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	<title>AbsoluteVille - Qui si parla di poesia, in tutte le sue forme</title>
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		<title>AbsoluteVille - Qui si parla di poesia, in tutte le sue forme</title>
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		<title>L'Italia dei &#8220;poetini&#8221; di Lello Voce</title>
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		<dc:date>2012-05-07T15:26:02Z</dc:date>
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		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Polemos</dc:subject>

		<description>Nessuno se la prenda a male, ma questa &#232; davvero l'Italia dei &#8216;poetini'. A gettare uno sguardo a ci&#242; che fanno la maggior parte dei poeti delle nuove e nuovissime generazioni, almeno quelli pi&#249; &#8216;visibili', viene lo sconforto. Mentre nel resto del mondo la poesia si avventura su strade nuove, tenta di ritrovare il senso della propria esistenza, ricollocandosi nel corpo e nella voce del poeta, scommette su se stessa, rischia l'azzardo dei nuovi media (chi non mi crede provi a informarsi su ci&#242; che (...)

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Polemos-+" rel="tag"&gt;Polemos&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L147xH150/arton2488-9b3c8.png&quot; width='147' height='150' style='height:150px;width:147px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nessuno se la prenda a male, ma questa &#232; davvero l'Italia dei &#8216;poetini'. A gettare uno sguardo a ci&#242; che fanno la maggior parte dei poeti delle nuove e nuovissime generazioni, almeno quelli pi&#249; &#8216;visibili', viene lo sconforto. Mentre nel resto del mondo la poesia si avventura su strade nuove, tenta di ritrovare il senso della propria esistenza, ricollocandosi nel corpo e nella voce del poeta, scommette su se stessa, rischia l'azzardo dei nuovi media (chi non mi crede provi a informarsi su ci&#242; che accade nel resto d'Europa, o nelle Americhe), qua da noi &#232; tutto un florilegio di plaquette su plaquette, devastate da io mostruosamente espansi, rese appiccicose da sentimentalit&#224; scontate e a volte schiettamente ridicole, un circolo vizioso di leziose auto-indagini esistenziali, che, a lettura finita, ci lasciano pi&#249; poveri e desolati che mai. Il tutto in un silenzio della teoria, del pensiero, del progetto artistico, davvero impressionante, in cui le massime vette speculative sono toccate da qualche sparuta riflessione sulla lingua, da qualche polemichetta risibile sull'avito dilemma cuore/ragione (ospitato sin sulle pagine del maggior quotidiano nazionale), come se interi decenni fossero passati invano. Viene in mente di dedicare a quest'Italia dei &#8216;poetini' i versi che Cino da Pistoia dedic&#242; alla mia citt&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;D'altra parte i maestri di costoro sono i leader riconosciuti di una restaurazione lirica iniziata ormai da anni e che non accenna a mollare la presa, annidata com'&#232; nelle pieghe pingui dell'editoria e della politica culturale che conta. Cos&#236; &#8211; plaquette dopo plaquette &#8211; il monumento al nostro triste provincialismo diviene ogni giorno pi&#249; grande e vergognosamente visibile. La critica? La critica guarda e ignora, se si fa eccezione di qualche dotta Introduzione a questo, o a quello. Da quanto latita in Italia un serio intervento sulle condizioni della poesia, sulle sue forme, sulle sue prospettive? Sospetto, per&#242;, che la ragione non sia soltanto la pigrizia della critica, ma addirittura una sua forma di clemenza&#8230; Ci&#242; che i &#8216;poetini' producono &#232; autotelico, pi&#249; che critica, chiede eco, mentre ci&#242; che c'&#232; di nuovo questa critica nemmeno ha gli strumenti per leggerlo. Dunque &#232; il silenzio. E i pochi che si danno davvero da fare rischiano anche di essere calunniati, rei come sono di insistere perch&#233; una vera ricerca poetica rinasca in Italia, colpevoli di osare la denuncia: il re &#232; nudo!&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Poi, certo, siamo italiani, e i &#8216;poetini' e i loro mentori di mezz'et&#224; non lo sono di meno. Dunque si orecchia, si provvede a far arrivare sul palco un trio d'archi, ci si esercita a leggere alla meno peggio i propri testi &#8216;muti', o si producono strane collane di poesia (che altrove sarebbero considerate frutto di un inesplicabile misreading) in cui ai testi di poesia si accludono dischi di questo, o quel musicante, pi&#249; o meno a caso, rovistando tra i fondi di magazzino delle case discografiche, nella speranza esplicitata che questo aiuti le vendite.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La poesia, insomma, si guarda morire, coccolando compiaciuta tutti i suoi vizi peggiori. Il suo lezioso silenzio scrive le sua epigrafe funeraria, ovviamente politically correct, badando bene a che le parole all'uopo scelte siano abbastanza raffinate da far letteratura. Come se questi giovani fossero nati gi&#224; vecchi&#8230;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Poesia &amp; cammino: due eventi da non perdere</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/Poesia-cammino-due-eventi-da-non</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.absolutepoetry.org/Poesia-cammino-due-eventi-da-non</guid>
		<dc:date>2012-04-10T12:34:58Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		


		<dc:subject>Eventi</dc:subject>
		<dc:subject>Poetry Slam</dc:subject>

		<description>Apre i battenti quest'anno a Bolzano il primo FESTIVAL DEL CAMMINARE, diretto da Luca Gianotti. Due eventi a ingresso libero, a cura di Luigi Nacci, saranno dedicati alla poesia. Un poetry slam a tema e una camminata scandita dai versi dei poeti. * Venerd&#236; 20 aprile, ore 21 1st International Walking Poetry Slam Il primo poetry slam dedicato al camminare in tutte le sue forme con: Dome Bulfaro (Monza) Arno Dejaco (Bozen) Franziska Holzheimer (M&#252;nchen) Lene Morgenstern (...)

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Eventi-+" rel="tag"&gt;Eventi&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Poetry-Slam-+" rel="tag"&gt;Poetry Slam&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L150xH113/arton2487-9bd5d.jpg&quot; width='150' height='113' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Apre i battenti quest'anno a Bolzano il primo &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;FESTIVAL DEL CAMMINARE&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, diretto da &lt;a href=&quot;http://lucagianotti.wordpress.com/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;&lt;strong&gt;Luca Gianotti&lt;/strong&gt;.&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Due eventi a ingresso libero, a cura di &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://nacciluigi.wordpress.com/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Luigi Nacci&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, saranno dedicati alla poesia. Un poetry slam a tema e una camminata scandita dai versi dei poeti. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Venerd&#236; 20 aprile, ore 21&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;1st International Walking Poetry Slam&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Il primo poetry slam dedicato al camminare in tutte le sue forme&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
con:&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/dome-bufaro&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Dome Bulfaro&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (Monza)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/arno-dejaco&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Arno Dejaco&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (Bozen)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/franziska-holzheimer&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Franziska Holzheimer&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (M&#252;nchen)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/lene-morgenstern&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Lene Morgenstern&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (Bozen)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/mieze-medusa&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Mieze Medusa&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt; (Wien)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/furio-pillan&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Furio Pillan&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (Trieste)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.absolutepoetry.org/Silvia-Salvagnini-Poesie&quot; class='spip_out'&gt;Silvia Salvagnini&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt; (Treviso)&lt;br&gt;
e il giovane &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.comune.bolzano.it/stampa_context.jsp?area=19&amp;ID_LINK=426&amp;page=8321&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Fabio Di Palma&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt; (vincitore del Poetry Slam delle scuole superiori di Bolzano 2011)&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
EmCee: &lt;strong&gt;Luigi Nacci&lt;/strong&gt; &amp; &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/sergio-garau&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Sergio Garau&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Il poeta vincitore del Poetry Slam ricever&#224; in premio un soggiorno per due persone per un fine settimana in un maso dell'Alto Adige, offerto dall'Azienda di soggiorno di Bolzano.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Dove: Centro giovani Pippo, Parco Petrarca&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Sabato 21 aprile, ore 10.30&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Cambiando pi&#249; spesso i paesi delle scarpe&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Camminata poetica multilingue&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
con:&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/rut-bernardi&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Rut Bernardi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (ladino)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/chiara-catapano&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Chiara Catapano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (italiano)&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.festivalcamminare.bz.it/ospiti/sonja-harter&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Sonja Harter&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; (tedesco)	&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
e alcuni poeti-camminatori del Walking Poetry Slam&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Ritrovo: via Brennero, 20 (davanti alla scuola Zelig Film)&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La poesia &#232; di tutti. Per parlare di 'tipi poetici' - Riprendendo Carabba: Meno Sanguineti pi&#249; Szymborska</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/La-poesia-e-di-tutti-Per-parlare</link>
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		<dc:date>2012-04-02T08:37:01Z</dc:date>
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		<dc:subject>Polemos</dc:subject>

		<description>Carabba ha riportato in auge una discussione vecchia di almeno quarantanni,e in realt&#224; mai sopita, quella che riguarda il rapporto travagliato tra pubblico, poeti e poesia. Bene, le sue affermazioni, provocatorie, &#8211; sono state volutamente fraintese, come era immaginabile, dai chierici della poesia nostrana, trattate alla stregua di quelle di un apostata. In Italia se verseggi in modo da farti capire solo da quella compagine di scribacchini che frequenti da quando hai 15 anni verrai chiamato (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L100xH150/arton2486-f1e4e.jpg&quot; width='100' height='150' style='height:150px;width:100px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://lettura.corriere.it/szymborska-o-sanguineti-dilemmi-poetici/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Carabba ha riportato in auge una discussione vecchia di almeno quarantanni,&lt;/a&gt;e in realt&#224; mai sopita, quella che riguarda il &lt;strong&gt;rapporto travagliato tra pubblico, poeti e poesia&lt;/strong&gt;. Bene, le sue affermazioni, provocatorie, &#8211; sono state volutamente fraintese, come era immaginabile, dai chierici della poesia nostrana, trattate alla stregua di quelle di un apostata. &lt;strong&gt;In Italia se verseggi in modo da farti capire solo da quella compagine di scribacchini che frequenti da quando hai 15 anni verrai chiamato intellettuale&lt;/strong&gt; &#8211; in libreria forse non ci finirai proprio, ma ti sar&#224; stato riconosciuto uno status, e magari avrai la tua sporadica pubblicazione su Il Manifesto, ti verr&#224; dato un premio dal classico Festival di Poesia che vede per sua giuria un gruppo composto per tre quarti da tuoi amici e conoscenti, pubblicherai su Nazione Indiana un intervento ogni tanto, o su Punto Critico, o su Critica Impura; in Italia, del resto, tutti quelli che hanno a che fare con le parole si conoscono bene, a volte anche troppo bene.&lt;br&gt;
&lt;br&gt; Basta citare Foucault qui, un po' di Derrida di l&#224;, un pizzico di Freud, quattro spicchi di neo-avanguardismo, venti minuti in forno ventilato (che si traduce in, niente lirismo per favore, perch&#233; il lirismo [sic!] &#232; cos&#236; borgheeese) e il piatto sar&#224; servito, con tanto di: brav&#242; brav&#242; brav&#242;. Non interessa se quel tuo libro sia in grado o meno di far provare una bench&#233; minima emozione a qualcuno (o se sia incomprensibile in certe sue parti), perch&#233; tu non sei uno di quei cialtroni che dicono cose come questa:&lt;strong&gt; &#171;[...] voglio far uscire la poesia dall'angolo elitario in cui &#232; stata relegata. [...]. Il mio target &#232; la casalinga di Voghera, se arrivo a lei arrivo a tutti&#187;&lt;/strong&gt; Ivan Tresoldi; e nemmeno credi che la poesia sia qualcosa che, in termini funzionali, riguardi ogni persona. La tua convinzione &#232; che la poesia sia una cosa di sangue, una cosa per pochi... Ma, allo stesso tempo non hai il coraggio di dichiarare questa cosa, perch&#233; se tu lo facessi non saresti pi&#249; un egualitari: ci&#242; che, appunto, pensi di te stesso. Allora ti resta solo la possibilit&#224; di rammaricarti perch&#233; quegli altri l&#224;, &lt;strong&gt;la gente normale, non ce l'ha mica avuta una professoressa di italiano e latino severa e capace come la tua&lt;/strong&gt;: scorrono fiumi di inchiostro per denunciare quanto il nostro sistema scolastico ora faccia schifo e quanto siano impudenti le nuove generazioni, e quanto i modelli che stanno cercando di affermare (queste nuove generazioni), siano inconsistenti, siano percorsi gi&#224; tentati e gi&#224; falliti... &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Certo, in alcune occasioni, chi nutre una forte passione per la poesia preferisce autori 'difficili', del resto servono anni di &lt;a href=&quot;http://www.poesia2punto0.com/2012/02/22/la-poesia-capitalista/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;addestramento umanistico&lt;/a&gt; alle spalle per capire un Sanguineti. Per&#242; un gravissimo errore sarebbe dare per scontato che tutti quelli che non hanno questo bagaglio di conoscenze debbano essere esclusi dal piacere che pu&#242; dipendere da leggere una buona poesia, bisogna scardinare il ragionamento che vuole fare della poesia una forma di intrattenimento (o di crescita spirituale) solo di chi a questa stessa fonte si abbevera da anni, del resto non possiamo ritenere buon cinema solo quello sperimentale, non possiamo ritenere buona arte solo quella concettuale e astratta: Burri e Haring sono due espressioni differenti dello stesso mondo, in poesia dovremmo imparare a far convivere anime differenti ma tra loro complementari. &#200; possibile leggere una raccolta di Caproni, giusto per fare un altro nome, in un solo fiato, e questo non vuole certo dire che la sua opera sia peggiore o meno importante rispetto a quella del primo o viceversa, si tratta di due &lt;strong&gt;tipi poetici &lt;/strong&gt; differenti. Dovremmo concentrarci, ed &#232; ci&#242; che ha cercato di fare Carabba in un certo modo, sulla &lt;strong&gt;questione dei tipi poetici&lt;/strong&gt;, mi spiego meglio: parafrasando Carabba si potrebbe dire che &#232; assurdo che si voglia impedire a una poesia capace di toccare le corde dell'anima anche della celeberrima casalinga di Voghera di essere diffusa, a questo tipo poetico di crescere e essere venduto come &#232; assurdo, nell'epoca dei prodotti non ragionare della poesia in termini di prodotto editoriale &#8211; che cosa dire allora del successo di pubblico di un Pavese, di un Pr&#233;vert (in traduzione) o del Baudelaire di Raboni, (questi tre nomi gi&#224; staranno suscitando un certo prurito ad alcuni). Esiste una poesia dunque, che pu&#242; essere goduta da tutti, o se non da tutti, da molti, perch&#233; la poeticit&#224; fa parte della vita di ogni persona. E del resto senza un buon prodotto ogni strategia mercatologica &#232; inutile, altro aspetto che non si &#232; tenuto conto replicando a Carabba. &#200; poesia capace, quella della Szymborska, di mutare lo stato emotivo di chi la riceve (ancor pi&#249; se la riceve veicolata dalla giusta voce: Gassman, Capovilla, Bene hanno fatto per la poesia in generale, e per la poesia italiana in particolare, molto pi&#249; di tanti critici di grido e docenti universitari) &#8211; io stesso, nel mio piccolo, ho fatto delle letture di autori come Carver, Pasolini, Cattaneo, Bertolucci, Frost, la sensazione che ho provato &#232; stata che con una scelta ponderata dei testi il pubblico diventi&lt;i&gt; meno difficile&lt;/i&gt;. A questa poesia, a questa in particolare, andrebbero dati maggiori spazi, per non tornare al famoso, 'cartone del latte' di Brodskij...&lt;br&gt;
&lt;br&gt; &lt;strong&gt;Altra poesia, invece, minoritaria per sua definizione, dovrebbe cercare di non imporre la sua pressione di autorit&#224;&lt;/strong&gt;: un giochetto psicologico vecchio come la retorica, vecchio non come Aristotele ma come l'uomo stesso. Dovrebbe accettareconsciamente il ruolo che le viene attribuito e non rammaricarsene, non fare il gioco del &lt;i&gt;piccolo incompreso&lt;/i&gt;; se io decido di scrivere alla Perec so che difficilmente uno dei miei libri diventer&#224; un best-seller, e dovrei sempre avere chiaro nella mia testa a che cosa vado incontro ed esserne, del resto, contento, fare ci&#242; con totale serenit&#224;. &#200; questo il luogo privilegiato (la poesia minoritaria di cui accennavo poc'anzi) per la sperimentazione estrema:&lt;strong&gt; dobbiamo finirla di pensare che la poesia sia un corpo omogeneo&lt;/strong&gt; dove, di tanto in tanto, spicchi un'individualit&#224; &#8211; la poesia &#232; una forma espressiva che dovrebbe trovare il coraggio di parlare dei suoi generi, e il genere &#232; una discorsivit&#224; che non dovrebbe essere inserita in una scala di valori: il genere gotico non &#232; meno valido di quello neo-realista, sono semplicemente due cose differenti, entrambi iponimi di letteratura. Altrimenti,&lt;strong&gt; il discorso al quale andiamo incontro &#232; paradossale, Joyce ha scritto l'Ulisse, L'Ulisse &#232; un capolavoro della letteratura, tutta la letteratura deve essere come l'Ulisse.&lt;/strong&gt; Io auspico che si riesca a capire velocemente che se tutti scrivessero imitando l'Ulisse di Joyce la letteratura abbandonerebbe il mondo in breve tempo, diventerebbe qualcosa di sotterraneo, da praticare nelle catacombe, alla stregua dei primi cristiani. E non &#232; forse questa la poesia italiana contemporanea, per certi versi?&lt;br&gt;
&lt;br&gt; Allora, la conclusione &#232; molto semplice, deve esistere, perch&#233; anche l'equivalente poetico dell'Ulisse trovi i suoi lettori, un grande corpus poetico (di qualit&#224;), suddiviso a sua volta in tipi poetici, alcuni di questi devono avere tra le loro intenzionalit&#224; quella di costruirsi un grande pubblico eterogeneo (e ragionare anche in termini di mercatologia, domandarsi che cosa i &lt;i&gt;customers&lt;/i&gt; vogliano dalla poesia): il romanzo in versi, la prosa d'arte, il neo-lirismo, il minimalismo, la poesia performativa ecc. e dall'altro una sana poesia sperimentale che non abbia per&#242; la velleit&#224; di proporsi quale U n i c a V e r a P o e s i a. &#200;, alla fine, un fatto matematico, tra mille nuovi fruitori di poesia una decina si avviciner&#224; di certo anche a percorsi avanguardistici, cos&#236;, per riflessione, anche questa seconda comunit&#224;, potr&#224; beneficiare di un ricambio generazionale, avr&#224; modo di crescere, di evolversi a sua volta.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Viola Amarelli, Le nudecrude cose e altre faccende</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/Viola-Amarelli-Le-nudecrude-cose-e</link>
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		<dc:date>2012-03-10T13:29:07Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Renata Morresi</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>Da (le nudecrude cose) a. Le nudecrude cose se ne fottono o, pi&#249; esattamente, restano imperturbabili. Hai voglia a ricoprirle con tappezzieri, pittori, arredatori. C'&#232; sempre la carta vetrata, al fondo del muro, l'asse maestro. Dietro, l'oceano. b. Molti, furbissimi, ne profittano occultandole a proprio uso e consumo. I pi&#249; infilano occhiali, rosa nera, ignavi. Per paura. Un tacito patto a ignorarle finch&#233; &#232; possibile: &#232; possibile per poco. c. Se immagina l'intelaiatura, lo scheletro, &#232; di (...)

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Poesia-+" rel="tag"&gt;Poesia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L150xH100/arton2483-43913.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;
Da &lt;i&gt;(le nudecrude cose)&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
a. Le nudecrude cose se ne fottono o, pi&#249; esattamente, restano imperturbabili. Hai voglia a ricoprirle con tappezzieri, pittori, arredatori. C'&#232; sempre la carta vetrata, al fondo del muro, l'asse maestro. Dietro, l'oceano. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
b. Molti, furbissimi, ne profittano occultandole a proprio uso e consumo. I pi&#249; infilano occhiali, rosa nera, ignavi. Per paura. Un tacito patto a ignorarle finch&#233; &#232; possibile: &#232; possibile per poco. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
c. Se immagina l'intelaiatura, lo scheletro, &#232; di silice e di titanio. Le nudecrude sono pietre dure, che durano, adattandosi con impercettibili variazioni. Lo stato dei fatti cambia continuamente, pi&#249; non le guardi, pi&#249; spiazzano. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
[&#8230;]&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
g. Sa che non la guardano. Neppure l'ascoltano. Distolgono gli occhi e si tappano le orecchie. Si &#232; sgolata per avvertire, inutilmente, si rifiutano. La rifiutano. Ha smesso, registra i ritmi e i cedimenti. &#200; un compito, a qualcosa servir&#224;. La stanchezza.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
h. Netta, tagliente. E spigolosa, un elefante tra i cristalli. Come le nudecrude, stessa razza. Un dio malvagio la abita. Davvero, hanno scritto cos&#236;. Tre secoli prima un bel rogo l'avrebbero trovato. Ora possono solo sbuffare. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
i. Che qualcuno l'abbia scritta, questa proposizione sulle divinit&#224; e la possessione e il male, le sembra strambo, ma ancor di pi&#249; che quel qualcuno l'abbia pensata. Almeno, ha dentro un dio, che non &#232; poco, si consola. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
[&#8230;]&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
q. Liscio, rugoso, scabro, levigato. I sassi rispondono al tocco. Toccando vi aderisce, al sicuro tra le sterpaglie e i rovi. Il ragazzo porta il geiger: rame e ferro continuano a brillare nei secoli, tra le serpi. Genealogie di bisce, a strisce e vipere. Ha i guanti, gli stivali e una bussola. Per puntare i segni, per il reticolo. Sua la collina, le tombe nude dei padri. Le madri meno ossa, cumuli d'ambra. Li ha trovati anni fa. Scaveranno domani. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
r. Le nudecrude cose. Una punta, un dente di pettine d'osso, l'ansa di un vaso. &#201; il suo mestiere. Necrofora. Si sta meglio coi morti millenari. Aleggiano pacifici, da un pezzo diventati potassi e magnesio. &#201; un'amicizia tacita tra lei e le crete e le arenarie. Si annusano a vicenda. Il cane arriva randagio e forestico. Gli operai lo scacciano. Non hanno capito che &#232; lui la guida, guaisce tra un'orma e le tracce. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
[&#8230;]&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
u. &#200; quasi tutto a posto. Completato. I reperti portati via. Non vale la pena conservare altro. Tra un paio di mesi gli sterpi torneranno a dominare, fatica brevilinea delle zappe. Le linee delle case. Le tre tombe. La struttura, fotografata, le carte in autocad. Linee perfette, qui sempre le stesse. La nudacruda fine. Dietro l'oceano. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
v. Un dio, disperso.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
z. Grosso modo, pensa, &#232; andata, va, cos&#236;. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;i&gt;(e me ne vado)&lt;/i&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
E me ne vado sai pei cazzi miei&lt;br&gt;
quelli dei gatti e delle ortiche&lt;br&gt;
e del geranio rosso un po' sboccato, &lt;br&gt;
dei cani assonnacchiati sotto il sole,&lt;br&gt;
n&#233; vi conosco a meno che&lt;br&gt;
non chiediate aiuto, allora&lt;br&gt;
correr&#242; rapida freccia per darvi&lt;br&gt;
come posso quiete e porto. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;i&gt;(ancora)&lt;/i&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Mettetemi il vestito rosso&lt;br&gt;
e poi alla terra morbida una fossa&lt;br&gt;
ch'io rinasca verme e insieme mosca&lt;br&gt;
magari campanula o cicoria&lt;br&gt;
e tutto questo senza tante storie&lt;br&gt;
che anche da morti si serve la vita. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Da Viola Amarelli, &lt;i&gt;Le nudecrude cose e altre faccende&lt;/i&gt;, L'arcolaio, Forl&#236;, 2011, pp. 90. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Viola Amarelli, campana, ha pubblicato la raccolta &#8220;Fuorigioco&#8221; (2007), l'e-book &#8220;Morgana&#8221; (2008) e il poemetto &#8220;Notizie dalla Pizia&#8221; (2009). Suoi testi sono presenti in varie antologie (da ultimo &#8220;Mundus&#8221;, 2009, e &#8220;Calpestare l'oblio&#8221;, 2010), su riviste e in rete tra l'altro su &#8220;Nazione Indiana&#8221; e &#8220;La dimora del tempo sospeso&#8221;. &#200; redattrice di &#8220;Vico Acitillo&#8221;, e cura il lit-blog &#8220;Viomarelli&#8221;.&lt;/i&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Commiato da Andromeda, due frammenti</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/Commiato-da-Andromeda-due</link>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>Sono un discreto ribelle, e so andarmene via al momento giusto, senza servire nessuno. Nessun ossequio, non sar&#242;, semplicemente, disponibile, assente nella fila, non faccio parte degli effettivi. Come rivoltoso, poi, sono indolente e manco di costanza: non parteciper&#242; all'assedio se prolungato, e non far&#242; la scolta affamato, insonne, anche perch&#233; dormire bene &#232; pi&#249; che importante, nessuna rivoluzione dovrebbe dimenticarlo: le grandi cazzate, come le fucilazioni degli innocenti, (...)

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Poesia-+" rel="tag"&gt;Poesia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L111xH150/arton2482-5b2f4.jpg&quot; width='111' height='150' style='height:150px;width:111px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Sono un discreto ribelle, e so andarmene via&lt;br&gt;
al momento giusto, senza servire nessuno.&lt;br&gt;
Nessun ossequio, non sar&#242;, semplicemente,&lt;br&gt;
disponibile, assente nella fila, non faccio parte&lt;br&gt;
degli effettivi. Come rivoltoso, poi, sono indolente&lt;br&gt;
e manco di costanza: non parteciper&#242;&lt;br&gt;
all'assedio se prolungato, e non far&#242; la scolta&lt;br&gt;
affamato, insonne, anche perch&#233; dormire&lt;br&gt;
bene &#232; pi&#249; che importante, nessuna&lt;br&gt;
rivoluzione dovrebbe dimenticarlo: le grandi cazzate,&lt;br&gt;
come le fucilazioni degli innocenti, si fanno&lt;br&gt;
per troppa economia di sonno.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma per amare, io credo,&lt;br&gt;
non esista vocazione: per questo mi dicevo,&lt;br&gt;
all'epoca di Andromeda, quando la mia vita&lt;br&gt;
era precipitata e confusa nella sua, assorbendo&lt;br&gt;
inevitabilmente, giorno dopo giorno, anche&lt;br&gt;
il suo dolore, i pianti, oltre che le risa,&lt;br&gt;
o le danze sul letto, esattamente come&lt;br&gt;
avrebbe fatto una bambina, e dunque&lt;br&gt;
io pensavo, allora, che nulla avrei fatto&lt;br&gt;
d'importante nel mondo, e non avrei&lt;br&gt;
reso giustizia, non potendo sopportare&lt;br&gt;
sacrifici ed insonnia, dolore fisico e fame,&lt;br&gt;
privo davvero di ogni eroismo, fatto salvo&lt;br&gt;
l'eroismo delle gambe levate, che il disertore&lt;br&gt;
e il picaro, con insolenza, condividono.&lt;br&gt;
Con Andromeda, per&#242;, mi dicevo, posso&lt;br&gt;
tentare l'esperimento, far crescere, in lei,&lt;br&gt;
in qualche zona della sua persona,&lt;br&gt;
il tasso di felicit&#224;, anche se di ardua&lt;br&gt;
misurazione, ma se riuscissi&lt;br&gt;
a renderle la vita pi&#249; leggera&lt;br&gt;
e luminosa, qualche giorno di pi&#249;,&lt;br&gt;
se davvero sfruttassi ogni occasione&lt;br&gt;
per incrementare la serenit&#224; e i sorrisi&lt;br&gt;
di Andromeda, assorbendo e diluendo&lt;br&gt;
le sue ramificate ansie, allora s&#236;,&lt;br&gt;
con l'amore io avrei fatto&lt;br&gt;
qualcosa, come un operaio&lt;br&gt;
o un falegname, di concreto&lt;br&gt;
e duro. Tutti i cristiani della terra&lt;br&gt;
possano belare vanamente: il valore d'uso&lt;br&gt;
dell'amore&lt;br&gt;
non necessita vocazione, dottrina,&lt;br&gt;
divinit&#224; alcuna,&lt;br&gt;
basto io, che spingo Andromeda&lt;br&gt;
fuori dall'ombra, dal mostro, la faccio&lt;br&gt;
ridere, ballare sul letto,&lt;br&gt;
come una bambina, e finch&#233; questo&lt;br&gt;
accade, finch&#233; esiste questo nutrimento,&lt;br&gt;
che io traggo da me, per lei, e che mi ritorna&lt;br&gt;
come il senso trasparente del vivere,&lt;br&gt;
io posso dire che la rivoluzione,&lt;br&gt;
nonostante le mie conclamate inadeguatezze,&lt;br&gt;
pare proprio essere cominciata.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;*	*	*&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(C'&#232; insomma questa sorta di metafisica, quando l'amore prende piede, comincia a emettere segnali profetici, divinatori, misticheggianti, che rende ogni territorio abituale del tutto insufficiente e spoglio, e non fa pi&#249; colpo neppure il grande parlare della realt&#224;, suggerendo alternanze di governo, legislazioni pi&#249; flessibili, rincari della costituzione, scioglimento dei carri armati, se poi Diana o Bush o Michael Jackson sono persone talmente visibili, che esistono come parassiti nei nostri cervelli, in una sorta di medaglione paranaturale, che ogni giorno dobbiamo, con balsami e salive, celebrare, strofinare, rendere splendente, allora il collo, i piccoli tormenti, gli scontrini che Andromeda tiene nelle mani, il sacchetto di plastica da cui estrae un barattolo di yogurt: questo, mi dico, &#232; il reale, da qui non posso muovermi, non me ne allontaner&#242; di un centimetro, e neppure a notte fonda, alla fine, moller&#242; la presa. Con gli occhi arrossati, con i denti, con tutta la mente disponibile, dalla punta dei capelli ai capillari delle dita dei piedi, lo incamero: che s'infigga dritto, rovente, umile, minuscolo, minaccioso, nelle eliche del mio DNA, voglio trasmetterlo, questo mondo nuovo, che nessuno ha avuto il fegato, l'idiozia, di vedere. Vivi Andromeda! Io conto i passi, quelli dal soggiorno alla camera, dalla cucina al bagno, dal telefono al computer, semino le briciole, allestisco la fiaba. A notte fonda, dopo l'incendio, con la faccia graffiata, gli occhi pesti di fuliggine, ritorner&#242; indietro per ognuno dei giri, dei pi&#249; banali, quotidiani, gesti: passo dentro passo, ecco le nostre orme, le nostre ombre, sono ancora cos&#236; indistruttibili, luminose, scomparse.)&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[Andrea Inglese, &lt;i&gt;Commiato da Andromeda&lt;/i&gt;, &lt;a href=&quot;http://valigierosse1.jimdo.com/poesia/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Valigie Rosse&lt;/a&gt;, Premio Ciampi 2011]&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>XI QUADERNO DI POESIA CONTEMPORANEA</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/XI-QUADERNO-DI-POESIA</link>
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		<dc:date>2012-02-05T13:58:28Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Marco Simonelli</dc:creator>


		<dc:subject>Eventi</dc:subject>

		<description>presentazione in anteprima nazionale XI QUADERNO DI POESIA CONTEMPORANEA ed. Marcos Y Marcos 25 febbraio 2012 ore 21 Galleria Gomma Bicromata via Berzantina, 12 Castel di Casio (Bo) letture di yari bernasconi azzurra d'agostino fabio donalisio vincenzo frungillo eleonora pinzuti marco simonelli mariagiorgia ulbar coordina franco buffoni &#171;Non si va a privilegiare particolari &quot;scuole&quot; o conventicole. Si cerca di dare il quadro il pi&#249; completo possibile di quanto di meglio (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L150xH113/arton2479-59424.jpg&quot; width='150' height='113' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;presentazione in anteprima nazionale&lt;br&gt;
XI QUADERNO DI POESIA CONTEMPORANEA&lt;br&gt;
ed. Marcos Y Marcos &lt;br&gt;
25 febbraio 2012&lt;br&gt;
ore 21&lt;br&gt;
Galleria Gomma Bicromata&lt;br&gt;
via Berzantina, 12&lt;br&gt;
Castel di Casio (Bo)
&lt;p&gt;letture di &lt;br&gt;
yari bernasconi&lt;br&gt; azzurra d'agostino&lt;br&gt; fabio donalisio&lt;br&gt; vincenzo frungillo&lt;br&gt;
eleonora pinzuti&lt;br&gt; marco simonelli&lt;br&gt; mariagiorgia ulbar&lt;/p&gt; &lt;p&gt;coordina franco buffoni&lt;/p&gt;
&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&#171;Non si va a privilegiare particolari &quot;scuole&quot; o conventicole. Si cerca di dare il
quadro il pi&#249; completo possibile di quanto di meglio propone la giovane
poesia italiana. Una scelta ardua, condotta su parametri di esclusiva
valutazione estetica, qualitativa.&#187; f. buffoni&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;C'&#232; almeno un tratto che accomuna la serie dei quaderni italiani, curati da
Franco Buffoni: ed &#232; la selezione di autori anagraficamente vicini, s&#236;, ma
ognuno dotato di una propria voce ben distinguibile e gi&#224; modulata, senza
velleit&#224; generazionali.&#187; n. scaffai&lt;/p&gt; &lt;p&gt;in collaborazione con &lt;br&gt;
Sassiscritti - Associazione Culturake&lt;br&gt;
Galleria delle arti Gomma Bicromata&lt;br&gt;
Comune di Porretta Terme&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Chi di romanzo ferisce, di romanzo perisce.</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/Chi-di-romanzo-ferisce-di-romanzo</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.absolutepoetry.org/Chi-di-romanzo-ferisce-di-romanzo</guid>
		<dc:date>2012-02-05T13:57:40Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Polemos</dc:subject>

		<description>Per qualche tempo me ne sono andato in giro sui social network (sostanzialmente Facebook e Twitter) a spammare in giro frasi provocatorie contro il romanzo. Poi son rimasto nell'angolo, a vedere l'effetto che faceva&#8230; Ne ho dette di tutti i colori, sin che da un popolo di romanzieri e lettori di romanzi, abituato com'&#232; a tenere il culo ben aderente alla sedia, o al divano, non ci si poteva certo aspettare la Rivoluzione. Le reazioni sono state un oceano e molte piuttosto inviperite, com'era (...)

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/-e-Zine-" rel="directory"&gt;e-Zine&lt;/a&gt;

/ 
&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Polemos-+" rel="tag"&gt;Polemos&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L150xH100/arton2480-6afc1.jpg&quot; width='150' height='100' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Per qualche tempo me ne sono andato in giro sui social network (sostanzialmente Facebook e Twitter) a spammare in giro frasi provocatorie contro il romanzo. &lt;br&gt;
Poi son rimasto nell'angolo, a vedere l'effetto che faceva&#8230;
Ne ho dette di tutti i colori, sin che da un popolo di romanzieri e lettori di romanzi, abituato com'&#232; a tenere il culo ben aderente alla sedia, o al divano, non ci si poteva certo aspettare la Rivoluzione. &lt;br&gt;
Le reazioni sono state un oceano e molte piuttosto inviperite, com'era facilmente prevedibile. &lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ovviamente lo scopo non era quello di calunniare il romanzo. Ne leggo molti, con gran piacere, io stesso ho avuto il cattivo gusto &#8211; per dirla con il mio prediletto Roberto Bola&#241;o &#8211; di scriverne due, se non tre.&lt;br&gt;
Il problema era altro, come poi mi sono sforzato di spiegare, en passant, in un saggio assai meno provocatorio che uscir&#224; su In pensiero nel prossimo mese di febbraio. &lt;br&gt;
Il problema era la poesia, rinchiusa nel recinto di quella che chiamiamo letteratura e abbandonata ai denti ben pi&#249; affilati del supposto cugino in prosa. &lt;br&gt;
Da quando la poesia ha abbandonato ogni volont&#224;, ogni speranza di abitare la voce, essa si &#232; trasformata da poesia che era, in un prodotto letterario in versi, che &#232; tutt'altra cosa. E per i fondamenti teorici di quanto dico, lasciatemi qui tagliar corto, rimandando all'imprescindibile studio di Gabriele Frasca, &lt;i&gt;La lettera che muore&lt;/i&gt; (Meltemi).&lt;br&gt;
Ma la lingua scritta non &#232; la lingua madre della poesia, bens&#236; quella del romanzo. La partita era impari, e cos&#236;, pur rinchiusi nella medesima cella, nello stabbio comune, il romanzo e la poesia non hanno fraternizzato affatto e il romanzo, da quel pira&#241;a che &#232;, ha divorato la poesia (e siccome l'appetito vien mangiando, si &#232; pappato poi anche il saggio, la novella, il trattato e via cos&#236;, masticando e deglutendo&#8230;).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si capisce allora quanto sia nodale la questione di tener la poesia lontana da una letteratura ormai sinonimica del romanzo. &lt;br&gt;
Ne va della sua vita. &lt;br&gt;
O sopravviver&#224; solo in forma Jovanotta, come qualcuno, un po' snob, s'affanna ad augurarsi. Piuttosto la morte.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Potete immaginare la mia sorpresa quando, grazie alla soffiata dell'ottimo Paolo Melissi, ho scoperto l'esistenza di un libretto singolare, non privo di qualche qualit&#224;, se non altro d'eccentricit&#224;, &lt;i&gt;L'inferno del romanzo&lt;/i&gt; (Transeuropa). &lt;br&gt;
A scriverlo &#232; stato quel Richard Millet, nei giorni pari difensore del Grande Stile (il Grande Stile, perbacco!), in quelli dispari editor di un romanzo piuttosto prescindibile, come &lt;i&gt;Le benevole&lt;/i&gt;, di Jonathan Littel. &lt;br&gt;
In codesto libretto, in cui non mancano lampi di genialit&#224;, alternati a sbracature mitiche, entrambi a volte mascherati da una traduzione abbastanza claudicante da esimere il lettore dal confronto con l'originale, si legge &#8211; letteralmente -: &#171;Uno spettro ossessiona la letteratura: il romanzo, diventato a tal punto egemonico che tutta la produzione letteraria sembra doversi ridurre ad esso. Nello specifico &#232; il romanzo internazionale, insipido, senza stile, immediatamente traducibile in inglese, l'unico oggetto di una letteratura senza altra storia se non il gioco dei suoi simulacri, dei suoi plagi, della sua moneta falsa&#187;. E' il romanzo della &#171;postletteratura&#187;.
Ben detto, caro Millet! Peccato che, ad approfondire la lettura del libro, saltino poi fuori episodi di sciovinismo letterario al limite del ridicolo (la France c'est la France! Parbleu!), mescolati a una misoginia degna del peggior Baudelaire, che spesso si risolve in affermazioni che lasciano stupefatto ogni disgusto. Un esempio tra tutti, poi passo avanti, ch&#233; non &#232; questo lo scopo del presente scritto :&#171;Nella postletteratura (ossia in un mondo governato dalle donne, o a loro promesso) il romanzo &#232; femminile: le donne ne sono divenute non solo le prime consumatrici ma anche le pi&#249; importanti produttrici&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siete ancora l&#236;? &lt;br&gt;
Se non siete fuggiti per il ribrezzo, mi prendo la libert&#224; di concludere questo mio digrediente discorrere. &lt;br&gt;
Ora, se finanche un classicista di ritorno, un sincero machista della prosa, come il buon Millet si rende conto del fatto che in letteratura ormai tutto &#232; romanzo, allora forse qualche ragione di provocare il vostro povero poeta l'aveva. &lt;br&gt;
In Ytaglia poi il &#8216;romanzo-centrismo' arriva a livelli memorabili, siamo la patria d'elezione di un genere letterario che s'&#232; autonominato &#8216;Arte Totale'. Risparmio esempi, basta guardarsi attorno. &lt;br&gt;
Peraltro, mio caro Millet, non &#232; vero affatto che &#171;la questione di fondo non riguarda la decadenza della letteratura, n&#233; la fine del genere romanzesco, bens&#236; ci&#242; che &#232; nato con Omero e che dipende [&#191; dipende?]da ci&#242; che noialtri scrittori continuiamo a chiamare letteratura. &#187; Ci&#242; che voialtri scrittori chiamate letteratura con Omero non c'entra affatto, anche se avete provato a divorare anche quello e, come pu&#242; vedere, distingu&#233; Millet, lo fate anche mentre dichiarate che sarebbe il caso d'alzarsi da tavola. &lt;br&gt;
Abbia un po' di buon gusto, almeno la smetta di fare l'editor di certa roba, ch&#233; altrimenti tutta la teoria le crolla su inciampi cos&#236; volgari e inglesi come la prassi. &lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>La Poesia &#232; un nome</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/La-Poesia-e-un-nome</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.absolutepoetry.org/La-Poesia-e-un-nome</guid>
		<dc:date>2012-01-18T13:30:27Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Teoria e critica</dc:subject>

		<description>Parliamo un po' di aggettivi e sostantivi&#8230; Che l'attributo &#8220;poetico&#8221; abbia sempre avuto una sua certa &#8216;allure' prostituzionale &#232; indubbio. Da tanto tempo ormai moltissime cose, che non hanno niente a che vedere con la &#8216;poesia', sono &#8216;poetiche'. &#8232;Sono poetici film, pi&#232;ce teatrali e quadri, balletti e &#8211; ovviamente &#8211; romanzi e canzoni, ma sono poetici anche gol (quelli di Maradona e di Pel&#232;, ad esempio) e ciclistiche fughe dal gruppo, nell'inerpicarsi su alti Resegoni, abiti d'alta moda, automobili, (...)

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Teoria-e-critica-+" rel="tag"&gt;Teoria e critica&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L150xH101/arton2477-3c40d.jpg&quot; width='150' height='101' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Parliamo un po' di aggettivi e sostantivi&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che l'attributo &#8220;poetico&#8221; abbia sempre avuto una sua certa &#8216;allure' prostituzionale &#232; indubbio. Da tanto tempo ormai moltissime cose, che non hanno niente a che vedere con la &#8216;poesia', sono &#8216;poetiche'. &#8232;Sono poetici film, pi&#232;ce teatrali e quadri, balletti e &#8211; ovviamente &#8211; romanzi e canzoni, ma sono poetici anche gol (quelli di Maradona e di Pel&#232;, ad esempio) e ciclistiche fughe dal gruppo, nell'inerpicarsi su alti Resegoni, abiti d'alta moda, automobili, architetture, sin monologhi televisivi e foto di famiglia, meglio se su riviste patinate e di dinastie di happy few. &#8232;Da pi&#249; tempo ancora sono poetici anche paesaggi, sfondi naturalistici, tramonti, albe, rugiade, amori, scorci, foreste, lune, golfi, calette, voli di farfalle e albatros e gabbianelle, eccetera.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.satisfiction.me/la-poesia-e-un-nome/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Continua QUI&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Ma voi potete commentarlo qua sotto :-)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>LIBRI S/VISTI poesie di un passato che &#232; prossimo</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/LIBRI-S-VISTI-poesie-di-un-passato</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.absolutepoetry.org/LIBRI-S-VISTI-poesie-di-un-passato</guid>
		<dc:date>2012-01-18T12:39:06Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Lidia Riviello</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>Giuliano Mesa Quattro Quaderni Zona editrice 2000 10-s- ancora. Cinque sculture in atto I prendi due suoni tra due pietre e fanne un masso, fanne un ammasso che dirompe, sfrangia, sfera che si fa crepa, che s'apre, e s'apra come una pietra percossa ( e sapr&#224;, se sapr&#224; dirlo ancora) II con molta impazienza, molta fretta di fermare le mani, formando un nido, per acquietarvi l'ombra, solco che scava, luce dopo luce, s'impolveri l'ombra, e poi rimanga, e poi (...)

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		</description>


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Giuliano Mesa&lt;br&gt;
&lt;br&gt; Quattro Quaderni&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Zona editrice 2000&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;10-s- ancora. Cinque sculture in atto&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;prendi due suoni tra due pietre&lt;br&gt;
e fanne un masso,&lt;br&gt;
fanne un ammasso che dirompe,&lt;br&gt;
sfrangia, sfera che si fa crepa,&lt;br&gt;
che s'apre,&lt;br&gt;
e s'apra come una pietra percossa&lt;br&gt;
( e sapr&#224;, se sapr&#224; dirlo ancora)&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;II&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;con molta impazienza,&lt;br&gt;
molta fretta di fermare le mani,&lt;br&gt;
formando un nido,&lt;br&gt;
per acquietarvi l'ombra,&lt;br&gt;
solco che scava, luce dopo luce,&lt;br&gt;
s'impolveri l'ombra,&lt;br&gt;
e poi rimanga, e poi rimanga ancora&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;III&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;cinque per dieci, occhi,&lt;br&gt;
che non guardano&lt;br&gt;
che vedono, soltanto,&lt;br&gt;
ci&#242; che sta per essere,&lt;br&gt;
tanto che solo non guardando,&lt;br&gt;
facendo specchio,&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;con dieci mani aperte,&lt;br&gt;
alle fessure, ferite,&lt;br&gt;
cos&#236; vedono ancora&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;IV&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;prima che il segno diventi cosa da segnare,&lt;br&gt;
crosta di polvere sulle screpolature,&lt;br&gt;
fascia di polvere calda,&lt;br&gt;
benda sulle nocche per scorticare il tronco,&lt;br&gt;
percuotendolo, per farlo risuonare,&lt;br&gt;
luce dopo luce,&lt;br&gt;
pietra che non tace pi&#249;,&lt;br&gt;
dice quest'ombra, adesso,&lt;br&gt;
mentre tace ancora&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;V&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;fatti cupa,&lt;br&gt;
occ&#249;pati di ci&#242; che muove il moto,&lt;br&gt;
la cuspide,&lt;br&gt;
l'erosione che consente di premere,&lt;br&gt;
posando, mettendo a posto,&lt;br&gt;
nel posto in cui star&#224;&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;fatti incupita,&lt;br&gt;
muovi, da qui a dopo, la parete,&lt;br&gt;
l'argine,&lt;br&gt;
margine che ricomincia a stare,&lt;br&gt;
segnando, facendo segni,&lt;br&gt;
ancora, per starci ancora&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Giuliano Mesa, nato nel 1957 a Salvaterra (Reggio Emilia), ci ha salutati nell'agosto del 2011.&lt;br&gt;
Trasferitosi a Roma nel 1982, ha vissuto i suoi ultimi anni a Vasanello in provincia di Viterbo. &lt;br&gt;
Ha pubblicato le raccolte poetiche Schedario con l'editore Geiger nel 1978; I loro scritti con le edizioni Quasar nel 1992; Improvviso e dopo con Anterem edizioni nel 1997; Quattro quaderni per l'editore Zona nel 2000. &lt;br&gt;
Nel 2000 &#232; tra i redattori di &quot;&#193;kusma. Forme della poesia contemporanea&quot; e nel 2001, con Agostino Di Scipio, realizza l'opera per poesia e musica Tiresia, testo pubblicato poi per le edizioni La Camera Verde nel 2008.&lt;br&gt;
Dal 2007 pubblica un gran numero di titoli nelle diverse collane delle edizioni La Camera Verde di Roma tra cui: Metra. Pagine da Amelia Rosselli, 2007; Domande da Samuel Beckett, 2007, Paul Celan, con le opere di Davide Racca, 2007; Al giorno d'oggi, 2007; Era vero, 2008; Da recitare nei giorni di festa, 2008. &lt;br&gt;
Cura la traduzione delle poesie di Cesar Vallejo:Cesar Vallejo, 2008. Nel 20010 esce la raccolta Giuliano Mesa, Poesie 1973-2008, con la refazione di Alessandro Baldacci.&lt;br&gt;
Nel 2009 ha pubblicato il volume Quatr' in dialet presso le edizioni La Camera Verde con fotografie di Alfredo Anzellini e sempre per la Camera Verde, esce nel 2010 Poesie 1973-2008, nella Collana Metra, n.1,con la prefazione di Alessandro Baldacci.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Ciao Absolute, per il mio &quot;cyclo&quot; : &quot;libri s/visti&quot;- poesie di un passato che &#232; prossimo, propongo &quot;Quattro quaderni&quot; di Mesa edito da Zona non tra i pi&#249; circolati negli ultimi anni, direi. A prestissimo lidia&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>E' Natale: il Corsera fa poesia!</title>
		<link>http://www.absolutepoetry.org/E-Natale-il-Corsera-fa-poesia</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.absolutepoetry.org/E-Natale-il-Corsera-fa-poesia</guid>
		<dc:date>2011-12-30T09:01:33Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Polemos</dc:subject>

		<description>E' proprio vero che le strade che menano all'Inferno sono lastricate di buone intenzioni. Sicuramente erano buone le intenzioni del Corsera nel lanciare una nuova collana di libri di poesia che si possono acquistare in edicola, insieme al quotidiano. E' Natale e a Natale siamo tutti pi&#249; buoni, tanto buoni da arrivare alla follia di pubblicare dei versi. Noi tutti piccoli, insignificanti poeti e lettori di poesia di questo impoeticissimo mondo multinazionale, siam grati del filantropico (...)

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/-e-Zine-" rel="directory"&gt;e-Zine&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.absolutepoetry.org/+-Polemos-+" rel="tag"&gt;Polemos&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L150xH113/arton2474-d40ee.jpg&quot; width='150' height='113' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;E' proprio vero che le strade che menano all'Inferno sono lastricate di buone intenzioni. Sicuramente erano buone le intenzioni del Corsera nel lanciare una nuova collana di libri di poesia che si possono acquistare in edicola, insieme al quotidiano.&lt;br&gt;
E' Natale e a Natale siamo tutti pi&#249; buoni, tanto buoni da arrivare alla follia di pubblicare dei versi.&lt;br&gt;
Noi tutti piccoli, insignificanti poeti e lettori di poesia di questo impoeticissimo mondo multinazionale, siam grati del filantropico pensiero.&lt;br&gt;
Niente da dire, peraltro, sulla scelta dei primi titoli, a cura di Nicola Crocetti, tutto nella norma: si va dagli ottimi Pessoa e Kavafis, o Szymborska, ai pessimi e noiosi (ma proprio perci&#242; amatissimi) Neruda e Merini.&lt;br&gt;
Niente da dire neanche sull'idea del libro di poesia gadget: va bene cos&#236;, oggi l'editoria &#232; anche questo. Magari a me non piace, magari preferirei che i quotidiani facessero i quotidiani (e non gli editori) e che gli editori facessero gli editori (e non i quotidiani, pubblicando cose che durano poco pi&#249; dell'edizione giornaliera del Corsera).
Ma tant'&#232;, non mette neanche conto parlarne.&lt;br&gt; Quello che mi ha impressionato &#232; altro: &#232; l'apparato comunicativo e para-critico-pubblicitario messo su per lanciare l'iniziativa di Via Solferino.&lt;br&gt;
A dire il loro profondissimo amore per la poesia sono stati chiamati in tanti sul sito web del quotidiano e qui la faccenda si fa intricata, perch&#233; costoro, probabilmente preoccupati di svolger bene il loro compito (quello di intellettuali chiamati l&#236; a convincere qualcuno, il lettore medio e mediocremente alfabetizzato, che leggere poesia &#232; cosa buona e giusta, compito, com'&#232; noto, improbo e proibitivo), inanellano una tale serie di spropositi e luoghi comuni al proposito da restarne impressionati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.satisfiction.me/e-natale-il-corsera-fa-poesia/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Continua qui...&lt;/a&gt;&lt;br&gt; [ma se hai voglia commenta qua sotto ;-) ]&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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