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RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?

(una domanda sorta dopo la lettura di un articolo)

Articolo postato venerdì 9 maggio 2008
da Luigi Nacci

(o meglio: Rondoni, QUALI TRADIZIONI?)

***

Lettera a Bondi

Caro ministro poeta, fa vivere la tradizione

di Davide Rondoni

Caro Sandro, naturalmente dopo la tua nomina sono già iniziate le irrisioni sulla tua passione per la poesia, eppure credo che non sia male avere un ministro dei Beni Culturali che ama la poesia. Sugli esiti della tua scrittura in versi, sospesa tra una adolescenza non ingenua e una volontà di canto, ho già scritto in una prefazione che hai avuto la gentilezza di chiedermi per il tuo libro nelle edizioni Meridiana.
E ai lettori sta di valutare luci e ombre del tuo tentativo. Proprio perché ami la poesia sai bene che la vita dei Beni Culturali coincide con la vita stessa dell’Italia. Senza quello che chiamiamo beni della cultura, sia materiali come le opere d’arte e i monumenti ma anche immateriali come le parole e la letteratura, l’Italia sarebbe storicamente e anche socialmente una pura finzione, una scena, a volte nemmeno bella. Insomma, senza ciò che da oggi cade sotto la tua responsabilità, la stessa parola Italia perde significato. Lo sanno gli stranieri che ci visitano, lo sanno le persone che di più amano il nostro Paese, da qualunque tradizione culturale essi provengano. Perciò mentre quasi tutti si concentrano sull’importanza politica dei vari dicasteri, io, per amicizia e anche per senso civile, ti rivolgo questa lettera aperta. Avrai un compito terribile. Fantastico, certo, ma gravissimo. Ti attende un lavoro pieno di sollecitazioni in ogni direzione eppure sarà necessario avere alcune coordinate principali. Saprai, con i tuoi collaboratori, riconoscerle. Mi permetto, dal luogo un po’ laterale in cui stanno gli amanti della poesia, di suggerirtene una.
È l’urgenza di precisarsi, con progetti e iniziative, della esperienza della tradizione. Oggi è in crisi proprio questa. Ovvero è in crisi la capacità del nostro paese di alimentarsi dalla propria tradizione. Nel perpetuo e spesso fasullo dibattito tra conservatori e progressisti, finiscono per prevalere le posizioni più grette di tradizionalisti e di relativisti. Di coloro che vorrebbero difendere (e già per questo sono perdenti) il valore di una tradizione ripetendone i contenuti, e coloro che invece, non assumendo nessun punto di valore primario, fanno di tutto una marmellata indistinta. In entrambi i casi manca quel che io chiamo: avere caro qualcosa. Se si ha cara una tradizione non la si deve difendere, ma vivere e amare. E come diceva il più grande poeta del Novecento, T.S. Eliot, la tradizione deve sempre essere riconquistata.
Tale riconquista è come la conquista di un amante, si deve nutrire di desiderio non di paura o di presunzione. Nei tradizionalisti alberga spesso più paura che amore, più presunzione da paladino che umiltà di servo. D’altro canto chi, come ammoniva Pasolini ai Sessantottini in corteo, non si è commosso intellettualmente per un’ottava del 500 o per una oscura pala d’altare, finirà per affidarsi solo ai sentimentalismi e all’idolatria dell’organizzazione. Cioè alle due malattie della nostra vita civile. Buon lavoro, allora!

(Il Tempo", 9 maggio 2008)

22 commenti a questo articolo

RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-10 00:08:23|

A Rosa Bossi in Berlusconi

Mani dello spirito

Anima trasfusa.

Abbraccio d’amore

Madre di Dio

*

A Silvio

Vita assaporata

Vita preceduta

Vita inseguita

Vita amata.

Vita vitale

Vita ritrovata

Vita splendente

Vita disvelata

Vita nova

*

A Giuliano (Ferrara)

Antro d’amore

Rombo di luce

Parole del sottosuolo

Fiume di lava

Ancora di salvezza

*

Ad una misteriosa commessa della Camera

Dolente fulgore

Mite regina

Misteriosa malia

Polvere di stelle

*

A Michela Vittoria Brambilla

Ignara bellezza

Rubata sensualità

Fiore reclinato

Peccato d’amore

*

A Stefania Prestigiacomo

Luna indifferente

Materna sensualità

Velo trasparente

Severo abbandono

*

Ad Anna Finocchiaro

Nero sublime

Lento abbandono

Violento rosso

Fugace ironia

Bianco madreperla

Intrepido mistero

*

Per le nozze di Elio Vito

Fra le tue braccia magico silenzio

Fra le tue braccia intenerito ardore

Fra le tue braccia campo di girasoli

Fra le tue braccia sole dell’allegria

*

A Fabrizio Cicchitto

Viviamo insieme

questa irripetibile esperienza

con passione politica

autentica

con animo casto

e con la sorpresa

dell’amicizia.

Ci mancheremo

quando verrà il tempo nuovo

e ci rispecchieremo finalmente

l’un nell’altro.

E ci mancherà

anche quello che non

abbiamo vissuto assieme

fra i banchi della scuola

nell’adolescenza inquieta

e nell’età in cui non si ama.

La mia fede

è la tenerezza dei tuoi sguardi.

La tua fede

è nelle parole che cerco.

*

A Gabriella (sua moglie)

Dolcissimo Padre

Amore unico

Corazza dello spirito

Roccia di lava

Anima fuggitiva

*

A Francesco (suo figlio)

Mi calmavi

fingendo di dormire

Sembravi tranquillo

ma ti asciugavi

le lacrime

Padre di tuo papà

come sarà

nel momento dell’addio

*

A Walter (Veltroni)

Tenero padre

madre dei miei sogni

Anima ulcerata.

Figlio mio

Ritrovato

(da Perdonare Dio, Edizioni della Meridiana 2007)

*

Sandro Bondi (Fivizzano, 14 maggio 1959) è un politico italiano, esponente di Forza Italia. Frequenta le prime scuole a Losanna dove il padre, socialista, è emigrato. Una volta tornato in Italia entra giovanissimo nella Federazione Giovanile Comunista Italiana, della quale diventa presto segretario della Lunigiana. Si laurea in Filosofia presso l’Università di Pisa con una tesi su Leonardo Valazzana, predicatore agostiniano e avversario di Girolamo Savonarola.
Cattolico democratico, milita nel Partito Comunista Italiano, nelle cui liste viene eletto, nel 1990, sindaco di Fivizzano. Nel 1992 la giunta comunale da lui guidata viene rovesciata dai socialisti locali, in associazione con la Democrazia Cristiana. In seguito lascia il PCI.
Successivamente, attraverso lo scultore Pietro Cascella conosce Silvio Berlusconi, di cui diviene segretario e collaboratore. Sandro Bondi diventa consigliere fidato del Cavaliere, tanto da ricevere il compito, in occasione della campagna elettorale del 2001, di coordinare la stesura di Una storia italiana, un libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane.
Nel 2001 è eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nella III circoscrizione (Lombardia 1). Nella campagna elettorale per le elezioni regionali del 2005 si occupa della comunicazione del partito e nello stesso anno viene nominato coordinatore del movimento forzista. Alle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera, risultando eletto nella circoscrizione XX (Campania 2).
Nell’estate 2006 pubblica il suo ultimo saggio dal titolo Laici e credenti: una fede comune.
Alle elezione del 2008 è candidato al Senato della Repubblica nella regione Toscana nelle liste del Popolo della Libertà, nonché candidato del centrodestra alla carica di presidente della Provincia di Massa Carrara. Viene eletto al Senato, mentre per la presidenza della provincia accede al ballottaggio col presidente uscente (sostenuto dal Partito Democratico) Osvaldo Angeli, che vince con il 55.4% dei voti, contro il 46% di suffragi raccolti da Bondi.
Il 7 maggio 2008 gli viene conferito l’incarico di Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

(da Wikipedia)

http://lapoesiaelospirito.wordpress...


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-10 00:00:11|

Sono davvero sconcertata.
Avete letto i testi di Bondi??? E’ troppo - come si fa a dire che quella sia (((poesia)))?


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 22:21:16|di Chiara

mi associo, Martino...

Chiara


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 21:45:30|di Martino

Non mi sento tanto bene...


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 19:48:13|di Michele Fabbri

Sandro Bondi è l’incarnazione della cultura catto-comunista che ha dominato gli ultimi 60 anni di vita politica e culturale. Forse sarebbe il caso di avere personaggi più originali in politica, comunque staremo a vedere...
speriamo almeno che richiami l’attenzione del pubblico sulla poesia contemporanea.


http://michelefabbri.splinder.com

RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 17:24:31|di collettivo per la speranza poetica dell’italica gente

Caro ministro, viste le prevedibili ampie sollecitazioni che ti arriveranno da più parti noi qui ti imploriamo di non occuparti mai di poesia in futuro, di lasciarla al suo destino, di delegare tutto a Rondoni, che ha già idee chiare e brillanti di come salvare poeticamente questo paese di ’povere bestie’ (P.P.P.)


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 16:36:20|

rondoni prepara la scalata al ministero?


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 14:42:19|di Luca Ariano

Ma che tristezza!!! Tempi duri, molto duri per questo Paese. E siamo solo all’inizio. Tra cinque anni se saremo ancora qui ne riparleremo - si spera...

Un caro saluto


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 14:39:50|

che schifo, che vergogna


RONDONI, ci dica: QUALE tradizione?
2008-05-09 14:31:05|

ma sti due perchè non vanno a zappà


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