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un sempreverde jingle natalizio

Articolo postato sabato 20 dicembre 2008
da Luigi Nacci
Nel mondo ci sono ebrei Ci sono buddisti indù e mormoni e poi Ci sono i seguaci di Maometto Ma io non sono mai stato uno di loro Sono un romano cattolico Lo sono da prima della nascita E se c’è una cosa che vale per i cattolici E’ che ti prendono quando sei in fasce Non devi essere un metro e ottanta Non devi avere un gran cervello Non devi essere vestito Sei cattolico da quando papà è venuto Perché Ogni spermatozoo è sacro Ogni spermatozoo è grande Se uno va sprecato Dio si (...)
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(tutti, nessuno escluso)

Articolo postato mercoledì 3 dicembre 2008
da Nevio Gambula
[…] È strano, è una specie di vendetta della storia, ma quando nel 1960 alcuni addetti dell’industria discografica (Ennio Melis, Vincenzo Micocci) alla Rca Italiana inventarono il termine “cantautore”, probabilmente quello che volevano era il contrario di ciò che avvenne: cercavano di sottrarre quella figura relativamente nuova per la nostra discografia alle connotazioni intellettuali (“di sinistra”) implicite nei personaggi che allora si affacciavano sulla scena internazionale: poeti anarcoidi come (...)
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Articolo postato martedì 2 dicembre 2008
da Adriano Padua
Vi segnalo questa iniziativa: lo "sciopero dell’autore", promossa da un gruppo di artisti romani. Per leggere il testo dell’appello e aderire:www.scioperodellautore.org Invito anche alla lettura del post che riguarda il testo dell’appello su nazione indiana A.P.
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di Ade Zeno e Gilda Policastro - Liberazione, 2008

Articolo postato sabato 1 novembre 2008
da Lello Voce
L’esercizio della lingua, ovvero le forme plurime del fare arte di Ade Zeno Esce in questi giorni, grazie all’infaticabile, appassionato e assai prolifico lavoro editoriale della collana Fuoriformato della casa editrice Le Lettere, un volume ricco e prezioso che raccoglie l’ideale (auto)antologia di Lello Voce, un poeta maiuscolo che in un quasi ventennio di attività ha saputo trasformare la propria voce – nomen omen, come sottolinea Andrea Cortellessa nel risvolto del volume – in essenza (...)
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(Il copione prevede che mi si chieda se le veline sono pura poesia. Rispondo in difesa. Per quello che le conosco io, le ragazze sono belle «fuori», cioè hanno delle belle forme, e dunque, concludo con un po’ di retorica, sono la «forma» vivente della poesia)

Articolo postato venerdì 19 settembre 2008
da Luigi Nacci
Giuseppe Conte è vittima di un’allucinazione: quella di credersi "Giuseppe Conte". Andrea Cortellessa, Parola Plurale. Sessantaquattro poeti italiani fra due secoli Io, poeta, nella giuria delle Veline Ci sono mondi che sembrano per definizione inconciliabili. Quello della poesia, elitario, povero, minuscolo ma con immense ambizioni spirituali. Quello delle veline televisive: popolare, di grandissimo impatto mediatico, estraneo per lo più a ogni tormento dello spirito. Mondi che si (...)
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