Poesia
 
 
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L’Unità, 2005

Articolo postato venerdì 30 dicembre 2005
da Lello Voce
Auguri di buon anno, auguri contro questi tempi scuri, vissuti in equilibrio a un pelo dall’abisso, auguri di molti futuri, auguri che crollino tutti i muri, auguri ai carcerati, come sempre derisi ed ingannati, auguri alle badanti e agli italiani onesti, auguri ai migranti, ai poveri, ai tossicodipendenti, auguri alle nostre speranze, ai sogni e a quelli a cui neghiamo i bisogni, auguri all’Africa e all’indio Presidente, ai senzaterra, a chi fa guerra alla guerra, auguri alle (...)
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Dell’amore e di altri aneurismi, Traven books, Bolzano 2005

Articolo postato giovedì 29 dicembre 2005
Nell’incerta archeologia dei sentimenti si affacciano i ricordi (Quanto tempo è passato?) Quanto è cambiato questo paese: le sue strade, le sue case i suoi cavalcavia le sue stagioni. Eppure ci affanniamo a ricercarli i ricordi - a spolverarli soppesarli analizzarli. Che cos’è la prospettiva? - mi domandavi . Solo un banale punto di vista, uno sguardo perpendicolare alla chiesa mentre si alza il vento fresco della sera . Tu sei per me come un buco nero nella galassia che mi (...)
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Una poesia d’auguri.

Articolo postato domenica 25 dicembre 2005
da sparajurij
La prigione del benestante (engulfing bullish) oggi mi sa’ che lo dico che son nato un di’ di primavera al sole davanti alla piscina di famiglia con l’immacolata tutta truccata i servi a farle il vento nelle pittate unghie per i colori del mastro di turno tale buonarroti che fa’ lo spiritoso nell’andar del tempo........................... appena puoi portami una cola sul giaciglio dell’angelo tuffatore appena imparato al nuoto circunnaviga l’universo e piglia a pietrate le (...)
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Introduzione di Tommaso Ottonieri + un testo

Articolo postato venerdì 23 dicembre 2005
da Alessandro Raveggi
Introduzione a A. Raveggi, "L’Evoluzione del Capitano Moizo. Cronache dai bombardamenti 2001-2003" (ZONA, Arezzo, gennaio 2006) di Tommaso Ottonieri “M’infetto per sopravvivere / all’indecenza del pensiero”; se c’è un motto che possa contenere l’indecente, eccedente, ribollìo di costrutti intellettivi, entropizzarsi (in corto) d’una inesausta enciclopedia di verbigerazioni - o affastellamento cioè di materia culturale ricondotta al suo stato brado, all’intelligenza dell’in/distinto, - quella (...)
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di Alessandro Raveggi

Articolo postato venerdì 23 dicembre 2005
da Alessandro Raveggi
APOCALYPSO III. A Christmas Carol Sì che Tu sei terribile! Sì che in quei lini ascoso, In braccio a quella Vergine, Sovra quel sen pietoso, Come da sopra i turbini Regni, o Fanciul severo! E fato il tuo pensiero, È legge il tuo vagir. (A. Manzoni, Natale del 1883) Santa sera silente, tumescente, tonda stasi pungente del riscaldamento, silente morso di moquette, verde così verde d’abeti, legioni di rossi, onesti vecchietti, fois gras nei corpetti, una sciarada di pacchetti, (...)
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