Poesia
 
 
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Articolo postato sabato 29 ottobre 2005
da Fabrizio Venerandi
propongo due mp3 registrati in tempi molto diversi, ’tutte parole da prendere’ e ’una rosa, una croce’, si tratta in entrambi i casi di brani in cui è la parola ad essere al centro dell’ascolto e a ’cercare’ un significato attraverso la sua semplice messa in voce, reiterata e variata. ’tutte parole da prendere’ è stato registrato nel 1999 con un imac 233 e un software in demo per la sopraincisione di tracce sonore diverse, il microfono è un plaintalk apple, la voce è di cecilia, la base è fatta da (...)
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Articolo postato venerdì 28 ottobre 2005
Ora ti spiego tutto. Compresi i rumori? Vedremo. Arriveremo ai rumori? Penosamente. Arriveremo anche lì, ma non saprò cosa dire. Sai sempre cosa dire. Tuo dotto cavaliere delle lettere... Tua ingorda fantesca. Provocherò io tutto il fracasso che ti serve, i rumori adatti, e tu mi imboccherai la spiegazione che preferisci. Ti ingozzerò. Apri la bocca, mostra quel recipiente che suona. Ci daremo alle crapule. Io e te. Soli. No, io e te. Noi due soli. (...)
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L’Unità, 2005

Articolo postato venerdì 28 ottobre 2005
da Lello Voce
Li han presi lì sul fatto: è stata una soffiata. A Rho. Nel milanese. Li han presi lì sul fatto e li hanno denunciati. Lui malato terminale di multipla sclerosi. Lei invece ne gestiva le cure ed i riposi. Gli dava gli spinelli, che lui le richiedeva, gli dava Un po’ di requie dal male e dal futuro. Ma poi non conta niente le han detto a muso duro. Nemmeno se ti spegni lento come candela Nemmeno se la vita ti si trasforma in c’era... La legge non fa eccezione. Non tollera (...)
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(a meno che...)

Articolo postato venerdì 21 ottobre 2005
da Luigi Nacci
È strano che Matteo Danieli abbia chiamato "elegie" questi tre testi. Cosa c’è di elegiaco in essi? L’amore non è il sentimento dominante della composizione, né prevale la leggerezza figlia della classica recusatio, e neppure è ravvisabile fluidità o scorrevolezza nella stesura del verso. Contrariamente, tutte le clausole sono rigorosamente anti-elegiache: l’amore è morto, "noi" (non l’"io" contrapposto al "tu" amoroso) siamo i dimenticati ("i" dimenticati: l’articolo determinativo eleva, ritaglia (...)
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prosasticità o abbondanza?

Articolo postato mercoledì 19 ottobre 2005
da Christian Sinicco
Nel leggere i testi che Francesca Sallusti mi ha inviato, mi fermo ai primi due versi (In quel tempo la luce premeva nel cielo/e il cielo giaceva nella stanza, ci portava il ristoro) di un testo tratto da "Dicembre", e li riscrivo: "In quel tempo la luce premeva/e il cielo giaceva nella stanza". L’autrice mi perdonerà lo scempio del testo? Me lo sono domandato, ma così mi fila un po’ di più. Oltre questo mio preoccupare, la selezione di Sallusti è, in parte, dominata dall’abbondanza di (...)
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