Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

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Siete connessi? 1 2 3 prova...

1 2 3 prova...1 2 3 prova...qualcuno ci sente?

Articolo postato venerdì 2 febbraio 2007
da Christian Sinicco

Non mi interessano molto i problemi personali tra le persone, le reciproche chiusure, in rete. Trovo abbastanza problematico che le persone scrivano lettere, in cui veicolano i loro effetti personali, in cui ci si scrive che uno ha mancato di rispetto ad un altro, che non si è comportato responsabilmente, che è stato censurato, che allora bisogna muoversi contro quello, o difendere l’altro, o buttarlo fuori, considerando un solo punto di vista, pensando che l’altra persona sia da mettere all’indice per diversi e svariati motivi.
Le parti in causa avranno, chi più, chi meno, sempre qualche ragione da vendere e soprattutto diverse travi nel proprio occhio, e allora perché non moderarsi?
Altro aspetto è la mancanza di ragionevolezza nell’identificare, nel rappresentare come nemico un blog e attribuire ad esso qualità che non ha: un blog collettivo non rappresenta un essere umano e non è nemmeno una rivista iscritta al tribunale; è un collettivo di poeti, critici, artisti, che nutrono posizioni a tratti inconciliabili, atte già a mettere in crisi i partecipanti - modo questo per produrre qualcosa di nuovo, di sensato, di aperto in letteratura.
Quindi se qualcuno ha un problema con una persona della redazione di un blog collettivo, è affar suo e di quella persona; il problema tra due persone, tra due sistemi di pensiero, tra due sensibilità, non è estendibile immediatamente a tutte le altre persone dello spazio in rete in questione...quanto ci vuole per conoscersi, apprezzarsi, fidarsi, condividere delle discussioni, dal vivo? Il tempo di un post?
Corrisponderebbe al falso, e risulterebbe ridicolo, scrivere che i problemi tra due individui sono i problemi di tutti.
C’è da dire che i blog non permettono un dialogo facile, poiché la velocità dei post rende difficilmente praticabile la lucidità in forma di riflessione, ovvero rischiamo di prender sassi per fragole, aculei per mirtilli. Che fare per migliorare l’intepretazione? Scriversi personalmente? E se non bastasse a chiarire?
Smettiamola di prendere tutto in maniera personale, e smettiamo di cercare una comunità che assolva i "peccati", le "ingiustizie"...volete una comunità morale, ma quale allora la moralità?
La comunità, l’essere rispettabili in questa; indentificare il nemico, combattere il potere; tutte presunzioni della propria presenza pidocchiosa nel mondo, e la comunità della poesia è rappresentata da quelli che hanno il coraggio di postare in internet, scrivere articoli sui giornali, anche di settore? Un gioco di pulci sul tappeto di casa?
Ma ci sono coloro che nulla sanno di tutto questo e aspettano che il poeta dica, indichi, e ci sono anche coloro che seguono attentamente, ma che non intervengono, individui a cui piace leggere, ascoltare, in silenzio: tra questi c’è chi giustamente considera il chiacchericcio non interessante, perché chiuso tra addetti con le proprie simpatie e antipatie - per non parlare delle linee ideologiche che si stendono per esaltare i protagonismi, l’ostentazione di se stessi.
Bisognerebbe interrompere dunque il flusso della macchina, disconnettersi alle volte - interrompete il flusso, staccate la spina, guardatevi attorno, sorseggiate un bicchiere d’acqua, e riscrivete la poesia di Amelia Rosselli dedicata a Enrico Filippini: "Se l’alba procedesse con un tiro più forte io capitolerei/dinnanzi a così dura sorte. Ma la riva sommersa/degli intercambiabili problemi premette/dosature convenute con grazia e la risposta, evangelo/degli iscritti, è semovente. Pretendere salpare/per scivolami rivoltosi combina una drammatica/convenienza, la remora degli istinti è un/conveniente assalto."

26 commenti a questo articolo

Siete connessi? 1 2 3 prova...
2007-02-06 12:23:06|di Christian

Lello non è il mio "esclusivo" datore di lavoro, è una persona con cui sono felice di collaborare, lo dico umanamente e da artista: se osservi la mia attività come autore (reading, presentazioni, concerti, conferenze) vedrai che in parte minima essa è collegata con il Festival, che forse per te sarà una fiction, ma vaglielo a dire anche ai ragazzi delle scuole che incontrano i poeti, vaglielo a dire alle migliaia di persone del pubblico; d’altronde pur Balestrini nella prima edizione l’ha fatto con il testo sul pubblico della poesia, per ritornare sempre ad un piano di realtà. Ovvero riflettere.
Io son sempre stato autonomo; non amo la parola maestri; non sono controllabile; non mi piace la parola controllo, la trovo inadeguata alle possibilità umane.
Ho parlato di me stesso, della mia realtà.
Ho parlato delle attribuzioni sui commenti, osserva le tue, e fatti una risata (non dissimile da quelle che faccio io sulle mie).
Chi parla del potere ne è in ogni caso schiavo, ambirebbe al, e in tutto questo vedo solo invidia.
Ognuno faccia la propria strada, che in poesia non è facile.

Per quanto riguarda La Macchia Nera, io ho spedito a tutti gli indirizzi in mio possesso, e le somme non le ho ancora tirate, e una volta tirate le mie somme, le sommerò nuovamente ad eventuali contributi teorici, sempre pochi, purtroppo. L’autorità? Non è affar mio.


Siete connessi? 1 2 3 prova...
2007-02-06 04:07:21|di Gian Ruggero Manzoni

Mah, forse continuiamo a non capirci o, meglio, ci capiamo a tal punto bene che diventa, come sotto, oltremodo impossibile poter procedere. La fiction esiste, ed esiste soprattutto qui, visto che siamo nel virtuale, la ’realtà’ è fuori... oppure e forse neppure nella vita ’concreta’ c’è, visto che hai tirato in ballo un termine come ’realtà’, perchè anch’essa è per il 99% un teatrino delle meraviglie, un gioco delle parti, un funambulismo + o - opportunistico per sbarcare il lunario o riempire il tempo che ci separa dalla fossa (sempre se la fossa possa dirsi ’fine’, alcuni dicono che sia il vero ’inizio’). E fiumi d’inchiostro sono stati versati su questo (non cito perché finirei nel 2010), e reputo ne verranno versati ancora, visto che manco sappiamo chi siamo e che cosa sia il tutto in cui ci dibattiamo (o forse solo crediamo di dibatterci), quindi, dato questo, anche il più scalcagnato dei filosofi (razional-materialisti o deisti) non può che darmi ragione, se poi arriva chi ha la verità in tasca, beh, qui ce la scodelli, che ne mangiamo anche noi (se ti va leggiti il mio post "Il canto della follia di un mondo" in "La poesia e lo spirito"). Di fatto, ciò che resta è sempre e cmq una questione di potere sugli altri (e qui gioco nella mia verità, quella che conosco, direi l’unica, che tra un po’ ti scodello come sta), quindi di morti ammazzati, di chi muore di fame, di chi ha il coraggio di premere un grilletto, del petrolio, delle perverse logiche economiche di mercato e via così, nel turbine mefitico che è quel che diciamo (o crediamo) che sia ’realtà’... (e ciò ad libitum).
Resta il fatto del perché, se poi non si sa un cavolo su questo o quello, e se questo o quello poi e infine non valgono alcunché, e se ci si pone come paladini del ’senso della realtà’ o ’della comunicazione ad oltranza’ o ’del merito intellettuale’, lo si intervisti o si accetti d’intervistarlo (e qui s’intervista anche chi si propone lui stesso di farsi intervistare - del resto, dai nomi che leggo tra gl’intervistati, solo due o tre possono dirsi atti a farlo, i restanti chi sono? Cosa hanno mai fatto in vita loro se non una plaquette?). Cos’è, questa, una sorta di opera pia o di arena dove si fanno scendere i gladiatori per i ludi di marzo? Un circolo degli amici della pippa che si trastullano a invitare per poi dare addosso, se il soggetto in causa è un mirmillone della ’concorrenza’, o a innalzare, se il reziario è dei loro ? Oppure un luogo di reclutamento? E sei anche tu, Christian, fra quelli che gestiscono questo gioco, non io o Voce (in prima persona). Sei anche tu che gestisci questa fiction. Leggendo chi hai-avete intervistato (e ancora non capisco il metro e il perché, a questo punto, visto che mi dai ragione nel dire che è impossibile trovare dei motivi di congiunzione tra visioni socio-politico-culturali diverse) leggo solo un 3 nomi che possono vantare un curriculum (cioè un lavoro svolto) atto a far sì che possano permettersi di dire sulla poesia e anche solo sul mondo (nel commento sotto hai tirato fuori anche questo... "è infine il lavoro che ti dà i gradi, quindi l’autorità, per poter dire"... ma questi, allora, perché li fai dire?). E sempre sul discorso della fiction, cosa si sta qui a fare, quando tutto questo bla bla bla non porta poi ad alcunché di concreto (sempre se per te il concreto non sia il Festival di Monfalcone, o che ne so, dove il bla bla bla continuerà in un reale che poi reale non è, considerato i presupposti che è impossibile comunicare anche là-lì-qui... oppure vi trovate a Monfalcone per contarvi e farvi una bella mangiata di pesce fra ’compagni’, alla faccia dell’amministrazione e dei contribuenti, e ciao a tutti?). Non riesco a capire, o, meglio, capisco oltremodo bene, visto che sono uomo ’realista’ (forse il più realista, come Voce) che tu finora abbia mai incontrato. La questione è solo una questione di potere. Voce, che ha inventato questo spazio e lo ha detto chiaramente, è uomo di potere (o che ha un suo potere), e lo capisco benissimo, e uomini di potere lo si è: 1) quando hai un tot di giannizzeri che ti fanno il lavoro e tu scendi in campo quando ti tira per decidere chi ha combattuto meglio o peggio e mostrare il pollice; 2) quando si ha la possibilità di gestire degli spazi (tramite quattrini) al fine di cibare il nanonarcisismo dei giannizzeri così che poi ti facciano il lavoro; 3) quando sei in combutta col politico (di qualsiasi colore); 4) quando hai un curriculum che ti può permettere di pisciare in testa a questo o a quello dei tuoi giannizzeri (più difficile pisciare in testa ad un altro uomo di potere... di solito si evita... fa parte, anche questo, della fiction); 5) quando giri la frittata a tuo uso e consumo e nessuno ha l’ardire di contraddirti; 6) quando hai accesso all’accademia, cioè sei dentro l’ingranaggio degli accademici universitari, i quali ti fanno passare come uno che può dire agli studenti.. etc.etc.etc. fino a 100) quando puoi dire di non essere un mafioso quando, invece, lo sei come gli altri ai quali urli che lo sono... e la mafia, in Italia, non ha colore, caro Christian. Questo è ’realismo’, il resto sono bubbole, e nel gioco di potere ogni mezzo è contemplato, fiction compresa, e te lo dice chi conosce molto bene sia le fiction della sinistra sia quelle della destra, sia le fiction che governano il mondo, visto che la verità la sanno sempre in pochi, e sono sempre quelli, cioè gli uomini di potere (i veri realisti... e tu realista non lo sei, mi dispiace... utopista ancora sì, e accontentati). Quindi, mio giovane intellettuale, è in quell’ambito che si gioca la partita, non qui, oppure non con tre parole messe in fila e ciacolate da un microfono, non con il saggio sulla poesia italiana contemporanea, non con tutte ’ste minchiate, ma la partita (quella vera... o che si pensa tale, per continuare a fare il sofista della mutua, come in questo caso) è sempre su chi o cosa puoi muovere, e su chi hai dietro a pararti il culo quando ti muovi, così come sul dove ciò che muovi vuole andare a parare, e tramite questo le alleanze, i giochi sotterranei, gli scambi di favori, e tutto ciò che sappiamo fautore o frutto del politico. Detto questo, e chiudo, qui come fuori da qui si fa pratica di potere, i blog, i siti, la Rete sono mezzi dove né più né meno si applica lo stesso gioco di potere che ritrovi fuori, e qui come fuori ti si lascia giocare fino ad un certo punto, fino a quando il burattinaio (il ’capoblocco’) non ti dice alt, perché altri burattinai (più grossi) gli hanno detto alt... e via così, fino ad arrivare a chi ha veramente le dita sui bottoni (tutto il resto è teatrino). Ora, Christian, che fremi quel tanto quando ti dico bonariamente che sei un utopista, ragiona sul tuo ruolo in questo spazio (e nella vita), poi mi dirai... e smettiamola di raccontarci che qui ognuno è libero di fare, di brigare, di postare, di aprire, di chiudere, di menarsela come meglio crede. No, Lello è arrivato e subito ha messo i punti sulle I, e tutti zitti... è Lello che vi ospita, non voi che ospitate lui, e perché avete deciso di aderire all’invito di Lello? Perché Lello, in base a quel che scrivete, è vostro referente, e più di voi ha fatto, e più di voi ha mosso e muove. Se foste dei neoplatonici probabilmente vi sareste scelti un altro burattinaio... vi sareste intruppati con qualcun’altro. E smettiamola di fare le vispe Terese e di raccontarcela sulla poesia. Nota è stato attaccato e nessuno ha mosso un dito perché a Voce è parso così. Ovviamente cazzi di Voce con Nota... ma non con Nota-Nota, che non è, infine e ancora, nessuno, ma forse con D’Elia, di cui Nota è un protetto, o chissà che altro... certo non lo sai tu, non lo sanno gli altri giannizzeri, ma Voce lo sa. E a Voce, che ho avuto modo di incontrare un paio di volte nella vita, tanto di cappello, come era solito ed è solito farsi tra ’uomini d’onore’, come un tempo si diceva... fra ’pezzi da 90’, essendo, il restante, infine e ahivoi, carne da cannone. E ve lo dice chi è ’uomo d’arme’ al soldo dell’altra parte, ma io lo dico, non ho nulla da nascondere, e faccio la mia parte senza tante infiochettature :-)


da http://www.universopoesia.splinder....

ALCUNI COMMENTI DI QUALCHE TEMPO FA

1) Provocazione per provocazione:
la cultura italiana di destra non esiste, e quel poco che c’è, che va urlacchiando in giro alla Dabide Nota, è fatta di superstronzi al cubo, di complici dei fascisti, di servi di Berlusconi, di venduti al razzismo leghista, o al massimo di untorelli sciocchi e supponenti che non sanno nemmeno quello che dicono...
Che ve nepare? Va bene come provocazione, almeno io i nomi li faccio.
Caro Fantuzzi, l’unica cosa che mi chiedo è perchè su un blog di poesia si lasci spazio a idiozie del genere, che non stanno su nemmeno su una sola gamba, come fanno i volatili chichibieschi a cui si riferisce il titolo del foglio (blog?) su cui vengono pubblicate.
Se qualcuno aveva qualche dubbio su quale fosse il livello di analisi poetica da te portato avanti ora è servito.
Con qualche disgusto

Lello Voce

2)Margiotta, io mi domando, seriamente, se sei serio e ti prendi sul serio. Sei qui che fai la ruota dicendo inesattezze, come tutti i tuoi amici.
allora, caro il mio pavone, informati meglio e scoprirai che la RAi di programmi di poesia ne ha fatti anche alcuni, oltre alla tua famosa comparsata: non cito le 20 puntate dell’Ombelico del mondo, sono mie, sarebbe di cattivo gusto ;-)), ma hai mai visto magazzini Einstein e Sanremo Poesia (mi vengono i brividi solo a nominarlo) e le orribili imitazioni dello slam a firma Conte?
No davvero qua il problema è che quelli come te e Nota vivono in una sorta - absit iniura verbis - di pollaio e pensano che sia l’universo intero. Vi conviene aprire le finestre e dare un’occhiata fuori, e, se non a voi, conviene a quanti in buona fede vi leggono pensando che davvero la poesia italiana sia quella che raccontate (vi raccontate voi). Così capita che una persuna arguta ed educata come Martino creda davverol che le posizioni del Gruppo 93 fossero ’contro la comunicazione’, mentre basterebbe un salto in biblioteca o in rete per accertare che è l’esatto contrario, che la polemica con certi critici neo-neo-avanguardisti nacque proprio a proposito della volontà nostra di ristabilire una comunicazione. Il problema però è intendersi: cosa si comunica con la lingua trasparente di D’Elia e Cucchi? Si riesce a comunicare la complessità contraddittoria del presente, ecc. Davvero: basta leggere, informarsi, uscire dal pollaio e dall’orbita di chi pensa che una polemica letteraria sia una cosa che si inizia dando all’altro dello stronzo. Così iniziano le risse, e non sia mai detto né che ci paicciono e nemmeno che ci tiriamo indietro. Pischelli supponenti come Nota servono come solo a far p0olverone, a mischiare le carte per creare quella notte in cui tutte le vacche sono uguali che è la condizione essenziale di sopravvivenza delle vere elite di potere della poesia italiana, quelli che gestiscono le grandi collane delle case editrici, quelli per i quali c’è sempre la Bianca Einaudi pronta a pubblicare, foss’anche un peto, salvo poi farsi prendere da pruderie se si tratta dei versi politici di Raboni.
Al di là degli insulti, ciò che è desolante è il livello culturale di certi interventi,la prosopopea sciocca, da miles gloriosus di certuni. In una parola: la mediocrità
Senza scusarmi con alcuno ( ma tu ti scusi con tutti e così speri di non litigare con nessuno, Fantuzzi, sei un bell’esemplare di Fariseo, biblicamente parlando, è abbastanza impossibile che si abbia ragione contemporaneamente io e il tuo amico NOTA a pie’ pagina)

Lello Voce

3) Nota stammi a sentire: io mi sono limitato a ridarti dello stronzo. Punto. per quanto riguarda il resto delle tue illazioni e calunnie e per ciò che concerne le tue deliranti analisi letterarie chiunque sappia qualcosa della storia letteraria degli ultimi 50 anni sa da sè cosa pensare. Ma di che potere vai parlando? di quali lobby parli? Di quelle di Cucchi, Mussapi, D’elia e co? in cosa consisterebbe il potere che avrebbero in mano i poeti sperimentali? Chi dirige le collane di poesia in Italia? Io, Frasca e Lo Russo? In realtà la tua è solo un’odiosa e menzognera serie di calunnie che con la critica letteraria non ha niente a che fare.
Per quanto riguarda Fantuzzi, lui pubblica ciò che gli pare, ma se pubblica robe del genere se ne prende la responsabilità.
Provate a fare (tu, Pulsoni, Fantuzzi) uno sforzino,tentate di fare analisi letterarie invece di passare il tempo in autoerotismi autoreferenziali.
Non so cosa sia la Gru, certo che se pubblica certe robe non ne trarrà alcun vanto.
Provocazione? Che c’è di provocatorio - in letteratura - a dare dello stronzo a qualcuno per poi accusarlo di essere più o meno il Gelli della letteratura? Altro che provocazione: qui si insulta e senza nemmeno abbastaza coglioni per fare apertamente i nomi. Insomma NOTA, a parte che io non sono affatto ’gentile’ ci sei venuto o qualcuno ti ci ha mandato? Di che censure parli sull’Unità? L’Unità ha dedicato almeno 5 o 6 pezzi a Pasolini. Fa nomi dici date o smettila di calunniare.
Fantuzzi, ma chi te lo fa fare di mettere su certe robe che trasformano un blog di poesia in terra di nessuno dove a chiunque è permesso di diffamare chiunque?

Lello Voce


Il buon Lello la sa lunga, e fra chi la sa lunga ci si annusa al volo. Poi eccoti Margiotta arrivare qui con l’osso in bocca per farsi intervistare, poveretto, pur di avere un riflettore si farebbe inchiappettare da un orso :-) poi eccoti arrivare il buon Martino Baldi che sostiene che Ceni è il più grande poeta italiano vivente, poi che bussa a mille porte per vedere chi gli getta l’osso, poi che salta su Ciminiera, poi su Atelier, poi adesso qui, in mezzo agli ’sperimentali-sperimentatori’, poi dice a me che sono un fascista perché gli dico queste cose e che non credo al suo onnivorismo culturale, ma, bensì, al suo bisogno-desiderio di esserci... cioè alla sua libido opportunistica :-) Poi si parla di Gelli, di come si è mosso Gelli, forse dimenticando che quelli del 93 hanno avuto anche loro fior fiore di padrini ben impomatati al Festival di Reggio Emilia per anni... padrini ben piazzati entro l’università... padrini-fra’ massoni che il loro potere lo hanno ben gestito, anch’esso dentro le case editrici, perché tutti ben piazzati... e parlo dei signori del Gruppo 63, cancrena dell’Italia da 44 anni a questa parte (hanno ingessato più di mezzo paese, e ancora rompono i coglioni, vedi Sanguineti e il di lui figlio, già ben piazzato entro le classifiche universitarie... e l’Edoardo lo conosco bene, ci ho anche lavorato, quando ero un utopista). E mi fermo qui... perché potrei andare su Bologna, il Link, la Lorenzini e, come ha scritto Lello nei suoi commenti, anche sulla RAI e poi altro ancora.
E anch’io, come vedi, caro Christian, faccio nomi e cognomi, non solo il tuo datore di lavoro.

Quindi, meglio chiuderla qui, tanto parliamo nel vero, tu e io, Sinicco, lingue diverse. Con Voce ci troveremo al bar a contare quanti giannizzeri ha lui e quanti ne ho io, nonché a confidarci quanto ci pagano i nostri rispettivi padroni. :-) Magari per poi fare una rimostranza sindacale, assieme, se i conti non ci tornano.

Un saluto al vero padrone di casa.

Ah, dimenticavo, ritiro le scuse nei confronti di chi colpito dalle mie raffiche, anche solo di striscio, troppo cavalleresco, tanto ci siete, quindi sappiate, se ancora non ve ne foste accorti, che stando qui volano proiettili, e prima o poi un qualcuno vi colpirà... come, del resto, là dove mi trovo io, ma fa parte degl’incerti del mestiere... e pur dovrete guadagnarvelo il minuto di notorietà :-)

Sempre con simpatia. Ciao Lello, e sempre onore ai mercenari! Gran razza, razza realista.

PS. Sarò fuori sede per un po’, devo gasare un villaggio africano che s’infrappone ai lavori di una superstrada appaltata a noi italiani :-) quindi non potrò leggerti, leggervi, rispondervi... ma fate finta che vi abbia già risposto, tanto già sapete quello che vi direi.


Siete connessi? 1 2 3 prova...
2007-02-06 00:45:50|di Christian

Ti pare che abbia detto che non si debba polemizzare Gian Ruggero, soprattutto per motivi ideologici? Ho detto esattamente il contrario. Però siano polemiche fondate su qualcosa, e non una serie di sciocchezze messe in fila per esaltazione! Nota, l’ha scritto nella sua intervista, è un poeta che pensa di avere delle cose da dire: poi scrive sul suo blog che non orina su un commento di Voce perché l’hanno fatto già i vari Baudelaire, etc: 1. penso che non abbia intenzione di essere trattato con rispetto da Voce; 2. valuto lo scritto per quello che è; 3. mi stupisco che faccia la vittima inconsapevole del sistema, poi. Facciamo un po’ di similitudini: "la poesia non viene letta, è colpa della massa / Nota non è apprezzato, è colpa di Voce /..." Possiamo continuare all’infinito....sinceramente, io non mi sono mai lamentato di una stroncatura, e non credo si debba farne il caso (come è accaduto pure per Sannelli).

Gian Ruggero, le persone credo valgano per quello che fanno anche concretamente, e il web è lo specchio di un’attività, lacci, e non l’intero di un uomo. Io non conosco Nota, di conseguenza (ma questo vale per me) non lo critico come persona, e nemmeno in modo amichevole (non critico in modo amichevole nemmeno i miei amici, di conseguenza...!), valuto per l’attività svolta.

Quindi non so di che utopia parli, quando la finzione stessa che anche tu veicoli grazie a internet, questo sfondo amicale o di inimicizia o di sanguigna fratellanza, per me è beautiful, perché frutto di attribuzioni (il più delle volte arbitrarie nel senso di una partita truccata da se stessi) sui commenti, come anche nel caso dei detrattori di Centofanti su NI. Beautiful e i tranelli della fiction, quanto importano?

Si potrebbe affermare che questo è il bello della comunicazione, l’essere imprecisa poiché ognuno ne fa uso personale, o si schiera con quello o con quell’altro - permettimi di avere, nonostante tutta questa droga internettara, ancora il senso della realtà...Che poi per me le caravelle dell’utopia siano fondamentali - e le spingo volentieri -, è dovuto al fatto che mi pare più intelligente come atteggiamento, dove l’utopia è la possibilità di aprire spazi; sempre meglio che sparare nel mucchio, accontentandosi di prendere qualcuno se va bene. Di nuovo ingenuamente, C.


Siete connessi? 1 2 3 prova...
2007-02-05 19:44:02|di Gian Ruggero Manzoni

Perdona i refusi ma ho scritto in velocità... cmq reputo che il senso si intenda.


Siete connessi? 1 2 3 prova...
2007-02-05 19:37:03|di Gian Ruggero Manzoni

Caro Sinicco quando va la bagarre si possono dire tante cose, e anche il contrario di tutto... è nell’ ’anima’ della bagarre, logico che quando si spara... si spara a raffica, senza fare tanti distinguo, e in questo ti do più che ragione, e se qui ho colpito a caso, mi scusino i colpiti, nel mio commento precedente ho reso manifesto le rogne che posso avere e con chi, quindi quello fa testo, il resto vada, e di nuovo mi scuso con chi ferito di striscio (del resto, come tu dici, in quel che ho scritto da Nota per nulla ti sei sentito coinvolto, altri invece sì, visto che sono venuti là a ’raccontarla’ in anonimato, perciò un qualcuno con la coda di paglia l’avrò pur beccato).
Invece, per quel che tu dici riguardo il modo di rapportarsi intellettualmente... beh, ultimamente (e posso anche sbagliare) in web, per quel che concerne il nostro mondo (del resto di ’poveri poeti’ che si fanno guerra fra loro... visto che poi gli altri, quelli che hanno la carta stampata, se ne incacano ben bene delle nostre litanie e gestiscono il potere a loro uso e consumo, senza troppi intoppi etico-morali)... dicevo, ho notato, in web, una sorta di linee che si sono andate pian piano a definire e a contrapporre, ma non linee di poetica, cioè dovute ad una riflessione comune a seguito del come interpretare il gesto creativo e critico, quanto per posizioni più legate al socio-politico (e, per farti un esempio, vedi in NI quando Don Centofanti ha cominciato a inserire post... è stata, in generale, una lapidazione, ma non per quel che postava, ma perché prete, visto che ben pochi si sono presi la briga di riflettere su certe analisi, attuali, che lui faceva del Vangelo... argomento che non può interessare, e perciò si tace e si passa al post dopo, ma che non si può neppure ’bestemmiare’, se si accetta il confronto, liquidandolo col: io sono ateo, a me non me ne frega un cazzo, che cazzo sei venuto a predicare qui, cavate dalle balle ’sta cornacchia, l’assoluto non esiste né in spirito né in poesia e via così, quindi senza entrare nel merito del detto, ma attaccando la persona, e così non è solo parso, ma è stato più che evidente).
Quindi, e ti ripeto, questo è un vecchio male tipico dell’Italia, si fa arte, in generale, e se ne parla, guardando chi la fa e chi ne parla, cioè sotto che bandiera milita, da chi prende i soldini, con chi va a cena, con chi va a letto, che veste indossa, su quali giornali scrive, con chi pubblica, di chi è l’amico o l’amica... e via così, ponendo l’opera al terzo, quarto posto, perché prima viene tutto il resto - ma perché questo? Perché siamo i soliti italioti-idioti di turno, anche, ma soprattutto perché ci sono questioni irrisolte che ci stiamo portando avanti da oltre sessant’anni e che non solo coinvolgono il politico, ma anche il culturale, visto che le due cose, molte volte, se non sempre, almeno qui da noi, vanno di braccetto. Inutile ricordarti che la nostra cultura dal ’45 ad oggi è stato unicamente monopolio della sinistra (come per i vent’anni prima lo era stata della destra) e che se solo quel tantino puzzavi di ’destra’ o facevi discorsi (’reazionari’) che si distaccavano dalla ’linea’ tenuta a Roma dai Moravia & C. (anch’egli ex fascista convertitosi, dopo le leggi razziali, all’altra sponda, seppure il continuare a scrivere al Duce fino al ’43), a Milano dai Mondadori (fedeli nei secoli come i carabinieri o gli Agnelli, ma a chi fedeli? Logico, a chi nei secoli comandava) o dai Feltrinelli etc. oppure a Torino dall’Einaudi, o a Genova dai Sanguineti e avanti in tal modo, eri e sei ancora fuori (a parte i Buttafuoco e i Veneziani, i Fede e i Vespa, che fanno cassetta, i lecchini del Cavaliere o i Fini, Massimo, che si è costruito questa immagine da eterno ’ribelle’ e che, ogni tanto, ci becca anche). Perciò, Christian, pecchi un po’ di ingenuità (o di giovanile idealità) se infine credi che tali questioni si possano appinare con l’amore comune nei confronti della letteratura, perché, poi, tali questioni, implicano anche (se non soprattutto) l’uso di certi linguaggi... l’uso del linguaggio. Se il parlo di Assoluto, ad esempio, chi vicino a me per fede, visione o per tematiche, non ha bisogno he aggiunga altro, ma i restanti cominciano a spaccarti il capello in quattro, arrivando a dei livelli di dialogo-dibattito a tal punto impossibili da gestirsi che, a un certo punto, dici amen, e ciao. E’, ancora e quindi, una questioni di linguaggi, quindi di formazione, quindi di retaggio, quindi di tradizione. Forse più facile per un assolutista o un credente comprendere un materialista-relativista-nichilista o che altro, più che un materialista-relativista-nichlista possa intendere un assolutista o un credente. Magari si può iniziare a parlare, fino a un certo punto ci si può ritrovare tutti uomini, ma poi, quando si vanno a toccare i "massimi sistemi", allora scatta il gap, le ’scuole’ vengono fuori, così come gli orientamenti filosofici, religiosi, l’approccio, la dialettica, l’etimologia e via così. Del resto difficile che una rivista letteraria di matrice marxista, ed è sempre un esempio, possa dare più di tanto spazio a un poeta come lo fu Luzi, darà spazio a chi vicino a certe posizioni, e lo stessa vale per gli altri. L’obiettività è un traguardo che ognuno di noi dovrebbe darsi, se ci diciamo uomini di cultura, ma vedo che è alquanto difficile potercela vivere fino in fondo. Prendendo come punto di referimento un termine superabusato come "valori"... reputi che sia possibile che una poeta filo ratzingeriano possa intendersela con un poeta filo bertinottiano se il discorso va a finire lì (e il discorso primo o poi andrà a finire lì, visto che la letteratura è, contenutisticamente, anche specchio nonché utero di quello in cui si crede... cioè è soggettiva). Per quel che riguarda il ’formale’, al limite se ne potrà parlare, ma la critica letteraria non si basa unicamente sul formale... e non uso estetica, perché anche quella è di parte o, meglio, la si vive di parte. Allora, o mi dici che ci sono argomenti oggettivi, validi per tutti, sui quali ci si può misurare (ma ciò implica, allora, che esista un’etica oggettiva e avanti cos?), oppure, se rimaniamo nel soggettivo, allora, come ho detto sopra, si potrà arrivare fino ad un certo punto, ma poi scattano le differenze e le diffrenze, come ti ho detto, non rientrano solo in campo spicifico, visto che l’arte non è linguaggio neutro specifico (freddo)... non è come si parlasse di tecnologia applicata ai pc, ma linguaggio carnalmente vivo (caldo). Resta l’interessarsi degli altri linguaggi, ma quando poi si seglie quale usare, beh, vien fuori quel che sei. Quindi la tua riflessione, Christian, risulta propositivamente interessante e, come dolce utopia, piacevolmente poetica, perciò condivido che le differenze, in arte, siano il sale, ma, come ben sai, il sale è elemento gustoso se le prendi per bocca, ma quando il sale tocca la ferita o la carne viva brucia più del fuoco. La differenze, amico mio, ci sono, e per le differenze ancora il mondo si scanna... non, in esse, si ritrova. Forse un giorno chissà, ma ora siamo nel 2007, non nel 20.040, e il passato è ancora qui, fra noi, e col nostro passato, almeno noi italiani, non abbiamo ancora fatto i conti. Detto ciò, di nuovo plaudo il tuo tentativo. In merito a Nota... non conosco i precedenti, ho solo visto come Voce ha sparato, quindi, a prescindere da qualsiasi precedente ci possa essere stato, allo sparo, cmq, ho assistito, e da gente che si definisci pacifista ciò mi pare oltremodo in contraddizione. Da parte mia non mi sono mai professato pacifista, quindi...


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2007-02-05 16:27:39|di Christian

Grazie Gian Ruggero, però non si tratta solo di questo.
Per quanto mi riguarda, oltre le vicende personali che li riguardano, non posso che condividere la critica di Voce alle questioni ideologiche dell’attività di Nota - lo dico nel senso di quello che io vado ad interpretare come funzione dell’intellettuale oggi, che non è certo quella di creare linee, ma di confrontare prospettive per capirne anche le potenzialità. Non un lavoro costruito a tavolino, atto a descrivere la bontà o la validità di qualcosa rispetto ad un’altra, dunque... trovo che la maggior parte delle persone scriventi si nutra troppo di sé o dell’ambiente in cui è maturato, perdendo di vista la vastità della realtà, considerando la propria realtà come la realtà, quindi restringendo il campo d’azione, e bada bene che qui nessuno ha interesse a negare l’esistenza di un "altro" (non siamo mica i protagonisti del serial televisivo lost, dove due comunità si confrontano per il possesso di un’isola), anche perché come puoi vedere gli strumenti che mette a disposizione questo sito (pensati da Voce), come Poegator, sono di libero accesso; per non parlare dei redattori, provenienti da una molteplicità di aree. Il concetto di potere per me non ha nulla a che vedere con tutto questo, poiché il blog (e internet) sono strumenti orizzontali... l’orizzontalità è la grande sfida: per questo bisogna anche tenere conto delle 1. differenze umane 2. differenti esperienze e livelli di esperienza in letteratura 3. differenti visioni della letteratura 4. differenze nella visione morale...
Tenuto conto di questo, se proprio devo polemizzare (chi non lo fa?), prima capisco di cosa si tratta, e poi scelgo la via più congeniale - in questo senso il riferimento alla poesia della Rosselli - per dare vita ad una diatriba, prendendomi le responsabilità anche di simpatie e antipatie che la cosa può generare, che possono diventare insanabili.
Non così fa Nota. Tu invece cosa fai? Ti comporti diversamente? Su Carta Sporca dici cose che io trovo insensate, ma posso anche dirti che la mia vita non è cambiata di un millimetro rispetto a quel fare. Questo per dirti che sono interessato a ciò che produce qualche cambiamento in positivo, solitamente frutto di motivazioni, di profonde riflessioni, che di sicuro non hanno bisogno esclusivo di me per vivere.

Questo articolo non riflette esclusivamente le polemiche su Carta Sporca seguite al post con l’intervista di Margiotta. E’ un fare generalizzato che si nutre di tutta una serie di interpretazioni, e di errori di interpretazione, sulla percezione tra se stessi e gli altri in rete (ma non solo) riguardo la poesia. Dal mio punto di vista è interessante da osservare nonostante l’assurdità, forse anche perché spero che dal fango qualcosa di buono possa nascere.


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2007-02-05 13:04:46|di Gian Ruggero Manzoni

Reputo che tramite questo post Christian Sinicco abbia rilanciato una questione che gli sta a cuore, cioè il ribadire una sua individualità culturale-umana in questo ambito, al che non si può che prenderne atto e non lo si può che apprezzare per come ha impostato il discorso. Lo stesso succede in un altro blog collettivo che ben conoscete, "La poesia e lo spirito", in cui molti dei collaboratori per nulla sono di matrice cattolica o, addirittura, idealmente-fideisticamente vicini al sacerdote che ne ha le chiavi, seppur, con rispetto, riconoscendogli un ruolo e un vissuto da apprezzare (...e non tutto è palese, per fortuna esistono, anche, persone che fanno del bene senza chiamare i fotografi), e quindi lo si omaggia con l’amicizia per lo spessore umano e culturale, altrimenti non avrebbero accettato il suo invito a partecipare ai lavori. E direi che questo è il giusto approccio nell’avvicinare situazioni simili, cioè senza pregiudizi di sorta. Logico che, se colui che si dice fondatore di questo blog comincia a ’sparare’ nei confronti di una persona (leggi Davide Nota), con argomentazioni degne del sottoscritto quando gli girano (e per nulla ho problema ad ammetterlo, visto che le ho sempre ’sparate’ come stanno o, almeno, per come io vedo-reputo che stiano - e sempre ciò è avvenuto con firma in calce, perché non ho nulla da nascondere e, tantomeno, il coraggio non mi è mai mancato)... dicevo, quando il fondatore di un blog (e Voce ci ha tenuto a ribadire questo, che è stato lui ha fondare questo spazio, attribuendosi, così, un primato) va giù duro nei confronti di un qualcuno o di un qualcosa, logico che può apparire verbo di tutti, se poi non ci sono singoli interventi-distinguo che specifivano le singoli posizioni sul detto, e quindi poi si faccia di tutta un’erba un ’fascio’ (di destra o di sinistra che sia), e di seguito la reazione... le reazioni vengono rivolte all’intero: da noi si dice "chi tace acconsente", in particolare quando si tace su aggressioni o prese per il culo di vario ordine e tipo. Da parte mia un certo atteggiamento di Margiotta non mi garba (visto che poi tutto parte da quella intevista)... prima lo prendevo con ironia, mi divertiva anche, oggi mi ha stancato, lo stesso potrà dire lui di me, ma il fatto rimane, è persona che vedo troppo ’effimera-fluttuante’ e alla ricerca di una sorta di ’affermazione-consenso’ (nel senso più ampio dei termini) nonché di palcoscenici su cui potersi esibire, atteggiamento che, spesso, lo fa dire in base al come una persona lo possa criticare in bene e in male (ma noi ’narcisti’ probabilmente siamo un po’ tutti così... siamo sempre in cerca di applausi, e quando un altro te le canta col pernacchio, difficilmente ingoiamo... e anche qui di ’narcisi’, seppur fintamente velati da mammole, ne ho visti e ne leggo). Tra i membri che collaborano a questo blog io ho avuto e ancora ho grosse divergenze (per non dir di peggio) con la Passannanti e Baldi (mai nascoste), e qualcun’altro (ma con questi ultimi in dimensione molto ma molto minore, quindi neppure da sottolineare), giusto ho appuntanto, nei confronti di Giovenale, alcuni suoi passaggi, e con innegabile, seppur momentaneo, ’rancore’, perché a suo tempo l’ho molto stimato, ma lui mi ha risposto che in vita le strade si allontanano anche, ed è più che vero, ma ciò non toglie che, cmq, il saluto, all’occorrenza, almeno per codice mio, resta sempre (ma saranno cavoli comportamentali suoi, del resto poco me ne importa quando ho preso le misure e ho calcolato i metri del soggetto in questione), dei restanti ben poco so, se non leggendo qui quando capita o quando una persona che stimo poi viene a dirmi-ci che è stato ’aggredito’. Ciò si valuta e quindi, se lo si ritiene giusto, si inteviene in suo difesa (lo spirito di corpo mi appartiene) o, almeno, si cerca di capirne i perché. Amen. Logico che, se il ’giochino’ si trasforma in branco di lupi che azzannano, allora si può ricorrere ad altre strategie, e anche riguardo a queste mai mi sono tirato indietro, mettendo in cantiere tutte le bassezze che questo strumento può concedere, ma mai in anonimo, e questo ci tengo a ribadirlo... magari spronando un ’compare’ o una ’compare’ a gettare l’esca, per poi entrare io con la mia faccia... e sempre di faccia, mai dall’ombra, anche se alcuni si meriterebbero pugnalate alle spalle perché soliti a loro volte a darle, infine facendosi stupidamente scoprire come dei dilettanti, visto che in web mai nulla poi è anonimo, se sai cercare trovi sempre la matrice, ma anche questo, del pugnalare alle spalle, è un fatto caratteriale, che rientra in varie problematiche già più volte esposte in queste sedi, o frutto, esclusivamente, della miseria di singoli caratteri-personaggi di questa seppur ’accademica’ commedia dell’arte. Detto ciò, il mio teatrino l’ho fatto nel blog di Davide Nota (di cui l’URL-indirizzo di riderimento del dove- l’ho riportato sotto), quindi, chi interessato, è là che lo può trovare e miei trastulli, ma pur triste cosa, considerato che dopo alcuni giorni quasi tutti i teatrini cominciano a puzzare come il pesce, resta, ora, questo dire di Sinicco che già risulta molto interessante per come la pone, visto il tono che usa, la pacatezza e il desiderio di misurarsi su ben altri piani che non siano quelli sovracitati (seppur a me più congeniali: cioè il non pensarci più di tanto sopra nell’estirpare i tumori alla radice). Un caro saluto e un apprezzamento a Sinicco per l’essersi messo di nuovo in gioco.


http://davidenota.splinder.com/post...

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2007-02-05 09:29:28|

chris, diserzione dai commenti credo sia anche perche’ molti hanno il PC in ufficio e non a casa. actually, coerentemente agli impegni di insegnamento settimanali densissimi, ad esempio, per me il week-end e’il tempo di massimo divertimento al computer di casa.
:)
erminia


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2007-02-04 13:06:25|di Christian Sinicco

Erminia, oggi è domenica, ieri era sabato; la gente è in vacanza. A me non interessa che si risponda o meno, non mi interessa nemmeno che si polemizzi perché le persone non discutono su questo post - io non l’ho pubblicizzato tra le persone che calunniano senza fare nomi, non l’ho pubblicizzato tra le persone che so che hanno scritto mail; è una riflessione, forse anche troppo personale, abbandonata in una bottiglia, nel mare magnum della rete.
Per me è importante, e lo sottolineo, che non mi si scrivano lettere per lamentarsi di una persona, soprattutto che non mi si mandino lettere collettive di protesta. Per me è importante che le persone risolvano sì i problemi personali, ma non mi permetto di scrivere che cos’è la responsabilità o la moralità o cosa dovrebbero fare: dico semplicemente cosa è importante per me, come vedo la persona in questione o la vicenda - ovviamente se mi si domanda un’impressione o se deliberatamente mi informo su cosa è accaduto perché mi dispiace leggere sui blog lo sbandieramento di questioni non risolte, e personali.
Quello che tra le varie "polemiche" mi è parso di capire, è che le persone si aspettano che la comunità letteraria sia una comunità etica. Secondo me una comunità letteraria è etica quando si occupa - fa - letteratura in modo preciso, motivato da tutta una serie di istanze epistemologiche, nonché estetiche, sociologiche, antropologiche, e non quando una certa percezione personale di una persona reagisce con tutta una serie di impostazioni morali - dimenticando poi le impostazioni grazie a cui certi blog sono stati costruiti -; poi queste personali impostazioni morali, come si è visto ultimamente, a loro volta si relazionano in modo scomposto con tutta una serie di impressioni ideologiche, che spesso a loro volta sono confuse, e si cerca nella comunità una risposta morale. Tutto ciò è ridicolo. Per quanto mi riguarda, ad esempio, mi fa piacere che Margiotta abbia detto, tra le righe dei commenti del post con la sua intervista, che avrebbe potuto intitolare diversamente l’articolo, perché vuol dire che ammette il problema - e se la cosa si ripete, io so di cosa si tratta. Ho scritto questo articolo, perché credo si debba riflettere anche su ciò che desideriamo veicolare come autori, che può risultare più interessante.

Luigi: non mi sembra giusto parlare per le altre persone. Forse questo post ti sembrerà astruso, e forse ai lettori sembrerà astruso, ma dovrebbe far riflettere qualcuno.


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2007-02-03 18:58:51|

Christian, ti hanno totalmente snobbato il post! Chi te l’ha fatta fare?


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