Poesia
 
 
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Dalla rivista "’a camasce"

Articolo postato domenica 22 gennaio 2006
da Adriano Padua
Pubblico qui di seguito due poesie inedite di Salvatore Toma già pubblicate sulla rivista “’a camàsce”, grazie alla gentilezza della moglie Paola Antonucci Toma. Mi sono state concesse per absolutepoetry da Domenico Brancale, che ringrazio. Le altre due sono tratte dall’antologia Canzoniere della morte, Einaudi 1999. ’A CAMÀSCE Chi almeno una volta, all’eccessiva calura della controra, ha vissuto una sensazione di debolezza del corpo e uno sfinimento del pensiero sa che cos’è la camàsce. Nella (...)
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Articolo postato sabato 21 gennaio 2006
da Fabrizio Venerandi
presentiamo due prove di registrazione in mp3, tratte da una lettura del progettov3, un lavoro "in progress" di riscrittura in versi dei quattro vangeli canonici cattolici. benché l’idea della riscrittura non nasca per una lettura pubblica,i testi si prestano quasi naturalmente ad una messa in voce, attraverso una intercettazione sonora, come nel caso della lettura straniante di donald datti che riscrive san giovanni, o per una sorta di spettacolarizzazione mediatico/predicativa come invece (...)
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L’Unità, 2005

Articolo postato domenica 15 gennaio 2006
da Lello Voce
Da vivi siamo tutti differenti: è un’evidenza e mai confonderesti Bondi con Ingrao né Fini ha a che spartire con la Resistenza. Da vivi siamo tutti differenti: siamo ricchi, poveri, mezzani, professori, operai, ciarlatani, preti o massoni, politici o imprenditori, siamo schiavi o siamo padroni, siamo liberi o siamo proni, siamo stupidi o saggi, siamo colti o selvaggi. Da vivi siamo tutti differenti: io e te (tu leggi, io ti scrivo) uomini e donne, vecchi e bambini, manifestanti o (...)
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Articolo postato venerdì 13 gennaio 2006
Sonetto per un mestiere del passato, Acquatico e minorile. Scugnizzi, una ciurmaglia, scura pelle Marina delle otarie, come foche Lucidi: guizzi, balzi dietro poche Monetine di nichel che le belle . Signore incerte dalle navi (quelle Lente per Ischia o Capri e dalle roche Sirene) lanciano verso mai fioche Vessanti voci... Chi per primo nelle . Fetide acque del porto s’invola, Sa sommozzare, il soldino nasconda Subito in bocca fra i denti e la guancia . E se per caso va giù (...)
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Articolo postato lunedì 9 gennaio 2006
di Simone Veltroni Corro a lato del muro mattonato sfiorando le dita il secco muschio, Piove. Alzo gli occhi, linee rotte d’acqua dall’alto cadono verso me, In un istante. L’occhio mio si chiude, lacrima acqua, fresca, odorosa di polveri e venti lontani, Avverto. Sospirare invisibili parole un tempo vere, cresciute nell’ombra d’oscuri borghi rannicchiati, Dentro me. Rivedo le piogge di una vita intera, trascorsa e asciutta, immagino una nuova e turgida di luce che ora illumina, Con (...)
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