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Quattro poesie da OLTRE LO ZERO

Un work in progress di ROSSANO ASTREMO

Articolo postato martedì 13 dicembre 2005
da Adriano Padua

Rossano Astremo, nato nel 1979, è di Grottaglie, paese della provincia di Taranto, ma vive dal 1998 a Lecce. Si è laureato in Lettere Moderne, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Lecce, nel novembre del 2002, con una tesi dal titolo “Poetica e scrittura letteraria della Beat Generation”. Collabora con “Il Nuovo Quotidiano di Puglia”. È il curatore del periodico di scrittura e critica letteraria “Vertigine” (blog: vertigine.clarence.com). Ha pubblicato la raccolta di versi “Corpo poetico irrisolto”, edito dalla Besa nel 2003 con introduzione di Mario Desiati. Ha autoprodotto due plaquette poetiche, e suoi testi sono apparsi, assieme a quelli di Gianmario Lucini, Fabio Ciofi ed Erminia Passannanti, nell’antologia “Poesia del dissenso”, edito dalla Transference nel 2004. Suoi testi sono sparsi su riviste cartacee, webzine e antologie (Poiein, Musicaos, Re-vista, Dissedenze, I Miserabili, Tabula Rasa, tra gli altri). Il suo primo romanzo “La carne muore” è scaricabile gratuitamente in pdf dal sito www.musicaos.it. “Oltre lo zero” raccoglie testi composti dal 2004 in poi. È una sorta di work in progress che utilizza la forma del frammento per parlare d’amore, guerra, odio, sesso e solitudine. Hanno scritto di lui, tra gli altri, Mario Desiati, Vittorino Curci, Gianmario Lucini, Alessandro Moscè, Luciano Pagano, Fabio Ciofi, Enzo Mansueto, Gianluca Gigliozzi.

2

Antichità di odi, di spade affilate su pelli a brani,
di fedi issate sul banchetto del tutto è lecito perché scritto
in testi sacri, rilegati in edizioni raffinate, con fogli sottili, velati,
stampati in preziosi caratteri minuscoli e dorati.
Il potere si ciba di sfarzo superfluo, mentre in Africa
bambini gonfi leccano come bestie acqua che stagna nelle feci,
il potere nasconde la propria sete di denaro dietro
discorsi affogati in retoriche parole castranti.
L’inferno è vuoto, il marcio scorre su di noi, viaggia al nostro fianco,
come arabeschi svenati dietro una luna illanguidita.

9

Spente le luci in un corpo di glosse sfumate,
il ritorno di scosse e frange di mare su un tappeto di arti in pulsione,
gli appesi tra tronchi divelti che lambiscono movimenti in ascesa,
l’odore di morte molesta a raschiare il battito in ventricoli squarciati.
Spente le fiamme di contrazioni catodiche che spaccano le pance,
solo piedini e manine che tagliano la bolla spaziale delle immagini rapprese,
spiagge spezzate nel riflusso brillante di un turismo che rigenera il dolore,
nuova indifferenza che si taglia e incolla come file dal senso abulico.

11

Il tempo è fermo come sangue in agonia,
le parole si staccano dall’oggetto a cui rimandano,
della loro struttura solo ispide linee in evanescenza
(il succedersi di immense vocali su carta ruvida
a scandire movenze di arti in scrivanie putride).
Tutto è silenzio, si allarga una nuvola tra le mani,
il tempo è la trama ineguale dei sogni che siamo,
i giocatori della vita, tra i rigori delle forme,
guidano lenti i pezzi, nella pallida polvere delle orme mute.
Si misurano le sillabe nello strazio della notte.

26

Un perduto stupore d’elegia m’affligge nel cerchio
vietato delle tue labbra che lambiscono il vuoto.
Ti cerco lungo i confini degli esametri che sanno di guerra,
lungo le vie che scavano il ponente, certo del riverbero della polvere,
ti cerco come ruglio di eco desolante, come intreccio di storie spiantate.
Sono già morto, mentre la crescente ombra va sfumando il suo disegno.
Da quella sera non ho più toccato i pezzi della scacchiera,
il lampo rosso della tua lingua sulla bocca spessa mi strugge,
la coerenza di frammenti di film visti ad occhi aperti viene meno,
la vasta notte è divenuta solo una fragranza. Mancano i giorni ai miei occhi.
In fondo, sono già morto. Sono già qui i cinque piedi di terra.

5 commenti a questo articolo

> Quattro poesie da OLTRE LO ZERO
2005-12-17 17:40:37|di lorenzo

Se astremo non abusasse della struttura

sostantivo + aggettivo

(con l’insistenza delle rime/assonanze)
non sarebbe un po’ meno peggio secondo voi? per quanto si possa ancora dare
valore all’arte d’accompagnare un sostantivo e un aggettivo,
gli accostamenti di Astremo non mi
sembrano molto interessanti o brillanti...

spade affilate

fedi issate

edizioni raffinate

fogli sottili, velati,

caratteri minuscoli e dorati.

sfarzo superfluo

bambini gonfi

discorsi affogati

parole castranti.

arabeschi svenati

luna illanguidita.

glosse sfumate,

tronchi divelti

morte molesta

ventricoli squarciati.

contrazioni catodiche

bolla spaziale

immagini rapprese,

spiagge spezzate

riflusso brillante

senso abulico.

et sic ...


> Quattro poesie da OLTRE LO ZERO
2005-12-15 17:18:38|

per capodanno non è ancora chiaro, ma sicuramente il 28 si parte verso una valle desolata a circa mille metri, ci si impossessa di una casera, e si sperimenta il gelo artico per tre giorni, ovviamente provvisti di bombardini e di attrezzi per tagliare la legna. Le temperature sono sui - 7 (minima) + 1 (massima). Il programma consiste in escursioni sui 1700 metri 2000, o semplicemente in bombardini (anche se la ricarica di vov non è eterna). A mezzanotte del giorno fatale, accese le torce e sistemate per illuminare il campo di gioco sulla neve, partita di calcio fino ad esaurimento dei giocatori. Unica regola: non si possono usare le mani:-)


> Quattro poesie da OLTRE LO ZERO
2005-12-15 14:54:27|di adriano

ero io, ovviamente


> Quattro poesie da OLTRE LO ZERO
2005-12-15 12:35:26|

Ho chiesto io ad Astremo, pur non conoscendolo personalmente, di pubblicare qualche suo lavoro su absolute. Incontrando in rete qualche suo testo ne ho potuto constatare la bravura. Lo ritengo uno dei più interessanti poeti giovanissimi. Non ho ancora letto il suo romanzo.

per capodanno: mandami una mail con qualche dettaglio christian, ma forse lavoro(si fa per dire). Come sono andati gli eventi ammutinati?


> Quattro poesie da OLTRE LO ZERO
2005-12-15 11:25:01|di Christian

Rossano Astremo merita attenzione; sebbene il suo lavoro sia in progress, la raccolta necessiti ancora di essere controllata, è interessante. Qualcuno direbbe di asciugare l’oltre questo zero (bel titolo a proposito), ma io direi piuttosto renderlo tagliente - provate a moltiplicare o dividere per zero:-)
Abbraccio

ps per Adriano: che fai? viene tre giorni in baita/casera per capodanno?


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