Absolute Poetry 2.0
Collective Multimedia e-Zine

Coordinamento: Luigi Nacci & Lello Voce

Redatta da:

Luca Baldoni, Valerio Cuccaroni, Vincenzo Frungillo, Enzo Mansueto, Francesca Matteoni, Renata Morresi, Gianmaria Nerli, Fabio Orecchini, Alessandro Raveggi, Lidia Riviello, Federico Scaramuccia, Marco Simonelli, Sparajurij, Francesco Terzago, Italo Testa, Maria Valente.

pubblicato martedì 19 novembre 2013
Blare Out presenta: Andata e Ritorno Festival Invernale di Musica digitale e Poesia orale Galleria A plus A Centro Espositivo Sloveno (...)
pubblicato domenica 14 luglio 2013
Siamo a maggio. È primavera, la stagione del risveglio. Un perfetto scrittore progressista del XXI secolo lancia le sue sfide. La prima è che la (...)
pubblicato domenica 14 luglio 2013
Io Boris l’ho conosciuto di sfuggita, giusto il tempo di un caffè, ad una Lucca Comics & Games di qualche anno fa. Non che non lo conoscessi (...)
 
Home page > e-Zine > Il travestimento come dialogo tra i sessi

Il travestimento come dialogo tra i sessi

di Erminia Passannanti

Articolo postato domenica 7 agosto 2005
da Erminia Passannanti

Nel panorama della letteratura italiana otto-novecentesca, un’attenzione alla problematica dell’identita’ mascherata e’ stata posta agli inizi del secolo da Pirandello che derivava da Bergson il concetto di identità-maschera.

Pirandello via Bergson ammoniva il lettore di non avere fiducia nelle metafore e delle etichette assegnante al ruolo sessuale stereotipato dalla società, e mostrava come i prerequisiti che giustificano la fagocitante macchina istituzionale fossero insiti negli apparati di decodificazione del ‘genere’ e dello ’stato civile’ già a partire dall’uso del linguaggio e dall’abito-maschera.

Pirandello, in Il Fu Mattia Pascal, Sei personaggi in cerca di autore e Uno, nessuno, centomila, sottolineava come dietro la maschera dell’identità socialmente e storicamente data si celi non l’essenza dell’essere, bensì la sua estinzione, la sua assenza, indicatrice della morte in vita del soggetto.

Questa riflessione implicava una contestazione dei modelli spciali e perfino sessuali imposti, condotta all’insegna della parodia e della satira sociale, non tramite la confutazione della necessità funzionale della maschera, ma dello smascheramento del suo effettivo valore.

Pirandello notava:

’Ciascuno si racconcia la maschera come può, la maschera esteriore. Perché dentro poi c’è l’altra, che spesso non s’accorda con quella di fuori...L’uomo? sempre mascherato, senza volerlo, senza saperlo.’ L’autore sosteneva che l’identità individuale come ’veste’, originandosi dal (pre)giudizio sociale imposto dalle istituzioni burocratiche e dai ’costumi’, non sviluppasse mai una sua propria autenticità.

Questa doveva piuttosto avere origine nell’autoanalisi per apprendere a riconoscere i bisogni e i desideri personali più autentici della persona: nella teoria pirandelliana della maschera, tuttavia, è impossibile scegliere tra un sé autonomo che si astrae dagli altri e un sé che dipende dalla società.

L’unica prospettiva accettabile è la nudità della maschera, spogliata d’identità e senso. In questa condizione si evidenziano da una parte le patologie psicologiche e sociali, responsabili dell’alienazione dell’individuo dal suo contesto, esito di normative comportamentali cieche al singolo, che impongono di divenire aderire a ruoli prefissati e tradirsi, e dall’altra le tematiche dell’arte contemporanea, manifestazioni di uno stato di scissione e frammentazione, generatrice di un perenne travestimento). Nel primo c’è una perdita della coscienza di sé, nel secondo un recupero condotto secondo una dialettica negativa.

L’autore che assuma in modo indiretto (omniscente, flessibile e androgino) o diretto in prima persona narrante (flusso di coscienza, diario, memorie) una soggettività altra da sé, per giunta o di sesso opposto, può gestire tre modalità fondamentali dell’identità

(1) l’aspetto somatico, fisico e sessuale; (2) l’identità sociale (l’età, lo stato civile, la professione, il livello culturale) e (3) l’essenza psichica e psicologica, come costanti della personalità (la visione del mondo, la risposta emotiva, lo stile comportamentale).

L’autore può inventare e modificare inoltre le reti delle relazioni che regolano la vita del personaggio che finge d’essere e di poter gestire: il protagonista, in questi casi, è l’autore stesso travestito, che rimane, al contempo, demiurgo del molteplice riverbero dell’altro nella propria scrittura.

In questo ruolo, il narratore amministra le discrepanze generate da come egli percepisce e definisce il mondo e come lo definiscono e percepiscono i personaggi in cui si cala o traveste.

ERMINIA PASSANNANTI AND ROSSELLA RICCOBONO (eds.),
VESTED VOICES IN ITALIAN LITERATURE ,
TROUBADOR PUBLISHING LTD, LEICESTER, UK, 2005
ATTI DEL CONVEGNO
Vested Subjectivity
SIS - Cork (Irlanda): 4-6 luglio 2003

"Ciascuno si racconcia la maschera come può, la maschera esteriore. Perché dentro poi c’è l’altra, che spesso non s’accorda con quella di fuori...L’uomo? sempre mascherato, senza volerlo, senza saperlo. "(Pirandello)

Commenta questo articolo


moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Un messaggio, un commento?
  • (Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Chi sei? (opzionale)