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PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire

poesia triestina del secondo Novecento - numero V

Articolo postato mercoledì 28 febbraio 2007
da Luigi Nacci

Dopo Sergio Penco, Ugo Pierri, Fabio Doplicher e Roberto Dedenaro, presento un autore sconosciuto ai più: Paolo Universo.

Scomparso nel 2002, Universo (nato a Pola) in vita non ha pubblicato quasi nulla. Eppure avrebbe potuto entrare di gran carriera nel mondo dei salotti letterari, considerato il suo esordio (favorito da Vittorio Sereni e soprattutto Giuseppe Pontiggia): 1972, Almanacco dello Specchio, accanto a poeti come Ramat o Neri, tredici poesie "giovanili" composte tra il 1967 e il 1972. Eppure Universo va a Milano per poi fare immediatamente dietro-front, rinuncia ad un importante contratto di pubblicazione e si rintana nella piccola (detestata) Trieste, a studiare e tradurre Rimbaud, a stendere innumerevoli varianti del poema Dalla parte del fuoco (stampato nel 2005) e, negli ultimi anni, a trascorrere il tempo assieme ai "matti" dell’ex Ospedale Psichiatrico.

Pubblico qui una selezione di tredici testi - in onore al suo esordio - tratti da una raccolta intitolata Delenda Trieste, appartenente al periodo giovanile. Nonostante alcuni testi siano editi (su l’Almanacco; su una plaquette postuma pubblicata dall’Associazione Culturale l’Officina nel 2003; su rivista), la raccolta in toto aspetta ancora di essere pubblicata.

***

Trieste…
io ti vorrei vedere
distrutta
casa per casa
al suolo
vorrei
che un nuovo Scipio ti mettesse
a ferro e fuoco
come Cartago
vorrei
che vere orde di barbari
ti mettessero a sacco
vorrei vederti
squassata dal mare
come Messina
vorrei
che sulla tua austroungarica rovina
fosse cosparso
il sale


***

esulta all’Inno
tripudia alla Bandiera
delira alla Nazione
triestone
non hai che il fumo
di nazionale
esportazione


***

con me fai il filosovietico
con altri il filoamericano
quando sei solo che filo fai
melodrammatico Danilo
che vergognandoti di essere sloveno
ti fai chiamare Daniele
menando il vanto d’essere italiano
non ti si addice la parte triste
che reciti per i decrepiti caffè di Trieste
io ti vedrei piuttosto
in una parodia di Franz Lehar
vedova allegra
con lo sguardo gaio
in una grande birreria di Marsovia
scintillante di cristalli di Boemia
brindare a un peto asburgico
di Magris


***

si scannano gli agnelli
nei macelli delle città cristiane
suonano a festa
le campane
ad annunziar la Pasqua
sento una fitta al cuore
e il vento mi porta un belato straziante
sovrumano
io
ero vegetariano
ma per devozione
mi divoro
un bel cosciotto
di cristo risorto
nel tempo Antoniano


***

e dopo la santamessa
borghese
lessa
m’aspetta
la triglia nel piatto
con majonese


***

sulla tavola
bene imbandita
tra una bottiglia
e l’altra di buon vino
la triglia
non sapeva di essere mangiata
per far osservare il digiuno
a tutta la famiglia


***

prendi un pene
lo metti un quarto d’ora a vaginare
con quattro paroline voluttuose
aggiungi dei sospiri
un ansito
un rantolo se vuoi
un pizzico di cuore…
e dopo nove mesi di cottura
ecco al mondo un cretino
se ti assomiglia
pronto a contestare
te
le tue scelte e la famiglia


***

la natura non fa salti
io sì
all’indietro
per non lasciarmi dietro
una sola stilla
di sangue
che m’assomigli
inutile fare figli
se li fanno
i borghesi
presi come sono
dai loro affari merdosi
dai loro intrighi erotico-lucrosi
dai loro coiti scontati e disgustosi


***

muggiscono trattori nelle stalle
cavalli nitriscono
frustati da acceleratori
belano capretti
appesi ai ganci nelle macellerie
cantano i tordi nei piatti caldi
accompagnati dalla polenta
nell’aria rosa dal vento
e lenta va la mucca
al mattatoio

vino
dammi la forza
per sopportare
il nodo scorsoio
che mi serra la gola


***

è ancora intatto l’inverno
questa lunga parentesi del mare
lasciare il litorale
e andare verso i monti
verso bianche distese
a spalare la neve
per turisti scortesi
fare a ritroso
il volo delle rondini
la sera
ritrovare i compagni
accanto al fuoco
riscoprire il sapore
della grappa
del tabacco da pipa
e del tressette col morto
di fame
del paese
bere beato il bicchiere
della staffa
in attesa
d’un nitrito del cavallo
di coppe
per fare cappotto


***

non mi è concesso
di meriggiare
né pallido
né assorto
di evocare atletici ricordi
e di spiare la provvida
formica
qui su questi monti pensili sul Piave
in una baraonda di rumori
a costruire non so più quale
altra meraviglia
un nastro infinito di sogni
un’autostrada parabolica
quasi evangelica
per i cattolici
pirati della strada


***

un giorno risorgerò
essenziale
tra le zampe di qualche procace antropologa
allora forse
mi diranno chi sono
in maniera scientifica
non sentimentale


***

piuttosto lo stupro
la violenza carnale
ai monumenti
la fuga a quattro zampe
l’impotenza totale
la tortura piuttosto
che un’ora di amore coniugale
tra usate lenzuola
ipocriti pudori
orgasmi dignitosi
indifferenza
il solito decoro
rispetto
rutto
tv

19 commenti a questo articolo

PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-04 09:45:58|di augusto debernardi

PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
Se qualcuno volesse vedere il sito (non sempre aggiornato) dell’Associazione Iniziativa Europea di Trieste (www.iniziativaeuropea.it)può ancora trovare sotto la voce "pubblicazioni" un riferimento al libro, pubblicato in book crossing, di Paolo Universo "DALLA PARTE DEL FUOCO". E’ un grande poema. Ci sono anche scritti "per Paolo" miei e di Lucio, di Marina, MaryB,Giovanna,Nicoletta, Ugo, Edoardo,Claudio G.e Claudio H.M., Giorgetta: tutte persone che l’hanno conosciuto in presa diretta e l’hanno testimoniato in pratica. Sul sito dell’associazione ci dovrebbe ancora stare lo scritto di Marina su Paolo e per Paolo.
Memo: il volume era stato anche "donato" a parecchie delle persone presenti all’incontro in occasione della preparazione o presentazione del primo festival di Monfalcone che ha preso il nome di Absolute Poetry. Con poco riscontro, a quell’epoca, due anni fa circa.
Ciao
Augusto


PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-04 00:17:10|di Luigi

Nemmeno io so se si trattasse della Mondadori - Christian, chi te l’ha detto? Comunque per conferma si potrebbe chiedere a Giampiero Nieri.

A parte gli aneddoti, che naturalmente portano tristezze nelle persone che l’hanno conosciuto in vita (come Mary), mi piacerebbe che vi fosse una pubblicazione importante a tributargli il merito che si spetta. Chissà che questa piccola selezione di testi non incuriosisca qualche editore/direttore di rivista attento... (I hope so)

ps per Martino: sì


PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-02 23:49:25|di Martino

Luigi mi aveva fatto leggere alcune sue cose qualche anno fa. Questi altri testi sono ancora più belli e feroci, come la sua storia. Si può dire di voler bene a qualcuno che non si è mai incontrato e che non c’è più?


PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-02 17:00:06|di Christian

Mary, tu hai fatto tanto per lui. Altre persone, purtroppo, non se ne sono occupate, filologicamente, dopo la morte - e vista la quantità di materiale è quello che bisognava fare fin dall’inizio. Luigi, che ha potuto visionare tutto il materiale, è una persona fortunata, e forse può dare qualche ragguaglio in più.
Per quanto mi riguarda, sarebbe bello pubblicare la ballata, anche in sonoro: è una cosa che mi è rimasta, è stato il nostro ultimo incontro.


PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-02 14:38:16|

non mi risulta che paolo stesse firmando un contratto per mondadori, al di là della pubblicazione sull’almanacco. può darsi che non me l’abbia detto, in fondo non parlavamo molto di poesia. comunque non ha fatto dietro front subito, ha vissuto parecchio facendo anche il pubblicitario. bello a quei tempi, i creativi allora erano i poeti e nella milano da bere venivano assunti per fare qualche spot. e lui spesso li ideava nelle osterie della brianza, con altri poeti. ma poi milano, trieste, genova, nessun posto gli sarebbe andato bene e, forse, nessuna persona. diceva spesso di andare via, via da trieste, ma sono sempre stata convinta che se fossimo stati a firenze mi avrebbe detto la stessa cosa. scusate se intervengo con squarci di vita quotidiana, la nostalgia è enorme. possiedo un cd, una registrazione della "ballata", ma non sono mai riuscita a rivederla. sono convinta che le cose migliori siano ancora nei cassetti, alcuni racconti della levatura di un classico, con una eleganza ironica da far invidia a bernhard. e poi altre poesie, saggi, commenti e la felice analisi di rimbaud. ma sapete che paolo ha percorso a piedi tutti i tragitti consumati dal poeta francese? si è fatto pure lui tutte quelle "fughe" per constatare la veridicità dei versi. beh, basta, la finisco qui. un po’ mi avete rattristato, ma spero tanto la pubblicazione vada a buon fine, io sono riuscita a fare poco, bisogna avere un po’ di pazienza con chi gestisce le sue cose e per carattere ero la persona meno adatta.
mb


PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-02 00:39:21|di Luigi

Ho tutte le poesie di Delenda Trieste (50), e anche la raccolta di versi-aforismi inedita Auritrackt; con Battello stampatore potremmo pubblicare tutto, in accordo con la vedova. Ma non sarebbe male - mi piacerebbe - pensare anche a qualche altra casa editrice (italiana! nel senso di: non triestina) che decida di investire nell’opera di ri-scoperta di un autore importante. E ribadisco l’idea lanciata qualche mese fa: IL CONVEGNO DEI POETI DIMENTICATI(/TRASCURATI). Io mi impegno a mettere a disposizione la sede: l’Università di Trieste. Chi ci sta?


PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-01 20:56:44|di Christian

Stefano, ho conosciuto Paolo, proprio nel suo ultimo anno di vita. Qualche mese prima di andarsene mi fece ascoltare il cd de "la ballata del vecchio manicomio" e mi chiese di commentare...Universo scrisse tutta la vita un saggio su Rimbaud - se non erro inedito ancora, e prese a simbolo il manicomio (il famoso ex-ospedale psichiatrico di trieste) per la sua opera. Ora so che Luigi ha recuperato questi testi da Delenda Trieste; chiederò se qualcuno ha ancora quella registrazione, se ce l’ha lo stesso Luigi: è la registrazione audio di uno spettacolo, a cui stava lavorando con l’aiuto di Mary Barbara Tolusso (ora, incredibilmente per la coincidenza, su LiberInVersi), che andò in scena poco dopo la sua morte.
Sicuramente Paolo è stato uno dei poeti più interessanti, e forti e vari, che Trieste ha mai avuto. Ricordo quando venne a conoscenza del gruppo "ammutinati": disse qualcosa del genere "gli ammutoliti?!". Penso sia stato tra le poche persone che dimostrasse, anni fa, interesse verso un gruppo di persone giovani, per molti aspetti impreparate, ma appassionate e determinate; nonostante ne sapesse più di noi "pargoli", ascoltava in silenzio. Una cosa che mi fa venire i brividi è il ricordo del suo silenzio, del suo ascolto.

Universo stava per pubblicare per mondadori. Arrivò alla stazione di milano - andava proprio a firmare il contratto -, ma una volta arrivato nella metropoli, decise di tornare indietro. Non gliene fregava, né di essere introdotto nell’ambiente, né di essere pubblicato. Ascolto se stesso, tornò indietro, non pubblicò mai nulla, e nessuno mai, a Trieste, si interessò a lui, finché visse, per una pubblicazione.


PAOLO UNIVERSO: un poeta in rivolta tutto da scoprire
2007-03-01 20:17:03|di rasputin

lo trovo geniale e parecchio affine....grazie per la ri/scoperta


GIAMPIERO NERI su PAOLO UNIVERSO
2007-03-01 14:57:00|di Christian

da TeatroNaturale.it

SULLA POESIA DI PAOLO UNIVERSO (2005-09-14)
Alcune poesie di paolo Universo erano apparse nel 1972, sul primo numero dell’Almanacco dello Specchio. A pubblicarlo, su un giudizio favorevole ma alquanto oscillante di Sereni (passavano i mesi – scriveva Universo in una sua poesia – ma tu, Sereni, col cavolo che mi rispondevi) aveva contribuito anche il parere positivo di mio fratello, lo scrittore Giuseppe Pontiggia, che allora faceva parte della redazione dell’Almanacco mondadoriano.

Le poesie di Paolo Universo potevano piacere o non piacere, ma era difficile ignorarle. Molto della sua personalità, scontrosa e anticonformista, era presente nei suoi scritti, come le sue graffianti e irridenti invettive, più di superficie peraltro e prive di rancori.

Ad opera di un gruppo di amici triestini, queste poesie tornano adesso a formare un nuovo libro con un gruppo di inediti che ha per titolo Delenda Trieste. Trieste, come si sa, è una delle più belle città del mondo ma i suoi abitanti amano lapidarla.

Giampiero Neri


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