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Quotidiano sensazionale in Pellegatta

la molteplice e dispersiva realtà dell’esperienza

Articolo postato venerdì 10 marzo 2006
da Christian Sinicco

Alberto Pellegatta è nato a Milano nel 1978. In Mattinata larga (Lietocolle, 2002) elabora sensazionalmente il quotidiano, punta ad evocare costruendo parallelamente ai versi un clima minimalista o astratto. Maurizio Cucchi, su Lo Specchio de La Stampa afferma che Pellegatta "tende essenzialmente a registrare la molteplice e dispersiva realtà dell’esperienza, nella sua sostanza affettiva e nei risvolti della quotidianità". Suoi nuovi versi si possono trovare su antologia (Nuovissima poesia italiana, Mondadori, 2004). Presentiamo qui una selezione di testi inediti, scritti in italiano e in inglese.

28 commenti a questo articolo

Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2008-12-08 11:46:40|di Alberto

Ringrazio tutti i lettori e chi è intervenuto, e ovviamente Christian. Vi segnalo anche un mio archivio web: http://albertopellegatta.blogspot.com/


Sito web di Alberto Pellegatta

> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-21 19:16:40|di Mario

Complimenti per il sito, non lo conoscevo e cercavo qualcosa su Pellegatta... è stata una bella sorpresa, mi pare pieno di proposte, farò un giro più ampio e leggerò anche gli altri commenti. Grazie comunque per i testi che proponete del milanese. Sono particolarmente decisi quelli dove dice:

"le storie coi cappelli... le merende. Tutte le lotte
gli schianti le mode le terrazze
e sembra di assistere alla Storia. Quindi io
come prodotto finito...alla ricerca della formula
amorosa perfetta, del meccanismo terminale."

Oppure quella del “prevaricatore”... e anche “Half-priest” [che ho già letto in italiano forse su Nuovi argomenti] è bella, perché ha la grazia dell’immagine semplice e efficace:

"We are the tavern and the chant,
the emptyness of the origin, the lack, the black
distance that reproduces itself. We are
the little white mothers."

Mentre trovo davvero straordinaria quella breve che fa:

"Gli alberi bucano l’acqua così spogli
che sono nel riflesso marrone del fondo
mentre la bambina bendata regge il pugnale
sopra alla bilancia, e c’è un ramo di faggio
appoggiato nell’ombra."

Sembra un dipinto misterioso. Scusate se ho parlato troppo e buona serata alla comunità


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-20 15:48:14|di Martino

Oh Christian, ma io stavolta davvero non volevo proprio fare polemica, eh. Solo un po’ di friccicorìo nel post. Ho capito benissimo il senso della segnalazione e del tuo lavoro, anche perché ne abbiamo parlato molto e anch’io ho letto una versione upgradabile del saggio. E non mi sfiorava nemmeno minimamente l’idea di intepretare il tuo tris con malizia, questo sia chiaro. E’ proprio che con tutta la stima che posso avere per i tuoi tre assi, mi sembra che non rappresentino un vertice dei valori per ora emersi, se si vuole essere così ristretti da citarne solo tre. Se poi tu hai i dossier segreti... beh, quello è un altro conto! :-))) Comunque, è proprio l’idea della triade che mi sembra vada un po’ contro l’impostazione. Molto meglio il campionamento largo con - ovvio - prese di posizione e riflessioni critiche sulla qualità e futuribilità dei singoli.

Il giochino della classifica delle presenze delle antologie, è indicativo di qualcosa ma non del valore di cui stiamo discutendo e non sarei per ritenerlo il vero nocciolo della questione. Voglio dire, che in questo momento c’è più bisogno di esprimere valutazioni che di registrare quelle altrui. Anche se la frequenza delle presenze e degli apprezzamenti è indubbiamenti un dato da valutare.

Saluti a tutti.

Martino


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-20 14:53:10|

caro christian, campana ha "pubblicato" una sola raccolta.

lorenzo


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-20 10:28:06|di Christian

Sì, in effetti la notazione non c’entra nulla. Per finire (perché poi questo spazio riguarda Alberto, e la sua opera): nel mio articolo, che tu Lorenzo hai letto in bozza, metto tutti sullo stesso piano. Il mio gusto personale non c’entra, ma non c’entra quando parlo anche di questi tre, che invece di dire, voi (ovviamente sto esagerando), son tre burini (tranne Riccia:-), potete meglio dire, questi tre meritano attenzione. Come meritano attenzione, ed io l’ho dedicata, tutti gli altri che su fucine saranno citati, per motivi "critici". Innanzitutto queste tre persone, sono profondamente diverse tra di loro. Seguono la propria ricerca, muovendosi su terreni via via diversi, per quanto c’è chi non rifornisce di differenze il proprio impianto di scrittura, come Ricciardi (che risponde ad una soluzione di opera aperta estremamente interessante), rifornire di differenze che invece si evidenzia in Fusco e Nacci. Poi se vuoi posso citare il perché di tutti, Lorenzo e Martino, tra cui anche voi, ma il dire questi tre (per ora, poiché la critica si fissa nella contemporaneità, ed essa avanza), si giocano su un solo punto: il fatto che queste persone hanno pronte raccolte, direi in abbondanza, che presentano un percorso su cui la mia critica si può fornire più facilmente di informazioni, mentre parte degli altri autori, che sono interessanti, al massimo hanno pubblicata una raccolta, o stanno ancora lavorando sulla prossima; ci sono anche autori che hanno pubblicato, ma ho bisogno di osservarli ancora, di comprenderli a fondo, e comprendere anche quante informazioni producano attraverso i loro lavori informandomi sul loro percorso (di vita e di scrittura). Questa calata di assi, mica è un dire che tutti gli altri fanno schifo, è un procedere con calma, sapendo che gli autori citati rispondono alla rappresentazione che mi faccio di un poeta con la sua ricerca e già con un percorso, e lo sottolineo, su cui si può discutere perché informato da più dettagli, lo ripeto. Potrei dire anche Testa e Biagini, ad esempio, ma perché mi freno? Perché devono uscire dei lavori. Potrei dire, ma voglio sapere dove vanno a finire con le prossime raccolte, Baldi, Fratus, Pellegatta, Caratti, Sannelli, Pugno, Scharpf, etc, ... Voglio, per me stesso, sapere, e per questo mi informerò. E’ una mia urgenza, in cui c’è l’interesse per il valore di una persona, e non la divisione tra buoni e cattivi, paradiso e inferno della letteratura. Io non ragiono così.
E non ho problemi a dire che tu Lorenzo sai cosa significa lavorare sulla tua scrittura, ma non sai cosa significa occuparsi di critica, mentre a Martino dico che hai interpretato una mia mossa in modo sbagliato.


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-20 09:48:13|di Luigi

Martin, prendi quella di Christian come una critica-provocazione. In ogni caso nasce dallo studio e dalla passione, da nient’altro. Io il suo saggio sui giovani l’ho già letto (non perchè sia privilegiato, ma perchè curiamo in due il prossimo numero di "Fucine Mute") e credo che sia scritto bene e ci siano delle proposte - criticabili, come tutte, ma delineate abbastanza nitidamente.

Per quanto riguarda me, visto che mi ha citato tra i 3, io molto volentieri mi tolgo dalla terna, e abbandono la gara. Se gara ci deve essere (e mi pare che ci sia: le antologie che escono una dietro l’altra lo dimostrano), preferisco PERDERE, essere scarto del sistema che, come mi insegna Kuhn, prima o poi sovvertirà la struttura (più poi, che prima, o forse mai, per quanto mi riguarda). Non aspiro a nessun podio.

Facciamo un gioco: prendete le antologie uscite negli ultimi 10 anni, quelle sui "giovani" soprattutto. E contate le presenze degli autori. Vi accorgerete che alcuni ci sono sempre e alcuni di questi hanno anche gli stessi testi. beh, quella è la "maggioranza", il nocciolo del sistema. io penso che toccherà a chi sta fuori, a chi si trasforma e spiazza se stesso prima ancora che gli antologizzatori, a restare, dove restare vuol dire: al di là delle mode.

Provo tristezza quando miei coetanei fanno i diplomatici pur di stare da una parte e dall’altra. Mi domando: ma come fa X a stare nell’insieme A, B, C? Perchè è bravo? Sarà anche bravo, ma sarà anche un bravo diplomatico, un mediatore eccezionale (un democristiano della poesia?).

Provo ancora più tristezza quando un mio coetaneo non è generoso, non dà nuovi propri testi, non fa vedere il suo percorso nella sua interezza. È indice di insicurezza. Se non ho testi nuovi da dare, non solo io non li do, ma possibilmente all’antologizzatore segnalo un "collega" che di "roba" ce ne ha.

Ecco perchè il saggio di Sinicco sarà interessante. Perchè, oltre a proporre un approccio, propone anche nuovi nomi, oltre a quelli già in circolazione. È un lavoro al servizio della comunità.

Poi quello che dice Martino è vero: quando si chiamano gli amici a difesa di sé, e questi amici altro non sanno dire che: BRAVO, GRANDE, SEI UN MITO! eh.. io, fossi nel bravo/mitizzato, mi preoccuperei...

- per Pellegatta (ma è una regola che mi piacerebbe fosse generale, valida per tutti, me compreso): perchè non vieni tu a parlare del tuo lavoro? Sarebbe meglio, credo. Chiariresti a tutti le idee. Dimostreresti di essere aperto al confronto. Insomma, in fondo anche Prodi e Berlusconi hanno accettato il faccia a faccia... :-)


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-20 00:41:58|di Martino

Via, per una volta incrocio la sciabola col Sinicco!

Condivido le premesse metodologiche e le cautele sul giudizio, quando si parla di poeti di un’opera o poco più (qualche volta nemmeno una). Mi fa quasi tenerezza vedere alcuni che già si fan prendere dalla smania della prossima uscita o moltiplicano la loro presenza con innumerevoli inediti che seguono magari di poche settimane la pubblicazione di un libro, o moltiplicano le plaquette proprio perché lo sanno anche loro che la prima opera è solo un certificato di esistenza. Io prevedo un brusco declino della qualità, forse proprio per la fretta e l’ansia da prestazione. Poi c’è da considerare quelli che resteranno, e magari saranno anche costantemente ben considerati, solo per rendita di posizione o "senso dell’orientamento". A scremare davvero sulla qualità, tra quelli che sono forse anche più di 37 esordienti interessanti, ci vorrà meno di quel che ci immaginiamo. E sicuramente sbucherà fuori qualche bella sorpresa direttamente dagli anni della maturità. Però, Christian, quella triade secca buttata lì ora come ora a me sembra una forzatura. Se si vuol pensare "al futuro" è giusto l’esercizio dell’attesa e della cautela e al limite si fanno delle previsioni. Se si vuol giudicare il presente, i conti si fanno con l’esistente e nell’esistente non c’è una "prima categoria" limitata a quei tre che citi. Non mi va di rispondere con altrettanti nomi perché non voglio fare il gioco di "X al posto di Y e poi anche Z" ma quella triade è molto riduttiva e non rappresenta i valori espressi finora. Non dico "pensaci bene", perché so che ci hai lavorato e pensato molto e bene, quindi dico semplicemente che "non sono d’accordo" con questa valutazione.

P.S. Tornando all’argomento iniziale del presente post, mi piace infine sottolineare che al Convegno di Confindustria, in occasione dell’intervento di Berlusconi, si sono accreditati all’ultimo momento circa 250 persone che han fatto un tifo da stadio per il Presidente e poi hanno fischiato i tentativi di replica di Della Valle. Poi, quando Berlusconi ha lasciato il palco, se ne sono andati tutti via. La cosa più incredibile è stata vedere le interviste a caldo del giornalista di Rete 4 alla platea del Convegno. "Silvio è un grande! Ha detto la verità". "Finalmente un politico come si deve!" "E’ l’ora di farla finita col disfattismo delle sinistre e con i nostri dirigenti venduti al potere rosso!" "Berlusconi parla di verità al cuore degli uomini di buon senso!" "E’ chiaramente l’unico uomo che può risollevare il paese", ecc. Vi state chiedendo cosa c’entra questa annotazione col post? Il fatto è che... mi chiedevo... secondo voi, chi ha organizzato la clack del Berlusca, ha avuto l’idea leggendo quanto accaduto in sede di commento ai testi di A.P.?


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-19 23:10:02|

no christian, non me lo ripetere più, tanto non capisco. tra l’altro, escludere
tutti gli altri oltre i tre che citi è già un giudizio forte di valore.

lorenzo


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-19 16:51:01|di Christian

il mio giudizio è che, oggi, in Italia, le uniche persone, che hanno pubblicato testi editi o hanno raccolte inedite in fase di pubblicazione, che presentano già un percorso, variegato/fortemente innovativo, sono: Nacci, Fusco, Ricciardi. Le altre 37 persone che citerò prossimamente in un articolo, molte delle quali hanno pubblicato un solo libro, presentano un percorso interessante, ma ho bisogno di tempo e di altri lavori per giudicare. Parlo di nati negli anni ’70. Quindi Lorenzo, sospendo il giudizio, piuttosto mi soffermo su alcuni fatti "critici". Serve che te lo ripeto?


> Quotidiano sensazionale in Pellegatta
2006-03-19 11:12:48|di michele sieri

Peccato che i commenti siano in primo piano rispetto ai testi del poeta. Le poesie sono belle, questo è ciò che conta (dense, profonde, misurate e persino interattive). Cosiglio a tutti anche di leggere, oltre alle antologie, le poesie pubblicate su Nuovi argomenti, Ramo d’Oro, Stampaweb ecc. e anche quella che ha vinto il Premio Cetona (confrontate quel testo con gli altri 14 che concorrevano allo stesso premio..). Saluti a tutti,


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