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Per una critica futura, n.2

A cura di Andrea Inglese

Articolo postato sabato 16 dicembre 2006
da Marco Giovenale

Esce il n.2 dei quaderni "Per una critica futura", a cura di Andrea Inglese. Sul sito di Biagio Cepollaro:

Indice

Andrea Inglese, Editoriale
Biagio Cepollaro, La poesia letta. Cinque incontri di poesia: Alessandro Broggi, Florinda Fusco, Giuliano Mesa, Italo Testa, Michele Zaffarano
Stelvio di Spigno, Due testi e questioni di trasparenza
Marco Giovenale, Due letture di Due sequenze, di Massimo Sannelli
Andrea Inglese, Come è scarna la lingua della gioia
Francesco Marotta, Su Lavoro da fare di Biagio Cepollaro



http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/CRITICA/critica.htm


68 commenti a questo articolo

> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 19:18:56|

caro baldi, lei mi ha tolto il flame dalla tastiera. nel senso che mi ha anticipato. non le sfuggirà, comunque, che, di solito, dopo la ciliegina sulla torta c’è sempre il seguito. nel caso a cui lei fa riferimento, delle belle cime di rapa su un piatto di orecchiette. o, se vuole, un nuovo genere. critica poetica al cheese burger doppio strato. versione albionica. biturbo. nel senso che ci vigliono almeno un paio di reincarnazioni. non tanto per sostenerla e scriverla. quanto per pensarla soltanto.

fa bene a farlo notare, baldi. passare sotto silenzio questi cumuletti di arrogante nulla, è solo farsene complici.

lei, se mi permette, la inviterei volentieri "a" cena. mai "per" cena.

saluti

annibale letterio


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 19:06:54|di Christian

E chi mai s’adonta Marco? Mandami la mail, miliardi di mega per me:-)


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 18:49:18|di Marco ::: sf

suvvia Christian non t’adontare. 5 miliardi non entrano in un commento in rete. se vuoi però ti mando una mail da 5 miliardi di mega, con le foto di tutti, eh?

a parte le battute. credo sia chiaro che la "spiegazione" (non giustificazione) si riferiva ad alcuni nomi perché DI QUELLI SI PARLAVA. (di quelli si trattava).


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 18:37:56|di Martino Baldi

Visto che ci siamo, vado off topic anch’io e rispondo a Cornacchia.

Altro che flame! Sarebbe stato interessante invece discutere apertamente dei testi di Carlucci, se c’erano riserve di questo genere. Orbene, visto che siamo al metodo scientifico applicato alla poesia, in base a quale verifica sperimentale possiamo dare per appurato (naturalmente fino a prova contraria) che le poesie di Carlucci siano oggettivamente evanescenti e superficiali?

E quale, di grazia, è la giustificazione logica (visto che si fa appello al razionalismo) del seguente enunciato:
"Il mio dubbio è che il Carlucci che leggo in questa sede sia privo di ogni pensiero elaborato e che le sue scritture in versi siano sfoghi o scarabocchi impressionistici ai quali cercare un senso dopo, magari stimolato da commentatori, amici e sodali confusi quanto e più di lui. Tutto questo mi dispiace perché un curriculum di quel tipo promettererebbe molto anche in poesia." Non c’è nemmeno una proposizione che si giustifichi fuori dal sistema mentale di chi giudica. E addirittura si rivendica - altrettanto ingiustificatamente, in senso logico - un primato di verità rispetto ad eventuali altri possibili sistemi di inferenza!

Ollallà, siamo nientepopodimeniché in presenza di una nuova invenzione. Abbiamo inventato "il positivismo estetico tascabile". Non c’è nemmeno più bisogno di tante dimostrazioni: basta disporre le questioni estetiche su un piano cartesiano in una posizione a piacere. Serve poco: basta un foglio di carta millimetrata (producibile anche autonomamente con lapis e righello) e si è critici infallibili.

Il metodo inoltre fa appello all’assunto per cui il curriculum è in poesia un’aspettativa di risultato. Nemmeno più il milieu: siamo al curriculum! In questo caso inoltre l’assunto è premesso come condizione della deduzione (ovvero come regola formale di inferenza) ma, d’altro canto, ne è immediatamente provata la fallacia nel caso in esame. Non c’è che dire. Scientificamente inappuntabile!

P.S. Date le premesse, ci si chiede: questo è un flame?


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 16:55:46|di Christian

Marco, allora spiega 5miliardi di biografie!


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 16:19:17|di Marco ::: sf


acc... m’è saltato il maiuscolo. rimedio:

SPIEGARE, NON GIUSTIFICARE


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 15:52:18|di Marco ::: sf

aita !

qua non ci si trova più con i vocabolari. urgh. Christian, per favore, leggi cosa esattamente scrivo, altrimenti le nostre discussioni diventano interminabili! (e senza senso)

tu dici: "voglio solo che tu sia informato che le biografie sono una traccia utile per rintracciare i testi, non la giustificazione della bontà di un progetto"

ma io scrivevo precisamente questo: "far riferimento alle bibliografie vuol dire spiegare (non giustificare) un’attenzione critica"

scrivo maiuscolo e grassetto, forse così funziona: spiegare, non giustificare.


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 11:41:22|di GiusCo

Ecco la mail mandata a Lorenzo.

- - - - -
From: Giuseppe Cornacchia
To: carlucci5@unisi.it
Sent: Saturday, September 23, 2006 10:15 AM
Subject: commento acre sul Carlucci di "liberinversi"

Egregi,

Vi giro il mio pensiero sulle poesie di Carlucci apparse su "liberinversi", come l’avrei scritto nei commenti e invece spedito in privato per non creare un flame.

"Sono curioso di capire come uno con questa formazione e forma mentale (come la dimostra nei rari commenti che ho letto a suo nome) abbia esiti poetici così evanescenti, superficiali e del tutto privi di struttura. Insomma: un disastro, mentre abbiamo assoluto bisogno di segni marcatamente razionali anche in poesia, impossibili da trovare in chi ha cursus umanistico classico e impostazione filosofica storicista o cattolica. Il mio dubbio è che il Carlucci che leggo in questa sede sia privo di ogni pensiero elaborato e che le sue scritture in versi siano sfoghi o scarabocchi impressionistici ai quali cercare un senso dopo, magari stimolato da commentatori, amici e sodali confusi quanto e più di lui. Tutto questo mi dispiace perché un curriculum di quel tipo promettererebbe molto anche in poesia."

Il mio interesse è presto detto: se Carlucci smette di giocherellare e guarda alla sua formazione, ne può venire fuori un percorso interessante e originale anche in poesia, che magari apra a sistemi di pensiero poco seguiti in Italia ma molto importanti in ambiti anglofoni, evolutamente occidentali.
- - - - -


http://www.nabanassar.com

> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 11:30:46|di Christian

Marco,

non utilizzo io le biografie per sostenere tesi o progetti; voglio solo che tu sia informato che le biografie sono una traccia utile per rintracciare i testi, non la giustificazione della bontà di un progetto.

Pareyson è chiaro, bene...allora leggiti quel paragrafo e lascia stare Sinicco, se ti è più ostico.
Quello che dico a proposito dell’editoriale di Inglese è che, in quel paragrafo, oltre a non capire dove pesca le sue nozioni estetiche, scrive "abbiamo", dice dunque che c’è il "bisogno" di leggere in un certo modo la scrittura, trascurando la grande disponibilità che c’è già nella lettura individuale, e critica; e se dovessi scegliere di tenere in parte le tue giustificazioni, la considererei un modo ottuso di intendere la libertà, poiché in quella i bisogni ci sono indipendentemente da chi li sottende, e le aperture sono di una vastità con un ordine di grandezza nettamente superiore.


> Per una critica futura, n.2
2006-12-18 10:35:36|di lorenzo

Ci pensavo da un po’ di tempo, e questo mi sembra un luogo adatto per dare un pre-annuncio, e raccogliere opinioni: ho intenzione di aprire una "rivista" elettronica sulla poesia contemporanea, basata sul modello del "peer-reviewing anonimo" ossia sul modello delle riviste scientifiche (anche letterarie accademiche?). la rivista sarebbe tri o quadrimestrale, avrebbe un nome neutro tipo "journal of contemporary poetry" o "rivista di poesia contemporanea", ci sarebbero un po’ di editori il cui ruolo non sarebbe quello di fare proclami ma di spedire i contributi inviati a dei "referees" (che per l’autore resteranno anonimi") che valuteranno se pubblicare il testo (in tempi brevi). che testi? saggi, interventi critici e teorici su testi di POESIA CONTEMPORANEA. da valutare se inserire una seziopne di testi, credo di no. saggi con un certo rigore argomentativo saranno preferiti. non necessariamente dissertazioni con tutti i crismi del lavoro accademico.

mi farebbe molto piacere sapere cosa tutti voi ne pensate. vorrei chiedere sin da ora a nacci, giovenale, voce, marotta, sannelli, baldi e gezzi (tra quelli che son qui): sareste disposti a collaborare (vuoi come editori vuoi come referees)? a loro e a tutti gli altri: opinioni sul progetto?

lorenzo carlucci

p.s. se il post è off-topic me ne scuso, cancellatelo e rispondetemi in privato.

p.p.s. voce, non facevo finta d’esser dove non ero. lapalissianamente un giorno prima ero in u.s.a. e il un giorno dopo a roma....

p.p.p.s. G. Cornacchia, hypocrite lecteur, rileggi le tue email, non erano un po’ più "hard"?


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