Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

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Novembre

di Domenico Cipriano

Articolo postato domenica 27 novembre 2011
da italo testa

Domenico Cipriano (Guardia Lombardi, 1970) ha pubblicato la raccolta Il continente perso (premio Camaiore – proposta, 2000). Interessato al connubio jazz e poesia ha dato vita con l’attore Enzo Marangelo e i musicisti Enzo Orefice, Piero Leveratto ed Ettore Fioravanti, al CD JPband: Le note richiamano versi (Abeat records, 1994). Novembre, (Transeuropa 2010) è stato incluso nella rosa finalista del premio Viareggio-Répaci 2011. Collabora con artisti di vario genere nella realizzazione di progetti performativi e libricini da collezione. Vive e lavora in Irpinia. Altre informazioni: www.domenicocipriano.it




Novembre



1.

trema la terra, le vene hanno sangue che geme e ti riempie.
è un fiotto la terra che lotta, sussulta, avviluppa. confonde
la terra che affonda, ti rende sua onda, presente a ogni lato
soffoca il fiato, ti afferra, collutta, si sbatte, si spacca, ti vuole
e combatti, chiede il contatto, ti attacca, ti abbatte. è fuoco
la terra del dopo risucchia di poco le crepe: la terra che trema
riempie memoria. ti stana, si affrange, ti strema, è padrona.

*

rogo-abbaglio

non era tuono di bombe che arroventò
le grida gli occhi di polvere spalancati
le mani ruvide sugli intonaci sgretolati
e c’era una feritoia incancrenita da cui
uscivamo come formiche disorientate:
guardavo i volti tumefatti delle cose
la luna ne illuminava i cumuli grigi.

*

3.

pochi i passi, le case, gli improvvisi abbracci
e una sfida alla luce dei primi fuochi:
restare sveglio fino all’alba, segno che ero
grande e cosciente col controllo sui pensieri.
qualcuno mi diceva di dormire, ora che
nel lampo dei miei 10 (dieci) anni affrontavo
le paure.

*

4.

le notizie frammentate, le persone conosciute
le visite inaspettate nella stessa notte, i ponti
caduti, le nuove scosse, i falò accesi. il pianto
le grida erano di un altrove sconosciuto
e io ero la coperta di lana, i racconti
cambiati e ripetuti. altrove erano i corpi
senza vita.

*

5.

il falò resisteva anche al primo mattino
poi cercavamo con le auto il rifugio più sicuro
un nuovo accampamento lontano dalle case:
quelle che erano la nostra certezza sul futuro
divennero minaccia. si mostra così la forza
della terra attaccando i progetti realizzati
rendendo instabili i traguardi idealizzati.

*

6.

non fu la pace della neve la tregua, ma il suo freddo.
fu così anche nell’81 (ottantuno), la neve ci zittiva
dopo che si era risvegliata la paura, e della neve
accettavamo il freddo, nelle auto parcheggiate
sopra i campi, ci stringevamo per proteggerci
il sonno vinceva le parole e la terra trema ancora
fragile, senza cure.


***





(6 poesie tratte da: D. Cipriano, Novembre ,Transeuropa edizioni, Massa, 2010)

Nota:

Le poesie di “Novembre”, sono ispirate dal tragico terremoto del 23 novembre 1980 in Irpinia, un pezzo della mia vita e di quella delle persone di questi luoghi dove ho vissuto l’infanzia e la crescita e continuo la mia esistenza.
Per ricordare diventano ossessivi i numeri. Ecco allora la sequenza di 23 poesie come la data del sisma, tutte composte da “stanze” di 7 versi (poesie eptastiche) e un prologo di 34: l’ora serale che spaccò l’Italia: 7,34. Ciò accadde un novembre lontano ma sempre presente, da cui il titolo e l’introduzione di 11 versi (il numero corrispondente al mese di novembre).
L’autore usa indicare nelle sue pubblicazioni una guida all’ascolto; un invito “stilistico” ad affiancare un brano ideale che emotivamente si lega alle poesie.


Il libro ha in allegato il CD di Pippo Pollina: Ultimo Volo. Orazione civile per Ustica

35 commenti a questo articolo

Novembre
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Novembre
2011-11-28 19:40:55|di Vincenzo Frungillo

Un libro importante, che spero dia inizio ad una rilettura di quello che ha significato per i miei coetanei (i nati negli anni ’70) il sisma campano.
MI permetto di rinviare anche alle due recensioni apparse proprio in questi giorni su Puntocritico dedicate a Novembre di Cipriano.
Vincenzo F.


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