macchia Nera n.13. Luigi Metropoli

La Macchia Nera n.14. Manila Benedetto

La Macchia Nera n.15. Stefano Massari

La Macchia Nera n.16. Rossano Astremo

La Macchia Nera n.17. Luciano Pagano

La Macchia Nera n.18. Davide Nota

La Macchia Nera n.19. Vincenzo Della Mea

La Macchia Nera n.20. Luca Paci

La Macchia Nera n.21. Martino Baldi

La Macchia Nera n.22. Andrea Margiotta

12 commenti a questo articolo

La Macchia Nera n°23
2007-01-29 16:38:54|di vocativo

Azz, Gianfry, mi citi due volte. Assumiti tutte le responsabilità del caso... ahahahahahahh

(fosfeni è la mail, vocativo il blog, lapsus ;)


La Macchia Nera n°23
2007-01-29 14:57:02|di Gianfry

Grazie, Christian per avere pubblicato questa mia carrellata di risposte alle tue domande.
Un abbraccio da Gianfranco


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