Absolute Poetry 2.0
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La poesia esposta

nel tempo in cui ci muoviamo

Articolo postato domenica 7 agosto 2005
da Tiziano Fratus

Innanzitutto auguro a tutti coloro che partecipano e parteciperanno all’intessitura di questo blog voluto da Lello di riuscire a dialogare, di evitare di limitarsi (come spesso avviene) a spergiurare, lamentarsi e opprimere con bassezze di ogni genere.

Cosa sia la poesia devo dire che dopo tre libri, alcune traduzioni e due videopoemi ancora non lo so dire. E’, per me, più un’esperienza dei sensi, materica, fisica, corporale, sì artiginale, piuttosto che una grande filosofia a cui aderire teoria ed esperienza: la scrittura si confronta continuamente con la materia, ora visiva, ora vocale, ora teatrale.

Ecco perché ho lavorato per portare in scena diversi miei poemi, nella mia interpretazione registica come è avvenuto per l’autunno per eleni nella Galleria Velan di Torino nel 2002, o come più spesso è accaduto successivamente, con le regie di diversi registi per l’inquisizione e il pianto .

Colgo l’occasione per invitarvi a Portovenere il 12 agosto quando Tommaso Massimo Rotella, regista e scenografo, porterà in scena in prima nazionale il mio poema carcerario il pianto, nella cornice suggestiva della Fortezza del Mare sull’Isola Palmaria. Sarà l’ennesima esposizione teatrale di un poema nato sulla carta ma che sin dal principio ha fatto i conti con l’oralità. Una tradizione numerosa nel recente passato, da Urlo di Ginnsberg a La ragazza Carla di Pagliarani, quindi Antonio Porta, Sanguineti, la celebre trilogia della Divina Commedia riscritta per Federico Tiezzi, Enzo Moscato, Franco Scaldati, i melologhi di Nevio Spadoni, la poesia teatrale di Mariangela Gualtieri...

Per chi non conoscesse il mio lavoro rinvio al sito
www.manifatturae.it
e all’editore romano Editoria & Spettacolo
www.editoriaespettacolo.it

Comunque, quello che più mi preme è aprire una discussione sulle potenzialità della poesia nell’interscambio con le altre discipline artistiche, dal teatro al video.

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