Teoria e critica
 
 
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Esce un importante volume inedito di Fortini. L’Unità, 2006

Articolo postato giovedì 22 giugno 2006
da Lello Voce
Quale titolo poteva essere più fortiniano di Un giorno dopo l’altro, colmo com’è di «allusioni alla temporalità» e di «di echi di linguaggio popolare e sapienziale»? A sottolinearlo è Romano Luperini, nell’Introduzione che accompagna questo bellissimo volume postumo di Fortini, da oggi in libreria per Quodlibet. Un titolo che è parente stretto di Non solo oggi, o di Memorie per dopodomani per un libro che è come un lunghissimo filo intessuto a unire tutta la costellazione del pensiero fortiniano, a (...)
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Dalla cultura della stampa nasce il concetto romantico di «originalità»

Articolo postato giovedì 15 giugno 2006
La stampa indirizza verso forme d’arte verbale molto più chiuse, specialmente nella narrativa. Prima della sua invenzione, infatti, l’unico tipo di narrazione di una certa lunghezza a struttura lineare era il dramma che, dall’antichità, si trovava sotto il controllo della scrittura. Le tragedie di Euripide erano testi composti per iscritto e poi memorizzati parola per parola ai fini della recitazione. Con la stampa, l’intreccio compatto fa la sua apparizione anche nella narrativa, a partire dai (...)
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Nelle culture orali la lettura è un’attività sociale

Articolo postato domenica 11 giugno 2006
La stampa ebbe, più o meno direttamente, innumerevoli effetti sull’economia cognitiva, la «mentalità» del mondo occidentale. Essa in ultimo allontanò l’antica arte retorica (a base orale) dal nucleo dell’educazione accademica, e incoraggiò e rese possibile un’ampia quantificazione della conoscenza mediante sia l’analisi matematica sia i grafici e i diagrammi. Con la stampa, si ridusse l’attrattiva dell’iconografia nella gestione della conoscenza, nonostante che all’inizio essa avesse messo in (...)
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Luciano Pagano

Articolo postato venerdì 9 giugno 2006
Su "Testamento di sangue" di Dario Bellezza di Luciano Pagano giugno 2006
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nel Poema disumano di Luigi Nacci

Articolo postato giovedì 1 giugno 2006
da Christian Sinicco
Se tu chiudi gli occhi e mi baci, tu non ci crederai ma vedo le mille bolle blu e vanno leggere, vanno si rincorrono, salgono [...] Così Mina, in Due note del 1961, cantava a squarciagola. Analogamente "ci vorrebbe una bolla, bella, blu" per salvare la nostra pellaccia dal Poema Disumano (Cierre Grafica, 2006; collana Opera prima a cura di Flavio Ermini - direzione@anteremedizioni.it) di Luigi Nacci; un grande recipiente di frescura per stemperare le lunghe estati torbide, o (...)
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