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"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina

(lunedì 14 gennaio a Milano la festa con Seamus Heaney, Yves Bonnefoy, e molti altri)

Articolo postato domenica 13 gennaio 2008
da Luigi Nacci


Paolo Foschini, "Corriere della Sera", 12 gennaio 2008

***

«Per tenere in piedi questa impresa ho investito anche la dote di mia figlia»

L’ editore che «inventò» la Poesia

Compie vent’ anni la rivista di Nicola Crocetti, primatista di longevità. Ha pubblicato Walcott e i greci in Italia. Il nobel Heaney lo celebra


Se non ci credete provateci: quanti di voi scommetterebbero che cliccare «sesso» su Google rinvia a 30 milioni di pagine mentre lo stesso esperimento con «poesia» ne ottiene appena quattro in meno? «Mi stupisco dello stupore altrui», è il commento serafico di Nicola Crocetti. E qualche motivo ce l’ ha: perché Crocetti, nato a Patrasso 67 anni fa da madre greca, arrivato in Italia nel ’ 45, è semplicemente l’ uomo che dal 1988 pubblica ogni mese la rivista di poesia più longeva e più letta del mondo. «Soprattutto la più bella», secondo il grande poeta inglese Tony Harrison. Parliamo di Poesia, appunto. Il cui sito tra l’ altro è il primo (non uno dei primi: il primo) ad apparire in cima a tutti quei milioni di Google-page sopracitati. Il suo ventesimo compleanno sarà celebrato lunedì sera a Milano, nella prestigiosa cornice di Palazzo Reale, con Moni Ovadia a leggere e i maggiori poeti oggi viventi ad ascoltare e raccontare, dal francese Yves Bonnefoy al premio Nobel irlandese Seamus Heaney: «Potrei ignorare qualsiasi invito - dice il solitamente schivo autore di Station Island - ma questo di Poesia è un onore riceverlo. E ci sarò». Numero speciale per l’ occasione con cinquecento «poesie sulla poesia» scelte tra Ovidio e Raboni, Ritsos e Walcott, giù fino ai giovanissimi: la scelta era tra mille, come sempre in questi casi tanti mancano, e la caccia all’ assente è sempre uno sport vecchio. Non che sia facile, fare l’ editore di versi. «Per questa impresa - ripete Crocetti - ho usato anche la dote di mia figlia». Ma la storia e i numeri gli hanno dato ragione: ventimila copie mensili tirate e distribuite nelle 38 mila edicole d’ Italia. «Il solo problema sono le Poste - allarga le braccia lui - che con i nostri abbonati sono meno puntuali di noi». L’ idea gli era venuta a fine anni 70. Lui, che pure si vanta di non avere «mai composto un solo verso», in vita sua però ne aveva tradotti già allora migliaia. Specie dal greco (e il vizio non gli è passato, ora è alle prese col surreale seguito dell’ Odissea: 33 mila versi in cui Nikos Kazantzaki, l’ autore di Zorba, racconta la vera fine di Ulisse ucciso da un iceberg dopo aver incontrato Gesù e Don Chisciotte). Ma «passati i colonnelli - racconta oggi Crocetti - anche l’ interesse dei grandi editori per la Grecia finì: così nell’ 80 me la sono fatta io, una casa editrice. E sette anni più tardi la Crocetti Editore è diventata madre a sua volta. Di questa rivista». Soprattutto all’ inizio ci credeva solo lui. Chi te la compra?, gli dicevano. Ma la sua fede era granitica, alimentata da tre solidi argomenti. Il primo, come dire, di merito. Quando lo ripete, ancora oggi, si accalora fin quasi alle lacrime. «Insomma - insiste - di cosa parliamo noi a distanza di secoli? Diciamo la verità: parliamo di Omero, Esiodo, Saffo, Dante. Perché gli uomini muoiono, sempre. E a raccontarli restano solo le parole dei poeti». E se si vuole, anche fatta la tara della moda, i milioni che ascoltano la Commedia di Benigni non sono poi una conferma così facile da ignorare. Infatti il secondo argomento di Crocetti erano i numeri. «All’ epoca in Italia si contavano 380 riviste di poesia. Tutte o quasi a circolazione locale, poche centinaia di copie l’ una: ma testimoni di una sete reale. "Bisogna solo arrivare in tutta Italia", dicevo. Non in libreria ma in edicola, fino all’ ultimo dei paesini: ora l’ han capito tutti, anche coi libri. Ma allora io ho bussato a nove distributori, prima di trovare quello che ha creduto in me. Non se n’ è pentito». Oggi è ancora lo stesso, la Sodip di Angelo Patuzzi. Il terzo argomento era il metodo, che poi è anche una critica tuttora ribadita verso la polvere delle accademie: «L’ ho imparato negli Usa. L’ importanza di parlare in modo semplice anche delle cose difficili. Perché questo è il difetto delle riviste letterarie italiane: il linguaggio da iniziati, professori che scrivono per altri professori. Ma la poesia deve raggiungere tutti. Io ho semplicemente cercato di consentirglielo». «Tutti», nel caso specifico, significa letteralmente tutti: «I lettori di Poesia sono studenti e casalinghe, professionisti e impiegati. Con una prevalenza di donne in verità», dice Crocetti. Che avrebbe una lista di aneddoti infinita: «Il più commovente è stato un edicolante di Catania che mi ha scritto qualche anno fa. "Intuisco che pubblicare questa rivista non sia facile - scriveva - e ho pensato di farle una cosa gradita così": la foto mostrava la sua edicola, con il logo di Poesia sul tetto al posto della pubblicità». È il tasto dolente, che Crocetti neppure vorrebbe toccare ma che è difficile far finta di non vedere. «La passione non basta...», si limita a dire. Ma il punto è che Poesia vive da sempre senza sponsor, senza mecenati, senza imprenditori alle spalle. In compenso, qualche tempo fa, la redazione con i suoi 70 mila volumi - laggiù nella periferia Gallaratese di Milano, in fondo al labirintico complesso Monte Amiata disegnato negli anni 70 da Aldo Rossi - si è beccata persino una visita notturna dei ladri: bottino 300 euro, i danni dieci volte di più. «Eppure - ricorda Crocetti - basterebbe poco. Penso ai Giulio II, ai Medici, agli Este, grazie ai quali abbiamo oggi i Michelangelo, i Raffaello, gli Ariosto... È questo che i "ricchi" di oggi non hanno ancora capito. Che solo sostenendo l’ arte possono comprarsi l’ immortalità». L’ arte, e la poesia.
La serata per celebrare i 20 anni di «Poesia» è in programma alle 21 di lunedì a Milano nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Presenti il Premio Nobel Seamus Heaney oltre a Yves Bonnefoy, Tony Harrison, Titos Patrikios, Massimo Cacciari, Nicola Gardini. A leggere i testi l’ attore Moni Ovadia.


22 commenti a questo articolo

"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-09-26 21:50:28|di Brunhilde Rossi Agostini

mi sono allontanata da voi per un paio di anni, oggi vi ho cercati e per fortuna ci siete ancora.


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-18 09:12:30|di lorenzo

m’han detto che l’ultima poesia sulla poesia nel numero celebrativo di Poesia è quella di Scharpf basta con la poesia, con la poesia poesia etc. chi sono gli altri "giovinetti" presenti? qualcuno l’ha letto?

lorenzo


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-16 07:50:13|

Cacciari ha citato l’Anti-Platone di Bonnefoy, contro la perenne tentazione idealizzante-categorizzante del pensiero concettuale-metafisico, incapace di cogliere la ’presenza’ originaria dell’Essere e del Mondo.. La lingua poetica non vuole significare, chiarire, spiegare,rassicurare, ma al contrario lascia aperto, scavando, l’Oscuro,l’Oltre, il Perturbante, l’Altrove delle cose, dell’Essere, del Mondo..ribalta il senso dell’Idea eterna platonica,che impone al pensiero l’illusione di significare, di chiarire l’Essere attraverso un mondo fisso di Idee e concetti,per ribaltarsi nel Molteplice, nell’Ombra, nel silenzio di fioriture-presenze-ombre..provocando un meraviglioso ’court-circuit’ in cui si accellera il processo di conoscenza e di pensiero.Vi riporto in francese un passaggio molto bello dal testo Anti-Platon di Bonnefoy:
"Ce rire couvert de sang, je vous le dis, trafiquants d’éternel, visages symétriques, absence du regard, pèse plus lourd dans la tête de l’homme que les parfaites idées, qui ne savent que déteindre sur sa bouche ".
Stefy


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-16 00:01:42|

No, ha fatto il prequel de "La necessità angelica", scritto a quattro mani col cardinal Bertone. La correzione delle bozze è stata affidata a Water Nostro, sindaco della capitale dello stato di Vaticalia.

A.L.


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-15 21:57:16|di lorenzo

stefy, c’era walcott? raccontaci che ha detto cacciari!! ha fatto il sequel de "l’angelo necessario"?

lorenzo


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-15 18:57:36|di Stefy

..a proposito della festa ’in gran pompa’di ieri sera a Milano,lo sapete che per tutto il tempo l’editore non si è visto e nessuno ha detto nulla? Purtroppo il grande Bonnefoy non poteva esserci (causa problema fisico serio), ma Crocetti? a parte l’intervento filosofico-poetico di Cacciari molto interessante e assoluto sul linguaggio poetico e sulla necessità di Poesia, a parte la folla(centinaia di persone, anche in piedi), a parte il bravissimo M.Ovadia,le poesie ascoltate non incarnavano la lingua scura, dell’ombra, dell’altro, dello sconosciuto, dell’origine, che Poesia necessariamente ricerca e scava nell’Essere e nel Mondo, come Cacciari ha così ben spiegato in apertura dei lavori. Peccato, ma mancava proprio Poesia


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-15 18:35:26|di Gabriele Pepe

Non cambia la vita ma per molti è un imprimatur. Comunque neanche io ci finirò mai quindi da questo punto di vista siamo tranquilli. ;o))

pepe


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-15 00:55:50|di Christian

Pepe, non credo che avere una pagina su Poesia cambi la vita, sarebbe sciocco anche solo pensarlo. Editorialmente parlando, lo stile è un po’ obsoleto, e non emerge un gran dibattito (purtroppo).
Credo di non correre il rischio di finirci, in ogni caso.


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-14 21:55:10|

Non avevo dubbi, Luigi, chiosavo con ironia, come spero abbia colto anche Sparajurij.

E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, il fatto che le "sartine" di atelier abbiano rifiutato la tua "stoffa" non fa che accrescere la mia considerazione nei tuoi confronti.

Con o senza "boccoli"... tanto quello non è un mio problema: io sono fatto all’antica, come il buongustaio (fra)Martino, e mi interesso unicamente di "articoli di fondo" di quel genere di riviste.

A.L.


"POESIA" di Crocetti spegne la ventesima candelina
2008-01-14 19:53:21|di Luigi Nacci



Caro Annibale,

le mie turbe disumane non si sono mai sfatte sulle pagine patinate di "Poesia", né su quelle dell 99% delle nostre splendide riviste cartacee, che ad ogni modo non ho mai inseguito con caparbietà.

Un caso però lo ricordo ancora. Un redattore di "Atelier" propose alla redazione la pubblicazione di uno stralcio del poema disumano, a quel tempo inedito. Mi scrisse in seguito che i miei testi erano stati cassati, così chiesi via mail a lui ed alla direzione le motivazioni critiche alla base del rifiuto - mi interessava sinceramente capire che cosa secondo loro non funzionava - ma non ebbi mai risposta. D’altronde si sa, i veri critici sono perennemente a corto di tempo!

Quindi sta’ tranquillo, Annibale: l’Olimpo - di carta patinata o riciclata che sia - batte le sue luccicanti strade celesti, mentre io me ne sto goffamente a mollo nei miei nauseabondi desechos :-)

ps: per la cronaca i capelli sono ancora lunghi...


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