Absolute Poetry 2.0
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PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI

(e non ci resta che piangere)

Articolo postato mercoledì 28 marzo 2007
da Luigi Nacci

Oggi (28 marzo) sul giornale di Trieste, "Il Piccolo", è stata pubblicata la foto (in allegato) che ritrae il Presidente della Provincia mentre consegna lo STEMMA DELLA PROVINCIA al ventisettenne triestino Igor Gherdol, "per premiare i dicie anni di prolifica attività letteraria che lo ha portato a vincere numerosissimi premi e a pubblicare quindici libri".

Non ho nulla contro Gherdol, che tra l’altro ho conosciuto (si dia comunque un’occhiata al suo sito e alla sua biografia) ma il suo caso ben esemplifica il pantano in cui le istituzioni si sono impigliate. Il principe - ci diceva il buon Niccolò - "debbe monstrarsi amatore delle virtù, et onorare li eccellenti in una arte". Ex-cellente è colui che si spinge fuori dal mucchio, sovrasta per capacità e talento, e non ha niente a che fare con il furb(-etto del quarterino), quel che si forbe per apparir più limpi(d)o di quel che è. Se il politico ha a che fare con la città, la cittadinanza, le cose pubbliche, allora quando premia un illustre cittadino lo fa per erigerlo ad esempio della comunità. Sennò, perché premiarlo? Forse perchè segnalato da qualche altro politico, o da qualche amico? Un premio dato da un’amministrazione non è il premio di una giuria formata da Tizio, Caio e Sempronio, i quali vogliono premiare i propri nipoti/adepti. Il Sindaco, o un suo pari, deve farsi intereprete di un sentire popolare, per cui attraverso quel riconoscimento la città si identifica nel talento di un suo singolo: anni fa sono stati premiati a Trieste - vado a memoria - Claudio Grisancich, Pietro Spirito, Pino Roveredo, autori con una storia di lettere alle spalle, che hanno portato il nome della città fuori dai suoi confini.

Ci sono nomi in questa città (ma credo che il discorso si possa estendere tranquillamente a tutta l’Italia), come Ugo Pierri, Sergio Penco, Roberto Dedenaro, solo per fare dei nomi di poeti viventi di cui ho parlato su AP, che meriterebbero, per il loro curriculum artistico, un’onoreficenza del genere (e probabilmente la rifiuterebbero) molto più dell’ultimo arrivato.

Due anni fa, nel maggio del 2005, insieme ad altre persone, feci una piccola battaglia per cercare di far assegnare a Cristina Benussi, docente di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università di Trieste e Vice-Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, la presidenza, a quel tempo vacante, del teatro (a causa delle dimissioni di Maria Giovanna Elmi, una persona che, nonostante l’umana simpatia, non rappresentava di certo il candidato ideale per quel posto). In qualche giorno raccogliemmo 89 firme illustri: scrittori, professori, registi, poeti, artisti, etc., insieme chiedevamo a gran voce una sola cosa: perché non gli intellettuali della Regione alla guida dello Stabile? Ovviamente la politica intervenne subito: prima che si generasse un polverone (l’appello cominciò a circolare sui vari quotidiani regionali) fu nominato presidente un uomo politico che - senza nulla togliere alle sue qualità - con il teatro c’azzecca come il diavolo con l’acqua santa.

In queste occasioni tristi, in cui peraltro non si sentono risuonare le voci di protesta degli intellettuali (seppur decadenti; cfr: Bauman) cittadini, mi vengono alla mente i lavori - quelli sì, encomiabili - di John Cage, che alla pratica politica contaminata/compromessa opponeva la socialità artistica, intesa come pratica ideologica in grado di rendere diffusa per gradi un’idea nuova di comunità, liberata dai conflitti di dominio. Ma erano altri tempi. E poi Trieste non è più il porto dell’impero asburgico, quando il tempo bastava a malapena per lavorare, e non di certo per spartire targhe e medaglie a chi, delle targhe, se ne faceva poco o nulla.

Portfolio

premiazione

55 commenti a questo articolo

PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-14 15:51:26|di erminia

caro luigi, una rete - di un college, di un ospedale, di un ufficio o di una redazione - ha lo stesso IP da tutti i computer dai quali un dato messaggio è mandato ad una data mailing list. ecco svelato il mistero delle ’multiple identities’.
se io ed i miei colleghi scriviamo dal computer lab del nostro college ad un dato stesso web-site, o blog, nei commenti rimarrà traccia di noi come di un unico solo IP, claro.


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-14 15:33:12|di erminia

uno scrittore di 27 anni non può essere premiato per la sua attività "decennale". sfiora il ridicolo! diciamo che gli si è voluto fare un dono alla simpatia, che è meglio! i giornalisti e i politici non hanno nessuna voce in capitolo a giudicare il valore di un poeta o di un letterato. questi riconoscimenti solo degli studiosi del settore possono tributarli dopo serie ricerche ed analisi dell’attività e della poetica di un dato autore.
non si giochi a fare i letterati, quando si è burocrati con il portafogli pieno (o riempito).
l’Italia è davvero un paese bizzarro: hanno ragione gli inglesi.
saluti, erminia


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-14 14:02:38|di Luigi

ps 2:

cari direttori di giornale, giornalisti e critici, etc., come mai l’IP dal quale scrivete è sempre lo stesso?

Delle due l’una:

- vi ritrovate tutti a casa della stessa persona per leggere assieme il nostro blog (come una volta Carosello!);

- qualcuno si firma sempre in modo diverso...

Eh eh, la tecnologia, vede dove nemmeno il KGB può :-)


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-14 13:36:15|di Christian Sinicco

Carissimi signori, sinceramente io non ho nulla contro Igor Gherdol, ma dico che ci sono, per fortuna, autori di un altra generazione che, a Trieste, meriterebbero per il lavoro che hanno fatto, di rilievo nazionale se non internazionale, premi dalle istituzioni, da Ugo Pierri a Sergio Penco. E siccome Luigi Nacci ha compiuto il più grande studio sulla poesia triestina del secondo Novecento, meglio può parlare questi di me - lo dico dal punto di vista della critica, e non del sostegno ad un autore, ancora giovane e sconosciuto.
Qui, su Absolute, siamo in un contesto di persone che la poesia, per amore e passione, la seguono da vicino, ed è da questa vicinanza che vi parlo: so di persone a Trieste le cui qualità sono evidenti e che hanno alle spalle una storia critica, specialisti hanno parlato di loro. Con tutto il rispetto per la vostra storia di professionisti, vi consiglio di seguire il dibattito contemporaneo, se volete conoscere da vicino la poesia.


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-14 13:21:50|di Luigi Nacci

ps per SANDRO direttore di giornale:

gentile SANDRO DIRETTORE DI GIORNALE, sveli la sua identità e il suo giornale, mi e ci farebbe un gran piacere (eviterei, eviteremmo così di poterlo inavvertitamente acquistare o leggere distrattamente sul metrò). Dove poi lei abbia letto che io mi firmi "dio della letteratura" (con la maiuscola o senza?) non so, ma forse è una svista, alla sua età (d’altronde: chissà quanti anni di gavetta per diventare direttore!) è comprensibile.

Cordiali saluti


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-14 13:15:45|di Luigi Nacci

Ma che bellezza, ah! Sono tornato qui per caso e che ti trovo? Fior fiori di scudi alzati a difesa del poeta, evviva!

Ma carissimi giornalisti di lungo corso, scrittori et similia, perché difendere qualcuno che non ha ricevuto alcun attacco? Gherdol è solo un esempio, ho detto: proviamo a fare un DISCORSO SOPRA UN ATTO SIMBOLICO.

Che senso ha venire qui (probabilmente chiamati in adunanza da Gherdol stesso, o sbaglio?) a proclamare la propria stima e amicizia? Nessuno toglierà dal suo petto le medaglie vinte, né dalle spalle le coppe. Don’t worry!

Buona poesia a tutti


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-07 11:26:35|

l’urgenza di un discorso sopra l’atto simbolico si fa sempre più pressante...uh !


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-07 01:02:31|

io che lo conosco e queste due vi piaccione, comunque ne ha scritto più di mille

14 febbraio

Non esiste il 14 febbraio,
per festeggiare
San Valentino.
Non esiste festa
che possa ricordarmi
quanto ti amo,
perché
tu, al posto
del cuore, hai
una gemma
preziosa che
luccica sotto
i raggi del sole.
Abbine cura e non
farla velare
mai dall’oscurità,
perché solo così,
potrò sempre amarti
e farti capire che
anche se muoio,
t’amerò
per sempre, come
i raggi del sole i quali
riscalderanno, per sempre
il tuo cuore. Amore…

L’usignolo
Una volta ancora,
l’usignolo cantò
e poi s’udì il
silenzio mortale.
La sua melodia
cessò e poi,
regnò il
silenzio…
Udendo
rimbombare
i miei passi,
flebilmente il
coraggio scompare,
velando in me
le speranze
e tracciando come salvezza,
un percorso Divino.

giancarlo


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-07 00:57:35|

Igor Gherdol è un giovane scrittore, ma non è uno scrittore giovane; ha infatti alle spalle una notevole attività, che spazia dalla poesia al racconto, fino a lambire i confini del romanzo vero e proprio.
Ciò che colpisce, nella sua produzione, è l’estrema attenzione a comprendere gli altri in un mondo personale, costituito dalle proprie emozioni, a tratti fortissime. Emozioni che, certamente, sono di tutti ma che non tutti riescono a far esplodere, e conseguentemente a rendere pubbliche.
Non è cosa da poco, esporsi in questo modo, dire di se stessi tali e tante cose.
Pure, con tutta probabilità, questo presentarsi apparentemente disarmati nei confronti degli altri, costituisce una forma sottilmente raffinata di difesa: proprio perché ognuno di noi è soggetto a determinati sentimenti, in piccola parte nel momento in cui li individua in un’altra persona, si fa partecipe di quel coacervo di sentimenti che, in ultima analisi, compongono la vita.

Giornalista televisivo
uberto


PREMI, TARGHE, MEDAGLIE AFFOLLANO I PETTI DEI POETI
2007-04-07 00:56:05|

Compito piacevole e quanto mai complesso, parlare di Igor, ragazzo semplice, timido nell’immediato, ma non nei suoi versi, negli scritti, dove con consapevolezza, fantasia ed amore ci conduce nel suo mondo fatto di ricordi, di speranze, di amori, di grande vicinanza alla famiglia, di rispetto per i valori cristiani, per le tradizioni. Quando conobbi Igor, tanti anni fa, premiandolo al concorso di Poesie del Club “Incontri” e poi ad un concorso di fotografia, mi sembrò di essere, improvvisamente precipitato in un’altra epoca, poi, giorno dopo giorno ne ho apprezzato la poliedricità, i sentimenti che spesso riesce ad esprime con una semplicità disarmante e la sua indomita volontà di far conoscere, con ogni mezzo, il suo pensiero il suo messaggio di pace, di unione fra i popoli e la gente, a tutti coloro che lo circondano. I suoi, già, tanti libri sono stati tutti apprezzati, mi auguro che presto possa raggiungere quella maturità letteraria che lo porti al successo che merita.
Cav. Vincenzo Acciarino
(Presidente Club Letterario Incontri)


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