Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

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TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE

antologie e antologizzatori, poeti in & out, statistiche e afflati

Articolo postato venerdì 22 dicembre 2006
da Luigi Nacci

Ripropongo, con l’auspicio che ne nasca un dibattitto, (una parte del)l’editoriale che scrissi lo scorso settembre per il numero (87) speciale di "Fucine Mute".

***

Dare tempo al tempo e aprire brecce nelle riserve. Uno speciale sguardo d’insieme alla poesia contemporanea

[...]

Abbiamo assembrato uno speciale variegato e senza una linea netta (né retta). Non abbiamo voluto parteggiare per un tipo di poesia piuttosto che per un altro, piuttosto abbiamo cercato di mettere a confronto autori, poetiche e capacità interpretative molto differenti, perché ci pareva e ci pare che oggigiorno molti confronti manchino, sia nel mondo delle lettere accademico, sulle riviste, nelle antologie, sia nel mondo delle lettere on line, quello dei siti e dei blog; che vi sia, anche sull’onda del neo-comunitarismo-panacea di cui parla Bauman (Modernità liquida, Laterza, 2002), una frammentazione dell’ambiente poetico in "riserve" (e di "riserve" parla anche Roberto Galaverni in Dopo la poesia) indiane più simili a progetti che a realtà, aree in cui la caccia è vietata, in cui sostanzialmente coltivare la propria scrittura a partire da questa preliminare finta sicurezza, zone auto-sussistenti in cui trovare lo spazio per pubblicare, leggere i propri versi, piccole patrie recintate aperte limitatamente allo scambio di recensioni e inviti a dibattiti, convegni, festival o pseudo-festival, a patto che via sia reciprocità e che nessuno pensi di sostare nella "riserva" altrui per troppo tempo.

Sotto questa luce andrebbe osservata e analizzata, ad esempio, la quantità di antologie sulla giovane poesia comparse negli ultimi anni (qui ne cito diciotto - ma la lista è certamente parziale - per un totale di 161 poeti):

1) L’opera comune. Antologia di poeti nati negli Anni Settanta, a cura di Giuliano Ladolfi, Borgomanero, Atelier 1999; 2) I cercatori d’oro. Sei poeti scelti, a cura di Davide Rondoni, Forlì, La Nuova Agape 2000; 3) I poeti di vent’anni, a cura di Mario Santagostini, Brunello, Stampa 2000; 4) Gli Ammutinati, Trieste, prefazione di Cristina Benussi, Italo Svevo, 2000; 5) Dieci poeti italiani, a cura di Maurizio Clementi, Bologna, Pendragon 2002; 6) Quattro poeti, Milano, Ares 2003; 7) Tutta la forza della poesia. Il talento, l’esperienza, la scintilla, a cura di Dome Bulfaro e Luigi Picchi, Morbegno, Editrice Labos, 2003; 8) Lavori di scavo. Antologia di poeti nati negli Anni Settanta, a cura di Giuliano Ladolfi, sito RAI, 2004; 9) Di sale, sole e di altre parole. La nuova generazione in poesia a Trieste. Iz soli in sonca in drugih besed. Nova generacija v tržaški poeziji, a cura di Roberto Dedenaro e Marko Kravos, Trieste, ZTT EST, 2004; 10) Nuovissimi poeti italiani, a cura di Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi, Milano, Mondadori 2004; 11) If music be the food of love, play on, presentazione di Jacopo Ricciardi, Milano, Scheiwiller, 2004; 12) Oltre il tempo. Undici poeti per una metavanguardia, a cura di Gian Ruggero Manzoni, Reggio Emilia, Diabasis 2004; 13) Conatus. L’utopia come bisogno, la poesia come soluzione, a cura di Simone Molinaroli e Lorenzo Giuggioli, Bamako-Coniglio Editore, 2005; 14) Poeti circus. I nuovi poeti italiani intorno ai trent’anni, a cura di Giuseppe Goffredo, Bari, Poiesis, 2005; 15) Samiszdat. Giovani poeti d’oggi, a cura di Giorgio Manacorda e Paolo Febbraro, Roma, Castelvecchi, 2005 (allegato a Annuario di poesia 2005); 16) La qualificazione urbana e altre poesie, a cura di Valentino Ronchi, Vimodrone (MI), Coen Taniugi Editore, 2005; 17) Il presente della poesia italiana. Nuova antologia di poesia contemporanea, a cura di Carlo Dentali e Stefano Salvi, Lietocolle, 2006; 18) Poeti italiani underground, a cura di Davide Rondoni, Il Saggiatore, 2006.

Senza dimenticarsi dei Quaderni italiani di poesia contemporanea a cura di Franco Buffoni, usciti dal 1991 (per una rapida storia, raccontata da Buffoni stesso, con l’elenco dei poeti pubblicati aggiornato all’ottavo quaderno, si legga qui); e poi le antologie Nodo sottile, uscite dal 2000, nonché le antologie Parco Poesia dell’omonimo festival, uscite dal 2003. Sommando ai 161 poeti precedenti anche questi altri autori, si supera abbondantemente la fatidica quota delle 200 unità. Andrebbero quindi aggiunti coloro i quali non hanno ancora trovato spazio in volumi collettivi o quelli che al momento hanno pubblicato solo in rivista e/o sul web; chi è stato pubblicato nelle antologie di premi letterari (penso in special modo al Premio Montale); e infine i giovani inseriti in antologie "miste", accanto ad autori già affermati e/o di generazioni precedenti, come: Ma il cielo è sempre più blu. Album della nuova poesia italiana, a cura di Aldo Nove e Lello Voce, 2002; Poesia del dissenso, a cura di Florian Mussgnug, Troubador Publishing Ltd, Leicester, 2004; Poesia del dissenso, a cura di Erminia Passananti, Joker, 2006; etc. La cifra potrebbe tranquillamente raddoppiarsi, triplicarsi...

Interessante, statisticamente, evidenziare gli autori che raccolgono più presenze nelle sopracitate, incluse le serie dei Quaderni, di Nodo Sottile e di Parco Poesia (escluse le antologie "miste"):

8 presenze: Andrea Ponso (Vicenza 1975);

7: Flavio Santi (Alessandria 1973), Andrea Temporelli/Marco Merlin (Novara 1973);

6: Gabriel Del Sarto (Massa Carrara 1972), Riccardo Ielmini (Varese 1973), Mario Desiati (Bari 1977);

5: Elisa Biagini (Firenze 1970), Simone Cattaneo (Varese 1974), Daniele Mencarelli (Roma 1974), Valentino Fossati (Genova 1974), Giovanni Tuzet (Ferrara 1972), Federico Italiano (Novara 1976);

4: Martino Baldi (Pistoia 1970), Tiziana Cera Rosco (Milano 1973), Italo Testa (Piacenza 1972), Laura Pugno (Roma 1970), Isabella Leardini (Rimini 1978), Francesca Serragnoli (Bologna 1972), Alessandro Rivali (Genova 1977), Davide Brullo (Milano 1979), Jacopo Ricciardi (Roma 1976).

Di questi 21 "presenzialisti" (la schiera dei poeti con 3, 2 e 1 presenza è troppo vasta per darne qui conto) ben 10 fanno parte della redazione della rivista "Atelier" (Brullo, Cera Rosco, Cattaneo, Ielmini, Italiano, Ponso, Rivali, Santi, Tuzet e il direttore Temporelli/Merlin). Altri due, Baldi e Del Sarto, pur non essendo parte integrande del gruppo, hanno comunque esordito nelle Edizioni Atelier (Capitoli della commedia, 2005 il primo; I viali, 2003, il secondo). In una divisione di genere, gli uomini sono 16 contro 5 donne, mentre le Regioni sono così rappresentate: Lombardia e Emilia Romagna (4), Lazio, Piemonte e Toscana (3), Liguria (2), Puglia e Veneto (1). Il più giovane è Brullo del 1979, il gruppo più anziano è formato da Baldi, Biagini e Pugno del 1970; le date di nascita più frequenti 1972 e 1973 (4).

Prima considerazione: il sud è il grande assente. Desiati infatti, pur essendo nato a Bari, vive a Roma (sul tema della "diaspora" ha scritto anche un intervento intitolato Gli intellettuali pugliesi lontani da casa). Possibile che un poeta del sud, per esserci, per essere minimamente visibile, debba emigrare (in primis a Roma o Milano)? La vexata quaestio non si scopre di certo oggi, ma oggi risalta di più all’occhio: nemmeno la comunicazione global, con le sue ramificazioni infinite, riesce a far uscire allo scoperto nomi di quelle terre, quasi che Quasimodo, Scotellaro, Pierro, Piccolo, Cattafi, Sinisgalli, Gatto non avessero davvero lasciato eredi. Ragionevole (si fa per dire) esclusione si potrebbe asserire, se il criterio per antologizzare fosse quello di escludere i poeti che non abbiano pubblicato almeno un libro con un editore nazionale: parola di Cucchi (peccato che poi non abbia chiarito il concetto...). Ma la "censura" persiste in parte anche in Parola Plurale (a cura di Giancarlo Alfano, Alessandro Baldacci, Cecilia Bello Minciacchi, Andrea Cortellessa, Massimiliano Manganelli, Raffaella Scarpa, Fabio Zinelli e Paolo Zublena, Roma, Luca Sossella, 2005), antologia che ha l’indubbio merito di attraversare molte "riserve" e di farlo con notevole pluralità di sguardi.

I poeti del sud che contempla sono: Florinda Fusco (Bari), Nicola Gardini (Campobasso, vive a Milano), Vito M. Bonito (Foggia, vive a Bologna), Nino De Vita (Marsala), Antonio Maria Pinto (Salerno, vive a Roma), Rosa Pierno (Napoli, vive a Roma), Mariano Baino (Napoli), Lello Voce (Napoli, vive a Treviso), Claudio Damiani (Foggia, vive a Roma), Beppe Salvia (Potenza, morto a Roma), Gabriele Frasca, (Napoli), Paolo Prestigiacomo (Palermo, morto a Roma), Michele Sovente (Napoli), Michelangelo Coviello (Salerno, vive a Milano). Su 64 antologizzati, 14 provengono dal sud (quasi il 22%), e di questi 14 soltanto 5 vi vivono ancora (o 4, se si considera che Frasca attualmente insegna all’Università di Siena). E se 22% è il doppio rispetto all’11% che trova spazio all’interno di Poeti italiani del Secondo Novecento 1945-1995, a cura di Stefano Giovanardi e Maurizio Cucchi (Milano, Mondadori, 1996; aggiornata nel 2004), o più del quintuplo rispetto al 4% di Poeti italiani del Novecento a cura di Mengaldo (Mondadori, 1978), è pur sempre pochino. Se poi - ritornando a Parola Plurale - al criterio geografico associamo quello anagrafico, la situazione è allarmante: l’unico meridionale post 1970 (adotto questo spartiacque perché fuoriuscito dalla casistica iniziale) è Florinda Fusco.

Concludo questo breve excursus nel Mezzogiorno segnalando un’iniziativa che non conosco personalmente ma di cui sono venuto a conoscenza: è nato da qualche anno un "Centro di documentazione sulla poesia del Sud" che, cito testualmente da poesiadelsud.it: «intende raccogliere e studiare l’intera produzione poetica del Sud, muovendosi dall’Irpinia e dalla Campania, così da permettere di riscrivere la storia letteraria italiana, da cui finora è stato esclusa la poesia meridionale, soprattutto negli ultimi secoli» (ha promosso anche la pubblicazione di 2 volumi intitolati Poeti del Sud e Poeti del Sud 2 a cura di Paolo Saggese).

La seconda considerazione: nessun poeta appartiene alla generazione dei ’60. Probabilmente si tratta di un caso, o forse ciò si deve al fatto che - come afferma il co-direttore di "Atelier" Giuliano Ladolfi nella presentazione di Lavori di scavo - il gruppo dei nati negli anni ’70 è in possesso di una «chiara e precisa identità operativa [...], operativa e non programmatica: non sono stati stilati manifesti o proclami sia perché la congiuntura culturale ed epistemologica propria dell’età in cui stiamo vivendo non permette ancora chiarezza di obiettivi, sia perché ogni presa di posizione comporterebbe privilegiare alcuni autori a scapito di altri. L’operatività si traduce in una ricerca di qualità, di impegno e, soprattutto, di dialogo, di confronto e di onestà di valutazione [...]. L’opera Comune, "l’antologia-enzima", ha conseguito uno principali obiettivi proposti: l’aggregazione di altri giovani validi e desiderosi di entrare come protagonisti all’interno del dibattito». Ma sarà vero? Dunque l’operatività a-programmatica e il desiderio di dialogo non riguardano i poeti nati qualche anno prima? E anche fosse, sono dei criteri stabili con cui poter delimitare le generazioni? Oltre al fatto che, senza togliere alcun merito ad "Atelier", di certo una tra le riviste chiave dell’ultimo decennio (ma pur sempre un trimestrale con circa 360 abbonati, mentre "Poesia" ne ha circa 1.500, e una tiratura di 25.000 copie), mi sembra squilibrata la presenza dei suoi redattori nelle antologie in circolazione. Ne deduco che: o i poeti di "Atelier" sono di gran lunga i più talentuosi; o "Atelier", in forza di una posizione di potere (culturale, intellettuale) conquistata sul campo, sia capace di orientare (legittimamente) selezioni e scelte di altri curatori/critici. Entrambe le asserzioni potrebbero essere vere. La prima però parrebbe essere smentita da un’altra antologia decisiva: Parola Plurale. Nel volume di Sossella, dei nati dopo il 1970, e cioè Biagini (Roma 1970), Fusco (Bari 1972), Sannelli (Genova 1973), Santi (Alessandria 1973) e Maccari (Siena 1975), solo due, Biagini e Santi, appaiono anche nei nostri primi 21. Fusco non raccoglie nemmeno una presenza, mentre Maccari e Sannelli soltanto 2 a testa. Più specificamente, l’unico poeta-redattore di "Atelier" che trova spazio in Parola Plurale è Santi (anche Sannelli, che non è redattore ma per "I Quaderni di Atelier" ha pubblicato nel 2005 Santa Cecilia e l’angelo). La domanda è: i valori in campo sono realmente così diversi, così lontani gli uni dagli altri, oppure si tratta di giochi di potere tra... "riserve"?

Proseguiamo nella sovrapposizione delle nomination. Consideriamo ad esempio i poeti selezionati da Marco Giovenale in Questioni e generazioni: alcuni autori nati negli anni 1968-1977 (Parte prima: Corpo, gelo, tempo, oggetti e Parte seconda: Visibilità e dicibilità del mondo in "Poesia", a. XIX, n. 202 e n. 203, febbraio e marzo 2006): Gian Maria Annovi, Elisa Biagini, Alessandro Broggi, Giovanna Frene, Florinda Fusco, Vincenzo Ostuni, Laura Pugno, Massimo Sannelli; Gherardo Bortolotti, Andrea Inglese, Fabrizio Lombardo, Andrea Ponso, Andrea Raos, Luigi Severi, Sara Ventroni, Michele Zaffarano. Dei 16 scelti, solo 3 stanno nei 21, ovvero Biagini, Pugno e Ponso. Gli altri raccolgono, in ordine crescente: Bortolotti, Fusco, Ostuni, Severi, Ventroni (0); Broggi, Lombardo, Zaffarano (1); Frene, Raos, Sannelli (2); Annovi e Inglese (3). Ora, al di là dell’esempio appena riportato, dall’autorevole "Poesia" ci si aspetterebbe una panoramica su una generazione fatta nella maniera più esaustiva possibile. Sebbene l’autore di un saggio, così come il curatore di un’antologia, sia libero di includere e escludere secondo la propria weltanschauung, non posso fare a meno di notare come molti studi, ancorché elaborati da persone serie e preparate, non perseguano la strada della ri-cerca (nel sendo di andare attorno all’oggetto ripetutamente, di investigare lungo gli scivolosi bordi di cerchi concentrici...) fino in fondo - il che significherebbe attraversare le "riserve" senza da esse farsi intrappolare - bensì si limitino ad eleggere/recintare il proprio campo, de-finendolo e opponendolo all’alto numero di altri horti.

Frutto di una visione più larga - ma tuttavia anch’essa parziale - e di una metodologia originale - forse fin troppo - appare invece la mappatura di Christian Sinicco, uscita su questo blog in un lungo articolo intitolato La nuova poesia in Italia? Ouverture sulla differenziazione. I giovani considerati sono: Florinda Fusco, Luigi Nacci, Oliver Scharpf, Francesca Spessot, Italo Testa, Tiziana Cera Rosco, Azzurra D’Agostino, Matteo Danieli, Tiziano Fratus, Gianmaria Giannetti, Tommaso Lisa, Adriano Padua, Massimo Palme, Davide Brullo, Laura Pugno, Jacopo Ricciardi, Pietro Berra, Roberta Bertozzi, Elisa Biagini, Dome Bulfaro, Gianluca D’Andrea, Luciano Dobrilovic, Vincenzo Ostuni, Stefano Lorefice, Sara Ventroni, Martino Baldi, Matteo Fantuzzi, Valentino Fossati, Mariano Lizzadro, Lorenzo Carlucci, Gabriel Del Sarto, Francesca Genti, Massimo Gezzi, Alberto Pellegatta, Paola Turroni, Gherardo Bortolotti, Silvia Caratti, Luciano Pagano, Massimo Sannelli, Gabriella Stanchina, Giovanni Tuzet. Dei 41 citati 9 si trovano anche nella nostra prima lista; 3 sono tra i nati dopo il 1970 di Parola Plurale; 7 si trovano anche nel saggio di Giovenale; infine, qui intervengono delle variazioni geografiche significative: a parte le regioni prima menzionate, fanno la loro comparsa la Sicilia, il Trentino Alto Adige, le Marche, il Friuli Venezia Giulia, la Svizzera italiana e l’Istria.

Con ciò non si vuole affermare che un buon "campione" sia il prodotto di un’operazione da manuale Cencelli, ma la generale sotto-presenza di poeti e poetesse provenienti da alcune aree (mi sia permesso di prendere le difese del Friuli Venezia Giulia, regione che pur qualcosa ha contato nella storia della letteratura italiana del ’900; un esempio: i sei poeti scelti per rappresentare la nuova poesia regionale al Festival Absolute Poetry del 2005 raccolgono totalmente, rispetto alle antologie e le serie citate, la bellezza di 5 sole presenze!) dovrebbe indurre a interrogarsi. La sensazione è, come dicevo prima, che sia crescente la formazione di compartimenti e che i nomi più in grado di "circolare" (azione molto più importate dell’imporsi, nel reticolo in cui viviamo) siano quelli appartenenti ad autori che siano sì dotati poeticamente/intellettualmente (a ciascuno i suoi meriti), ma dotati pure della capacità di farsi accettare da "riserve" molto diverse tra loro: l’abilità di promuovere se stessi, in un certo senso. Bisogna esserci, collaborare a riviste (le più disparate), partecipare a eventi/rassegne per conoscere altri poeti e critici, scrivere lettere, mail, tenere vivi i rapporti, possibilmente trasformarsi in organizzatori a propria volta, non pensare nemmeno un minuto di poter sparire. Chi si ferma, è perduto.

Le altre antologie non focalizzate sulle ultime generazioni, come quella di Galaverni (Nuovi poeti contemporanei, Guaraldi Editore, Roma, 1996), della coppia Loi-Rondoni (Il pensiero dominante, Milano, Garzanti, 2001), Vitiello (Antologia della poesia italiana contemporanea, Napoli, Pironti, 2003), di Moscè (Lirici e visionari. Poeti italiani contemporanei, Ancona, Il lavoro editoriale, 2003), di Mengaldo e Cucchi-Giovanardi (già citate), di Manacorda (Antologia della poesia italiana contemporanea, Roma, Castelvecchi, 2004), di Testa (Dopo la lirica. Poeti italiani, Torino, Einaudi, 2005), di Piccini (La poesia italiana dal 1960 a oggi, Milano, BUR, 2005), di Raboni (La poesia che si fa. Critica e storia del Novecento poetico italiano, Milano, Garzanti, 2005), non fanno altro che testimoniare quanto testè sostenuto: ognuno compila la propria "schedina", il suo Novecento, ognuno conficca i paletti nel suo giardino o decide, come Loi-Rondoni, di non fissarne, di selezionare dichiaratamente in base ai propri gusti.

Si potrebbe proseguire nell’esamina delle liste facendo una ricerca minuziosa dei festival poetici attualmente esistenti e dei loro invitati. Poco tempo fa ho provato, semi-seriamente, a delineare un parzialissimo elenco (Ma sono proprio (relly) tutti festival? Festivalgame: parte il nuovo gioco dell’autunno poetico): sono riuscito a rintracciarne una cinquantina. L’intenzione era quella di spronare i poeti a discutere delle manifestazioni, a criticarle per sviscerarne i meccanismi di funzionamento; ahimé non ne è nato un dibattito come mi auguravo, e ciò mi ha fatto pensare: o il tema non interessa, o è stato formulato nel modo sbagliato, o i poeti hanno paura di rovinare le proprie pubbliche relazioni. Ad un esame minimamente approfondito si scoprirebbe ad esempio che in alcuni festival (o presunti tali) si invitano ogni anno le stesse persone; che non vi è attrazione di pubblico se non di addetti ai lavori; che la macchina organizzativa non si stabilizza né cresce e quindi nemmeno la qualità delle proposte artistiche; che, in alcune occasioni, la manifestazione non è che mezzo di chi lo promuove per acquisire e gestire potere/visibilità.

Le analisi sociologiche aventi come oggetto l’ambiente della poesia sono state in passato, soprattutto tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80, numerose e le conclusioni di tali indagini sono per la gran parte valide anche oggi. A tal proposito riporto due osservazioni di Antonio Barbuto datate 1981, a prefazione del volume Da Narciso a Castelporziano. Poesia e pubblico negli anni settanta (Roma, Edizioni dell’Ateneo; il volume include più di 60 interventi firmati da poeti e critici molto differenti tra loro, come Barberi Squarotti, Sereni, Porta, Sica, Cucchi, Sanguineti, Bellezza, Giuliani, Pecora, etc.) da lui stesso curato: «è pressoché impossibile catalogare una enorme produzione poetica disseminata perlopiù in riviste e rivistine introvabili o in plaquettes quasi clandestine [...]. Se finora l’antologia veniva definita come strumento di storicizzazione o museo, ovvero come manifesto di tendenza, oggi è forse più corretto chiamarla raccolta per la difficoltà obiettiva di costruire un’antologia per così dire storica o di tendenza» (segnalo che in Poesia 2006. Annuario di Castelvecchi c’è una rassegna stampa sul Festival di Castelporziano).

Credo fortemente che uno studio socio-antropologico dell’ambiente della poesia odierno sia necessario. Personalmente ho provato a lavorare in questa direzione quando ho scritto Trieste allo specchio. Indagine sulla poesia triestina del secondo Novecento (Trieste, Battello stampatore, 2006): una ricerca in cui, dopo aver analizzato i dati di un questionario compilato da 110 poeti, ho costruito un archivio di tutte (o quasi) le pubblicazioni di poesia da parte di triestini (nati a Trieste o a Trieste vissuti, anche per poco) dal 1950 al 2002. Una fatica immane a dir la verità, perché ha significato prendere in esame migliaia di volumi di versi (spesso introvabili) per arrivare alla determinazione di un raggruppamento formato da più di 350 poeti, ma ne è valsa la pena. Successivamente tra di essi è stata condotta una selezione - e lì subentra ovviamente la criticabilità della scelta - tuttavia a monte non è stato tralasciato niente e nessuno. Volevo dare una possibilità a tutti, anche ai poeti che si sono autoprodotti e che hanno seminato poche copie sui tavoli delle bancarelle, o tra gli amici, e non hanno intrapreso alcuna carriera letteraria. Ecco, così, con tale afflato, vorrei si procedesse anche altrove (così procede - spezzo una lancia senza far torto agli altri - il blog LiberInVersi di Massimo Orgiazzi fondato nel giugno 2005: da allora ha ospitato, senza preclusioni di sorta, più di 70 poeti, in buona parte giovani).

27 commenti a questo articolo

> TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE
2006-12-24 11:11:50|di Luigi

per curiosità (e trasparenza, e controllare se i miei conti sono esatti!):

Il presente della poesia italiana. Nuova antologia di poesia contemporanea , a cura di Carlo Dentali e Stefano Salvi, Lietocolle, 2006

Fabiano Alborghetti, Vincenzo Bagnoli, Fabrizio Bernini, Pietro Berra, Alessandro Broggi, Tiziana Cera Rosco, Mario Desiati, Paolo Fichera, Marco Giovenale, Stefano Guglielmin, Andrea Inglese, Patrizia Mari, Andrea Ponso, Nicola Ponzio, Laura Pugno, Stefano Raimondi, Andrea Raos, Jacopo Ricciardi, Massimo Sannelli, Italo Testa, Michele Zaffarano

***

L’opera comune. Antologia di poeti nati negli Anni Settanta , a cura di Giuliano Ladolfi, Borgomanero, Atelier 1999

Gian Maria Annovi, Elisa Biagini, Simone Cattaneo, Igor De Marchi, Gabriel Del Sarto, Sebastiano Gatto, Riccardo Ielmini, Daniele Mencarelli, Daniele Piccini, Andrea Ponso, Laura Pugno, Flavio Santi, Fabio Simonelli, Andrea Temporelli, Isacco Turina, Giovanni Turra, Fabio Vallieri

***

I cercatori d’oro. Sei poeti scelti , a cura di Davide Rondoni, Forlì, La Nuova Agape 2000

Stefano Maldini, Valentino Fossati, Martino Lapini, Isabella Leardini, Daniele Mencarelli, Francesca Serragnoli

***

I poeti di vent’anni , a cura di Mario Santagostini, Brunello, Stampa 2000

Roberto Bacchetta, Elisa Biagini, Stefania Buiat, Silvia Caratti, Roberta Castoldi, Gabriel Del Sarto, Mario Desiati, Valentino Fossati, Federico Italiano, Francesca Moccia, Alberto Pellegatta, Barbara Pietrosi, Andrea Ponso, Luca Sala, Andrea Temporelli, Silvia Vecchini, Igor De Marchi, Sebastiano Gatto, Giovanni Turra

***

Dieci poeti italiani , a cura di Maurizio Clementi, Bologna, Pendragon 2002

Matteo Marchesini, Nader Ghazvinizadech, Luca Grasselli, Daniele Mencarelli, Francesca Fabroni, Simone Cattaneo, Riccardo Ielmini, Andrea Temporelli, Laura Pugno, Matteo Clò

***

Quattro poeti , Milano, Ares 2003
Paolo Donadoni, Riccardo Ielmini, Alessandro Rivali, Matteo Veronesi

***

Lavori di scavo. Antologia di poeti nati negli Anni Settanta , a cura di Giuliano Ladolfi, sito RAI, 2004

Martino Baldi, Davide Brullo, Simone Cattaneo, Tiziana Cera Rosco, Andrea De Alberti, Gabriel Del Sarto, Valentino Fossati, Massimo Gezzi, Riccardo Ielmini, Federico Italiano, Isabella Leardini, Enrico Piergallini, Andrea Ponso, Alessandro Rivali, Flavio Santi, Vanessa Sorrentino, Andrea Temporelli, Giovanni Tuzet

***

Nuovissimi poeti italiani , a cura di Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi, Milano, Mondadori 2004;

Fabrizio Bernini, Elisa Biagini, Silvia Caratti, Gabriel Del Sarto, Mario Desiati, Mario Fresa, Anila Hanxhari, Lucrezia Lerro, Amos Mattio, Francesca Moccia, Francesco Osti, Alberto Pellegatta, Barbara Pietroni, Andrea Ponso, Jacopo Ricciardi, Flavio Santi, Francesca Serragnoli, Matteo Zattoni

***

Oltre il tempo. Undici poeti per una metavanguardia , a cura di Gian Ruggero Manzoni, Reggio Emilia, Diabasis 2004
Danni Antonello, Luca Ariano, Alessandro Berton, Davide Brullo, Francesco Camerini, Rino Cavasino, Sebastiano Gatto, Luca Nannipieri, Andrea Ponso, Salvatore Scafiti

(continua)


> TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE
2006-12-23 13:26:48|di Christian

Non c’è nessun cd allegato perché queste cose le puoi ascoltare in rete: i brani della sezione rap li puoi ascoltare qui.

Poi c’è Guido Catalano, Paolo Ornaghi, poi il sito Viandante... e da qui ci sono comunque i link ad altri.


> TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE
2006-12-23 12:31:19|di Luigi

Incastri metrici:

Poesia: Lorenzo A. P. Balducci, Marco Borroni, Giuseppe Caliceti, Guido Catalano, Biagio Cepollaro, Vincenzo Costantino Chinaski, Marianna Culosi, Cristian D’Oria, Nicola Frangione, Francesco Mazza, Massimo Morzetti, Anna Orietti, Paolo Ornaghi, Icaro Ravasi, Raffaella Turati, Lello Voce, Angelo Zabaglio.

Rap: Ape, Bassi Maestro, Club Dogo, Colle der Fomento, MattManent, Cor Veleno, Darkeemo, Datha, Esa, FatherFab + Irix, Giorni Migliori, Gomez, Jitsu Ken Tai, Lady B., Mistaman, Naghe, Nippon, Porno Mc, RRP, Sha One, Snake, Spregiudicati, Torto O.G., Turi.

Non ho ancora visto il libro, comunque sì, mi pare interessante come operazione. Ma basta dare un’occhiata rapida ai nomi inseriti per realizzare che molti ne mancano. E poi mi sembra di capire che non ci sia nessun CD allegato, cosa che, se verificata, sarebbe abbastanza grave per un’antologia che vuole fare il punto sulla poesia orale/performativa/etc...

Inoltre segnalo che Sparajurij sta curando un’antologia europea di poetry slam con CD per la collana "Maledizioni" di NoReply (dovrebbe uscire a marzo insieme alla digitalizzazione di tutti i numeri di "Baldus").

Per quanto riguarda l’antologia curata da Fantuzzi sui poeti dell’Emilia Romagna a cui accennavi, Christian, si intitola La linea del Sillaro e comprende: Pierluigi Bacchini, Giuseppe Bellosi, Maurizio Brusa, Caterina Camporesi, Gianfranco Fabbri, Gianfranco Lauretano, Fabrizio Lombardo, Stefano Massari, Giovanni Nadiani, Maria Pia Quintavalla, Emilio Rentocchini, Antonio Riccardi, Francesca Serragnoli, Giancarlo Sissa, Annalisa Teodorani, Maria Luisa Vezzali, Matteo Zattoni (Editore Campanotto). Sono curioso di leggerla, ancora non ho avuto modo di vederla - d’altronde sappiamo quanto bene distribuisce Campanotto...


> TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE
2006-12-23 11:17:21|di Christian

Segnalo, Luigi, anche IncastriMetrici, a cura di Marco Borroni e Paolo Ornaghi (www.arcipelagoedizioni.com) di cui parlerò qui (spero di averne il tempo), un’antologia di poesia che sonda anche il terreno, interessante, della cultura Hip Hop italiana e le sue scritture giovani - tranne Cepollaro, Voce e Frangione ovviamente, che si sono prestati all’iniziativa. Poi l’antologia a cura di Fantuzzi, che ha ripreso il discorso della territorialità, io non l’ho letta, ma sarebbe da sviscerare.

Nell’articolo tu poni altri problemi, discussi ampiamente, e sotto gli occhi di tutti.
L’antologia, come strumento di "convincimento" della critica, è da considerare ormai un’esperienza esaurita. Ad eccezione per i Quaderni di Buffoni, per Nodo Sottile, e per tutte le operazioni il cui interesse è quello di sondare, e sondare un territorio "critico" e un territorio "naturale",... quindi bene l’idea di Fantuzzi, sui poeti dell’Emilia-Romagna, benissimo l’iniziativa di Espressione Est, frutto di una selezione aperta a tutti (tu hai postato qui su absolute due settimane fa la prefazione all’antologia delle nuove scritture del Friuli Venezia Giulia Via dal vento, di Marina Giovannelli), bene IncastriMetrici, libro diviso in due (da una parte i poeti, dall’altra i rapper) perché sono prove interessanti, utili per osservare delle scene che, a livello nazionale, non sono chiare (mentre sono chiarissime a livello regionale), o per entrare in territori poco conosciuti, che per questo necessitano maggiore ascolto e attenzione...il rischio della critica è di percepire solo quello che si vuole percepire, perché come sai la critica italiana è assai passiva, lobbystica, e a tratti "faziosa". La costituzione dell’osservatorio è, di conseguenza, un primo atto importante, e mina alla base i processi "scaduti" della critica.


> TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE
2006-12-23 09:39:17|di Luigi

Al Sud ci sono poeti che si occupano anche di osservare il territorio: Domenico Cipriano, che ad Avellino organizza una rassegna di poesia, teatro e musica dedicata ai poeti campani; in Puglia ci sono giovani come Luciano Pagano e Rossano Astremo, che vigilano, organizzano, e di tutto questo danno conto il primo in "Musicaos", il secondo in "Vertigine". Insomma, dovremmo tentare di costituire una rete di OSSERVATORI che vivano il territorio nella quotidianità, e fidarci sempre meno invece dei visitors, quelli che si calano dalla loro navicella luccicante in terre sconosciute con la presunzione di poterle comprendere e criticare da un giorno all’altro... (o da un’antologia all’altra...)


> TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE
2006-12-22 13:34:27|di Christian

Se posso fare una piccola aggiunta sul mio articolo pubblicato qui a giugno, Luigi, prenderei in considerazione Zaffarano, Brancale, e sicuramente rivedrei la situazione riguardante la Puglia e le Marche. Inoltre, riguardo la Sicilia, devo osservare ancora un’antologia a cura della pregevolissima Mesogea Edizioni http://www.mesogea.it/ frutto di una collaborazione tra poeti siciliani di Catania e poeti polacchi (di cui però non son riuscito a capire l’età, ma sarà in ogni caso interessante: Saragei Antonini, Francesco Balsamo,
Salvo Basso, Angela Bonanno, Sal
Costa, Stanislaw Dluski, Jerzy Janusz
Fa˛fara, Biagio Guerrera, Mariusz Kalandyk,
Grzegorz Kociuba, Józef Kurylak,
Roman Misiewicz, Jacek Napiórkowski,
Rafal Rwany, Ignazio Sauro,
Carmelo Zappalà
LA COMUNITÀ DEI VULCANI
quaderno siculo-polacco di poesia
Formato: cm 12x16,5
Pagine: 176
Prezzo: ø 11,00
ISBN: 88-7560-013-9). Infine non mi sono occupato dei "dialettali", e mi sembra una mancanza da colmare ma ci vorrà del tempo.


> TEMPO AL TEMPO E BRECCE NELLE RISERVE
2006-12-22 13:16:12|di Luigi

Aggiungo qui, su segnalazione di Massimo Gezzi, una selezione di cui non ero a conoscenza:

NUOVA CORRENTE 52 (2005), N. 135
"Nuovi poeti italiani", a cura di Paolo Zublena

Bonito, Zuccato, Lo Russo, Raimondi, Berisso, Gardini, Inglese, Frene, Raos, Giovenale, Biagini, Pugno, Fusco, Santi, Di Prima, Sannelli, De Alberti, Maccari, Gezzi.


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